Nel 70° del diritto di voto alle donne, raccolta di testimonianze fra le anziane empolesi

 In occasione del settantesimo anniversario del 2 giugno e del “voto alle donne”, la Commissione Pari Opportunità del Comune di Empoli ha deciso di avviare un’indagine per rintracciare e raccogliere testimonianze tra le donne residenti ad Empoli che, a quella data, avevano raggiunto i 21 anni di età. Secondo i dati forniti dall’Ufficio Anagrafe sono oltre 400 le donne ancora in vita che ebbero la possibilità di votare, non solo empolesi di nascita, molte di loro infatti provengono da varie parti d’Italia.

In questi giorni sta partendo una lettera a loro indirizzata a firma del sindaco Brenda Barnini, dell’assessore alle pari opportunità e alla memoria Eleonora Caponi e della presidente della Commissione delle Pari Opportunità Valeria Vezzosi, per chiedere la disponibilità ad essere incontrate e a raccontare la loro esperienza.

L’obiettivo è quello di ricavare materiale (video, foto e storie personali) che daranno poi successivamente vita a una pubblicazione che resti come documento di quegli straordinari periodo di crescita della democrazia del Paese.

Saranno coinvolte anche la residenze sanitarie dell’area frequentate da ultra novantenni che vissero quei giorni.

Parallelamente a questa indagine la Commissione organizzerà momenti di formazione e approfondimento dedicati alla cittadinanza e agli studenti delle scuole superiori.

É in programma anche un evento, organizzato dalla stessa commissione, che avrà luogo il 28 ottobre 2016 in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza Toscana (ISRT) e in cui saranno anche coinvolte le scuole aderenti al progetto “Investire in democrazia”.

Per informazioni da parte di parenti e conoscenti delle donne interessate si prega di contattare il Comune di Empoli allo 0571 – 7571.




“Villaggio minatori”

La miniera, e le storie delle persone che hanno versato sudore nelle cave di lignite fanno parte del bagaglio culturale di ogni cavrigliese. Ed è stato questo forte senso di appartenenza al nostro passato che ha spinto i “Tinaioli” di Santa Barbara ad avviare un encomiabile lavoro di ricerca, iniziato nel 2006, che dopo 10 anni ha portato alla pubblicazione del libro dal titolo appunto “Il Villaggio Minatori Santa Barbara”. Basta sfogliare le prime pagine per sentire quel sapore di storia e di lignite che si respira ancora oggi nel Villaggio Minatori. Il loro è stato un lavoro lungo e minuzioso, portato a termine con successo solo grazie alla tenacia ed al forte attaccamento alle proprie origini mostrato dai rappresentanti dell’Associazione Culturale “Latinaia”, che non altro che il nome dell’antica località dove agli inizi del ‘900 sorse il Villaggio Minatori.

Il libro verrà presentato sabato 11 giugno alle 18 presso il Giardino Ardenza di Santa Barbara e sarà un preziosa testimonianza, soprattutto per le future generazioni, della storia dell’abitato santabarbarese e della miniera. L’evoluzione urbanistica e paesaggistica del nostro territorio infatti, è stata strettamente legata all’attività del bacino lignitifero. Un passato che ha profondamente segnato la nostra comunità anche sotto il profilo umano, sociale, economico, politico e storico-culturale . Dal 1860 fino al 1994 sono state centinaia le famiglie trasferitesi proprio a Santa Barbara per trovare lavoro nelle cave. Migliaia di persone che hanno saputo crescere i loro figli trasmettendo il valore e l’importanza del sacrificio. Quei figli che ancora oggi vivono nel Villaggio Minatori e che hanno avvertito la necessità di promuovere la pubblicazione di un documento che mettesse nero su bianco l’inestimabile patrimonio rappresentato da quelle storie di passione, fatica e rispetto che altrimenti rischierebbero di essere dimenticate col passare degli anni. Il libro dei “Tinaioli” è arricchito da un’interessantissima galleria di foto d’epoca del villaggio e della miniera.




Raccontami la storia del Padule

Giovedì 16 giugno alle ore 17.00 nella Sala del Gonfalone, in Palazzo Panciatichi (via Cavour n. 4 Firenze), presentazione del volume di Luca Baiada, Raccontami la storia del padule. La strage di Fucecchio del 23 agosto 1944: i fatti, la giustizia, le memorie.

Saluti di Eugenio Giani, Presidente del Consiglio regionale

Interventi di

Giovanni Contini, storico

Luca Baida, autore




Commemorazione dell’eccidio nazifascista di Forno

Lunedì 13 giugno a Forno, con inizio alle ore 9,15 commemorazione dell’omonimo eccidio nazifascista. Si allega il programma delle cerimonie e delle iniziative collaterali, tra cui la premiazione degli studenti e alunni, partecipanti all’Edizione 2016  del Premio “Ciro Siciliano”, in programma sempre a Forno presso l’Oratorio di San’Anna (Chiesetta sulla strada Provinciale vicino al Monumento) per il 10 giugno alle ore 9.30.




NEW ITALIANS

La scoperta di tre giovani autori di talento e dei loro sguardi attenti e innovativi sulla realtà che ci circonda.

Il programma è composto da tre documentari italiani, tutti di recente produzione e vincitori di importanti premi, legati tra loro dal tema affrontato: attualità e storia dell’integrazione nel nostro paese.

Mercoledì 15 giugno 2016 ore 21:30 – Piazza SS. Annunziata – Ingresso Libero 

Festival dei Popoli presenta: NEW ITALIANS

IF Only I Were That Warrior, di Valerio Ciriaci (Italia/USA, 2015, 72′)

v.o. sottotitoli in italiano

Alla presenza del regista

Quando il 12 agosto del 2012 il comune di Affile (Roma) inaugura un monumento dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani, generale durante la Guerra d’Etiopia del 1935-1936 e primo viceré della nuova colonia, le comunità etiopi di tutto il mondo si mobilitano. Il monumento solleva polemiche anche in Italia: a Graziani furono attribuiti crimini di guerra per i quali non fu mai processato. Incrociando diversi punti di vista e materiale d’archivio Valerio Ciriaci insegue le differenti e contrastanti narrazioni che scaturiscono dagli eventi storici. E’ possibile una memoria condivisa di quei fatti?

 

Mercoledì 22 giugno 2016 ore 21:30 – Piazza SS. Annunziata – Ingresso Libero 

Festival dei Popoli presenta: NEW ITALIANS

Sponde – Nel sicuro Sole del Nord, di Irene Dionisio (Italia/Francia, 2015, 60′)

v.o. sottotitoli in italiano

Alla presenza della regista

A Lampedusa, Vincenzo, custode di cimitero in pensione, dà sepoltura ai corpi dei migranti che hanno perso la vita durante i naufragi, attirando le critiche della comunità religiosa, che contesta l’uso delle croci per il seppellimento di persone non cattoliche.  A Zarzis, Tunisia, il postino Mohsen costruisce un museo con gli indumenti e gli oggetti che il mare ha restituito alla terra. Vincenzo e Mohsen un giorno cominciano a scriversi. Irene Dionisio ci racconta questa amicizia epistolare che collega due sponde, due universi differenti e in cambiamento.

 

Mercoledì 29 giugno 2016 ore 21:30 – Piazza SS. Annunziata – Ingresso Libero 

Festival dei Popoli presenta: NEW ITALIANS

Loro di Napoli, di Pierfrancesco Li Donni (Italia, 2015, 75′)

v.o. sottotitoli in italiano

Alla presenza del regista

Antonio è il presidente dell’Afro-Napoli United, squadra composta da migranti, italiani di seconda generazione e da napoletani. Antonio ha un sogno: portare i suoi ragazzi a giocare i campionati Federali. Ma Lello, Maxime e Adam non hanno documenti e la macchina burocratica s’inchioda su permessi di soggiorno e certificati di residenza. Antonio è però disposto a tutto pur di veder vincere la sua squadra.  Pierfrancesco Li Donni ci offre il ritratto di una città, la sua lingua, i suoi tempi, le sue storie.

Sandra Binazzi Festival Coordinator 57th Festival dei Popoli International Documentary Film Festival 

November 25th – December 2nd 2016 c/o Palazzo Giovane Vicolo S. Maria Maggiore 1 50123 Firenze www.festivaldeipopoli.org s.binazzi@festivaldeipopoli.org Tel. +39 055 200 80 70 Fax +39 055 241 364




A Cecina un monumento a Elio Toaff

toaffSi inaugura a Cecina nella Piazza Nilde Iotti il 9 Giugno 2016 alle ore 18 il Monumento dedicato al Rabbino Elio Toaff.
L’evento è stato promosso e organizzato dalla Città di Cecina con la partecipazione dell’artista Daniel Schinasi che ha realizzato il busto del Rabbino Elio Toaff e un bassorilievo, fusi in ottone dalla Nuova Fonderia BMS dei Fratelli Alberto e Alessio Bevilacqua di Pelago (Firenze).
L’inaugurazione si terrà in presenza del sindaco Samuele Lippi, degli onorevoli Emanuele Fiano e Maria Grazia Rocchi, dei rappresentanti delle Comunità Ebraiche Italiane, alcuni parenti di Elio Toaff, altre autorità locali civili e religiose, artisti e i due fotografi Ulrike Hahn e Giovanni Ricci che hanno seguito e documentato Schinasi durante il periodo dei lavori.




Su “Archivi in Toscana” un contributo del dott. F. Mascagni sull’Archivio Calamandrei conservato presso l’ISRT

Presso l’Istituto Storico della Resistenza in Toscana è conservato una parte significativa della produzione documentaria di Piero Calamandrei, a servizio degli studiosi e degli appassionati per la promozione degli studi e delle conoscenze.

In questo contributo il dott. Francesco Mascagni, archivista dell’ISRT, illustra il fondo, mettendone in luce valore ed interesse.

http://www.archivitoscana.it/index.php?id=406




In difesa dell’arte: intellettuali e patrimonio artistico durante la seconda guerra mondiale

Mercoledì 22 giugno ore 17.30, al Museo Novecento di Firenze:                      

In difesa dell’arte: intellettuali e patrimonio artistico durante la Seconda Guerra Mondiale

Alessia Cecconi in conversazione con Fulvio Cervini.

Quale il destino delle opere durante un conflitto? Quale il ruolo degli artisti e degli intellettuali? Sebbene la tutela del patrimonio storico-artistico negli anni della Seconda Guerra Mondiale sia diventata una tematica di crescente interesse, meno noto è il contributo della società civile in difesa dei monumenti e delle opere mobili. Nel mese in cui ricorrono numerosi anniversari legati alla Resistenza in Toscana, una riflessione sull’impegno di alcuni protagonisti della cultura italiana del Novecento – tra cui Giovanni Poggi, Ugo Procacci, Cesare Fasola e Carlo Ludovico Ragghianti – offre lo spunto per ripercorrere le vicende della lotta alle razzie e alle distruzioni belliche. Un’occasione per ricordare, riprendendo le parole di Roberto Longhi, “quali e quanti valori si trattava di proteggere”.