73° Anniversario degli eccidi nazifascisti nel Comune di Cavriglia

All’interno di un vasto programma di iniziative, si segnala la commemorazione solenne del 4 luglio, mattina, con la messa a Meleto presieduta dal vescovo di Fiesole, monsignor Meini, e gli interventi del Sindaco di Cavriglia e della consigliera regionale Valentina Vada. Alla sera, a Castiglione dei Sabbioni proiezioni, consegna della Costituzione ai diciottenni del Comune, concerto di Giovanna Marini.




Giornali di classe. Cronaca di una guerra dai banchi di scuola

I documenti custoditi negli archivi delle scuole sono una fonte per la ricerca storica e la ricostruzione di vicende collettive esposte da un osservatorio particolare. In particolare i Giornali di Classe delle scuole elementari riportano sia notizie quotidiane della vita della scuola e della classe che informazioni su avvenimenti importanti culturali e politici, descritti e commentati dagli insegnanti. La sezione cronaca e osservazioni dell’insegnante sulla vita della scuola è redatta dai singoli docenti spesso con cadenza settimanale, alle volte anche giornaliera. L’insegnante generalmente registra i fatti più importanti, l’adunanza e l’inaugurazione dell’anno scolastico, le disposizioni del dirigente scolastico che a sua volta ricalca le circolari del provveditore agli studi, le visite delle autorità scolastiche, le ricorrenze civili e religiose, le feste scolastiche, gli scrutini e la chiusura dell’anno scolastico. Nella relazione finale dell’insegnante si trovano osservazioni sulla scuola, sull’edificio scolastico e l’aula, l’arredamento e i sussidi didattici, sulla biblioteca di classe e la mutualità scolastica, sulla frequenza degli alunni nei vari mesi scolastici e lo stato dei tesseramenti alle Organizzazioni Giovanili.

La presente ricerca ha preso in esame i Giornali di Classe delle scuole elementari del Comune di San Casciano in Val di Pesa dall’anno scolastico 1929/1930 fino all’anno scolastico 1944/1945. L’analisi fornisce sia alcuni elementi di quotidianità scolastica degli anni della dittatura fascista, utili a comprendere il grado e la modalità di fascistizzazione delle istituzioni scolastiche che a ricostruire il periodo della guerra e i tragici eventi conseguenti al passaggio del fronte tra la Val di Pesa e la Val d’Elsa . Le cronache degli insegnanti a partire dal 1940 diventano difatti una cronaca delle vicende della guerra.

Nelle cronache sono riportate un numero impressionante di giornate commemorative dedicate al regime che si svolgevano nell’orario scolastico a discapito dell’attività didattica. Gran parte delle lezioni poi erano dedicate all’indottrinamento e all’istruzione fascista. Come annota una maestra di Cerbaia, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico 1928/29, gli insegnanti avevano la nobilissima missione di modellare l’animo del popolo italiano secondo lo stile, il costume, la dottrina e la religione fascista. [Giornale della Classe, III e IV, La Romola, Anno scolastico 1928/29]. La maestra aggiunge che la formazione dei piccoli Balilla, ordinata dal signor Podestà, mi ha tenuta onoratissima per l’opera di propaganda verso le famiglie dei miei alunni, le ore di lezione di oggi sono occupate nel preparare e completare la divisa che sarà indossata stasera dai nostri Balilla, invitati ad una riunione nel capoluogo. [Giornale della Classe, II e IV, Cerbaia, Anno scolastico 1928/29]. Nel novembre del 1927 anche le Piccole Italiane e Giovani Italiane passarono sotto l’Opera Nazionale Balilla, cosi la maestra di Cerbaia: mi sono recata a San Casciano dalla signora segretaria politica del Fascio femminile per intenderci circa la formazione delle Piccole e Giovani Italiane: per le quali alacremente lavoro data l’importanza patriottica di questa nobile istituzione. [Giornale della Classe, II e IV, Cerbaia, Anno scolastico 1928/29]. Le feste e le celebrazioni del Pane e del Fiore e simili, erano tutte occasione di raccolta di fondi e molte furono legate alla particolarità del momento bellico:

…Fino da ieri ho cominciato la vendita dei panini, Pro Oriente, oggi 2° Celebrazione del Pane, dopo aver spiegato agli alunni l’alto significato di questa nobile Festa[…]stamani insieme alla mia Collega ho proseguito la vendita dei panini e abbiamo incassato, in breve tempo la somma di 100 lire…. [Giornale della Classe, II e IV, Cerbaia, Anno scolastico 1928/29]

Il processo di indottrinamento e disciplinamento paramilitare nelle scuole, inteso a formare i futuri soldati, subì un’intensificazione con l’invasione dell’Etiopia nell’ottobre 1935. Le “inique sanzioni” che furono applicate all’Italia conseguentemente all’invasione divennero argomento di lezione anche nelle scuole elementari. La data del 18 novembre venne da allora annotata sulla cronaca come Anniversario delle Sanzioni. L’altra iniziativa di cui si fece carico la scuola fu la raccolta di metalli, carta e stoffe e il dono della fede nuziale (Oro alla Patria) quale contributo degli italiani alla guerra in Africa. Anche la scuola doveva applicare un sistema di rigida economia. Le circolari bandivano l’uso della doppia copia dei documenti e ordinavano la riduzione del consumo di energia elettrica. Il paese si preparava alla guerra anche attraverso la scuola con la consapevolezza che i piccoli italiani forti e coraggiosi, sono i valorosi soldati di domani. [Giornale della Classe, III e IV, La Romola, Anno scolastico 1935/36]. Una circolare del 30 maggio 1935 esortava l’acquisto della radio per le classi delle scuole del Comune. L’8 marzo del 1938 un comunicato del Provveditorato agli Studi di Firenze esprime, a nome del Ministero dell’Educazione Nazionale, «il compiacimento per il continuo incremento della radifonia scolastica» [Cir. 2238, 8 marzo 1938]. Così tra il 1938 e il 1939 anche nelle scuole del Comune di San Casciano si ebbe l’apparecchio radio per «educare fin dalla più tenera infanzia secondo i dettami della dottrina fascista, completare e illustrare le lezioni impartite dagli insegnanti…».

Dall’anno scolastico 1940-41 gli insegnanti avevano il compito di leggere quotidianamente i bollettini di guerra agli alunni ed esaltarne gli eventi favorevoli al Regime. Il maestro della Romola scrive che i suoi alunni non si stancherebbero mai, in particolare i ragazzi di quinta di sentire parlare della guerra. Dopo la lettura del bollettino quante domande!…noi la chiamiamo la “storia viva”, il parlare dei nostri soldati e della guerra. [Giornale della Classe, III e IV, La Romola, Anno scolastico 1940/41]. Il regime attraverso la scuola cercava di mantenere il consenso che stava progressivamente venendo meno con il procedere del conflitto. Gli stessi alunni, nell’inverno del 40-41, sono mobilitati per la guerra:

E’ un momento in cui si lavora intensamente. Anche materialmente si lavora, specialmente le femmine a confezionare maglieria per i soldati. Abbiamo raccolto 70 lire. Dividiamo gli indumenti i due pacchi e li spediamo a due soldati del popolo della Romola che si trovano attualmente in Albania. [Giornale della Classe, III e IV, La Romola, Anno scolastico 1940/41]

Giornale della classe dati classe-min

Notizie statistiche della scuola elementare mista di Romola (S. Cascano V.P) – Anno scolastico 1938-39

L’anno scolastico 1940-41 termina in anticipo, il 24 maggio. All’inizio del 1942 la situazione in Italia era catastrofica. Iniziarono la penuria di risorse e le requisizioni da parte del regime. Nell’autunno 1942 tra i militari sancascianesi si contavano 70 prigionieri di guerra, 20 feriti, 7 dispersi, 31 morti. Nel biennio scolastico 1942-1943/ 43-44 nelle cronache degli insegnanti, la propaganda di guerra, i riti e le celebrazioni del regime lasciano spazio progressivamente alle preoccupazioni, ai timori suscitati dalla guerra, e al racconto tragico dei bombardamenti. L’orario di lezione venne ridotto, le chiusure delle scuole anticipate e l’ inizio posticipato. L’attività didattica diventava quasi impossibile, numerose sono le annotazioni degli insegnanti sui programmi non conclusi. Nelle classi si aggiungono i bambini sfollati dalle città bombardate:

Questa mattina, accompagnata dalla mamma, si presenta una bimba da Grosseto. E’ sinistrata nel bombardamento dell’aprile scorso: il padre e lo zio periti nel bombardamento, la casa crollata e, tutto, disperso. Ascolto, con emozione, il lugubre racconto di questa terribile tragedia e mi associo al dolore di queste creature… [Giornale della Classe, V, San Casciano; Anno scolastico 1943/44].

Le incursioni aeree impressionano e sconvolgono la quotidianità della val di Pesa già dalla fine del 1942. Con l’anno scolastico 1943-44 la guerra arriva tra i banchi della scuola, tra gennaio e giugno 1944 vi sono 6 incursioni aeree da parte di bombardieri medi e pesanti:

I continui allarmi disturbano l’andamento delle lezioni. Quando gli alunni odono la sirena diventano irrequieti, vogliono le mamme, ed i più piccini tremano e si mettono a piangere. Proprio oggi, un bombardamento molto vicino ha fatto tintinnare paurosamente tutti i vetri. Subito le mamme son corse a prendere i loro piccini. Tutti i giorni è cosi! [Giornale della Classe, II e IV, La Romola, Anno scolastico 1943/44]

Gli effetti dei bombardamenti sul territorio regionale si hanno anche nel Comune di San Casciano:

Oggi poi è stata una giornata nera. Gli apparecchi hanno cominciato a passare alle 10.30 e quando ho visto che si dirigevano verso Firenze ho sentito il cuore farsi piccino per il pensiero di tutti ma soprattutto dei miei. Il bombardamento è stato visibile perché contemporaneamente a quello su Firenze c’è stato quello su Poggibonsi e la terra tremava talmente forte che sembrava dovesse aprissi da un momento all’altro. [Giornale della Classe, I, II e III, Bargino, Anno scolastico 1943/44].

Annota anche la maestra di Mercatale:

I vetri e il pavimento della classe tremavano al boato delle bombe, nella piazza era un gridio, un fuggi fuggi. Tutti correvano senza sapere dove rifugiarsi…[Giornale della Classe III e IV, Mercatale, Anno scolastico 1943/44].

L’episodio del duello aereo nel gennaio 1944 e l’abbattimento di un aereo inglese presso San Pancrazio viene descritto nelle cronache degli insegnanti come il primo episodio di guerra osservato dalla popolazione di questa contrada:

Nelle prime ore di pomeriggio di ieri avvenne un duello aereo nei nostri cieli. Ebbero la peggio alcuni apparecchi tedeschi che precipitarono poco lontano da noi. Uno di esse colpito da una raffica di mitragliatrice lasciò cadere, giù nei nostri campi, il serbatoio della benzina e altri oggetti pesanti, che li per li, nel primo momento, parevano proprio delle bombe.[Giornale della Classe I e II, Mercatale, Anno scolastico 1943/44].

Per misure precauzionali da gennaio l’orario delle lezioni venne ridotto dalle 8,30 alle 11. La situazione è sempre più allarmante. Il 29 aprile fu l’ultimo giorno di lezione. Il 27 luglio gli alleati liberarono San Casciano e l’11 agosto il Cln toscano dette l’ordine di insurrezione generale e assunse il governo del capoluogo fiorentino. Fu l’inizio di una lunga battaglia che ebbe termine il 1 settembre con la liberazione di Firenze. Il 2 agosto venne nominata la Giunta provvisoria a San Casciano. Secondo un indagine del novembre 1944, nel Comune chiantigiano erano 202 le famiglie che avevano la casa distrutta, per un totale di 684 persone. Gli sfollati provenienti dagli altri comuni erano 279 famiglie, per un totale di 1412 persone.

il chiesino e municipio

Le rovine di San Casciano dopo il passaggio del fronte (Archivio Associazione “La Porticciola”)

Le scuole, a causa delle distruzioni provocate dal passaggio del Fronte, riapriranno solo tra dicembre e febbraio:

Le scuole al Capoluogo si sono riaperte. Non più gli ampi locali dai grandi finestroni, ma le aule strette e anguste che erano prima quelle addette al giardino di infanzia. Purtroppo il piccolo mondo adolescente viene accolto in queste aule con poca luce meno aria. Ma siamo in tempo di guerra e dobbiamo adattarci. I bambini sono felici di aver ripreso le loro lezioni, le insegnanti pure. Io mi trovo assai bene con una classe seconda che mi è stata affidata dal Signor Direttore. È una classe seconda, composta dagli alunni delle due prime, sono in tutto 33 alunni. Li guardo e purtroppo hanno ancora negli occhi il terrore della guerra che passando dal paese e dalle ridenti campagne ha distrutto le loro case, sentono ancora il rombo del cannone e lo scoppio della mina e mi guardano come istupiditi. No, cari piccoli passeremo insieme, quest’anno e nel lavoro e nell’amore reciproco dimenticheremo gli spaventi passati. [Giornale della Classe I e II, Bargino, Anno scolastico 1944/45].

Nella relazione finale di una maestra della scuola di San Casciano si raccontano le conseguenze del bombardamento del 26 luglio e l’anno difficile appena trascorso:

Causa il tremendo bombardamento avvenuto su questo povero Capoluogo, le scuole ebbero un sinistro tremendo. Scoperchiate, diroccate, non erano più in grado di contenere un alunno. Furono accomodati alla meglio i locali che servivano per i bambini del Giardino infantile ed in esse, alternativamente, gli insegnanti hanno svolto la loro attività. Benché i locali fossero ristretti, bui e privi di luce (mancavano i vetri e furono sostituiti con carta cerata) pure gli alunni hanno frequentato regolarmente la scuola.[Giornale della Classe II, San Casciano, Anno scolastico 1944/45].

Euforia all’indomani della resa della Germania viene espressa dagli insegnati insieme alla consapevolezza degli anni ancora difficili che il paese si troverà ad affrontare :

Grazie, grazie, grazie! Grande entusiasmo, il conflitto mondiale che da quasi sei anni imprigiona i popoli dell’Europa ha avuto termine. La Germania vinta ha deposto le armi e chiede l’armistizio incondizionato agli Alleati e alla Russia. Finisce un momento storico! Ne incomincia un altro. Finita la distruzione, incomincia un periodo di ricostruzione… [Giornale della Classe I e II, San Casciano, Anno scolastico 1944/45].

* Sara Gremoli è laureata in Storia contemporanea presso l’università di Firenze e presidente dell’associazione culturale Sgabuzzini Storici, con sede a San Casciano in val di Pesa. L’associazione si occupa di promozione culturale e organizzazione di eventi. In particolare promuove la valorizzazione del patrimonio documentale e la diffusione della memoria storico-culturale del Chianti attraverso l’organizzazione di conferenze, mostre, letture e spettacoli teatrali in collaborazione con le associazioni del territorio.

Articolo pubblicato nel giugno del 2017.




Presentazione del libro di Valeria Milani Comparetti “Don Milani e suo padre. Carezzarsi con le parole”

Lunedì 26 giugno 2017, alle ore 18.00 si terrà presso la Biblioteca Comunale di San Casciano in Val di Pesa la presentazione del libro di

Valeria Milani Comparetti, Don Milani e suo padre carezzarsi con le parole. Testimonianze inedite dagli archivi di famiglia, Edizioni Conoscenza, 2017

L’autrice ne parlerà assieme a Francesco Fusi con Chiara Molducci, assessore alla Cultura di San Casciano Val di Pesa e con don Alessandro Santoro della Comunità di base delle Piagge.

La presentazione, che si inserisce all’interno del programma del XIV Festival Internazionale Teatro Azione, sarà seguita da un aperitivo/cena in attesa dello spettacolo “Lettera a una professoressa” con letture a cura delle Contrade di San Casciano V.P. e musiche della Scuola Fortunato Fontanelli del Corpo Musicale Oreste Carlini (ore 21:15 – Arena dentro le mura)




Conferenza “Versilia: un territorio fragile. Solidarietà e ricostruzione nel ‘900” a Strettoia

La locandina della conferenza “Versilia: un territorio fragile. Solidarietà e ricostruzione nel ‘900”, che si terrà a Strettoia di Pietrasanta il prossimo venerdì sera.

La conferenza “Versilia: un territorio fragile. Solidarietà e ricostruzione nel ‘900” si terrà presso la piazza della chiesa di Strettoia il prossimo venerdì sera.

La sera del prossimo venerdì 30 giugno 2017, presso la piazza della chiesa dei SS. Ippolito e Cassiano di Strettoia di Pietrasanta (Lu), si terrà un’interessante conferenza sulla storia versiliese nel XX secolo, significativamente intitolata “Versilia: un territorio fragile. Solidarietà e ricostruzione nel ‘900”. Dedicata alle grandi tragedie naturali ed umane che colpirono la zona durante il secolo scorso, così come alle strategie di sopravvivenza e ricostruzione messe in atto dalla popolazione civile per riprendere a vivere dopo catastrofi quali il passaggio del fronte fra 1944 e 1945 e l’alluvione del giugno 1996, l’iniziativa, che prenderà il via alle 21:15, si aprirà con l’intervento di Franco Pellegrini, dottore in Storia Contemporanea presso l’Università di Pisa, denominato “Aspetti naturali del territorio. La pericolosità sismica ed idrologica”. A seguire, Ezio Marcucci, storico locale ed esperto conoscitore delle tradizioni culturali della Versilia storica, prenderà la parola con il contributo “Chiare, fresche e dolci acque della Versilia nostra”. Terzo a prendere la parola, Federico Bertozzi, dottore in Storia Contemporanea all’Università di Pisa, storico e membro del Consiglio direttivo dell’ISREC Lucca, parlerà al pubblico di “Guerra e solidarietà sulla Linea Gotica versiliese”, mentre Ivano Gonnella, laureato in Filosofia presso l’ateneo pisano, interverrà su “Il disastro e l’uomo. Tra filosofia, antropologia e psicologia”. In chiusura, si rivolgeranno al pubblico gli architetti Enrico e Guido Bascherini, con “Il terremoto in Centro Italia: danni, cause ed interventi minimali di messa in sicurezza sismica”. Introdurrà gli esperti Lorenzo Marcuccetti, storico dell’età antica e docente di scuole medie. Ingresso libero.

In allegato, la locandina della serata.




In Estate aperture serali al rifugio antiaereo della Martana (Massa)

L’associazione culturale Sancio Pancia comunica il calendario estivo del RAM:
a partire da domani venerdì 23 giugno fino a sabato 9 settembre aperture serali del Rifugio antiaereo della Martana: tutti i venerdì e sabato sera dalle ore 21 alle ore 24.
Proiezioni di foto e filmati d’epoca, visite guidate.
RAM – via Bigini – Massa
Ingresso gratuito. Info a sanciop.ms@gmail.com e al 3290227861




1917-2017: donne in marcia contro la guerra

30 giugno – 9 luglio 2017
Prato

1917-2017: donne in marcia contro la guerra

L’evento
Ricorre quest’anno il centenario della marcia pacifista delle donne avvenuta in Val di Bisenzio e Prato nel luglio 1917, guidata dalla sindacalista Teresa Meroni. La marcia coinvolse 1.500 donne, madri e mogli di uomini al fronte, operaie delle fabbriche tessili, contadine e mezzadre. Marciarono per far sentire la loro voce, contro la guerra.
In ricordo di questo evento cruciale che infranse il silenzio, la Fondazione CDSE ha curato un calendario di eventi che vedrà lo svolgersi di manifestazioni, convegni, laboratori, mostre, camminate e concerti in tutto il territorio pratese dal 30 giugno al 9 luglio 2017.

Programma completo

30 giugno-9 luglio • Palazzo Buonamici, Prato
 La marcia contro la Grande Guerra 100 anni dopo: luoghi, personaggi, suggestioni.
Esposizione di opere d’arte ed elaborati in inglese, francese e arabo, realizzati da studenti dei licei Livi-Brunelleschi, Cicognini-Rodari, Copernico, per il progetto di alternanza scuola-lavoro dedicato al centenario della marcia delle donne. I ragazzi delle scuole daranno voce e immagini a Teresa Meroni e alle “centinaia di donne urlanti come furie” protagoniste della marcia pacifista.
A cura della Provincia di Prato e della Fondazione CDSE. Apertura: da lunedì a venerdì 9-19 (ingresso via Ricasoli, 25); sabato e domenica 10-12 e 15-18 (ingresso via Ricasoli, 17).

5-31 luglio • Archivio di Stato, Prato
1917. Donne in marcia contro la guerra. Voci, volti e storie dalle carte dell’Archivio di Stato di Prato.
Mostra documentaria a cura dell’Archivio di Stato di Prato in collaborazione con la Fondazione CDSE. Inaugurazione 5 luglio, ore 11. Apertura: lunedì e mercoledì 8.30-17.20; martedì, giovedì e venerdì 8.30-13.50.

5 luglio • Sala del Consiglio comunale, Prato
16.45 ♦ Donne in cammino nella storia toscana tra Ottocento e Novecento. La rivolta delle donne del 1917.
Incontro di studi. Intervengono: Roberto Bianchi, Annalisa Marchi, Simonetta Soldani.
Saluti e conclusioni di Giovanna Procacci.

18.30 ♦ Presentazione della graphic novel 1917. Donne in marcia contro la guerra.
di Marco Perna, Alessia Cecconi, Luisa Ciardi (Fondazione CDSE-Djinn editore). Presenta Matteo Mazzoni, intervengono gli autori. Segue aperitivo.
Evento a cura della Fondazione CDSE in collaborazione con il Comune di Prato e l’Istituto storico della Resistenza in Toscana.

8 luglio • Giardini e scuola primaria Teresa Meroni, Carmignanello
9.30 ♦ Passeggiata storica al borgo produttivo di Cerbaia (Mulino di Pispola e lanificio Romei)
a cura di Luisa Ciardi (ritrovo davanti alla scuola).

10.30 ♦ La valigia di Teresa. Racconti e tessuti di carta alla scoperta della marcia delle donne
Laboratorio per bambini (6-11 anni, accompagnati da un adulto) a cura di Diletta Pizzicori. Gratuito fino a esaurimento posti.
Prenotazioni: info@fondazionecdse.it – Evento a cura del Comune di Cantagallo e della Fondazione CDSE.

8 luglio • Ex Meucci (MuMat – Museo delle Macchine tessili) e parco Albereta, Mercatale di Vernio
18.30 ♦ Visita guidata al MuMat

19.30 ♦ Cena “della fabbrichina”
Presso il parco dell’Albereta, a cura dei Circoli ARCI del territorio, in collaborazione con associazioni e volontari.

21.15 ♦ Saranno le donne che diranno… basta guerre!
Spettacolo teatrale e musicale, a cura di Altroteatro e Tuscae Gentes.
Ingresso libero. Evento a cura del Comune di Vernio e della Fondazione CDSE.

9 luglio • Ingresso della pista ciclabile, Vaiano
9.00 ♦ Marciare tra storie e canzoni
Passeggiata a ritmo di memorie di rivolta e musiche di protesta nei luoghi della marcia del 1917. Arrivo ore 10.15 ai giardini davanti alla ex-fabbrica Forti dell’Isola (La Briglia), colazione-brunch a cura delle donne del circolo ARCI Spola d’Oro e concerto conclusivo con la partecipazione del coro delle donne della Sartoria di Vaiano.
Ingresso libero. Bus navetta per il ritorno a Vaiano.
Evento a cura del Comune di Vaiano e della Fondazione CDSE.

9 luglio • Giardino anfiteatro di Santa Lucia, Prato
19.00 ♦ Aperitivo con la storia
Ritrovo con racconto della storia della marcia a Santa Lucia e a Prato. Passeggiata fino al centro storico per ripercorrere insieme l’ultimo tratto della marcia.
Aperitivo a cura della pro loco SantaLuciaInsieme presso il circolo ARCI, via del Guado.
Passeggiata in collaborazione con la Fondazione CDSE e WeWalk Prato.

9 luglio • Biblioteca Lazzerini, corte delle sculture, Prato
21.30 ♦ L’Italia in lungo e in largo – Giovanna Marini e Francesca Breschi in concerto
Ingresso gratuito. Evento a cura del Comune di Prato.

Enti coinvolti
Regione Toscana, Comune di Prato, Provincia di Prato, Comune di Vaiano, Comune di Cantagallo, Comune di Vernio e Archivio di Stato di Prato.




Il cinema ritrovato– tra emigrazioni e ritorni

Dal 1 luglio al 20 agosto il Palazzo di Fraternita ospita un singolare percorso espositivo che racconta la vita di Francesco (Frank) Bernasconi pioniere del cinema muto e che, grazie al Comune di Arezzo, mette in mostra alcune macchine per proiettare i film muti che si credevano disperse per sempre.

Una storia ricostruita da Fausto Casi, direttore del museo dei Mezzi di Comunicazione di Arezzo che parte da una scoperta sensazionale: Casi ritrova una macchina per proiettare i film datata al 1903 e una macchina da teatro di qualche anno dopo. Le fa restaurare e le mette in funzione.

Si ritrovano anche un baule con accessori di ricambio per la macchina, proiettili a salve utilizzati per sparare durante le proiezioni nelle scene che richiedono effetti speciali, varie pellicole di film muti databili negli anni che vanno dal 1900 al 1933 ancora da studiare, vetrini con titoli di film e  curiosi biglietti di ingresso sia americani che italiani.

Sono materiali appartenenti a Francesco Bernasconi, vero pioniere del cinema muto.
Bernasconi era appena 15 enne quando nel 1898 lascia Viggiù, provincia di Varese,  ed emigra in America. Qui si stabilisce col padre a Barre, nel Vermont e si innamora del cinema al punto da acquistare una macchina per proiezioni che poi porta in Italia.
Appena rimpatriato (1914) va a fare il servizio militare e utilizza la sua macchina da cinema per le truppe Italiane fino al 1917.
Rientrato dal fronte militare continua come “ambulante” a portare il cinema per le città della provincia lombarda almeno fino al 1935 quando poi si dedica ad altre attività.

La mostra di Arezzo ricostruisce la passione di Bernasconi per il cinema e presenta una serie di macchine e attrezzature con cui si “faceva” il cinema muto.
Tra le curiosità anche una particolare “macchina musicale” a manovella che lo stesso Bernasconi faceva usare dalla sorella durante le proiezioni.
Nella sede espositiva vengono riproposti alcuni film muti di autori quali Reynold, Lumiere e altri ancora  tratti dalle pellicole di proprietà di Bernasconi.
Inoltre il 6 luglio la piazza tornerà ai primi anni del ‘900 con una proiezione di cinema muto che verrà realizzata proprio come si faceva allora: due bauli con tutto il necessario per dare vita alla proiezione si apriranno davanti al pubblico e verrà allestita l’attrezzatura per la visione dei film muti. La stupenda macchina da proiezione Pathè del 1903 tornerà ad illuminare occhi e cuori degli spettatori proiettando inedite immagini mute dell’archivio Bernasconi che verranno accompagnate da musiche eseguite live da docenti e allievi del Liceo Musicale Francesco Petrarca di Arezzo. Tra queste un filmato girato nelle trincee dell’esercito italiano dal titolo: “Conquista di Cima Valbella – I Guerra Mondiale”.
Fonte: MaremmaNews




Mostra pittorica: “I colori della terra e dell’anima. Omaggio a Mario Fabbrini”

Il Comune di Vaiano in collaborazione con la famiglia Fabbrini organizza la mostra pittorica “I colori della terra e dell’anima. Omaggio a Mario Fabbrini” curata dalla Fondazione CDSE. L’antologica dedicata al pittore vaianese comprende decine di dipinti, suddivisi in sezioni (il paesaggio, le marine, le figure, le nature morte, gli alberi e il senso della vita, le composizioni floreali, dopo la malattia), appartenuti agli eredi e alle famiglie del territorio. La mostra sarà visitabile dal 23 giugno al 9 luglio 2017 nel Salone Consiliare del Comune di Vaiano.
L’ingresso alla mostra è gratuito.

L’inaugurazione è prevista per venerdì 23 giugno 2017 alle ore 21.30 presso il Palazzo Comunale di Vaiano.

Gli orari di apertura della mostra sono i seguenti:
Dal lunedì al venerdì: 21-23
Sabato e Domenica: 18,30-23