Al mondo paura non ha, per lui giustizia non c’è

Alessandro Carosi e la nascita del fascismo a Vecchiano e nella Valle inferiore del Serchio (1920-1925).

Comune di Vecchiano-Biblioteca Franco Serantini - BFS Edizioni, 2025

In appendice: elenco delle antifasciste e degli antifascisti perseguitati sotto il regime fascista, dei deportati in Germania e delle vittime delle stragi-nazifasciste del Comune di Vecchiano / Franco Bertolucci ; prefazione di Massimo Angori e Lorenzo del Zoppo

La generazione che ha vissuto i decenni tra le due guerre mondiali del Novecento nella zona di Vecchiano, e anche in buona parte del piano pisano, nell’evocare la storia del primo squadrismo fascista ha sempre abbinato questo ricordo alle “imprese” e ai delitti del famigerato Alessandro Carosi. Il nome di questo squadrista rimarrà fino alla fine degli anni Settanta ben impresso nella memoria delle popolazioni di questo territorio, poi il suo ricordo sfumerà nel tempo quasi che il grande fiume Lete della mitologia greca, per una questione di dignità umana, volesse con l’oblio cancellare definitivamente questo nome indegno dalla storia del Novecento. La natura della personalità di Carosi e la sua lunga vicenda umana è stato oggetto di studi, nell’ultimo decennio, che ha inserito questo caso nel più complesso e articolato processo di formazione dello squadrismo non più considerato come una parentesi iniziale e un effetto collaterale del percorso ventennale del regime, ma elemento imprescindibile nella essenza e definizione stessa del movimento politico mussoliniano. Il Comune di Vecchiano in collaborazione con la Biblioteca Franco Serantini Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Pisa con questa ricerca vuole offrire agli studiosi e ai cittadini un’occasione di riflessione per comprendere, alla luce di molta documentazione inedita, la genesi del fascismo nel suo territorio e le drammatiche conseguenze di vent’anni di dittatura, per ridare una dignità e un volto alle sue vittime, cioè a coloro che con il loro sacrificio, con la loro resilienza e Resistenza hanno permesso di battere la «peste bruna», la dittatura e la guerra. Un impegno civile per mantenere viva la loro memoria per le future generazioni.

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