Dalla Resistenza al Referendum: gli 80 anni del suffragio universale in Italia. Una proposta didattica dell’ISRPT

In occasione dell’ottantesimo anniversario del suffragio universale in Italia, l’Istituto storico della Resistenza di Pistoia ha lavorato con due classi terze dell’Istituto Comprensivo Raffaello – secondaria di primo grado – sul crescente protagonismo politico delle donne tra la lotta resistenziale e la conquista e l’esercizio del diritto di voto.
Il laboratorio si è sviluppato in tre incontri. Il primo è stato una lezione partecipata: con l’aiuto di immagini tratte da fonti scelte e l’utilizzo di domande stimolo, abbiamo cercato di ricostruire la storia del ruolo delle donne dalla Resistenza alla Repubblica. Come punto di partenza è stato individuato l’8 settembre del 1943, che segna non solo il crollo dello stato monarchico, ma anche l’inizio di una partecipazione politica delle donne che avrebbe scardinato i paradigmi sociali precedenti. Abbiamo discusso di Resistenza, constatando che, nell’immaginario delle ragazze e dei ragazzi, fosse soprattutto una storia di uomini. Le donne, al limite, preparavano da mangiare o rammendavano i vestiti. Questo aspetto, decostruito e ricostruito alla luce della doppia lotta di liberazione intrapresa dalle donne, ci ha portati ad approfondire i Gruppi di Difesa della Donna e il loro Atto costitutivo, del quale abbiamo evidenziato le rivendicazioni legate al diritto di voto e al lavoro. Sul tema del lavoro abbiamo osservato come molte delle istanze sollevate dalle partigiane siano ancora oggi argomento di discussione, tra queste: parità salariale, possibilità di accedere a qualsiasi impiego, assistenza nel periodo che precede e segue il parto.
Per dare alle studentesse e agli studenti maggiore ancoraggio al momento storico trattato abbiamo sfruttato la storia locale, presentando alcune partigiane pistoiesi e le prime tre consigliere comunali elette a Pistoia alle amministrative del 1946. Sulle consigliere – Laura Taddeoli per il Partito Socialista Italiano (PSI), Nora Vannucci per la Democrazia Cristiana (DC) e Renata Marchionni per il Partito Comunista Italiano (PCI) – abbiamo reperito poche e frammentate informazioni. L’unica sulla quale si sono potute fare maggiori considerazioni è Renata Marchionni, eletta alla Camera dei deputati nelle fila del PCI dal 1953 al 1958. La sua traiettoria politica è figlia di quel tornante storico in cui la Resistenza aveva aperto alle donne uno spazio di protagonismo che il voto, conquistato nel 1946, aveva trasformato in rappresentanza.
«Chi doveva dare il voto a chi? Avevamo lottato insieme, eravamo privi di diritti politici tutti e tutte, ma gli uomini recuperavano il diritto di voto e per le donne si doveva discutere se concederlo?» dice la partigiana Lidia Menapace.
È a partire da questi snodi che abbiamo costruito il secondo incontro, questa volta interamente laboratoriale.
Le classi sono state divise in tre gruppi, ciascuno dei quali ha lavorato su un tema specifico a partire da un set di fonti selezionate: le partigiane pistoiesi, le prime tre consigliere comunali elette a Pistoia nel 1946 e le Madri costituenti. Il primo gruppo ha lavorato su Alberta Fantini e Lea Cutini consultando le relative schede su questo portale.
Il secondo gruppo, interrogando il portale storico della Camera dei deputati, ha lavorato sulle proposte di legge cui ha partecipato la deputata Marchionni.
Il terzo, attraverso il sito Elette ed eletti – piattaforma tematica dedicata a rappresentanza e rappresentazioni di genere nell’Italia repubblicana, con parte dei diari digitalizzati dell’Archivio diaristico nazionale – ha lavorato sulla biografia di Bianca Bianchi e di altre elette all’Assemblea Costituente. Il lavoro con le fonti — documenti, fotografie, testimonianze — ha chiesto alle ragazze e ai ragazzi non di ricevere informazioni già elaborate, ma di interrogare il materiale.
Il terzo incontro è stato dedicato alla restituzione. Il primo gruppo, che aveva lavorato sulle partigiane pistoiesi, ha restituito le modalità della loro “scesa in campo”: come e perché le donne avevano scelto di partecipare alla lotta.
Il secondo gruppo ha messo in luce il filo diretto che corre tra la Resistenza e le istanze politiche che le donne portano con sé quando vengono elette per la prima volta: le rivendicazioni non erano cambiate, erano cambiate le modalità e il luogo in cui venivano espresse. Marchionni, insieme con altre deputate del PCI come Nilde Iotti, Elettra Pollastrini e Teresa Noce, si batte per l’indennità di asilo per i figli delle lavoratrici, per la tutela dei figli nati fuori dal matrimonio, contro il licenziamento delle donne che si sposano — istanze che riecheggiano direttamente l’Atto costitutivo dei Gruppi di Difesa della Donna.
Il terzo gruppo, che aveva esplorato il sito Elette ed eletti, ha osservato come molte delle donne dell’Assemblea Costituente, non a caso, venissero direttamente dall’esperienza resistenziale.
Resta, in chiusura, una considerazione che il lavoro svolto rende difficile tacere: le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione del 2025 esprimono più di una riserva sull’uso didattico delle fonti storiche. Eppure l’esperienza condotta suggerisce che l’obiettivo «di formare ragazzi (o perfino bambini!) capaci di leggere e interpretare le fonti, per poi valutarle criticamente»[1] non è affatto irrealistico.
I temi trattati e la proposta didattica individuata sono il risultato della collaborazione tra tre gruppi di lavoro interni al consiglio direttivo dell’Isrpt: Paura non abbiamo, che lavora sulla storia di genere; Didattica, per la proposta metodologica; Passi di storia, per i collegamenti con la storia locale e la public history. Gli incontri sono stati condotti da Giulia Bruni, Brenda Fedi e Andrea Borelli.
Il lavoro svolto sulla figura di Renata Marchionni confluirà nel prossimo percorso di Passi di storia, per il quale verrà censita la sede del PCI pistoiese.
[1] Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, decreto 9 dicembre 2025, n. 221.
Giulia Bruni è laureata in Scienze Storiche all’Università di Firenze. Fa parte del consiglio direttivo dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Pistoia e collabora con alcuni dei suoi gruppi di lavoro: Paura non abbiamo, Didattica e Passi di storia.
Nel 2025 ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento delle discipline letterarie negli istituti secondari di I e II grado.