Atletica leggera nella Guerra fredda. Il Meeting dell’Amicizia di Siena

Fabio Masotti - Istituto Storico della Resistenza Senese e dell'Età Contemporanea

Alberto Juantorena, autore dei 400 m. in 44"9, al Meeting dell'Amicizia di Siena il 21 luglio 1974
Alberto Juantorena, autore dei 400 m. in 44"9, al Meeting dell'Amicizia, Siena 21 luglio 1974
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“Il Meeting dell’Amicizia per il suo carattere popolare, scevro da quell’ufficialità tipica della burocrazia federale, si differenzia profondamente dalle altre analoghe manifestazioni italiane e straniere […]. Sostenuto e finanziato dagli Enti Locali (Comune e Provincia) e dagli Enti cittadini (Monte dei Paschi, E.P.T. e Camera di Commercio), organizzato dalla UISP con la collaborazione delle Società sportive cittadine più rappresentative, si è ormai affermato e caratterizzato come un incontro di atleti e di uomini di tutti i paesi con il popolo di Siena, all’insegna dell’amicizia e della solidarietà. Diverso è il meeting di Milano, finanziato dalla Snia e dalla Pirelli, dove lo spettacolo si salda con la merce”.

Così si può leggere su un documento del luglio 1972 a cura del comitato organizzatore del Meeting senese, in occasione della 13° edizione dell’ormai famoso evento di atletica leggera che si teneva allo stadio del Rastrello.

Nel passo sopra riportato emergono con chiarezza lo spirito e i contenuti della manifestazione – la cui prima edizione,- denominata “Meeting dell’Amicizia Post-Olimpica”,- si era tenuta a Roma, pochi giorni dopo la conclusione dell’Olimpiade del 1960 – improntati ad una visione dello sport inteso come servizio sociale ed espressione di quel movimento operaio e democratico che riusciva a connotare di sé ogni ambito della vita sociale e culturale del paese.

Dal 1961 l’evento si trasferì a Siena e il giornalista sportivo Alfredo Berra così scriveva: “Il Meeting dell’Amicizia Intercittà […] rappresenta la sintesi di ciò che un movimento di propaganda e di qualificazione atletica deve avere come insegna: reclutamento, studio, metodo e progresso”. Per queste idealità e connotazioni, il Meeting dell’Amicizia fu, fin dalla sua nascita, una manifestazione sui generis, che attraversò gli anni più turbolenti della Guerra Fredda in cui le contrapposizioni tra USA e URSS erano più aspre.

Copertina del programma del 1961

Copertina del programma del 1961

Una caratteristica del Meeting dell’Amicizia, fin dalla sua prima edizione, fu quella di manifestazione di altissimo livello sportivo – già nell’edizione romana del 1960 fu stabilito un primato mondiale, quello del lancio del disco femminile (57,15 m.) della sovietica Tamara Press – e anche di importante iniziativa di amicizia tra i popoli e di festa sportiva tra culture diverse. L’UISP nazionale, col suo ramo senese UISP Atletica, fu l’ente organizzatore, coadiuvato da altre Società Sportive, ma anche ostacolato, se non apertamente discriminato, dal mondo ufficiale dell’atletica e della politica governativa che vedeva nel Meeting una articolazione della più vasta propaganda di sinistra, nella fattispecie del PCI.

Sono da leggere in questo senso i ripetuti divieti di partecipazione agli atleti appartenenti ai gruppi militari, con esclusione del corpo delle Fiamme Gialle il quale, essendo sotto il Ministero delle Finanze, concesse ai propri rappresentanti l’autorizzazione a partecipare. Emblematico, a tale riguardo, il caso di Eddy Ottoz, uno dei massimi specialisti europei e mondiali dei 110 ostacoli, il quale, in una edizione, essendo stato autorizzato a gareggiare solo all’ultimo momento, si presentò ai blocchi di partenza con la calzamaglia della saltatrice in lungo Magalì Vettorazzo.

Sempre a proposito degli ostacoli che il Meeting dovette superare negli, così si legge nella presentazione dell’edizione del 1974: “Nella misura in cui cresceva il suo successo, specie per l’adesione dei campioni provenienti dai paesi dell’Est, parallelamente si moltiplicava l’irritazione dei faziosi di professione […]. L’irritazione si tramutò in vera e propria rappresaglia nel 1965, quando fu perentoriamente vietato agli atleti in forza a società militari di partecipare al Meeting. Non fu mai appurato da chi partì il veto, ma lo si intuì. E’ risaputo che militare con muove foglia, che il Ministro non voglia”.

Un esempio significativo di boicottaggio della manifestazione fu quello che si verificò nella prima edizione senese dell’ottobre 1961 quando il Prefetto di Siena proibì agli organizzatori di esporre la bandiera delle Repubblica Democratica Tedesca (Germania dell’Est, come altresì veniva definita), perché non riconosciuta dallo Stato italiano. La qualcosa fece molto scalpore e sollevò proteste da parte delle altre delegazioni, in particolare proprio della DDR che peraltro aveva edificato il Muro di Berlino da circa due mesi. Per non creare discriminazioni fra gli atleti partecipanti, il comitato organizzatore decise, unica volta nella storia del Meeting, di non esporre nessuna bandiera.

Sempre in chiave politica sono da interpretare le decisioni relative alla partecipazione della prestigiosa mezzofondista italiana Gabriella Dorio, rappresentante della società Fiamma Atletica Vicenza, articolazione della Società Fiamma fondata nel 1948 dal Raggruppamento Giovanile Studenti e Lavoratori e il cui primo presidente era stato Pino Romualdi, ex vicesegretario del Partito Fascista Repubblicano nonché uno del fondatori del MSI. La soluzione che fu trovata fu un compromesso tra chi si opponeva con fermezza alla presenza al Meeting di atleti appartenenti a quella società sportiva e chi, invece, privilegiava la grandezza atletica della Dorio rispetto alla sua espressione in qualche modo ‘politica’; l’atleta veneta fu infatti ammessa alle gare a patto che non indossasse la divisa della Fiamma che aveva come suo simbolo una “F” scudettata tricolore. 

Fu così in questo clima di aspri scontri e contrapposizioni ideologici, di cui anche il mondo dello sport fu interprete, che il Meeting dell’Amicizia continuò a tenersi a Siena fino alla sua 20° ed ultima edizione del 1979 quando la UISP fu costretta per motivi essenzialmente economici a interrompere l’organizzazione dell’evento.

Rod Milburn, record mondiale nei 110hs con 13"1, Meeting dell'Amicizia 22 luglio 1973, Siena

Rod Milburn, record mondiale nei 110hs con 13″1, Meeting dell’Amicizia 22 luglio 1973, Siena

Come abbiamo accennato, il Meeting si caratterizzò per la partecipazione di atleti di alto livello; nelle prime edizioni i partecipanti provenivano per lo più dai paesi dell’Europa dell’Est – all’edizione del 1961 parteciparono, oltre ad atleti italiani, rappresentanti polacchi, ungheresi, sovietici, rumeni, cecoslovacchi e jugoslavi. In seguito, la manifestazione vide la presenza di atleti cubani, ma anche statunitensi, africani e di tanti stati europei. Di certo il Meeting dell’Amicizia fu un antesignano di analoghe manifestazioni che in seguito vennero organizzate sia in Italia che all’estero e fu caratterizzato da risultati sportivi di assoluto prestigio. Al proposito ricordiamo le imprese nei 400 m. del cubano Alberto Juatorena, conosciuto come El Caballo, il record del mondo nei 100m. (9″9) ottenuto il 16 luglio del 1975 dello statunitense Stewe Williams, quello del 22 luglio 1973 nei 110hs (13″1) dello statunitense Rod Milburn, le epiche sfide di Franco Arese con l’atleta a stelle e strisce Liguori nei 1500m., le partecipazioni nelle gare di velocità di Livio Berruti, Pietro Mennea ed Eddy Ottoz, tanto per citare alcuni dei più famosi atleti italiani. A proposito di ‘gare di velocità’, c’è da ricordare che la pista de ‘Il Rastrello’ era considerata da tanti esperti una pista dove era possibile ottenere grandi risultati e fu anche per questo che il Meeting vide la partecipazione di così tanti atleti di valore e fama internazionale.

Come già accennato, il 1979 fu l’ultimo anno del meeting senese. Da qui, seppure con connotazioni diverse, il Meeting si trasferì a Pisa per due anni e poi avere termine.

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