Montecatini Val di Cecina. Dalla Marcia su Roma alla MVSN

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"La Spalletta", anno XXXII, n. 36 di sabato 12 settembre , 2015

Giunto al potere, Mussolini avvertì immediatamente l’esigenza di inquadrare i vari nuclei di squadristi dei Fasci di combattimento in un vero e proprio reparto riconosciuto dallo Stato. L’apposita commissione composta da Emilio De Bono, Cesare Maria De Vecchi, Aldo Finzi, Italo Balbo ed Attilio Teruzzi, sul modello delle “guardie nazionali” di cui disponevano altre nazioni, progettò così l’organizzazione di un corpo regolare di volontari da reclutarsi in una fascia di età compresa tra i 18 e i 55 anni. Approvato sia dal Gran consiglio del fascismo che dal Consiglio dei ministri, il progetto,
con R. Decreto n. 31 del 14 gennaio 1923, diveniva legge. Ricevuto così il crisma di legalità, con l’inizio del febbraio 1923 prendeva vita la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN). Ossia la “Guardia armata della Rivoluzione al servizio di Dio e della Patria”, un organismo assoggettato al controllo diretto del presidente del Consiglio, cui fu delegato in primis il mantenimento dell’ordine pubblico sul territorio e la difesa degli interessi nazionali.
Anche a Montecatini, come un po’ in ogni dove, ci si attivò alacremente per la costituzione della Milizia locale.

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