Il 25 aprile nel Comune di Sarteano (Siena)

sarteanoIl Comune di Sarteano (Siena) per il 70° anniversario della Liberazione ha in programma diversi appuntamenti.

Il 19 aprile, ore 11,30 si terrà la commemorazione in localita’ Palazzo di Piero della morte di cinque sminatori dell’esercito (Capputo Oliviero, Carlotti Filippo, Cremonini Ginfranco, Francevich Camillo, Trampetti Attilio) rimasti uccisi nell’atto di bonificare l’intera area dagli ordigni tedeschi.

Sabato 25 aprile, alle ore 11,30, presso Piazza XXIV giugno, la Celebrazione ufficiale della Festa della Liberazione con la delegazione ufficiale del comune di Gundelsheim, gemellato con Sarteano. Alle ore 13, pranzo e festa in localita’ Pietraporciana, storica base partigiana.

A seguire si terrà l’inaugurazione della mostra che rimarrà aperta fino al 3 maggio presso la Sala Mostre del Comune dal titolo La raccolta dei ricordi. La mostra promossa è dall’Amministrazione Comunale e e dal Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi in occasione del 70° Anniversario della Liberazione: documenti, foto, libri, oggetti, a testimonianza di quanto vissuto da ciascuna famiglia durante gli anni della Resistenza, della 2a guerra mondiale e al momento della Liberazione




A Livorno il 24° anniversario della tragedia del Moby Prince

mobyprinceVenerdì 10 aprile si celebra il 24° anniversario della tragedia del traghetto Moby Prince, con i suoi 140 morti la più grave della marineria civile italiana.  Questo il programma della giornata “Per non dimenticare”, organizzata dall’associazione 140 e dal Comune di Livorno con la collaborazione della Regione Toscana e della Provincia di Livorno:

  • ore 9.30 – Sede dell’Associazione “140″, via Terreni 2:

incontro organizzato dal Comitato Moby Prince con i parlamentari della Commissione Trasporti del Senato

  • ore 12.00 – Cattedrale: funzione religiosa
  • ore 15.30 – Palazzo Civico, Sala Consiliare: saluto del sindaco alle autorità e ai familiari delle vittime
  • ore 17.00 – Corteo da Piazza del Municipio al Porto (percorso viale Avvalorati, piazza della Repubblica, via Grande, Porto Mediceo)
  • ore17.45 – Andana degli Anelli: deposizione del cuscino di rose del Presidente della Repubblica e corona di alloro, lettura dei nomi delle vittime, lancio di rose in mare.



A Livorno la presentazione del volume “1967 – Comunisti e socialisti di fronte alla guerra dei Sei Giorni”

275L’Associazione  Benè Berith “Isidoro Kahn”, il Circolo Culturale “Luigi Einaudi” ed il Circolo di Cultura Politica “G. E. Modigliani” di Livorno in collaborazione con la Libreria BELFORTE 1805 per il giorno

Domenica  12  Aprile  2015  –  ore 16,30

presso la Sala della Libreria Belforte 1805 8 (via Roma, 69 – Livorno)

promuovono la presentazione del libro di  Valentino Baldacci

“1967 – COMUNISTI  E  SOCIALISTI  DI  FRONTE  ALLA  GUERRA  DEI  SEI  GIORNI”

(Aska Edizioni)

Nel volantino tutti i dettagli.




Nada, la ragazza di Bube

Alle ore 17 , all’Auditorium M.A. Martini, presentazione del libro NADA, LA RAGAZZA DI BUBE.
Saranno proiettate immagini e un filmato in ricordo di Nada e di Bube, della loro straordinaria storia di amore e di fedeltà ai principi e ai valori della lotta di Liberazione.
Intervengono: Massimo Biagioni, autore del libro, Moreno Ciandri, il figlio di Nada.
Coordina: Silvia Cardoso, Responsabile Gruppo Scuola – Sezione ANPI Scandicci




Aprile al Museo Enrico Caruso

Prossimi appuntamenti al Museo Enrico Caruso

Domenica 12 Aprile ore 16.00
Il coro del Maggio da “La creazione” di Haydn a “Les Noces” di Stravinskij
Conversazione con Silvano Sanesi con la partecipazione del M° Lorenzo Fratini,
Direttore del Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Ingresso gratuito

Sabato 18 Aprile Domenica 19 Aprile
Botanica
Mostra-mercato di florovivaismo con conferenze, incontri e visite guidate al Museo
Ingresso alla manifestazione 3,00 €
Programma dettagliato http://www.villacaruso.it/it/botanica-2015.html

Sabato 25 Aprile ore 16.00
West Side Story
Proiezione del film con regia di Jerome Robbins e musiche di Leonard Bernstein.
Presentazione a cura di Silvano Sanesi
Ingresso gratuito

Domenica 26 Aprile
A casa di Enrico
Visita – gioco speciale per le famiglie con bambini dai 6 anni e oltre.
Da una vecchia valigia spuntano sorprese che il padrone di casa ci ha preparato per farci scoprire con divertimento il museo e la sua storia.
Gratuito per i bambini, biglietto di ingresso al museo (5 euro) per gli adulti.
Il programma può essere suscettibile di variazioni.

Villa Caruso Bellosguardo
Via di Bellosguardo 54
50055 Lastra a Signa Firenze
Tel. 055-8721783




25 aprile a Bucine

Programma della giornata

ore 8.30 cerimonia commemorativa e una breve rappresentazione della compagnia “Camminar teatrando”

ore 9.00 inizio dell’escursione, arrivo in località Cornia.
Alcuni membri della comitiva leggeranno una breve testimonianza sui tragici avvenimenti del giugno 1944.

ore 12.30 arrivo a San Pancrazio.
Breve intrattenimento canoro con gli studenti della scuola secondaria del Comune di Bucine.
Cerimonia commemorativa alla presenza del Sindaco, deposizione di una corona di alloro davanti al Sacrario e in prossimità del roseto e recita di brani e poesie.

Il pranzo può essere al sacco oppure consumato presso il Circolo ARCI San Pancrazio (euro 10).

Prenotazioni entro il 22 aprile.

 

 

 




“Abbasso la guerra!”

Quando, con l’ “impresa” dell’ottobre 1911, il governo Giolitti dà il via alla conquista della Libia, sono molte le voci che esprimono con forza l’opposizione delle donne.

Come per esempio aveva ricordato Maria Goja in un articolo di “Su comapgne!”  del 1911 (vedi materiali correlati), le “donne d’Italia” si erano già mobilitate in occasione della “guerra d’Africa”, il tentativo di conquista dell’Etiopia culminato nella disfatta di Adua del 1896. Nelle manifestazioni popolari contro il governo Crispi e per il ritiro delle truppe dall’Africa, infatti, è massiccia la presenza delle donne, che indirizzano anche petizioni e proteste al parlamento.

L’emergere del protagonismo delle donne in questi due tragici momenti dell’‘avventura’ coloniale italiana non sarebbe forse possibile, tuttavia, se non fosse preceduto da una storia di crescita di pensiero e azione per la pace che inizia già nella seconda metà dell’800 e proseguirà, pur tra differenziazioni e defezioni, fino alla Prima guerra mondiale.

La Guerra di Libia

È all’inizio della Guerra Italo-turca nel 1911, tuttavia, che si determina in campo femminile una netta spaccatura, e mentre tra le emancipazioniste e pacifiste prevale lo spirito ‘patriottico’, socialiste e anarchiche restano le sole a rappresentare una dura e coerente opposizione alla guerra.

Nella redazione de La Difesa delle lavoratrici, diretta da Anna Kuliscioff, che inizia le pubblicazioni nel gennaio 1912, confluiscono, tra le altre, le più attive e riconosciute militanti socialiste: Angelica Balabanoff, Giselda Brebbia, Carlotta Clerici, Rosa Genoni, Maria Giudice, Maria Goja, Linda Malnati, Margherita Sarfatti, Giuseppina Moro Landoni, Maria Perotti Bornaghi, Abigaille Zanetta.

La propaganda contro la guerra – che dalla fine del 1912 s’intreccia a quella contro l’incombente conflitto europeo – non solo occupa le prime pagine e quelle interne del giornale con editoriali, novelle antimilitariste, rubriche rivolte ai bambini, citazioni da Tolstoj e De Amicis, ma è portata tra le donne con comizi e “agitazioni”.

Leda_Rafanelli

L’anarchica toscana Leda Rafanelli

Nel campo libertario s’intensifica l’attività antimilitarista di Maria Rygier, mentre dalla “Palestra femminile” dell’Avvenire anarchico Priscilla Fontana e la figlia Jessa e da La Donna Libertaria Amelia Legati rivolgono accorati appelli “Alle madri” perché si mobilitino contro la guerra. Su Libertà la toscana Leda Rafanelli stigmatizza non solo il sopruso e l’arroganza dei conquistatori italiani contro “i liberi figli d’Africa”, ma anche “l’odio di razza” delle potenze europee nei confronti di tutti i popoli colonizzati.

La “Grande guerra”

All’inizio della guerra europea nell’agosto 1914 sulla prima pagina de La Difesa appare a caratteri cubitali il manifesto “Non vogliamo la guerra!” e da quel momento fino all’entrata in guerra dell’Italia nel maggio 1915 socialiste e anarchiche intensificano la propaganda e la mobilitazione delle donne nelle piazze.

Sui giornali, non solo di donne, si moltiplicano gli interventi: sull’Avanti!, oltre che su La Difesa, appaiono quotidianamente gli articoli della Balabanoff, di Rosa Genoni e Maria Giudice, ma anche di Leda Rafanelli. Su La Pace quelli di Fanny Dal Ry e sui giornali libertari quelli della Rafanelli e delle “irriducibili” Priscilla Fontana e Jessa Pieroni.

Nei loro ripetuti appelli, tuttavia, si avverte un crescente pessimismo sulla volontà di tutte le donne di opporsi alla guerra. È in questo momento, infatti, che l’idea della “guerra giusta” – la “guerra di difesa” – crea quelle divisioni che rompono la linea unitaria all’interno del fronte sia socialista, sia anarchico. Margherita Sarfatti prima e Giselda Brebbia poi, e come loro Maria Rygier, seguono Mussolini (espulso dal PSI) e la linea editoriale del Popolo d’Italia.

La grande maggioranza delle socialiste, tuttavia, continua a riconoscersi nelle posizioni di Clara Zetkin, che a dicembre lancia un nuovo appello alle donne di tutti i paesi, e dell’Internazionale femminile socialista, la cui vicenda di questi anni è tra l’altro molto significativa per quanto riguarda la specificità dell’opposizione delle donne alla guerra. Dopo la dissoluzione della Seconda Internazionale in seguito alla votazione dei crediti di guerra da parte dei maggiori partiti socialisti nel 1914 e a partire dal convegno di Berna del marzo 1915, infatti, l’Internazionale Femminile assume le caratteristiche di movimento autonomo. La rete di donne socialiste sia dei paesi belligeranti che di quelli neutrali si autoconvoca ed agisce indipendentemente dalle posizioni e direttive dei rispettivi partiti nazionali. Spesso in contrasto con questi, mantenendo la fedeltà all’internazionalismo tradita dai compagni.

In campo anarchico, contro il tradimento di Maria Rygier ed altri, Leda Rafanelli ribadisce in articoli sui giornali libertari e sull’Avanti!, oltre che nell’opuscolo Abbasso la guerra!, l’opposizione della maggioranza degli anarchici sia alla guerra coloniale che a quella contro altri popoli europei. Nella Giacomelli, a sua volta, si rivolge con un manifesto a tutte le donne perché dimostrino contro il conflitto.

Benché in generale resti incontestabile il fatto che – come nel resto d’Europa – il nazionalismo nelle donne fu più forte (e soprattutto più visibile) del pacifismo, anche dopo l’entrata in guerra dell’Italia, dunque, permane tra le socialiste e le libertarie una maggioranza di ‘resistenti’.

Mentre su L’Avanti! continuano ad uscire (pur con tagli sempre più pesanti della censura) interventi della Balabanoff, di Leda Rafanelli, Rosa Genoni, La Difesa delle Lavoratrici, nonostante le divisioni interne, mantiene viva l’informazione sulle iniziative per la pace delle donne anche degli altri paesi. All’attività internazionale della Balabanoff  (tra gli organizzatori della conferenza dei partiti socialisti di Zimmerwald nel 1915) si affianca quella delle altre militanti, come l’organizzazione di leghe di resistenza femminile e della protesta  delle donne torinesi da parte di Maria Giudice e il lavoro nelle scuole e nel campo dell’educazione di Linda Malnati, Carlotta Clerici e Abigaille Zanetta. Rosa Genoni, fondatrice dell’associazione Pro Humanitate e delegata al Congresso Internazionale dell’Aja del maggio 1915, promosso dalla statunitense Jane Addams, sarà poi rappresentante italiana della Women’s International League for Peace and Freedom che da questo ha origine.

L’opposizione delle donne italiane, dunque, resta viva attraverso e oltre la guerra. E tra le altre saranno proprio alcune delle ‘veterane’ – come Maria Giudice e Giuseppina Moro Landoni, arrestata la prima e internata la seconda nel 1916, Abigaille Zanetta, arrestata nel 1918 – a rappresentarne la continuità e a scrivere altri capitoli di storia del protagonismo delle donne anche durante la resistenza al fascismo.

Articolo pubblicato nell’aprile del 2015.




Empoli in ricordo di Oreste Ristori

Alle ore 21, a Empoli presso il Cenacolo degli Agostiniani (via de’ Neri), presentazione del volume di Carlo Romani “Oreste Ristori. Empoli per RistoriVita avventurosa di un anarchico tra Toscana e Sudamerica” BFS edizioni. Interverranno, oltre l’autore, Franco Bertolucci, Maurizio Brotini e Giorgio Sacchetti. È un’iniziativa promossa dal Centro Studi Libertari Pietro Gori in collaborazione con Biblioteca Franco Serantini, ANPI, ARCI e Comune di Empoli in occasione del 70° anniversario della Resistenza e della Liberazione. 

Qual è la ragione, e quale l’attualità, di raccontare la storia di un anarchico che partito dalla Toscana visse in Brasile, Argentina e Uruguay nella prima metà del secolo XX per poi passare, tra carceri e persecuzioni, nella Spagna travolta dalla Guerra civile del 1936 e finire poi fucilato per rappresaglia, insieme ad altri quattro antifascisti, alle Cascine di Firenze nei primi giorni del dicembre 1943?
Vivere una vita libera, ribelle e solidale è un tratto caratteristico, partecipativo e cosmopolita che pare essere la stella polare di questi anarchici d’altri tempi. L’azione diretta e indipendente, l’aspirazione a non delegare ad altri la soluzione dei propri problemi, la speranza in un mondo migliore libero e egualitario sono i sentimenti che muovono i “vecchi” libertari come Ristori ma che sono anche la fonte d’ispirazione dei nuovi attivisti di strada del XXI secolo. Niente di più moderno, addirittura ultramoderno: la volontà di essere padroni del proprio destino. Questo libro è un racconto biografico costruito attraverso una rigorosa ricerca negli archivi italiani e brasiliani. In queste pagine si mostra come un uomo di origini povere e quasi senza istruzione, autodidatta, divenne, attraverso la cultura libertaria, uno dei principali protagonisti del movimento a cavallo dei secoli XIX e XX.


Per richieste del volume rivolgersi a: BFS edizioni Via I. Bargagna n. 60, 56124 Pisa (Italia); info_bfsedizioni@bfs.it tel. +39 050 9711432.