Pietre di libertà

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Cippi, lapidi e monumenti sui sentieri della Resistenza fra Pontremoli e Zeri

Paolo Bissoli, Mauro Malachina, Raffaello Nadotti, Caterina Rapetti, Vanessa Valenti con contributi di Angelo Angella e Anna Rapetti - ISRA - ANPI sez. Pontremoli e Zeri (a cura di), 2020

Nomi, volti e storie di partigiani, militari e civili caduti nei venti mesi dell’occupazione nazifascista. In libreria e in edicola il libro pubblicato a cura delle sezioni ANPI di Pontremoli e di Zeri e dell’ISRA.
Da Pontremoli a Zeri, un percorso lungo 80 tappe sui sentieri della Resistenza: è “Pietre di Liberà”, il libro pubblicato in questi giorni dalle sezioni ANPI di Pontremoli e di Zeri con l’Istituto Storico della Resistenza Apuana per riscoprire e conoscere cippi, lapidi e monumenti eretti a partire dall’immediato dopoguerra in questi due territori dove la presenza delle formazioni partigiane fu fortissima e la lotta di Liberazione dal nazifascismo più lunga, dura e cruenta.
Il volume, curato da Paolo Bissoli, Mauro Malachina, Raffaello Nadotti, Caterina Rapetti, Vanessa Valenti con contributi di Angelo Angella e Anna Rapetti – vuole essere un vero e proprio “scrigno della memoria” ed è il frutto di un lavoro durato più di due anni e fatto di ricerche “sul campo” e di consultazione della pubblicistica esistente così da proporre, per ciascuna “pietra” la storia che la stessa custodisce.
Storie che risalgono ai venti mesi fra il settembre 1943 e l’aprile 1945, spesso poco note, a volte quasi dimenticate, che quasi sempre vedono protagonisti giovani partigiani caduti per quell’ideale di libertà che “per non chinare la testa” li aveva spinti a “prendere la strada dei monti”.
Ma la ricerca non si è fermata qui, si è spinta oltre e il libro propone, riuniti insieme e integrati con nomi dimenticati, gli elenchi delle vittime di quegli anni: partigiani, civili, militari italiani caduti in maggioranza sui fronti russo, greco o albanese, militari alleati morti qui durante missioni in territorio occupato. Un’impresa non facile, ma ora quelle centinaia di nomi incisi sulle “Pietre di Libertà” tornano ad essere persone e offrono lo spunto per un approfondimento e, magari, un’escursione su quei sentieri dove, anche e soprattutto a Pontremoli e a Zeri, “è nata la nostra Costituzione” come ebbe modo di dire Piero Calamandrei.

 

 

 

 

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