Biblioteca Comunale di Sarteano (Siena)

Sede e contatti
Viale Amiata, 1, Sarteano (Siena)
Telefono: 0578.269211
E-mail: biblioteca@comune.sarteano.si.it
Sito web: http://www.comune.sarteano.si.it/comune/Il-Comune/Strutture-comunali/Biblioteca.html
Orari di apertura: lunedì 16-19; martedì 10.30-12.30 e 16-19; mercoledì 10.30-12.30; giovedì 16-19; venerdì 10.30-12.30; sabato 10.30-12.30 e 16-19.

Organi direttivi
Settore Servizi alla Persona, Cultura e Politiche del Turismo del Comune di Sarteano.

Breve storia e finalità
La Biblioteca è stata inaugurata nel dicembre 2011 nei locali degli ex lavatoi ottocenteschi, dopo che per oltre vent’anni il Comune aveva fatto confluire alcuni acquisti di materiale librario soprattutto per i ragazzi nella Biblioteca della Parrocchia di San Lorenzo.

Le finalità della struttura, come recita l’art. 1 del suo regolamento in corso di approvazione, sono: favorire la crescita culturale, individuale e collettiva e riconoscere il diritto di tutte le persone, senza distinzione di sesso, razza e religione, all’informazione e alla documentazione, allo scopo di promuovere lo sviluppo della personalità e la consapevole partecipazione alla vita associata, nonché lo sviluppo sociale della comunità.

Patrimonio
Il patrimonio si è formato avendo come base quello della Biblioteca della Parrocchia di San Lorenzo e con acquisti fatti dall’Amministrazione Comunale e con un cospicuo numero di donazioni private. Attualmente ammonta a circa 9000 volumi.

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Parole nella Storia, parole in viaggio

All’interno degli eventi culturali dell’ottobre-dicembre 2014, il Comune di Pelago organizza la seguente serie di incontri che si svolgeranno nella Sala del Consiglio Comunale nel Municipio in via Ponte Vecchio 1, Pelago.

18 ottobre:
La Grande Guerra 100 anni dopo
Presentazione del libro di Paolo Ciampi, Nel libro, figlio, tu vivrai, con Adalberto Scarlino

25 ottobre
Percepire il cuore attraverso le mani
a cura dell’associazione culturale Reiki “La via del cuore” di San Francesco-Pelago

9 novembre
9 novembre 1989-9novembre 2014
a venticinque anni dalla caduta del muro di Berlino, riflessioni e documenti sull’esperienza storica della Repubblica democratica tedesca. Interverranno: Ugo Barlozzetti e Alessandro Leoni

15 novembre
Ricordando Firenze capitale
con Adalberto Scarlino e il Comitato fiorentino per il Risorgimento

30 novembre
“Quarantaquattro mesi di vita militare, diario di guerra e di prigionia”
di Elio Materassi, testimonianza di un padre nell’orrore della Seconda Guerra Mondiale raccolte dal figlio Orlando.

13 dicembre
Quando l’agricoltura è un dono
Presentazione del libro di Massimo Orlandi (edizione Romena) sul fondatore del biologico in Italia.
“Immagini dell’autunno toscano” dipinti delle artiste dell’Associazione Son fili d’oro.

 




Sguardi di Liberazione. I fili rossi della memoria.

LIBERAZIONE2sett1 settembre, foyer Teatrodante Carlo Monni
ore 18.00 Presentazione del libro Viaggio in Toscana di Enrico Rossi

2 settembre
ore 11.00, Piazza della Resistenza, cerimonia ufficiale
ore 18.30, Giardino 25 aprile, Via Giusti a Campi Bisenzio c/o Porto delle Storie, Memoria e Impegno, presentazione del libro fotografico sui viaggi della memoria a cura di Associazione Futura Memoria e Simone Matteucci.
Racconti degli studenti e giovani del territorio che hanno partecipato ai viaggi.
ore 20.00, Giardino 25 Aprile, Apericena Libera, con prodotti provenienti dai terreni confiscati alle mafie a cura del Presidio territoriale di Libera.
ore 21.00, Giardino 25 aprile, La resistenza all’assedio di Sarajevo, incontro con Adriano Sofri, Kanita Focak e gli studenti dei viaggi della memoria. A cura del Circolo Porto delle Storie.

Sarà inoltre allestita la Mostra fotografica dei viaggi della Memoria (a cura di AFM e Simone Matteucci) e realizzato un reading sulla Liberazione di Campi Bisenzio tratto dal libro Lacrime della memoria: 1943-1945. Le atrocità della guerra e le sue vittime innocenti nel martirio di Campi Bisenzio. Testimonianze, di Renzo Bernardi e sulla resistenza a Sarajevo tratto da E se Fuad avesse avuto la dinamite? di Elvira Mujcic (a cura di Teatri d’Imbarco).

3 settembre
ore 21.00, Giardino MCL Gorinello, Reading del libro 13 agosto 1944 sull’eccidio dei XIII martiri dal libro di Mauro Monni.

 




“Pisa non dimentica”

Il Comune di Pisa ha presentato da pochi giorni “Pisa non dimentica”, il programma per le celebrazioni del 70° anniversario della liberazione della città, con un calendario ricco di incontri pubblici, mostre, dibattiti e percorsi multimediali.

Contribuiranno alla realizzazione degli eventi oltre all’amministrazione Comunale, l’ ANPI, l’ Università di Pisa, la Scuola Normale Superiore, la Fondazione Pisa, la Fondazione palazzo Blu, il Centro interdipartimentale Studi Ebraici, la Comunità Ebraica di Pisa, Memory sharing, Via Libera, cineclub Arsenale e la Filarmonica Pisana, che hanno proposto e realizzeranno incontri di alto profilo.

Il programma è il risultato di un percorso che si è svolto durante tutto il 2014, con la realizzazione in particolare di alcuni progetti con i quali il Comune ha voluto rilanciare la memoria con nuovi strumenti, “aprendo un capitolo appassionante che è fatto di nuove tecniche comunicative e linguaggi differenziati”, come ha dichiarato il sindaco Marco Filippeschi.

Il primo appuntamento è fissato per il 31 agosto quando, per ricordare il bombardamento della città del 1943, è prevista infatti, oltre alla deposizione della corona di alloro e alla SS Messa, la proiezione del film itinerante a cura di Memory Sharing, “Pane e piombo”. Memory Sharing è infatti il primo dei due progetti di cui il Comune, insieme ad altri soggetti, si è fatto carico, un progetto promosso dall’associazione culturale Acquario della Memoria di Lorenzo Garzella e finalizzato a riutilizzare il patrimonio culturale digitale raccolto sul territorio in percorsi di narrazione coinvolgenti ed interattivi quali laboratori, film-documentari, mostre multimediali, concorsi, letture e spettacoli, e-books, volumi cartacei e molto altro.

Sono previsti anche altri appuntamenti con Memory Sharing, tra i quali ricordiamo quello del 2 settembre, anniversario della liberazione della città, al Bastione San Gallo alle ore 21, dove sarà proiettato “Bomba libera Pisa, suoni, immagini, storie”, attraverso il quale si rivivrà l’estate del 1944, fino alla liberazione.

Lo stesso giorno, alle ore 16, sarà anche presentato il secondo dei progetti promossi da ANPI e Comune di Pisa, “Via libera”, che ha inteso individuare alcuni luoghi significativi per la storia della città, creando così un «museo diffuso della memoria». I luoghi fisici inoltre saranno collegati, attraverso un QR code, a luoghi virtuali, dove si potranno reperire maggiori informazioni, racconti e testimonianze di approfondimento.

Da segnalare anche l’appuntamento del 5 settembre a San Rossore, dove sarà ricordata la firma delle leggi razziali con la partecipazione del CISE – Centro interdipartimentale di Studi ebraici e la storica Alessandra Veronese. La sera inoltre a Palazzo gambacorti si terrà una lectio magistralis del prof. Daniele Menozzi dal titolo “Cattolicesimo e antisemitismo: l’atteggiamento verso gli ebrei tra le due guerre mondiali”.

Il 7 settembre invece la giornata sarà dedicata a ricordare le vittime delle stragi nazifasciste, in particolare quella di S. Biagio del 2 agosto.

Il programma continuerà poi fino al 2 giugno 2015 con proiezioni, mostre e altro ancora.

Scarica il programma completo in allegato. 




A Vernio incontro su “La Direttissima fra ieri ed oggi”

Alle ore 21,00 a Vernio, nel giardino interno del Casone dei Bardi, all’interno del ricco ciclo di incontri ed eventi di “Apriti Chiostro 2014” organizzato dal Comune di Vernio, una serata curata dalla Fondazione CDSE su:
La Direttissima tra ieri e oggi.
Foto d’epoca, memorie, ricerche e progetti futuri.

Nel corso della serata, presentazione dell’ultimo libro curato dal CDSE “I Ferri Lineari“, realizzato dagli studenti dell’ICS ‘S. Pertini’ di Vernio con Roberto Piumini.
Partecipano Davide Puccianti (ricercatore, esperto di mobilità e trasporti) e Alessia Cecconi (Direttrice CDSE).

Durante la serata potrete fare un tuffo nel passato con le splendide foto della costruzione della Direttissima e ripercorrere da un lato la storia della linea, dall’altro il lavoro di ricerca e di documentazione che ha accompagnato l’attività del CDSE negli ultimi trent’anni.




Cascina ricorda la liberazione.

cascinaIl Comune di Cascina, in collaborazione con la sezione locale dell’ANPI e l’Istituto storico della Resistenza di Lucca, celebrano il 70° anniversario della liberazione della città, avvenuta il 4 settembre 1944.

Il programma degli eventi prevede il 2 settembre a partire dalle ore 9,00, la deposizione delle corone, presso le tombe dei Sindaci di Cascina.

Giovedì 4 settembre invece il ritrovo per la commemorazione è previsto alle ore 9,00 presso la Sala Consiliare, da dove prenderà avvio un corteo per la deposizione delle corone presso i monumenti ai caduti e ai cippi commemorativi. In particolare in Piazza dei Caduti verrà scoperto il primo pannello del progetto Sentieri della libertà e delle Resistenze, che inaugura un percorso sui luoghi della memoria dell’antifascismo, della guerra e la resistenza sul territorio del comune di Cascina, realizzato in collaborazione con l’ISREC Lucca.

Alle ore 10,15 poi presso la Sala Consiliare dopo i saluti del sindaco Antonelli, interverranno Maurizio Verona, sindaco di Stazzema, Ivan Ferrucci, consigliere regionale, e Claudio  Betti, presidente della sezione ANPI di Cascina.

In allegato la locandina dell’evento




Sant’Anna di Stazzema. Le celebrazioni a 70 anni dalla strage del 12 agosto 1944.

Il Comune di Stazzema, il Parco Nazionale della Pace, l’ Unione dei Comuni della Versilia, l’ ANPI, l’ INSMLI, l’ Associazione Martiri di Sant’Anna di Stazzema, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, presentano il programma delle celebrazioni per il 70° anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema. Mostre, concerti, rappresentazioni teatrali, conferenze e celebrazione ufficiale sono alcuni degli eventi previsti.

In particolare giovedì 31 luglio è stata inaugurata la mostra “Il silenzio. La Strage di Sant’Anna di Stazzema” in collaborazione con la Provincia di Lucca e la Fondazione Banca del Monte di Lucca. La mostra, ad ingresso libero resterà aperta dal 1° agosto al 21 settembre.

Dal 4 al 12 agosto invece si terrà il Workshop vincitori del primo concorso nazionale “Sant’Anna di Stazzema: il passato, il presente, il futuro” in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Comune di Stazzema, Parco Nazionale della Pace, Unione dei Comuni della Versilia, ANPI, INSMLI.

Domenica 10 agosto presso il Museo della Resistenza di Sant’Anna, a partire dalle ore 16, si terrà invece la conferenza dal titolo L’eccidio di Sant’Anna e la giustizia. Parteciperanno alla discussione l’ avvocato Gabriele Heinecke, il Procuratore Militare Marco De Paolis. Introduce Stefano Bucciarelli, presidente dell’ ISREC Lucca,

Lunedì 11 e martedì 12 agosto invece le giornate saranno dedicate alle commemorazioni istituzionali dell’eccidio di Mulina di Stazzema e di Sant’Anna. Nella prima occasione sarà in particolare ricordato don Fiore Meneguzzo e il sacrificio del clero toscano nella Seconda Guerra Mondiale, in una relazione di Gianluca Fulvetti (Università di Pisa, e direttore dell’ISREC Lucca). Il 12 agosto invece gli eventi inizieranno a partire dalle ore 9,00. Sarà presente e terrà l’orazione ufficiale il Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, Stefania Giannini.

In allegato il programma completo degli eventi.

 

 

 

 

 




La strage della famiglia Einstein

Il 3 agosto 1944 la famiglia di Robert Einstein, cugino del più famoso Albert, fu oggetto di un atroce massacro ad opera di soldati della Wehrmacht presso Villa il Focardo a Rignano Valdarno. Robert e Albert Einstein erano cugini per parte paterna; i due ragazzi avevano trascorso l’infanzia insieme prima in Germania e poi in Italia. Le loro strade si separeranno poi. Albert  diventerà un fisico di fama mondiale, Robert inizierà gli studi di ingegneria.

Robert Einstein aveva sposato Cesarina (Nina) nel  1913. La coppia aveva due figli: Luce nata nel 1917 e Annamaria nel 1927. Dopo una parentesi a Roma la famiglia si era trasferita a Villa il  Focardo fra Rignano e San Donato. La loro è una famiglia relativamente benestante. Possiedono anche un’abitazione in Corso Tintori a Firenze, dove risiedono nel periodo invernale. Annamaria e le cugine frequentano il liceo Michelangiolo, mentre Luce è iscritta alla facoltà di medicina. La villa del Focardo è meta di frequenti visite. Gli Einstein sono molto conosciuti e al Focardo sono spesso ospiti personalità eminenti : il pastore valdese Vinay, e poi pittori, docenti universitari, ma anche personalità legate alla resistenza.

Strage FocardoEppure questa vita serena e agiata viene ben presto sconvolta dall’8 settembre 1943 e dall’occupazione tedesca. Il piano superiore della villa viene sequestrato per gli ufficiali della Wehrmacht mentre le truppe si sistemano intorno alla fattoria. Ancora nessuno sembra in pericolo, ma il pastore Vinay inizia a preoccuparsi per Robert, di note origini ebree. Robert non solo è ebreo. Ma è anche il cugino di Albert che all’insorgere del nazismo ha lasciato la Germania e che con la sua fama e il suo prestigio mondiale è la smentita più evidente alle teorie razziste di Hitler. Alla fine Robert si convince anch’egli del pericolo e decide di rifugiarsi nei boschi. Riesce così a salvarsi da quel tragico 3 agosto 1944 in cui un comando nazista si reca al Focardo. Sembra chieda di Robert senza trovarlo. Viene inscenato un processo farsa e i in pochi attimi i mitra tedeschi si abbattono sulla moglie e le due figlie. Vengono risparmiate  due gemelle e una terza cugina loro ospiti in quei giorni. A salvarle sono i cognomi diversi: Mazzetti e Bellavite. Come scriverà poi una di queste, Lorenza Mazzetti, nella dedica al suo racconto autobiografico “Il cielo cade”: Questo libro vuole descrivere la gioia e l’allegria che quella famiglia mi ha dato nella mia infanzia, accogliendomi come “uguale”, mentre sono stata “uguale” a loro nella gioia e “diversa” al momento della morte. Nel giardino esterno viene lasciato un biglietto. Recita “Abbiamo giustiziato i componenti della famiglia Einstein, rei di tradimento e giudei”. La villa viene data alle fiamme. Robert dal suo rifugio fra i boschi vede alzarsi una colonna di fumo proveniente dal Focardo. Corre verso il luogo della strage, ma ormai non può fare più niente.

Nei giorni immediatamente successivi sul luogo del delitto arriva, incaricato delle indagini, il maggiore della V armata statunitense Milton Wexler. È stato un allievo del grande fisico Albert Einstein che è molto preoccupato per la famiglia del cugino. Vorrebbe poterlo rincuorare. A lui invece tocca informare il suo ex professore della tragedia. Dei risultati delle indagini americane si è persa ogni traccia. Così come sono rimasti ignoti gli esecutori del delitto. Solo nei primi anni 2000, dopo le ricerche dello storico Carlo Gentile sulle truppe di stanza nella zona in quei giorni, si è iniziato ad avere un’idea più precisa sui possibili responsabili della strage. Le ultime ricerche di Gentile hanno capovolto quanto si era creduto circa le responsabilità della strage:  ad uccidere non furono reparti delle SS, ma uomini appartenenti al comando di un’unità della Wehrmacht, l’esercito regolare tedesco, verosimilmente la quindicesima divisione del 104° Reggimento di granatieri corazzati.  Al momento non è emersa nessuna prova definitiva per capire se l’omicidio delle tre donne abbia a che vedere con una vendetta personale nei confronti di Albert Einstein o sia stato un delitto a sfondo razzista. Anche il biglietto lasciato sul luogo della tragedia “Abbiamo giustiziato i componenti della famiglia Einstein, rei di tradimento e giudei” lascia aperti più dubbi. È scritto in perfetto italiano. I tedeschi avevano con loro un interprete o qualcuno che conosceva bene l’italiano? Oppure quel biglietto non è stato scritto dai soldati tedeschi?

Tomba EinsteinAltrettanto tragico è purtroppo l’epilogo di Robert Einstein. L’anno successivo,distrutto dal dolore, ritorna sui resti del Focardo e si suicida inghiottendo del veleno. Decide di farlo un giorno particolare: il 13 luglio 1945, la data del suo anniversario di matrimonio. Riposa adesso nel cimitero della Badiuzza di Rignano insieme ai suoi cari. Ai piedi della stele funebre in  tubi  di acciaio disegnata dagli allievi della Scuola d’ Arte di Porta Romana a Firenze che il comune di Rignano ha loro dedicato.

 

Articolo pubblicato nell’agosto 2014.