Archivio delle Acciaierie di Piombino

Acciaierie di Piombino
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Sede e contatti
Largo Caduti sul Lavoro 21 – 57025 Piombino (Livorno)
Tel. 056564111
E-mail: info@aferpi.com
Sito web: http://www.comune.piombino.li.it/pagina1736_archivio-fotografico-acciaierie-di-piombino.html
http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=comparc&Chiave=291558

Breve storia
L’archivio è stato dichiarato di notevole interesse nel 1979. La documentazione societaria anteriore al 1971 si trovava all’epoca a Genova, presso la sede dell’Italsider, e l’archivio generale era a Piombino, località Cotone; esisteva anche una copiosa raccolta fotografica. Tra il 1984 e il 1985 furono effettuate due visite della Soprintendenza, la seconda per accertare il passaggio da “Acciaierie di Piombino” a “Deltasider”. Nel 1986 si prese atto dell’esistenza di un inventario della sezione storica della “Nuova Italsider” compilato da Luciano Segreto. Una seconda dichiarazione fu notificata alla “Deltasider Spa”; nel giugno 1988 la Deltasider in liquidazione propose di depositare le carte presso l’Archivio di Stato di Livorno e a luglio la Soprintendenza informava che il Comune di Piombino si stava organizzando per accogliere la documentazione. Nel gennaio 1989 la “Nuova Deltasider in liquidazione” conferiva all'”Ilva” lo stabilimento di Piombino e l’archivio, mentre la società veniva incorporata nella “Stet” di Torino. La documentazione societaria e civilistica di competenza della nuova proprietà (atti 1978-1987) veniva richiesta presso la sede torinese; il 1° ottobre 1990 “Ilva” trasmetteva l’elenco degli atti da trasferire alla “Stet” e la Soprintendenza dava parere favorevole. La terza dichiarazione all'”Ilva” (dicembre 1989) fu seguita da ispezioni mirate a redigere un elenco di atti da allegare al provvedimento: a questo punto la vicenda dell’archivio di Piombino si intreccia con quella della “Deltavaldarno” (succeduta all'”Italsider” nello stabilimento di San Giovanni Valdarno), dalla quale provenivano circa 2200 unità relative allo stabilimento di San Giovanni dopo la vendita alla “Ferriera del Valdarno” del Gruppo Regis; risulta che parte delle carte sia andata perduta nel corso del trasferimento. Nel giugno 1993 fu redatto un primo censimento sommario delle carte conservate a Piombino, ad opera di un collaboratore della Soprintendenza, Angela Quattrucci. Fu emanata la quarta dichiarazione (ottobre 1990) sempre notificata all'”Ilva”, relativa a tutti i documenti fino al 1969 e settori essenziali della documentazione successiva, compreso un campione per anno per ogni quinquennio. Il 20 dicembre 1992 l’archivio dall'”Ilva” fu conferito alla “Acciaierie e Ferriere di Piombino srl”, con comunicazione del notaio garante. La quinta dichiarazione (febbraio 1992), identica alla precedente, è stata notificata ad “Acciaierie e Ferriere di Piombino srl”. Una lettera del 15 dicembre 1992 delle “Acciaierie e Ferriere srl” informa la Soprintendenza che l’archivio sarebbe stato portato nei locali di proprietà “Ilva” e che dal 1° gennaio 1993 anche la proprietà sarebbe tornata a Ilva, in base ad accordi successivi al precedente contratto. La sesta dichiarazione è notificata sempre all’Ilva (febbraio 1993). Nel novembre 1993 le “Acciaierie e Ferriere srl” informano del ri-trasferimento dell’archivio in località Cotone e richiedono la modifica del decreto perché l'”Ilva” non avrebbe avuto la proprietà del loro archivio. La settima dichiarazione (aprile 1994) alle “Acciaierie e Ferriere srl” per l’archivio conservato a Cotone; l’ottava (maggio 1997), alla “Lucchini Siderurgica Spa”.
Nel frattempo, nel 1995, il Comune di Piombino provvedeva ad effettuare a proprie spese la riproduzione di microfilm di una trentina di libri matricola (1897-1995) nell’ipotesi di una concentrazione a Genova di tutti i fondi Ilva.
Il Comune di Piombino ha ricevuto in deposito nel 2016 l’archivio fotografico e lo conserva nella sede del proprio archivio storico. La più recente visita della Soprintendenza (giugno 2017) ha accertato la consistenza del complesso documentario che è nella disponibilità della Aferpi, la società proprietaria del sito industriale e che sta procedendo, con il Comune di Piombino, ad avviare una attività di selezione della documentazione da destinare alla conservazione permanente, e alla ricerca del luogo nel quale conservare e rendere consultabile l’archivio storico.

Patrimonio
Estremi cronologici: 1946 – 1990
Consistenza: 8600 unità

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