73° ANNIVERSARIO della BATTAGLIA di “PIAN D’ALBERO”

Programma della cerimonia:

Ore 8.30 Ritrovo di tutte le Autorità e della cittadinanza presso il Comune, sede di Figline (Piazza IV Novembre, 3).

Ore 9.30 Pian d’Albero. Cerimonia civile e deposizione corona.

Ore 10.45 Sant’Andrea in Campiglia.
Inaugurazione del nuovo monumento dedicato alle vittime della battaglia combattuta dal reggimento scozzese “The Black Watch (Royal Highland Regiment)” sulla vicina collina di Monte Scalari.
Deposizione delle corone. Celebrazione religiosa

Interventi celebrativi
Cristina Simoni – Presidente Consiglio Comunale di Figline e Incisa Valdarno
Giulia Mugnai – Sindaca Comune di Figline e Incisa Valdarno
Ubaldo Nannucci -Presidente ANPI Provinciale
Matteo Barucci – Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea
Maggiore Ronnie Proctor – rappresentante The Black Watch (Royal Highland Regiment)”

Ore 13.00 Sede GAIB (Loc. Ponte agli Stolli) – Pranzo sociale
(per prenotazioni rivolgersi all’A.N.P.I. entro mercoledì 22 giugno p.v. – tel. 328 0253309 – 338 1917474 )




Alessandro Rinaldi, criminale di guerra dimenticato

Invitato a uno omicidio o a qualunque altra rea cosa,
senza negarlo mai, volenterosamente v’andava
e più volte a fedire e a uccidere uomini
con le proprie mani si trovò volentieri.

G.BOCCACCIO, Decameron, I,1.

Qualora la celeberrima descrizione del Boccaccio venisse purgata della sua aria ironica e assumesse un tono freddo e reale calzerebbe a pennello per un personaggio che tra il 1919 ed il 1947 assurse più volte ai disonori della cronache del territorio senese, ossia Alessandro Rinaldi.

Alessandro Rinaldi

Alessandro Rinaldi

Nato a Siena nel 1903, entrò giovanissimo nel movimento fascista; distintosi ben presto per l’intelligenza ed il coraggio, fece una rapidissima carriera assumendo una posizione di spicco ne La Disperata, la squadra d’assalto più brutale e sanguinaria del territorio.
Quando Mussolini prese il potere in Italia, il fascismo tentò di darsi una facciata di rispettabilità dislocando gli elementi più facinorosi in posti di scarsa importanza e questo fu anche il destino del Rinaldi ‘normalizzato’, come semplice impiegato, dietro una scrivania del Sindacato di Commercio.

Ancora il 25 luglio del ’43, il soggetto viene descritto come un tranquillo scribacchino precocemente invecchiato e piuttosto corpulento ma gli avvenimenti dell’8 settembre lo trasformarono completamente restituendogli vigore.
Con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, Il Rinaldi si mise immediatamente a servizio del prefetto di Siena Giorgio Alberto Chiurco, il quale lo nominò commissario politico per la città con pieni poteri.
Il nuovo funzionario non perse tempo. Si insediò alla Casermetta (oggi sede delle Stanze della Memoria), redasse delle accurate liste di antifascisti, sospetti e presunti fiancheggiatori dei partigiani quindi procedé agli arresti, agli interrogatori e alle torture. La sua azione non si arrestò alle mura della città ma si allargò a tutto il territorio con alcune puntate persino nel Grossetano. Una serie di testimonianze confermano la presenza del Rinaldi su buona parte dei luoghi degli eccidi e dei rastrellamenti avvenuti poco prima del passaggio del fronte: a Rigosecco (Montalcino), dove il 19 gennaio 1944 furono fucilati i partigiani Panti Luciano e Marsili Luigi; il 28 marzo dello stesso anno a Casa Giubileo (Monteriggioni) dove vennero fucilati diciassette partigiani che si erano arresi; il 5 aprile a Monticchiello, dove venne passato per le armi il partigiano Mencattelli Mario e infine il 28 aprile a Castellina Scalo, dove in seguito ad un rastrellamento effettuato insieme alle truppe tedesche rimasero uccisi tre civili ed altrettanti vennero deportati. Da notare che in tutte queste circostanze il gerarca ricoprì ruoli decisionali.
Si ipotizza persino, anche se ancora non sono emerse conferme, la presenza dello stesso a Scalvaia (Monticiano), dove vennero fucilati 11 renitenti alla leva, il 21 marzo 1944.
Particolarmente raffinata era anche la cura dell’immagine di se stesso che il Rinaldi presentava; si era fatto realizzare, infatti, una propria divisa diversa dagli altri militi della Guardia Nazionale Repubblicana, ossia un abito da cacciatore su cui facevano bella mostra di sé l’inseparabile fucile mitragliatore e due cartucciere, una per le bombe a mano e una per i caricatori. Dopo ogni azione fruttuosa, i militi della casermetta sfilavano su dei mezzi scoperti per le principali vie della città; sulla prima macchina del corteo, invariabilmente, si vedere il gerarca con la faccia truce.
L’arrivo degli alleati a Siena, i primi di luglio del ’44, vide la fuga di molti fascisti che decisero di seguire, nel nord Italia, le sorti della Repubblica Sociale Italiana.

Alessandro Rinaldi riparò ed operò nella zona di Brescia fino al maggio 1945 quando si rese latitante e divenne un criminale comune.
Riconosciuto a Firenze, venne arrestato e rinviato a giudizio il 28 febbraio del 1947. Inchiodato da prove e testimonianze inconfutabili, il gerarca insieme ad altri commiltoni subì la condanna all’ergastolo, ma la sua vicenda non finì qui: nel luglio 1948, riuscì ad evadere dall’Ospedale San Gallo di Firenze ma fu arrestato nuovamente a Brescia. A questo punto per lui si aprirono definitivamente le porte del carcere.

Nel 1959, dopo dieci anni di detenzione, venne anmistiato.

Articolo pubblicato nel giugno del 2017.




SPAGNA 1936: TRA GUERRA E RIVOLUZIONE

VOLTERRA, SABATO 24 GIUGNO 2017, presso i locali del “Teatro di Nascosto”, scalinata di Docciola

ore 17: proiezione del filmato
SPAGNA 1936. L’UTOPIA SI FA STORIA
a cura del Centro Studi Libertari – Archivio Giuseppe Pinelli di Milano

ore 18: Inaugurazione della Mostra
LA CATALOGNA BOMBARDATA
realizzata dal Memorial Democràtic della Generalitat de Catalunya
i bombardamenti attuati dall’Italia fascista sulla popolazione civile catalana
presentazione a cura di Doriano Maglione del Centro Filippo Buonarroti di Milano

ORE 18:30: Conferenza dibattito
SPAGNA 1936: TRA GUERRA E RIVOLUZIONE
Le origini del conflitto e i crimini dell’aviazione legionaria fascista
L’esperienza delle milizie e delle collettività libertarie autogestite
La repressione stalinista e l’assassinio di Camillo Berneri
Con Doriano Maglione del Centro Filippo Buonarroti
Giorgio Sacchetti Dipartimento di Scienze Storiche dell’Università di Padova

ORE 20: Cena sociale

ORE 21:30: Spettacolo

SPAGNA 1936.
UN SOGNO IMMENSO DI LIBERTÀ.
Racconto cantato da Miguel Hernandez,
Paco Curto  e Chicho Sanchez Ferlosio.
Con i Disertori e Gianni Calastri, a cura di ass. cult Le Radici con le Ali,  2016

Organizzano:
Centro Filippo Buonarroti
Teatro di Nascosto
Spazio Libertario Pietro Gori
​Le Radici con le ali​
Per  informazioni e contatti:
eventilibertari@gmail.com




L’Assemblea ISRT approva unanime Bilanci e relazione del Direttore. Eletto il nuovo Consiglio direttivo.

Stamani, 17 giugno 2017, l’Assemblea dei soci dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea, svoltasi presso la sede ARCI in piazza dei Ciompi, ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2016, il preventivo 2017 e la Relazione sulle attività presentata dal Direttore Matteo Mazzoni.

Il Direttore ha evidenziato come il bilancio dell’Istituto si sia chiuso in attivo e con un consolidamento del patrimonio netto, ma ha pure ricordare la riduzione dei contributi. Appare fondamentale quindi per consolidare e accrescere le risorse che l’Istituto valorizzi e promuova sempre più il suo patrimonio e le attività nei diversi campi d’azione: ricerca, didattica, divulgazione, come fatto in questi anni, per realizzare un costante miglioramento. Strategica la politica di rete con gli altri Istituti della Resistenza della Regione.

Anche il presidente Simone Neri Serneri ha sottolineato l’importanza di saper corrispondere alle esigenze della società e della realtà che ci circonda e ha ricordato l’importanza dell’intreccio di attività che rappresentano identità e specificità dell’ISRT.

Si sono poi svolte le lezioni per il rinnovo della componente elettiva del Consiglio direttivo. Al termine delle operazioni di spoglio sono risultati eletti i seguenti nominativi:

Simone Neri Serneri, Giuseppe Matulli, Pier Luigi Ballini, Leonardo Bianchi, Giulio Conticelli, Alessandro Martini, Massimo Fratini, Valeria Galimi, Luciana Rocchi, Roberto Bianchi, Luigi Tomassini, Bruna Bocchini Camaiani, Camilla Brunelli, Paul Corner, Gianluca Lacoppola, Cecilia Pezza, Andrea Burzi, Mario Giuseppe Rossi.

Qui il verbale della Commissione elettorale: http://www.istoresistenzatoscana.it/pdf/elezioni%202017.pdf




Carlo Gabrielli Rosi e il Museo della Liberazione. Presentazione dell’Archivio

Venerdì 23 giugno alle ore 17 sarà presentato l’Archivio storico del Museo della Liberazione di Lucca, la cui storia richiama il nome del già presidente e direttore Carlo Gabrielli Rosi.
La presentazione, organizzata da Fondazione Banca del Monte di Lucca e dall’Istituto Storico Lucchese nell’ambito del comune progetto “Memorie di Lucca”, si terrà nell’Auditorium della Fondazione e vedrà la partecipazione dell’on. Valdo Spini, del prof. Antonio Romiti e della curatrice del catalogo dr.ssa Federica Polito.

Fonte: Fondazione Banca del Monte di Lucca




Federico Ravagli, amico “prezioso” di Dino Campana.

Si apre sabato 24 giugno 2017 alle ore 16,30 nella sede del Centro Studi Campaniani  di Marradi (FI) Via Castelnaudary, 5 il Convegno dal titolo “Federico Ravagli uno dei goliardi, amico “prezioso” di Dino Campana,

Dopo il saluto di Tommaso Triberti, sindaco di Marradi, intervengono: Anna e Vittoria Ravagli, Un ricordo di nostro padre; Patrizia Busi, responsabile Sezione Manoscritti Rari dell’Archiginnasio, Il fondo campaniano; Mirna Gentilini, Presidente Centro Studi Campaniani, F.Ravagli e il Fascicolo marradese di D. Campana; Antonio Castronuovo, direttore  de La Piè Federico Ravagli, La Piè e la Famiglia Romagnola. Introduce e coordina Silvano Salvadori, vicepresidente Centro Studi Campaniani.

Segue Dino Campana, come l’ho conosciuto io stralci dagli scritti di Federico Ravagli letti da Giacomo Billi e Aurora De Pasquale

Nella mostra iconografica, curata da Silvano Salvadori sono esposti pubblicazioni, scritti e documenti messi a disposizione dalla rivista La Piè dall’Archiginnasio di Bologna e da casa Moretti di Cesenatico. Sarà  esposta anche l’edizione del 1942 del volume Dino Campana e i goliardi del suo tempo, Ed. Marzocco, donata dai famigliari di Ravagli al Centro Studi.

La mostra potrà  essere visitata nei giorni di apertura del Centro Studi Campaniani , nei giovedì sera di luglio e agosto dalle 21 alle 23 e nelle domeniche di ottobre.




“E con ciò metter fine… Memorie del Maresciallo Benincasa Felice, carabiniere e resistente 1943-1945”

Presentazione Benincasa 2La Collana Editoriale della Banca dell’Identità e della Memoria dell’Unione Comuni Garfagnana torna a raccogliere un nuovo contributo per la conservazione del patrimonio locale. Sabato 17 giugno alle ore 15,30 presso l’Istituto Comprensivo di Gallicano, Auditorium Caponnetto Borsellino Falcone si terrà la presentazione del volume della Banca dell’Identità e Memoria della Garfagnana, sezione Radici e Comunità: “E con ciò metter fine… Memorie del Maresciallo Benincasa Felice, carabiniere e resistente 1943-1945” curato dall’Istituto Storico Lucchese Sezione di Gallicano.

Il volume è il frutto di un lavoro particolare del Maresciallo Felice Benincasa di Gallicano, che ha sentito il bisogno di scrivere, a distanza di 30 anni dai fatti, le sue memorie di guerra. Al diario si aggiungono i contributi di alcuni storici che permettono di inquadrare meglio il periodo di riferimento e l’autore stesso si sofferma a descrivere importanti aspetti amministrativi ed economici del territorio, eventi, personaggi e difficoltà che riguardano maggiormente quella “zona calda” – Gallicano, Molazzana, Vergemoli – a ridosso della Linea Gotica che la sua posizione nella caserma di Gallicano gli ha consentito di avere sotto controllo. Il libro si conclude con la biografia redatta dalla famiglia, una carriera nell’Arma che attraversa due guerre mondiali.L’appuntamento è quindi per sabato 17 alla presenza del Sindaco di Gallicano David Saisi, del Presidente dell’Unione Nicola Poli, della Direttrice dell’Istituto Storico Lucchese Sezione di Gallicano Laura Badiali e introduzione storica a cura di Umberto Sereni, Università di Udine e a cura di Catia Sonetti, direttrice Istoreco Livorno.




Il volume di Mario Tredici “Gli altri e Ilio Barontini”

TREDICI, 21.6.17_DEF!Mercoledì 21 Giugno ore 17, presso l’Auditorium del Museo di Storia Naturale di Livorno (via Roma 234) verrà presentato il volume “Gli altri e Ilio Barontini. Comunisti livornesi in Unione Sovietica”, Ets, Pisa 2017, scritto da Mario Tredici. Interverranno Alessandro Franchi, presidente della Provincia di Livorno, Francesco Belais, Assessore alla Cultura del Comune di Livorno, Elena Dundovich, Università di Pisa, Alexander Hobel, Università di Napoli “Federico II”. Coordina Marco Manfredi dell’Istoreco Livorno. Sarà presente l’autore. L’iniziativa è organizzata dall’Istoreco che ha curato anche la pubblicazione del volume.