Venerdì 22 maggio, alle ore 17.30, nel giardino dell’Isgrec alla Cittadella dello studente (incrocio tra via Lazzeri e via Bellucci), si terrà il secondo appuntamento del ciclo “Parlare al presente”, 3 incontri per riflettere sul passato, ma anche sull’attualità. Sarà presentato il volume di Giacomo Pacini “L’Italia e il lodo Moro. Diplomazia segreta negli anni della guerra fredda” (Einaudi, 2026), uno studio finalmente organico su una questione molto scottante per l’Italia della seconda metà del Novecento.
L’autore discuterà con il giornalista Flavio Fusi.
Per Pacini, ricercatore e saggista, e membro del consiglio direttivo dell’Isgrec, si tratta del terzo volume nella collana Einaudi storia, dopo “Le altre Gladio. La lotta segreta anticomunista in Italia. 1943-1991” (2014) e “La spia intoccabile. Federico Umberto D’Amato e l’Ufficio Affari Riservati” (2021).
In questo volume Pacini analizza un patto mai scritto e mai “tradito”, il cosiddetto «Lodo Moro»: un accordo informale con le fazioni palestinesi, che consentiva ai miliziani di muoversi liberamente in Italia e, anche se arrestati con armi o esplosivi, ne favoriva il rapido rilascio. In cambio, le formazioni coinvolte si impegnavano a non colpire obiettivi italiani, mentre il nostro governo si faceva carico di promuovere il riconoscimento diplomatico dell’Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina) come unico legittimo rappresentante del popolo palestinese. Architetti discreti e silenziosi del patto furono Aldo Moro e Stefano Giovannone, capo del Centro Sid (Servizio informazioni difesa) nella capitale libanese e figura chiave della diplomazia segreta italiana in Medio Oriente. Fu quest’ultimo a inviare il 17 dicembre 1972 dall’ambasciata italiana a Beirut un appunto che sarebbe rimasto occultato per decenni negli archivi dei servizi segreti italiani e che costituisce oggi il primo documento accessibile che attesti l’esistenza di un dialogo sotterraneo tra lo Stato italiano e alcune formazioni armate riconducibili all’Olp. Poche righe, asciutte e burocratiche, che segnavano l’inizio di una strategia che avrebbe tenuto lontana l’Italia dai grandi attacchi del terrorismo internazionale, un equilibrio fragile, sotterraneo, gestito fra ambasciate, servizi segreti, emissari libici e pressioni americane. Ma cosa c’era davvero dietro quel patto? Chi ne era a conoscenza? Chi lo sosteneva? Chi lo temeva? Chi cercò di ostacolarlo? Qual è stato il prezzo da pagare per l’immunità dagli attentati terroristici e per la stabilità dello Stato? Attraverso centinaia di documenti desecretati e testimonianze inedite, Giacomo Pacini ricostruisce con rigore storico un complicato intreccio di potere e ambiguità, di diplomazie parallele e compromessi pericolosi. Una storia che ancora oggi parla al presente, obbligandoci a confrontarci con le zone d’ombra della nostra Repubblica.
La presentazione è organizzata in collaborazione la Libreria Mondadori di Corso Carducci.



