Caserma di Rovezzano

Daniela Quadrelli - Stagista ISRT

I luoghi della guerra e dell'occupazione nazifascista

Caserma Rovezzano
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Il 27 aprile 1944 nella caserma di Rovezzano vennero fucilati due renitenti alla leva e un disertore, il sottotenente Luigi Ferro che era fuggito qualche giorno prima dalla prigione. Dopo la fuga Ferro era stato catturato dalla Guarda Nazionale Repubblicana, la forza armata fascista, durante un rastrellamento di partigiani. Il padre Naldi, cappellano della carceri, assisté alla fucilazione.

I renitenti erano il contadino Alfredo Ballerini e il giovane ventenne Onorio Coletti Perruca, figlio di una famiglia benestante. Mentre dell’uccisione di Ballerini non si conoscono le motivazioni, Coletti risultava una persona scomoda essendo in contatto con il Comitato di Liberazione Nazionale. Per fuggire ai nazisti il giovane si era nascosto rifugiandosi in casa di suo padre ma fu presto scovato dalla banda di Carità. Il giornale clandestino della Democrazia Cristiana, “Il Popolo”, il 18 luglio 1944 raccontò i minuti prima della fucilazione dei tre. I genitori di Coletti chiesero aiuto a diverse conoscenze per salvare la vita del figlio. Prima si rivolsero a Mussolini poi si appellarono all’Arcivescovo ottenendo l’attribuzione della grazia. Purtroppo il generale Adami Rossi impedì l’arrivo della richiesta. Coletti fu fucilato il 28 aprile 1944.

Indirizzo: Via Aretina n° 354.

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