Piazza D’Azeglio n. 12. L’ultima “sede” di radio CoRa

Ilaria Siruffo - stagista ISRT

I luoghi dell'occupazione e della Resistenza fiorentina

Monumento Radio Cora Piazza D'Azeglio
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Uno dei rami più importanti della Resistenza era il servizio di controspionaggio, infatti tutte le informazioni utili e veritiere che venivano intercettate dal Comitato di Liberazione venivano trasmesse agli Alleati.
Fondamentale in questo campo fu il servizio di Radio Cora del Partito d’Azione, che cercò fin dall’8 settembre di mettersi in contatto con gli alleati e con il governo italiano del Sud.
Facevano parte di questo comitato Luigi Morandi, uno studente di ingegneria, Carlo Ballario, un fisico, Italo Piccagli, capitano dell’aeronautica e molti altri tra cui Enrico Bocci e Carlo Campolmi.
Fu proprio Enrico Bocci che riuscì a mettersi a contattare per la prima volta, nel gennaio del 1944, con l’VIIIª Armata, sbarcata sulle coste dell’Adriatico, riuscendo a costituire un proprio gruppo, vicino ma autonomo dal PdA.
Vista l’importanza delle sue informazioni Radio Cora possedeva un vasto archivio in cui erano riposti i vari cifrari, i messaggi cifrati spediti e ricevuti, i messaggi che ancora dovevano essere inviati e le informazioni che dovevano essere controllate prima di essere spedite. Con il passare dei mesi cresce il lavoro e anche il rischio di essere scoperti. La loro azione rappresenta una grave minaccia per i nazifascisti che quindi cercano in ogni modo di catturarli.

Da metà maggio la sede viene stabilita in Piazza d’Azegio n. 12.

La sera del 7 giugno come al solito i membri di Radio Cora stavano trasmettendo dalla sede in Piazza d’Azeglio quando un gruppo di tedeschi irruppe all’interno dell’appartamento e arrestarono Gilda Larocca, Carlo Campolmi, Franco Gilardini, Italo Piccagli e Enrico Bocci.
Luigi Morandi che in quel momento si trovava al piano superiore perché aveva già dato inizio alle trasmissioni, non si accorse dell’arrivo dei tedeschi perché aveva le cuffie quando nota una presenza estranea reagisce prendendo la pistola e uccidendo un tedesco, ma viene colpito a morte da un altro militare arrivato nel frattempo, morirà tre giorni dopo nell’ospedale di Via Giusti.
Tutti coloro che furono arrestati vennero condotti da Carità in Via Bolognese.
Gilda Larocca, una delle persone arrestate la sera del 7 giugno in alcune testimonianze ha rciordato il momento dell’arresto: “Ad un tratto la porta si aprì e Focacci entrò indietreggiando, sospinto dalle canne delle pistole che tre individui alti e tarchiati, impugnavano minacciosi senza far parola. Focacci balbettò << ci sono questi signori>> si vedeva subito che erano tedeschi. Sentii un brivido, come una scossa elettrica dalla nuca ai talloni. Proprio ora quei dannati ci avevano scoperti” e continua: “I tedeschi divennero furibondi dopo l’uccisione del loro camerata. Ci percossero, ci sbatterono, urlandoci sulla faccia parole che non capivo, ma che dovevano essere minacce terribili”.
Andreina Morandi Michelozzi, sorella di Luigi Morandi, viene avvertita dell’arresto dei membri di Radio Cora da un certo Pancani che la avverte di distruggere tutto quello che i tedeschi potevano considerare compromettente; mentre Andreina sta nascondendo i volantini di suo fratello arrivano i tedeschi.
Anche la famiglia di Luigi Morandi fu trasportata a Villa Triste.
Bocci e Piccagli una volta arrivati in Via Bolognese per cercare di aiutare i compagni si assunsero tutte le responsabilità dell’operazione.
Italo Piccagli fu ucciso il 12 giugno a Cercina insieme a Anna Maria Enriques Agnoletti, mentre si ritiene che Bocci sia stato ucciso il 18 giugno, ma il suo corpo non è stato mai trovato.
Radio Cora continuò a trasmettere anche dopo l’arresto dei suoi membri grazie al coraggio di Giuseppe Campolmi.
Oggi in Piazza d’Azeglio è presente un monumento in ricordo di coloro che sono morti.

 

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