Sesto Fiorentino: 28 marzo, 72° anniversario dell’Eccidio del Lunedì di Pasqua

Il 28 marzo ricorre il 72° anniversario dell’Eccidio del Lunedì di Pasqua. La cerimonia solenne di commemorazione, organizzata dal Comune e dalla Consulta Comitato Unitario Antifascista, inizierà alle 10.30 con la deposizione di corone alle lapidi della Casa del Popolo di Pian di San Bartolo, alla stazione di Montorsoli e in piazza della Chiesa di Cercina. Si proseguirà con la deposizione di una corona alla lapide che ricorda il partigiano Giovanni Checcucci nel piazzale di Ceppeto. L’evento si concluderà con il corteo fino al cippo dei caduti del Lunedì di Pasqua e l’intervento del commissario straordinario del Comune di Sesto Fiorentino, Antonio Lucio Garufi.




Inaugurazione Archivio Mascagni Museo della Carta di Pescia

Sabato 9 aprile ore 10.00 Convegno ed inaugurazione dell’Archivio Mascagni Museo della Carta di Pescia come da programma allegato.




L’affondamento della Valiant

Venerdì 1° aprile alle ore 21.00, al Museo della marineria a Viareggio (MUMA), la nuova associazione “Amici del Museo della marineria di Viareggio” organizza una serata dedicata all’affondamento della Valiant.

In allegato Comunicato stampa con il programma.




Commemorazione delle 11 vittime della strage di Maiano Lavacchio

Il 22 marzo di ogni anno dal 1945 si ripete la commemorazione delle 11 vittime della strage di Maiano Lavacchio, di cui furono responsabili unicamente il fascismo repubblicano di Grosseto, voluta e rivendicata dal capo della provincia Alceo Ercolani.

Anche quest’anno erano presenti tanti, tantissimi giovani e giovanissimi studenti, provenienti da molte parti del territorio provinciale.

Gli studenti della V B dell’Istituto Agrario di Grosseto, che hanno fatto con l’Isgrec un percorso di alternanza scuola-lavoro, durante il quale è stata approfondita la storia dei Martiri d’Istia, hanno preparato un reading, accompagnati dalla chitarra di Michele Lipparini: “Dialogo poetico con i Martiri d’Istia”.

 




La Pistoia di Massimo Baldi 1986-2016: l’eredità di un archi­tetto urba­ni­sta

Gio­vedì 7 aprile alle 15 la Biblio­teca San Gior­gio di Pistoia ospi­terà l’inaugurazione della mostra La Pistoia di Mas­simo Baldi 1986 – 2016: l’eredità di un archi­tetto urba­ni­sta. Orga­niz­zata per cele­brare il tren­ten­nale della scom­parsa di Mas­simo Baldi, pre­sen­terà al pub­blico docu­menti mai espo­sti prima. Inter­ver­ranno il sin­daco di Pistoia Samuele Ber­ti­nelli e gli archi­tetti Monica Baldi, figlia di Mas­simo, e Giu­seppe San­toro, pre­si­dente di Inar­cassa (Cassa nazio­nale di pre­vi­denza e assi­stenza per inge­gneri e archi­tetti liberi professionisti).

L’evento sarà arric­chito dalla per­for­mance al vio­lon­cello del mae­stro George Geor­ge­scu, che inter­pre­terà la Suite n° 3 in do mag­giore di Johann Seba­stian Bach. L’iniziativa si col­loca nell’ambito della ras­se­gna Leg­gere la città, che ani­merà Pistoia dal 7 al 10 aprile e sarà incen­trata sul tema La città del dia­logo. La mostra, curata dagli archi­tetti Monica Baldi e Lorella Zap­pa­lorti, sarà visi­ta­bile fino a lunedì 18 aprile negli orari di aper­tura della biblio­teca. Sabato 9 aprile, in occa­sione della notte bianca, è pre­vi­sta un’apertura straor­di­na­ria fino alle 24.

Nell’apposito spa­zio espo­si­tivo all’ingresso e nelle vetrine della biblio­teca saranno espo­sti alcuni pro­getti, digi­ta­liz­zati per l’occasione, che dopo la mostra potranno entrare a far parte dell’archivio online del Comune di Pistoia (gli ori­gi­nali sono attual­mente depo­si­tati all’Archivio di Stato di Firenze). I dise­gni scelti per l’esposizione, rela­tivi soprat­tutto all’edilizia pri­vata, agli edi­fici pub­blici e all’urbanistica, sono: aree ex Breda (1973); liceo scien­ti­fico (1968); bar Campo Mar­zio in piazza della Resi­stenza (1958); Casa del popolo di Bot­te­gone (1954); casa stu­dio Viva­relli (1969); casa Bonan (1955); casa Bat­ti­loni (1969); casa Di Stasi (1966); casa Cimo­roni (1969); casa Gia­co­melli — Banci (1964); Tec­no­casa (1955); con­ces­sio­na­ria auto e con­do­mi­nio in viale Adua (1973).

Mas­simo Baldi nasce a Pistoia il 3 dicem­bre 1927. Ini­zia l’attività pro­fes­sio­nale nello stu­dio tec­nico del padre Romolo. Negli anni ‘50 affronta il pro­blema delle Case del popolo, sfrat­tate dai vec­chi locali, e risolve il caso di Bot­te­gone insieme a un col­lega fio­ren­tino. Due espe­rienze ammi­ni­stra­tive lo coin­vol­gono sul finire dello stesso decen­nio: la prima nel con­si­glio di ammi­ni­stra­zione degli Isti­tuti rag­grup­pati e la seconda, con l’elezione a con­si­gliere comu­nale iscritto nel gruppo socia­li­sta, quale vice­sin­daco fino al 1960. Il 1957 è l’anno del matri­mo­nio con Erne­sta, che col­la­bora con lui fino al 1975, seguito dalla nascita delle figlie Eli­sa­betta e Monica. Dal 1960 al 1970 rico­pre il ruolo di pre­si­dente della Com­mis­sione cen­sua­ria comu­nale di Pistoia. È mem­bro del Comi­tato regio­nale per i beni cul­tu­rali della Toscana, sin­daco revi­sore del Cen­tro studi di sto­ria dell’arte, esperto dell’Ente pro­vin­ciale del turi­smo di Pistoia, socio dell’associazione nazio­nale Cen­tri sto­rici e arti­stici e, dal 1972, mem­bro del comi­tato tec­nico dello Iacp (isti­tuto auto­nomo case popo­lari) di Pistoia. Per le sue com­pe­tenze pro­fes­sio­nali viene nomi­nato dal Con­si­glio regio­nale toscano, nel set­tem­bre 1972, mem­bro della Com­mis­sione regio­nale tecnico-amministrativa – sezione urba­ni­stica e beni ambien­tali –, inca­rico che man­terrà fino alla scom­parsa. Nel 1981 viene eletto pre­si­dente dell’Ordine degli archi­tetti della Pro­vin­cia di Pistoia, appena costi­tuito, e in seguito anche della Fede­ra­zione degli ordini degli archi­tetti della Toscana; inca­ri­chi rico­perti fino alla fine dei suoi giorni.

Il 2 mag­gio 1986 Mas­simo scom­pare, a Firenze, a seguito di un inci­dente stra­dale avve­nuto nella notte fra il 13 e il 14 feb­braio dello stesso anno, sull’autostrada A11, nel tratto Mon­te­ca­tini Terme — Pistoia, a poche cen­ti­naia di metri dalla città che aveva real­mente amato e voluto sem­pre più moderna e fun­zio­nale. L’archivio dell’attività pro­fes­sio­nale, immenso patri­mo­nio costi­tuito da pro­getti, dise­gni, studi e docu­menti, è stato dichia­rato d’interesse cul­tu­rale dalla Soprin­ten­denza archi­vi­stica per la Toscana ed è depo­si­tato all’Archi­vio di Stato di Firenze.

Per infor­ma­zioni con­tat­tare il numero 0573 371690.




Amedeo Bassi: cantante wagneriano.

Si terrà sabato 2 aprile il quarto appuntamento del ciclo di incontri “Teseo: tesi al Museo!”, alle ore 10.30 presso il Museo Amedeo Bassi (piazza Machiavelli 13 – Montespertoli). L’evento prevede la presentazione della tesi della dottoressa Amalia Trezza Amedeo Bassi: cantante wagneriano. Appunti per una monografia.

Il tenore nativo di Montespertoli, a cui tra l’altro è intitolata l’accademia filarmonica locale, è conosciuto come uno dei più celebri interpreti del repertorio dell’opera verista italiana. Il suo archivio e i suoi cimeli furono donati dagli eredi al Comune di Montespertoli, che il 30 novembre 2014 inaugurò il museo a lui dedicato. Ed è proprio nel Museo Amedeo Bassi che il 2 aprile si terrà la presentazione della tesi, nel corso della quale interverranno, oltre all’autrice, il prof. Massimo Sardi, del Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze, e l’assessore alla Cultura del Comune di Montespertoli, Elena Ammirabile.




Tirrenia città del cinema: una mostra a Pisa

A partire dagli anni Trenta fino ai primi Settanta un capitolo importante della storia del cinema italiano venne scritta all’ombra della pineta di Tirrenia, non lontano dal mare.

Fu proprio a Tirrenia, infatti, che nel 1934, per volontà di Giovacchino Forzano, drammaturgo e librettista di successo, furono costruiti gli Studi cinematografici Pisorno, così nominati per unire il riferimento a Pisa e Livorno, equidistanti dalla località prescelta. Una città del cinema nella “città nuova” fondata dal regime, per rilanciare la produzione italiana in crisi. L’architettura degli studi, disegnata da Antonio Valente, era modernissima e fornita delle attrezzature per affrontare la grande novità tecnica del momento: il sonoro. Da Tirrenia passarono molti rappresentanti dello star system dell’epoca (Doris Duranti, Luisa Ferida, Amedeo Nazzari…) compresi Vittorio De Sica e la giovane Alida Valli. In seguito il sogno di fondare una Hollywood sull’Arno si arenò di fronte alle difficoltà finanziarie e alla concorrenza di Cinecittà.

Negli anni della Guerra gli studi che avevano visto al lavoro attori e primedonne furono requisiti prima dai tedeschi e poi dagli alleati, come magazzini militari. Quando la produzione riprese, al termine del conflitto, si puntò sui film musicali interpretati da Claudo Villa e Luciano Taioli, che con le loro storie semplici celebravano una nuova voglia di rinascita e leggerezza. Negli anni Sessanta l’avvento del produttore Carlo Ponti, che rilevò gli stabilimenti ribattezzandoli Cosmopolitan, rinnovò le speranze di rilancio. Sui set e sulle spiagge del Lido, a quell’epoca, si potevano incontrare Sofia Loren, Marcello Mastroianni, Marco Ferreri e persino Fred Astaire. Fu un breve momento prima della successiva crisi e della chiusura. La moderna struttura progettata da Valente andò lentamente in rovina. Se ne ricordarono anni dopo i fratelli Taviani, che proprio lì ricostruirono la Hollywood del loro film Good Morning Babilonia.

È questa, in breve, la storia che la mostra che si aprirà a Palazzo Blu il 23 marzo. Una storia che narra, da un punto di vista inedito, oltre alla nascita di una città, il dramma della guerra e lo sviluppo e le trasformazioni del cinema. I film, le immagini dei grandi divi e le foto di scena, ma anche le musiche, i costumi e le macchine proporranno attraverso le ricostruzioni di ambiente, la storia del cinema a Tirrenia, un viaggio coinvolgente ed affascinante nella vita della società italiana di quei trentacinque anni.

Grazie anche ai preziosi materiali originali, spesso poco conosciuti e sorprendenti, provenienti da collezioni pubbliche e private e dagli archivi del Museo Nazionale del Cinema di Torino, la mostra offre anche una riflessione sul cinema italiano di genere e sulle sue trasformazioni e fa, inoltre, scoprire i mestieri del cinema, il “dietro le quinte” dei tecnici e degli artigiani che danno corpo, ancora oggi, alle fantasie dello schermo.

TIRRENIA CITTA DEL CINEMA
Pisorno/Cosmopolotian 1934-1969

dal 23 marzo 2016 al 3 luglio 2016
Ingresso gratuito

BLU | Palazzo d’arte e cultura – Pisa,
Lungarno Gambacorti 9
56125 Pisa

Tel. 050 220.46.50, info@palazzoblu.it




BANDO per l’assegnanzione di contributi di ricarca finalizzati allo studio delle Corti straordinarie d’Assise (1945-1947)

Lo sviluppo del progetto di ricerca ‘Per un Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia’ ha posto in evidenza l’importanza dei processi per collaborazionismo dibattuti in Italia tra il 1945 e il 1947 come fonte per studiare le violenze di guerra. Le sentenze e la documentazione giudiziaria in particolare delle Corti Straordinarie d’Assise (CAS) e delle Sezioni speciali di Corte d’Assise si è dimostrata di notevole interesse per la ricostruzione fattuale di episodi e per l’analisi della rappresentazione di quegli eventi. Al fine di valorizzare tale fonte l’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (INSMLI) e l’Associazione nazionale partigiani d’Italia (ANPI) bandiscono un concorso per 3 contributi di ricerca, della durata di un anno, per l’ammontare di € 8.000 ciascuno.

In allegato il BANDO