La liberazione di Grosseto

E’ una Resistenza breve, quella di Grosseto, primo capoluogo di provincia liberato, dopo Roma, il 15 giugno 1944. Tanto breve il tempo della lotta armata, quanto lungo il cammino dell’antifascismo, erede di una tradizione democratica pre-fascista. I fasciscoli dei sovversivi grossetani negli anni del regime documentano i percorsi dell’emigrazione politica, il confino, le presenze nella rete europea dell’antifascismo, tra Brigate internazionali in Spagna e Resistenze.

Il 9 settembre, a Grosseto, la prima riunione, interrotta da un bombardamento alleato, aveva creato le condizioni per la costituzione del Comitato di Liberazione. Ce ne consegna una vivace narrazione Aristeo Banchi, “Ganna”, uno dei protagonisti (1993). La direzione provinciale del Comitato fu di lì a poco trasferita a Casteldelpiano; infatti “la città, stremata dalle  incursioni dell’aviazione americana, era quasi spopolata, la gente sfollata, scarsi gli interlocutori”.  Questo descrive una Resistenza che ha i luoghi caldi nelle zone interne, dove le formazioni partigiane avevano le basi nelle macchie in collina e nei boschi del Monte Amiata. A determinarne i caratteri in questa subarea toscana furono, è ovvio, molti fattori, non ultimi la morfologia della zona e le grandi opzioni strategiche degli eserciti, che “fecero sentire le loro conseguenze sul territorio molto prima che esso diventasse teatro di combattimenti terrestri” (Perona, 2009).

A Grosseto operava la formazione di orientamento comunista intitolata a Vittorio Alunno, caduto nella guerra civile spagnola, a Campillo, il 17 febbraio 1938, nome-simbolo della lunga durata dell’antifascismo locale. Le sue azioni furono circoscritte al “servizio informazioni, sottrazione di armi” per le formazioni collegate al Comando Militare di Grosseto. Unica azione segnalata dalla relazione della banda, il sabotaggio di un ponte sull’Ombrone, nel maggio 1944, fino a quando, gli ultimi giorni, fu necessario proteggere dall’esercito tedesco l’acquedotto e la centrale elettrica, prima di quella che è definita “l’unica, ma epica lotta finale” del 15 giugno.

Grosseto stava sulla linea della “ritirata aggressiva” dell’esercito tedesco. Rapida tra Roma e Grosseto – la V^ armata avanzò di 140 chilometri tra 4 e 16 giugno, più lenta dopo, se “il ritmo dell’avanzata alleata venne rallentato a 30 chilometri nella settimana tra il 16 e il 23 giugno e successivamente a 30 chilometri in tre settimane” (Von Senger, Etterling, 1968). Dalla storia in buona parte già scritta della guerra ai civili ingaggiata dall’alleato occupante, ricaviamo elementi utili a rappresentare la sofferenza di un territorio che ne sperimentò la ferocia.

civili con americani

Popolazione civile e soldati alleati (AUSSME)

Ancora la relazione della Alunno fornisce notizie essenziali sugli ultimi due giorni. La notte tra 14 e 15 Ganna, assunto il comando, “consegna le armi ai patrioti e prende possesso del Comune e degli altri edifici più importanti”. La mattina del 15, SS tedesche provenienti dall’Aurelia Sud si scontrano con i partigiani e lasciano a Grosseto “sei partigiani morti, dodici morti tedeschi e trenta prigionieri” e una  bandiera bianca, orgogliosamente issata  dai grossetani per segnalare agli alleati l’avvenuta liberazione.

Le carte del CLN provinciale documentano l’immediata nascita di istituzioni democratiche con diverse componenti politiche, che non danno conto della preponderanza comunista relativa non a tutto il territorio, ma certo alla composizione del Comando militare. Fonte eccellente per contestualizzare questi accadimenti sono quattro lettere al Duce di Alessandro Pavolini, che si aggiungono alla fonte di parte tedesca, le Militar Kommandantüren, per uno sguardo incrociato sul clima di quei giorni. Nicla Capitini Maccabruni (1985) ne estrae tracce utili a inquadrare la condizione di Grosseto. Il 18 giugno Pavolini così la rappresentava “…estenuata dal mitragliamento, pervasa dal ribellismo bene armato dal nemico e favorito dal terreno con forze fasciste e repubblicane esigue, le uccisioni dei fascisti e dei militi avevano già progressivamente ridotta la zona di nostro effettivo dominio, imponendo il ripiegamento e la concentrazione delle forze. A un dato momento, sotto la spinta di ribelli in parte a carattere militare […] in parte a carattere insurrezionale e comunista, la provincia, capoluogo compreso, è caduta in mano agli avversari, e l’esodo dei fascisti e delle ultime autorità è avvenuto  [il 12 giugno]  fra aggressioni e inseguimenti”. La situazione di Grosseto nel linguaggio dello scrivente è “pessima”, con effetti di “contagio morale” verso le altre province, “lo squagliamento” dei carabinieri, di reparti dell’esercito e persino di parte della GNR, e “un acuirsi della sfiducia germanica”. Nel messaggio al Duce: il tentativo di mascherare con la speranza di una ripresa lo sfascio e la difficile relazione con i tedeschi via via che la linea del fronte arretrava. Uno dei tanti, inutili appelli al centro a soccorrere la periferia, nella cronaca dei mesi della RSI.

Singolarità grossetana fu il pieno riconoscimento del ruolo del CLN da parte dell’AMG, il rispetto di nomine e poteri delle amministrazioni. Immediata la creazione di un organo di stampa del Comitato “Etruria libera”, che riprese in parte il titolo del repubblicano “Etruria nuova”; rapido l’avvio della ricostruzione, sia istituzionale che fisica (altissimo era il numero dei senza-casa), con un impegno forte sul versante delle inchieste sui crimini fascisti e delle pratiche per l’epurazione. Accanto alle rappresentazioni del clima positivo, autentico per molti aspetti, non si possono ignorare le faticose relazioni con il governo e, in capo a pochi anni, l’attacco al Sindaco Lio Lenzi, lo scioglimento, seppure subito rientrato, del consiglio comunale, con decreto prefettizio del 20 aprile 1949 per il rinvenimento nel Palazzo comunale di armi. La legalità costituzionale e democratica, anche se faticosamente, si affermò, ma le macerie della guerra totale e le ferite della guerra civile non passarono in fretta.

Articolo pubblicato nel giugno 2015.




A Vernio le “Amiche per la libertà: Tosca Martini, Tosca Bucarelli e le altre”

Domenica 14 giugno alle 21 arriva a San Quirico “Amiche per la libertà – Tosca Martini, Tosca Bucarelli e le altre”, il corto della Scuola di Cinema di Prato “Anna Magnani” voluto dai Comuni di Cantagallo, Vaiano e Vernio, Prato, a cui hanno collaborato Anpi, Farmacia Cooperativa di Vaiano, COOP, Associazione Per il Lavoro e la Democrazia e Centro di Documentazione Storico Etnografico, Regione Toscana.

Il corto, della durata di 35 minuti, è sostenuto dal Fondo Incoming di Toscana Film Commission ed è ispirato dalla storia di Tosca Martini, una ragazza di Usella, che lavorava presso la fabbrica Forti e all’interno del lanificio matura la sua coscienza politica e sindacale. Diventa infatti rappresentante operaia e durante la guerra staffetta partigiana.

In segno di protesta, ma anche spinta dal suo carattere giocoso e irriverente, il 1 maggio 1944 Tosca insieme al cognato issa una bandiera rossa sul cipresso più alto di Usella, così alto che la bandiera si vedeva anche dalla Direttissima. C’è però una soffiata, qualcuno fa la spia e Tosca viene arrestata e portata in carcere alle Murate, dove incontra la compagna di sventura Tosca Bucarelli. Portate a Villa Triste vengono torturate e ridotte in fin di vita dal terribile maggiore Mario Carità. Miracolosamente Tosca riesce a sopravvivere alle torture. Morirà nel 2000 a noventa’anni. Il CDSE conserva la sua testimonianza.

La regia è di Massimo Smuraglia e le due Tosca sono interpretate da Francesca Cellini e Doriana Clemente. La sceneggiatura è di Nadia dell’Oro, ma ha collaborato il CDSE anche perché è liberamente tratta dal libro “Sul cipresso più alto”, edizioni CDSE). Il film è stato girato fra il carcere delle Murate di Firenze, la piazza della Badia di Vaiano e la Villa il Mulinaccio.




71° anniversario dell’eccidio di Pian d’Albero

Si celebrerà domenica 21 giugno il ricordo dell’eccidio di Pian d’Albero, appuntamento istituzionale promosso dal Comune di Figline e Incisa Valdarno per commemorare i 39 cittadini che nel 1944 persero la vita uccisi dalle truppe nazifasciste.
Quella avvenuta sulle colline figlinesi fu una delle principali stragi naziste avvenute nella provincia fiorentina e fu un episodio cruciale nella storia della Brigata partigiana Sinigaglia, che nell’agosto del 1944 sarebbe stata in prima linea nella liberazione di Firenze. A Pian d’Albero vennero uccise 39 persone, compreso il 12enne Aronne Cavicchi, insieme al padre e al nonno. Eppure della vicenda si conosce ancora poco. Esistono vari libri di memorie e negli anni ’80 venne girato il film “Aronne” di Fabio Del Bravo, ma non è mai stata tentata alcuna ricostruzione scientifica di quegli avvenimenti: per questo il Comune ha promosso una ricerca storica, alla quale si può contribuire, tramite testimonianze e racconti, rivolgendosi a Matteo Barucci (matteo.barucci@gmail.com) e Gabriele Mori (morigabri@gmail.com).

Le celebrazioni si terranno quindi domenica 21 giugno con ritrovo delle autorità e della cittadinanza alle 8,30 presso il municipio di Figline, da dove inizierà il trasferimento verso Pian d’Albero: qui, alle 9,30, si svolgerà la cerimonia civile con la deposizione di una corona di fiori in memoria delle vittime, mentre alle 10,45 la commemorazione si sposterà a Sant’Andrea in Campiglia, dove interverranno la sindaca Giulia Mugnai, la presidente del Consiglio comunale Cristina Simoni e Luigi Remaschi, vicepresidente dell’Anpi provinciale.

A conclusione delle celebrazioni si svolgerà un pranzo presso la sede del Gaib in località Ponte agli Stolli: per prenotazioni rivolgersi alla Camera del Lavoro in piazza San Francesco (055.915250 entro il 17 giugno).




Prorogata la mostra “Viaggio nell’architettura del Novecento in Toscana” a Montecatini

É stata prorogata fino al 28 giugno 2015 la mostra itinerante “Viaggio nell’architettura del Novecento in Toscana” inaugurata lo scorso 23 maggio.

La Mostra, promossa da Regione Toscana, Fondazione Giovanni Michelucci e da Toscani nel Mondo, per la tappa di Montecatini si avvale della collaborazione dell’Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Pistoia.

Orario di apertura:

dal lunedì al venerdì ore 8,00 – 20,00

sabato e domenica ore 10,30 – 12,30 e 16,00 – 19,00




La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio inserita nel Progetto “Toscana ‘900 Musei e percorsi d’arte”

La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea è stata inserita nel Progetto “Toscana ‘900 Musei e percorsi d’arte”, promosso e sostenuto dall’Ente Cassa di  Risparmio di Firenze.

La GAMC sarà coinvolta, dal 13 giugno al 31 dicembre,in una serie di iniziative: mostre, nuovo allestimento delle opere della donazione Pieraccini, organizzazione di laboratori per bambini e ragazzi e visite guidate.

Il Progetto ha previsto la realizzazione della pubblicazione di un’approfondita Guida ai Musei, edita da SKIRA, dove la GAMC è stata inserita con ampia visibilità e la stampa di una brochure promozionale che sarà distribuita in Toscana con Il Venerdì di Repubblica il 19 giugno in 75.000 copie.

Il Progetto sarà presentato in maniera dettagliata all’EXPO Milano 2015, domenica 14 giugno, in orario 11.30-13.30 presso l’Auditorium Palazzo Italia, alla presenza di Cristina Acidini, Achille Bonito Oliva, Fabio Cavallucci, Antonio Paolucci e Carlo Sisi.




“Parlare di cinema” a Castiglioncello

info_mostraAnche quest’anno Castiglioncello, meta prediletta dei nomi più prestigiosi della storia del cinema italiano, ospita Parlare di cinema con un fitto calendario di appuntamenti e incontri che si terranno dal 16 al 20 giugno.

La rassegna, diretta da Paolo Mereghetti, prenderà il via martedì 16 giugno con l’inaugurazione della mostra fotografica “Note di costume. Addio alle armi e altri film” a cura di Antonio Maraldi per il Centro Cinema Città di Cesena. 42 foto in bianco e nero dall’archivio della contessa Annalisa Nasalli Rocca, costumista cinematografica di grande esperienza, attiva nella seconda metà del Novecento nello staff di decine di produzioni, soprattutto americane, girate in parte in Italia. Tra i film documentati il curatore ha voluto dar ampio spazio a due titoli legati alla prima guerra mondiale come Addio alle armi di Charles Vidor (1957) e Le avventure di un giovane di Martin Ritt (1962) , entrambi ispirati a pagine di Ernest Hemingway.

  • Ospite d’onore della giornata l’attrice Elena Sofia Ricci che farà da “madrina” alla mostra fotografica (ore 18.00 – La Limonaia di Castello Pasquini).
  • Come da tradizione un’attenzione particolare è rivolta agli esordienti le cui opere verranno presentate al pubblico di Castiglioncello che avrà poi l’occasione di dialogare con i registi nel pomeriggio di venerdì 19 giugno (ore 18.00 – La Limonaia di Castello Pasquini) nell’incontro Esordire in Italia: esperienze a confronto moderato da Paolo Mereghetti. Tra le opere prime selezionate quest’anno, due titoli che hanno rappresentato l’Italia alla Berlinale: Vergine Giurata di Laura Bispuri che affronta il tema dell’identità magistralmente interpretato da Alba Rohrwacher; Short Skin di Duccio Chiarini, sottotitolo “i dolori del giovane Edo” interpretato dal giovane livornese Matteo Creatini, anche lui ospite della manifestazione. A completare la selezione due commedie: Soldato Semplice esordio come regista, ma anche come sceneggiatore e produttore, del comico Paolo Cevoli; uno spaccato dell’Italia sullo sfondo della crisi economica in Leoni del vicentino Pietro Parolin.
  • E ancora incontri di cinema rivolti agli studenti e agli appassionati a cura di Antonello Catacchio. Quest’anno protagonista sarà il cinema di un grande maestro ostinatamente indipendente come Robert Altman ( 17 e 18 giungo ore 10.30 Sala conferenze – Centro “Le Creste”). “Anticonformista. Autore. Ribelle. Innovatore. Narratore. Sperimentatore. Giocatore d’azzardo. Folle. Padre di famiglia. Regista. Artista”. Così viene presentato nel documentario di Ron Mann, Sarà proprio questo appassionante documentario con interviste ad attori famosi e famigliari e  immagini d’archivio dei suoi film a fare da filo conduttore al seminario su Robert Altman, uno dei più singolari e straordinari registi statunitensi, autore di capolavori assoluti come M*A*S*H, I compari, Il lungo addio, Nashville, America oggi, Gosford Park sino all’ultimo e indimenticabile Radio America.
  • Due grandi nomi del cinema d’autore converseranno con il pubblico: venerdì 19 giungo Mario Martone racconterà il “suo” Leopardi nell’incontro moderato da Paolo Mereghetti che precederà la proiezione de Il giovane favoloso (ore 21.30 Cinema Castiglioncello), mentre sabato 20 giugno sarà la volta di Paolo Taviani e del suo “Maraviglioso Boccaccio” (ore 21.30 Cinema Castiglioncello).

Grande attesa infine per l’incontro conclusivo della manifestazione dal titolo “Volti celebri tra cinema e televisione”. Da sempre il cinema italiano ha pescato nel teatro e poi nella televisione per trovare volti nuovi con cui cementare il proprio rapporto col pubblico. Da ultimo anche il cabaret (televisivo e non) è diventata una «riserva di caccia» per volti nuovi. Ma se una volta arrivare al cinema poteva rappresentare il culmine della carriera, oggi i valori si sono nuovamente rimescolati. Non è raro il caso di attori popolari che “lasciano” il cinema per rivolgersi alla televisione – e magari trovarvi un successo maggiore – oppure che vedono nel teatro una occasione per ritrovarsi e ritrovare un rapporto più immediato col pubblico.

Di tutti questi argomenti (e di altri ancora) si parlerà quest’anno nell’incontro di sabato 20 (ore 18.00 – Limonaia di Castello Pasquini) con gli attori Piera Degli Esposti, Chiara Francini, Lucia Mascino, Filippo Timi.




“Livorno tra fascismo, guerra e ricostruzione” una giornata per il 70° della Liberazione

70livProseguono a Livorno le celebrazioni per il 70° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascimo (1945-2015) nel ricordo del valore storico, politico e civile della ricorrenza.

A pochi giorni dalla 48° edizione della Coppa Barontini, in programma la prossima settimana sui fossi medicei, martedì 16 giugno, alle ore 16,30,nella sala consiliare del palazzo comunale, si svolgerà una cerimonia di commemorazione e riflessione storica sul tema “Livorno tra fascismo, guerra e ricostruzione” promossa dal Comitato Coppa “Ilio Barontini” e dal Consiglio regionale della Toscana.

Interverranno il sindaco Filippo Nogarin, il presidente del Comitato organizzatore della Coppa Ilio Barontini Massimiliano Talini, il direttore scientifico Fondazione memorie Cooperative Enrico Mannari e l’ex deportato dai nazisti in Germania Mauro Betti.

Coordinerà l’evento Mauro Nocchi, della segreteria dell’Anpi e membro del Comitato organizzatore della Coppa.

Nel corso della cerimonia è previsto un omaggio musicale a Garibaldo Benifei da parte delle nipoti.

Al termine, il sindaco consegnerà gli attestati agli eredi delle Medaglie d’Oro della Resistenza Livornesi, ai partigiani, agli eredi di Ilio Barontini, dei sindaci della ricostruzione Furio Diaz e Nicola Badaloni, all’Associazione Partigiani d’Italia e all’associazione Perseguitati Politici italiani antifascisti.




Testimonianze della Resistenza, a Pistoia

Alle ore 16.00 presso il Museo Marino Marini (Corso Fedi, Pistoia) presentazione del volume di Orlando Baroncelli “Testimonianze della Resistenza in Toscana”.