Il “trenino dei marmi” versiliese: ascesa, gloria e caduta di un “servizio utile”

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Lavorò per più di 35 anni e, oltreché una mirabile opera d’ingegneria, rappresentò per l’intera Versilia storica un formidabile strumento di sviluppo nei decenni chiave d’inizio Novecento che ne decisero la vocazione economica: fu la “Tranvia della Versilia”, ricordata ancora oggi dagli anziani della zona come “marmifera”, o semplicemente “trenino dei marmi”. Le prime iniziative...

Il racconto di un doppio disinganno: l’ultima lezione di Giuliano Foggi

Lucca: Foggi, sulla sinistra, in uno scatto del dopoguerra.

Di Giuliano Foggi (1922-2010), ormai grande vecchio già oltre gli ottant’anni, colpivano la perenne passione educativa e la lucidità intellettuale con cui continuava a dipanare il filo di una memoria lontana: gli anni della guerra, l’8 settembre, la fine del fascismo, la Liberazione, i difficili anni della ricostruzione… E, per la ricchezza dei riferimenti storici...

Il salto del muro: don Sirio Politi, preteoperaio a Viareggio.

Il vecchio muro della F.E.R.V.E.T. di Viareggio, che nel luglio 1961 don Sirio Politi osò scavalcare per andare a celebrare messa con gli operai in sciopero.

“Hanno affittato anche le barche”. Con questa constatazione inizia un articolo dello scrittore viareggino Silvio Micheli, pubblicato sulle pagine del quotidiano comunista l’Unità all’indomani del ferragosto del 1961. Viareggio è in quegli anni una delle mete preferite del neonato turismo di massa, frutto di una crescita economica che proprio in quell’anno raggiunge il suo apice,...

“Lucca e dintorni tra antifascismo, guerra e Resistenza”

Carlo Del Bianco (1913-1944), «insofferente di ogni servitù». (schizzo tratto da AA.VV., 'Ho sete di giustizia e di verità. In ricordo di Carlo Del Bianco', Lucca, s.n., 2005)

Figlio unico di un’agiata famiglia cittadina, Carlo Del Bianco nacque a Lucca il 13 gennaio 1913. Studente del prestigioso Liceo classico “Niccolò Machiavelli”, maturò fin da ragazzo forti convinzioni antifasciste, stringendo parallelamente amicizia, fra gli altri, con Nino Russo Perez, Arturo Paoli e Guglielmo Petroni. Iscrittosi alla Facoltà di Lettere dell’Università di Pisa, per alcuni...

Esuli a Lucca. I profughi istriani, fiumani e dalmati 1947-1956

Febbraio 1947: esuli italiani in partenza da Pola s'imbarcano sul piroscafo "Toscana", diretti verso la penisola.

È una fredda sera quella del 9 febbraio 1947, quando giunge a Lucca il primo contingente di profughi proveniente dalla città di Pola. Si sono imbarcati nel porto della città istriana sulla motonave “Toscana”, insieme alle poche masserizie che sono riusciti a portarsi dietro. Giunti a Venezia, sono stati fatti salire sul treno che li ha...

“Mediavalle e Garfagnana tra antifascismo, guerra e Resistenza”

Borgo a Mozzano: il cippo in memoria di Pietro Pistis (1916-1944), partigiano sardo della formazione "Baroni" caduto nel giugno 1944 nel tentativo di sabotare un ponte della linea ferroviaria Lucca-Piazza al Serchio.

In una notte di giugno del 1944, una squadra di giovani partigiani penetra nel buio di una galleria della linea ferroviaria Lucca-Piazza al Serchio, tra Ponte a Moriano e Borgo a Mozzano: l’obiettivo è il ponte che si trova proprio all’uscita del tunnel, e i guerriglieri, per ostacolare i movimenti delle truppe naziste lungo la...

“La Versilia tra antifascismo, guerra e Resistenza”

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Percorrendo l’antica “via di Marina” (oggi Strada Provinciale 9) che dal Pontile di Forte dei Marmi conduce ai bacini marmiferi di Arni di Stazzema, all’ingresso del paese di Seravezza, in corrispondenza del bivio che porta alla piccola frazione di Riomagno sul torrente Serra, incontriamo il ponte del Pratale: proprio in questo luogo, il 29 luglio...

Versilia anno zero: sminamento e ricostruzione

Autunno 1946: rastrellatore civile italiano della B.C.M. bonifica un terreno nei dintorni di Pisa

Gli strateghi militari nazisti iniziarono a progettare la Linea Gotica nell’estate del 1943, con l’obiettivo di predisporre un secondo baluardo fortificato da contrapporre all’avanzata alleata una volta che la Linea Gustav nel Meridione avesse ceduto: una volta completata, essa avrebbe abbracciato la penisola italiana come una cintura, correndo lungo i crinali dell’Appennino tosco-emiliano. Nel suo...