Contro la guerra e la povertà

Nel pistoiese l’opposizione popolare alla guerra prima del maggio 1915 fu forte, anche qui più nelle aree rurali che nel centro urbano. L’onda della protesta sociale era iniziata a montare già nella primavera del 1914, con due manifestazioni in occasione del 1° maggio promosse rispettivamente dai socialisti e dai sindacalisti anarchici dell’USI (i secondi subirono anche alcuni arresti) fino alla Settimana rossa, nel giugno del ’14, con uno sciopero generale cittadino, lievi scontri intorno alla stazione – con il danneggiamento dei binari nella zona della Vergine – e parecchi arresti. Durante lo sciopero si tenne un comizio dove intervennero i socialisti Taddeoli e Cipulat, gli anarchici Eschini e Lombardelli e Agostini per i repubblicani. I manifestanti si recarono anche in corteo alla Sottoprefettura dove chiesero il rilascio di alcuni arrestati nei giorni precedenti per la diffusione di materiali antimilitaristi.

Come nel resto d’Italia quindi, lo scoppio della prima guerra mondiale andò a inserirsi all’interno di uno scenario già teso, caratterizzato da un inasprirsi della protesta popolare contro le cattive condizioni di vita. Queste circostanze contribuirono a radicalizzare il locale partito socialista, nel quale alcune componenti progressivamente si spostarono su motivazioni sempre più classiste e su argomentazioni di “guerra alla guerra” molto vicine a quelle sostenute in quel momento dai sindacalisti rivoluzionari e dagli anarchici. L’area di Lamporecchio, in particolare, era divenuta la prima zona “rossa” del circondario, con l’elezione a sindaco di Idalberto Targioni nel 1914, come risultato della sua intensa attività di propagandista e organizzatore degli anni precedenti, e il Consiglio comunale si era pronunciato per la neutralità assoluta già nell’agosto.

Dal gennaio del 1915 la corrente di opposizione intransigente alla guerra divenne maggioritaria nel socialismo pistoiese, e le manifestazioni andarono intensificandosi. A Candeglia fu indetta un’assemblea per illustrare i disagi che la guerra avrebbe provocato, a cui partecipò numerosa la popolazione delle campagne circostanti, mentre a Lamporecchio circa 300 disoccupati scendevano in piazza al grido di “pane e lavoro”. Con l’avvicinarsi dell’ingresso nel conflitto, la situazione non si normalizzò. Tra aprile e maggio furono indetti comizi e manifestazioni a Casalguidi, Spazzavento, Candeglia e ancora a Lamporecchio, con la partecipazione di centinaia di persone. Il 1° maggio nel capoluogo si teneva un comizio, seguito da iniziative dello stesso tenore a Bonelle, Spazzavento e nel quartiere di Porta Lucchese. Nei giorni immediatamente a ridosso della dichiarazione di guerra, il livello della conflittualità si innalzò. A Pistoia ci furono scontri alla stazione ferroviaria contro la partenza dei richiamati alle armi, a cui non furono estranei alcuni dei soldati dei reggimenti che dovevano partire. La tensione e l’opposizione popolare rimasero forti nei mesi successivi, nonostante il bavaglio imposto alla stampa di opposizione e l’ambigua posizione ufficiale dei socialisti, attestatisi intorno al “né aderire né sabotare”, che frenò le componenti più radicali del socialismo pistoiese. Sempre nella zona di Lamporecchio una manifestazione si trasformò in rivolta con l’occupazione del paese per alcune ore, durante le quali avvenerò atti di ostilità verso i facoltosi del luogo. Furono arrestate 5 persone, condannate poi a pene severe. In diverse circostanze il movimento popolare superò e radicalizzò le parole d’ordine iniziali degli organizzatori delle proteste, soprattutto nel mondo rurale, che vedeva come una vera e propria sciagura il conflitto, e che si caratterizzò per una massiccia partecipazione della componente femminile.
Furono infatti sempre le donne a riaccendere il fuoco della protesta nelle campagne.

Fino al 1916-’17 nel pistoiese regnò la calma, ma i giovani socialisti, radicalizzati rispetto al loro stesso partito, ed un innovativo movimento di socialiste, ripresero la propaganda contro la guerra e le pessime condizioni di vita, aggravatesi durante il conflitto. Fu lanciata la parola d’ordine del rifiuto del sussidio per protestare contro l’assenza degli uomini e dei figli. L’attività di propaganda funzionò a tal punto da riuscire a penetrare anche nelle zone tradizionalmente cattoliche, dove probabilmente l’ostilità popolare all’inutile strage, come l’aveva definita lo stesso Papa, non doveva essere minore. Nel gennaio 1917 la protesta, a guida femminile, esplose. A Larciano le donne rifiutarono il sussidio e dettero vita a una manifestazione antimilitarista, seguita da altre due manifestazioni analoghe a Quarrata. Anche in occasione della giornata internazionale dell’8 marzo, si tenne una manifestazione nel capoluogo, legata più a motivi economici. Nella piana cominciarono a svolgersi delle “marce della pace”. Da Tobbiana il 26 giugno 400 donne partirono verso Pistoia per chiedere la pace e rifiutare il sussidio (5 arrestate e 5 denunciate). A Montale il 5 luglio, in 300 cercarono di bloccare il servizio ferroviario e chiesero la fine della guerra, mentre il giorno dopo un’altra manifestazione per la pace, 300 le partecipanti, assumeva toni più minacciosi, con le dimostranti armate di bastoni (18 arrestati, 14 donne e 4 uomini). Sempre il 6 luglio donne di Agliana, Pistoia e frazioni dei due comuni si riunirono insieme e in circa 300 tentarono di arrivare a Pistoia, bloccate dai Carabinieri. A Gello si svolse una manifestazione di circa 400 donne, a Ramini un centinaio di donne costrinsero la maestra a sospendere le lezioni (18 denunciate) ed a Casalguidi avvenne un’altra manifestazione in favore della pace. Le aree erano quelle a diffusa presenza mezzadrile, con centri all’epoca piccolissimi, dove il movimento sindacale dei lavoratori della terra aveva iniziato ad apparire negli anni precedenti. La provenienza sociale legata al lavoro agricolo è testimoniata in un caso dal comportamento delle donne di Vinacciano. Una cinquantina di loro si recò da un proprietario terriero, evidentemente identificato tout court come parte di quello Stato così lontano e opprimente, chiedendo di far cessare il lavoro nei campi dei prigionieri di guerra (alla solidarietà internazionale qui forse si unì il problema pratico che questa era manodopera non pagata che toglieva lavoro ai braccianti) e di adoperarsi per far ritornare gli uomini dal fronte (7 denunciate).

Queste pratiche di opposizione e di conflittualità politico-sociale, difficili da seguire ma nondimeno concrete, lungi dall’essere episodi isolati, si inseriscono dunque all’interno di un malessere di lungo periodo, acuito dalla guerra, che avrebbe poi fornito le basi all’ondata di agitazioni del biennio rosso, con i moti del caroviveri, l’occupazione delle fabbriche e le agitazioni nelle campagne, sconfitto soltanto dalla reazione armata guidata dallo squadrismo fascista tra il 1921 e il ’22.

Stefano Bartolini è ricercatore presso l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Pistoia e coordina le attività di ricerca storica, archivistiche e bibliotecarie della Fondazione Valore Lavoro. Ha partecipato al recupero dell’archivio Andrea Devoto ed attualmente si occupa di storia sociale, del lavoro e del sindacato. Tra le sue pubblicazioni: Fascismo antislavo. Il tentativo di bonifica etnica al confine nord orientale; Una passione violenta. Storia dello squadrismo fascista a Pistoia 1919-1923; Vivere nel call center, in La lotta perfetta. 102 giorni all’Answers; La mezzadria nel Novecento. Storia del movimento mezzadrile tra lavoro e organizzazione.

Articolo pubblicato nel giugno del 2016.




Mostra dei ragazzi “La Costituzione è anche nostra” a Pieve Fosciana

La mostra dei ragazzi "La Costituzione è anche nostra" rimarrà aperta presso la Sala Consiliare del Comune di Pieve Fosciana (Lu) fino al prossimo 10 giugno 2016.

La mostra dei ragazzi “La Costituzione è anche nostra” rimarrà aperta presso la Sala Consiliare del Comune di Pieve Fosciana (Lu) fino al prossimo 10 giugno 2016.

Presso la Sala Consiliare del Comune di Pieve Fosciana (Lucca), lo scorso 1° giugno 2016 è stata inaugurata la mostra “ La Costituzione è anche nostra”, curata dagli alunni e dalle insegnanti delle classi terza e quarta della Scuola Primaria del paese, parte dell’Istituto Comprensivo Statale di Castiglione Garfagnana. I lavori esposti rendono conto di un percorso pluridisciplinare affrontato dai ragazzi nel corso del corrente anno scolastico, iniziativa che ha visto il contributo significativo del Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in Provincia di Lucca, il prof. Stefano Bucciarelli, e della Coordinatrice Didattica dello stesso, la prof.ssa Silvia Angelini. Il progetto in questione si pone in realtà su una linea di continuità rispetto a quanto svolto negli anni passati, sulla scia di un impegno teso ad affrontare temi quali l’educazione alla pace, i diritti in dimensione interculturale, la cittadinanza partecipata e l’educazione alla legalità. La scadenza del 70° anniversario del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e della contemporanea elezione dell’Assemblea Costituente, poi, ha potuto aggiungere maggiore consapevolezza storica e pure solennità al lavoro intrapreso: le ricorrenze del calendario civile, più in generale, sono state inserite in una rete temporale a maglie larghe, studiata per ripercorrere le vicende storiche che, dall’età liberale all’avvento del fascismo, hanno condotto alla Seconda Guerra Mondiale, quindi alla Resistenza ed infine alla Liberazione. Un lavoro di attenta lettura ed analisi è stato condotto in particolare sui primi 12 articoli della Costituzione, riguardanti i principi fondamentali: diritti e doveri, uguaglianza, lavoro, famiglia, scuola e religione sono stati concetti approfonditi in attività di gruppo, argomenti di riflessione sia collettiva che personale, occasioni in grado di conferire al percorso svolto un importante valore formativo. In un secondo momento, è stato chiesto ai bambini di rappresentare i concetti-cardine della prima parte della carta costituzionale con i mezzi espressivi a loro più consoni, dalla produzione grafica e pittorica alla scrittura creativa e poetica: le opere così realizzate, assieme ad una serie di riproduzioni di tavole illustrate da Emanuele Luzzati nel suo libro “La Costituzione è anche nostra”, frutto di un lavoro collettivo, sono state infine raccolte nella bella mostra di Pieve Fosciana, che resterà aperta fino al prossimo 10 giugno 2016.

In allegato, la locandina dell’iniziativa in .pdf.




Commemorazione dell’anniversario dell’uccisione di Mary Cox e Maria penna Caraviello

Nel 72° anniversario della Liberazione il Quartiere 5 ricorda le due donne uccise dai fascisti il 21 giugno 1944 nella valle di Terzollina.

Quest’anno la Commemorazione avverrà sabato 18 giugno alle ore 10.00 presso il monumento Pegaso dedicato a Mary e Maria in via di Capornia, proprio nel luogo dove avvenne l’eccidio. Verrà deposta una corona di alloro alla presenza delle Istituzioni




“1966-2016 Itinerari Culturali nella ricorrenza dei 50 anni dall’ alluvione di Firenze” al Quartiere 5 di Firenze

“1966-2016 Itinerari Culturali nella ricorrenza dei 50 anni dall’ alluvione di Firenze”.

Visite guidate, lezioni e film alla scoperta di luoghi legati alle vicende del novembre 1966.
La partecipazione è gratuita.

14 giugno, ore 10, Visita alla centrale dei Vigili del Fuoco (via La Farina);

22 giugno, ore 10,30, Visita alla Biblioteca Nazionale;

28 giugno, ore 16, Villa Pozzolini, proiezione del film: ‘Firenze, I’Arno e gli Angeli del Fango’;

7 luglio, ore 10,30, Visita all’Impianto dell’Anconella (via Villamagna);

9 luglio, ore 10, i ponti e le targhe in ricordo dell’Alluvione (ritrovo, statua di Dante in piazza Santa Croce);

13 luglio, ore 16,45, Visita al giardino dei Padri Domenicani di S.M.Novella (via della Petraia 38/f);

16 luglio, ore 10, Visita al giardino e agli ambienti di Villa La Petraia;

19 luglio, ore 10, Visita al giardino romantico Stibbert.




10 marzo 1946. La prima volta delle donne al voto

L’8 giugno a Firenze, presso l’Hotel Albani (via Fiume, 12), si terrà l’evento 10 marzo 1946. La prima volta delle donne al voto. Da 70 anni il futuro è nelle nostre mani organizzato dal Coordinamento Donne della Spi Cgil Toscana.
Alle 9.30 introduzione di Alessandra Salvato, responsabile Coordinamento Donne della Spi Cgil Toscana. Seguiranno, dopo la proiezione di video e interviste, l’intervento di Catia Sonetti Direttrice Istituto Storico della Resistenza e della società contemporanea di Livorno, , Anna Maria Romano, responsabile Coordinamento Donne Cgil Toscana, la professoressa Eleonora Pinzuti, italianista, Daniela Cappelli, Segretaria Generale Spi Cgil Toscana. Finale musiciale con Le Musiquorum.




Ricordo di Carlo e Nello Rosselli nel settantanovesimo anniversario del loro sacrificio

Giovedì 9 giugno, alle ore 17, presso la Fondazione Circolo Rosselli, in via degli Alfani 101 r. a Firenze, saranno ricordati Carlo e Nello Rosselli nel settantanovesimo anniversario del loro sacrificio.

Nell’occasione si discuterà il libro di Valdo Spini Carlo e Nello Rosselli. Testimoni di Giustizia e Libertà (Firenze, Clichy, 2016). Ne parlanno con l’autore Francesco Ghidetti (Quotidiano Nazionale) e Mauro Bonciani (Corriere fiorentino/Corriere della Sera). Presiede Ariane Landuyt (Università di Siena).




Premio Ivano Tognarini: ecco i vincitori!!!

Esaminate le 27 candidature provenienti da vari paesi europeri, la Commissione giudicatrice del Premio “Ivano Tognarini”, nominata dal Consiglio direttivo dell’Istituto Storico della Resistenza promotore del medesimo, ha assegnato il premio ex equo ai dottori Angel Alcalde e Emanuele Ertola.

In allegato la scheda del premio, con profilo dei due vincitori e motivazioni dell’assegnazione.




Firenzuola attraverso la guerra

Domenica 19 giugno alle ore 10.30, presso l’Auditorium della banca del Mugello, via Allegri Firenzuola, presentazione del volume dell’Associazione cittadini per la difesa del Santerno, a cura di Luciano Ardiccioni, Firenzuola attraverso la guerra. Nel cuore della Linea Gotica, Edizioni Il filo.

Interverranno:

Matteo Mazzoni, Direttore Istituto Storico della Resistenza in Toscana

Giovanni Contini, Presidente Associazione italiana storia orale

Paolo Raffini, Presidente Banca del Mugello BCC

Presiede Paolo Guidotti, editore giornalista

Saranno presenti gli autori