Museo dell’arte della lana

lana
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Sedi e contatti
Indirizzo: Via Sartori 2, Pratovecchio, Stia 52017 (Arezzo)
Telefono: 0575 582216, 338 4184121
E-mail: info@museodellartedellalana.it
Sito web: http://www.museodellalana.it/
Orari di apertura: Martedì, Mercoledì e Venerdì 10-13; Giovedì e Domenica 10-13, 16-19 (da giugno a settembre), 10-13, 15-18 (da ottobre a maggio); Sabato 16-19 (da giugno a settembre), 15-18 (da ottobre a maggio); dal Martedì alla Domenica 10-13, 16-19 (agosto)
Biglietto d’ingresso: intero 5 €; ridotto 3 € (da 6 a 18 anni e oltre i 65 anni; gruppi di almeno 15 visitatori in orario di apertura, soci Touring Club Italiano, insegnanti con Edumuseicard); gratuito: fino a 6 anni, portatori di handicap con accompagnatore, soci della Società di Mutuo Soccorso tra gli Operai del Lanificio di Stia

Organi direttivi
Presidente della Fondazione Lombard: Prof. Paolo Blasi
Consiglieri: Giovanni Basagni, Dott. Carlo Cioni, Dott.ssa Eleonora Ducci, Lorenzo Lori, Grazia Madiai, Denise Vangelisti
Sindaco di Pratovecchio Stia: Dott. Nicolò Caleri
Collegio del revisori: Dott. Paolo Cerini, Dott.ssa Franca Cerofolini, Prof. Riccardo Passeri
Presidente del Comitato Scientifico: Prof. Paolo Blasi
Membri: Emma Angelini, Isabella Bigazzi, Benedetta della Bordella, Caterina Chiarelli, Paolo Fabiani, Angela Giordano, Andrea Gori, Claudio Grisolini, Massimo Preite, Gabriele Scannerini

Breve storia e finalità
Il Museo dell’Arte della Lana è situato nel complesso del Lanificio di Stia, in Casentino, restaurato dopo decenni di abbandono. Mirabile esempio di archeologia industriale, oggi l’edificio ha ripreso vita non più come luogo di produzione ma come centro di diffusione della cultura tessile del Casentino, per lasciare memoria di questa antichissima tradizione, ma anche per mettere di nuovo a disposizione della comunità l’edificio dove generazioni di Stiani hanno lavorato. La produzione laniera ha accompagnato lo sviluppo e la crescita di Stia attraverso i secoli: il suono della campana e il fischio della sirena scandivano il tempo non solo per i lavoratori, ma per tutti gli abitanti del paese. Finché la sirena ha continuato a echeggiare nella vallata è stata garanzia di un lavoro sicuro per gli abitanti di Stia che potevano permettersi un tenore di vita superiore rispetto a quello degli altri paesi del Casentino.

La prima Società di Lanificio di Stia fu costituita nel 1852, quando già da alcuni decenni si era sviluppata una moderna attività imprenditoriale organizzata in modo tale da concentrare in un unico stabilimento le varie fasi della lavorazione della lana.
Nei primi anni ‘60 dell’Ottocento il Lanificio occupava circa 140 operai e si ricorda come il primo in Toscana ad impiegare macchinari importati dall’estero. Tra il 1862 e il 1888, sotto la direzione di Adamo Ricci, fu completata la meccanizzazione di tutto il processo produttivo e razionalizzato il complesso degli stabilimenti.
Dalla fine dell’Ottocento la famiglia Lombard divenne proprietaria del Lanificio e ne affidò la direzione al veneto Giovanni Sartori, che modernizzò la fabbrica, portandola ai livelli dei più importanti lanifici italiani e si adoperò per offrire una concreta copertura previdenziale a tutti i lavoratori in difficoltà.
Con la direzione di Sartori il Lanificio giunse all’apice del suo prestigio, come dimostra il fatto che divenne il fornitore ufficiale di Casa Savoia, e al più alto livello di occupazione.
Alla fine del primo conflitto mondiale gli operai impiegati erano 500, i telai circa 136 e la produzione era di oltre 700.000 metri di stoffa. A causa della crisi iniziata negli anni Sessanta, nel 1985 il Lanificio fallì e chiuse definitivamente nel 2000.
Simonetta Lombard, erede della famiglia proprietaria per oltre sessanta anni della fabbrica, ne riacquisì gli edifici costituendo una Fondazione al fine di elaborare un progetto di ristrutturazione per la realizzazione di un centro di diffusione della cultura tessile. Tale progetto si concretizzò nel 2010 con l’apertura del Museo.

Patrimonio
La visita del Museo si articola nelle seguenti sezioni:
– Un’arte antica quanto l’uomo
– La natura e le fibre
– L’Arte della Lana: le fasi della lavorazione artigianale della lana
– Il Lanificio di Stia
– La fasi della lavorazione industriale della lana.
In ogni sezione sono esposti i macchinari e gli strumenti originali utilizzati per la lavorazione della lana nelle sue varie fasi e in epoche diverse, oltre che fotografie d’epoca e pannelli esplicativi che guidano il visitatore attraverso il percorso espositivo.

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