Romanità e Fascismo. Un dialogo tra antichisti e contemporaneisti

Il 23 marzo si terrà a Siena a Palazzo Piccolomini Clementini (via Banchi di sotto, 81) il convegno internazionale Romanità e Fascismo. Un dialogo tra antichisti e contemporaneisti.
Obiettivo principale della giornata di studi è quello di favorire un dialogo tra gli storici dell’antichità e della contemporaneità per sviluppare nuove tematiche di ricerca comuni. Il “Mito di Roma” riproposto dal fascismo è sicuramente un aspetto significativo della storia del “Ventennio” che, attraverso un approccio innovativo, merita di essere approfondito e studiato con attenzione. Si cercherà, ponendosi dull’onda lunga del dibattito storiografico corrente, di porre l’attenzione sugli influssi del mondo romano su economia, politica (nazionale e internazionale) e propaganda. Un progetto di ricerca multidisciplinare che guarderà con attenzione anche al fenomeno locale con una sessione dedicata alla città di Siena la cui esperienza fascista presenta delle peculiarità uniche rispetto al fenomeno nazionale.
Il convegno è stato promosso dalla rivista “Progressus” e dall’Associazione Italiana di Cultura Classica in collaborazione con i Dipartimenti di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne – Scienze Politiche e Internazionali dell’Università di Siena e la Fondazione Bianca Piccolomini Clementini Onlus. L’iniziativa ha riscosso il patrocinio della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (SISSCO).




Istituto Storico Grossetano – Passaggio di consegne alla direzione  

È terminata l’esperienza di Valerio Entani alla direzione dell’ISGREC, il giovane ricercatore grossetano da anni collaboratore dell’istituto.

“Una scelta di responsabilità – dichiara Entani -, infatti la mia quotidiana professione, già in essere al momento dell’affidamento dell’incarico direttivo dell’ISGREC, mi impegna sempre più e questo non mi consente di proseguire nell’incarico nella maniera più opportuna, soprattutto in questo momento così delicato per l’istituto. L’ISGREC vive infatti una fase particolarmente critica e carica di incognite future, ha bisogno quindi di un impegno continuo e costante, di un direttore a tempo pieno. Ovviamente è stata una decisione tanto sofferta quanto necessaria”.

“Voglio ringraziare il Presidente, il vice presidente – continua Entani -, il direttivo e tutte quelle persone che quotidianamente lavorano in Istituto e che a suo tempo hanno riposto nei miei confronti fiducia e speranza. Proseguirò a collaborare e a spendermi per l’Istituto perché è un’eccellenza culturale della città e del nostro territorio”.

L’ISGREC ha iniziato una fase di rinnovamento totale, è dello scorso anno infatti la nomina del nuovo Presidente, il Professore Luca Verzichelli, docente di scienza politica all’Università di Siena, e il rinnovo di tutto il Consiglio Direttivo che, in questo momento, unitariamente e ad-interim, assume la direzione dell’istituto.




Cfp: Il movimento del ’77 – POSTICIPO SCADENZA al 31 marzo 1977

Comunichiamo che è posticipata al 31 marzo p.v. la scadenza per la presentazione di proposte per il Call for papers / Invito a partecipare al Convegno Il movimento del ’77, chesi terrà a Firenze il 30 novembre- 1 dicembre 2017, per iniziativa dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana, in collaborazione con il Dipartimento di Storia, archeologia, geografia, arte e spettacolo dell’Università di Firenze.

In allegato il testo del Cfp aggiornato.

 




L’Italia repubblicana. Due incontri per i giovani alle radici del nostro tempo

L’Istituto storico della Resistenza in Toscana e la Biblioteca di Scandicci promuovono un ciclo di incontri per approfondire la storia dell’Italia repubblicana rivolto alle scuole e alla cittadinanza presso la sede della Biblioteca (Auditorium via Roma 38/A):

31 marzo
Simone Neri Serneri (Isrt, Università di Sinea), L’Italia dal boom economico alla crisi petrolifera

7 aprile
Gianni Silei (Università di Siena), L’Italia degli ultimi trent’anni: mutamenti economico-sociali e culturali




Memorie della Val di Bisenzio

Domenica 19 marzo, San Quirico di Vernio, davanti all’Oratorio di S. Niccolò,9.30-17.00 in occasione della Fiera di San Giuseppe il CDSE sarà presente con tutti i suoi ultimi libri; saranno inoltre proiettate “Memorie della Val di Bisenzio”, suggestive video-interviste dall’archivio storico del Centr.




Mons. Giovanni Sismondo (1879-1957)

Nato a Brusasco (TO) da una famiglia di contadini, ordinato sacerdote nel 1905 a Casale Monferrato, Giovanni Sismondo è Vescovo di Pontremoli fra il 1930 e il 1954 e svolge un ruolo determinante nella città e nella diocesi.

Dopo l’8 settembre 1943 alla sua attività pastorale e affianca quella di infaticabile mediatore tra le parti in conflitto, sempre al fianco dei più deboli e bisognosi, non manca mai di schierarsi dalla parte dei prigionieri e dei condannati dal regime fascista e dal comando tedesco e non fa mai mancare una parola di conforto alle vittime.

mons_Sismondo_1Già il 21 settembre, non manca di esprimere la sua protesta per l’occupazione da parte dei tedeschi del Seminario vescovile, che diverrà poi la sede dei fascisti del battaglione S. Marco: la X Mas che nei mesi successivi utilizzerà quei locali anche per la detenzione di prigionieri spesso picchiati e torturati prima dell’esecuzione.
Porta il proprio conforto alle famiglie delle vittime ed offre sostegno morale come nel caso dei giovani catturati a Bagnone, sul Monte Barca, imprigionati e torturati dai fascisti in Seminario e poi fucilati a Valmozzola (PR) il 17 marzo 1944.
Mette i locali della diocesi di Pontremoli, l’orfanotrofio Leone XIII, il Galli Bonaventuri e l’istituto Cabrini a disposizione degli sfollati, soprattutto massesi.
Entra in contatto con il maggiore inglese Gordon Lett comandante del Battaglione Internazionale che combatte nelle vallate di Zeri e Pontremoli ed attraverso di lui ottiene che il minacciato bombardamento su Pontremoli della primavera del 1945 venga evitato.
Il vescovo protesta più volte contro le azioni di violenza, contro i rastrellamenti, contro le uccisioni e diviene un riferimento per tutti: prefetto, comando tedesco (che dal settembre 1944 con lo sfollamento di Massa era stato trasferito a Pontremoli), partigiani.
E così, salendo fino a Zeri, organizza scambi di prigionieri che contribuiscono a salvare molte vite umane.

Nell’imminenza dell’arrivo degli Alleati tra il 25 e il 27 aprile 1945, è ancora lui determinante: quando i partigiani intimano ai tedeschi la resa che viene rifiutata, egli invia una staffetta al comandante della “Beretta” invitandolo a non scendere a Pontremoli per evitare un inutile strage perché le pattuglie partigiane ben poco avrebbero potuto contro duemila tedeschi ben armati, disposti ormai a tutto.
Negli ultimi concitati giorni riesce a rintracciare, nascosti nella valle del Verde a nord di Pontremoli, due militari tedeschi disertori e recandosi di persona da loro si fa rilasciare una dichiarazione senza la quale i tedeschi avrebbero distrutto la città già in parte minata.
Il comandante tedesco, Bernard Kreussig, riconosce in lui un’autorità e un interlocutore e prima di lasciare Pontremoli, consegna al Vescovo quanto è custodito nei magazzini dei viveri e del vestiario per i poveri della città.

Alla fine della guerra Mons. Sismondo, a seguito delle dimissioni di Mons. Terzi, per un certo periodo regge anche la diocesi di Massa.
Nel 1948 gli viene assegnata la Medaglia d’Argento al Merito Civile.

Articolo pubblicato nel marzo del 2017.




Prato e la Grande Guerra

Venerdì 17 marzo 2017, ore 17 presso la Biblioteca Lazzerini di Prato, si terrà la presentazione del volume
“Prato e la Grande Guerra”, a cura di F. Audisio e A. Giaconi, Prato, Pentalinea, 2016.

Saluti di
Antonio Avitabile, Direttore Istituto Lazzerini
Giuseppe Gregori, Presidente Comitato Pratese Risorgimento
Marco Pratesi, Direttore Biblioteca Roncioniana

Intervengono
Fabio Bertini, Coordinamento nazionale per il Risorgimento
Franco Contorbia, Università degli studi di Genova
Sheyla Moroni, Università degli studi di Firenze




Ho vissuto con me, per me, cercando me. Solo così sentivo di essere con tutti.

Sabato 25 e domenica 26 marzo alle ore 17.30 a Villa Rospigliosi (Lamporecchio)

HO VISSUTO CON ME, PER ME, CERCANDO ME,
SOLO COSì SENTIVO DI ESSERE CON TUTTI

progetto a cura di Giulia Bartolini ed Enrico Morsillo

Villa Rospigliosi, Via Borghetto, 1
località Spicchio 51035, Lamporecchio (PT)
25 e 26 Marzo alle 17.30

Lettura e interpretazione di brani tratti dal diario di Sigfrido Bartolini
con Accompagnamento di improvvisazione al Pianoforte
seguirà visita alla mostra “Sigfrido Bartolini: Opere su carta”

Con:
Giulia Bartolini
(Accademia Nazionale D’Arte drammatica Silvio D’Amico)
Al piano:
Enrico Morsillo
(Conservatorio Nazionale Santa Cecilia)

Attraverso un viaggio fatto di letture e brani recitati e musica dal vivo al pianoforte (improvvisata su tema), si vuole portare lo spettatore a conoscere un po’ di più o
anche solo a sfiorare quella che fu la vita e il pensiero dell’artista Sigfrido Bartolini,
all’interno di un contesto suggestivo ed evocativo come quello della Villa Rospigliosi.

Verranno presentati alcuni brani del diario di Sigfrido Bartolini in una forma diversa dalla semplice lettura: più vissuta e al contempo più coinvolgente senza tradire lo spirito dell’autore. Le parole, estratte dalla pagina scritta,saranno restituite alla vita
vissuta, per condurre i visitatori in un viaggio alla scoperta dell’uomo dentro l’artista, per rivelare la sua essenza nell’pera: l’uomo rigoroso curioso e pieno di vita che colorava anche le pagine di pensieri; che, da “un’idea pazza e stupenda” come quella del Pinocchio, passava ad un’altra e un’altra ancora, fino all’ultimo giorno, fino all’ultimo segno, sulla carta, nel legno, sulla tela, nel vetro.

Speriamo così che il pubblico, recandosi a visitare la mostra dei monotipi e degli acquerelli negli spazi della Villa, potrà sentirsi più coinvolto e più vicino all’opera dell’artista.