Presentazione del libro di Marco Rovelli “Il tempo delle ciliegie”

Giovedì 20 settembre, alle ore 18.00 nella sala della Resistenza di Palazzo Ducale, presentazione del volume di Marco Rovelli, Il tempo delle ciliegie.

Introduce Nino Ianni, Vice presidente Anpi Massa

Presenta Massimi Michelucci, Direttore Istituto storico della Resistenza apuana




San Rossore 1938 80° anniversario della firma delle leggi razziali italiane

Un ricco programma di eventi scientifici a cura dell’Università di Pisa, promosso dalla Regione Toscana, in collaborazione con Scuola Universitaria superiore Sant’Anna, Scuola Alti studi di Lucca,  e con l’adesione delle Università di Firenze, di Siena, dell’Università per stranieri di Siena, del Comune di Pisa, della CRUI e dell’UCEI. Fra i tanti eventi ricordiamo:

A Pisa

Mostre

Parco di San Rossore “1938 La Storia” a cura dell’Ente Parco 5 settembre – 5 novembre

Palazzo Vitelli “I Giovani ricordano la Shoah” a cura di UCEI e MIUR 5 settembre – 5 ottobre

Giardino Scotto “Ebrei in Toscana XX – XXI secolo” a cura di Istoreco Livorno 12 settembre – 1° novembre

20 settembre Cerimonia del ricordo e delle scuse

Conferenza internazionale A 80 anni dalle leggi razziali fasciste: tendenze e sviluppi della storiografia internazionale sull’antisemitismo e la Shoah (20 settembre ore 16.30 – 21 settembre ore 9.00 Palazzo della Sapienza)

A Firenze

Convegno L’emigrazione intellettuale dall’Italia fascista e dalle leggi razziali: studenti e studiosi dell’Università di Firenze in fuga all’estero 18 dicembre

A Siena

Convegno L’Italia a 80 anni dalle leggi antiebraiche e a 70 dalla Costituzione 25-26 ottobre Polo Mattioli

A Lucca

Convegno Fraternità artistica e solidarietà umana. Ettore Modigliani soprintendente dal primo Novecento alle leggi razziali 18 dicembre Cappella Guinigi complesso di San Francesco

Per il programma completo e i dettagli: www.unipi.it sanrossore1938@unipi.it

 




“La speranza era nostra compagna” Ciclo di presentazioni di libri.

Da sabato 22 settembre, alle ore 15.30 alle Stanze del Teatro della Rosa di Pontremoli, l’Istituto storico della Resistenza apuana e la sezione Ampi di Pontremoli vi invitano al ciclo di presentazioni “La speranza era nostra compagna”:

22 settembre La guerra ai civili
Luigi Leonardi, Umili e ribelli.
Con proiezione del video “I ragazzi del Monte Barca”

6 ottobre La Resistenza delle donne
Giorgio Pagano e M. Cristina Mirabello, Sebbene che siamo donne

20 ottobre La guerra di Spagna nell’80° anniversario della battaglia dell’Ebro
Ugo Muccini, Diario della guerra di Spagna
Introduzione di Giuseppe Chiappini, La guerra civile spagnola e il contributo degli antifascisti di Pontremoli e della Lunigiana.

 




Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani

Sedi e contatti
Indirizzo: Via Aurelia 56, Fosdinovo (MS); sede operativa: ANPI Carrara (Comitato Provinciale) – Via Loris Giorgi 1, Carrara (MS)
E-mail: info@archividellaresistenza.it
Sito web: http://www.archividellaresistenza.it
Orari di apertura: per informazioni inviare una mail all’istituto

Organi direttivi
Gestito dall’ANPI di Carrara e da un collettivo di volontari.

Breve storia e finalità
Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani dal 2004 lavora nell’ambito della ricostruzione delle pagine più significative della Lotta di Liberazione nelle province di Massa Carrara e La Spezia, in quella zona che durante il periodo bellico veniva identificata come Linea Gotica Occidentale. Le modalità di lavoro dell’associazione prevedono, partendo dalla ricerca scientifica sul materiale documentario, la raccolta e la valorizzazione, in varie forme, del patrimonio orale locale, attraverso la registrazione su supporto audiovisivo delle testimonianze dei protagonisti della Resistenza. Intervistando partigiani, staffette ma anche semplici testimoni (come coloro che al tempo erano bambini), ci proponiamo di documentare, al di là di quelli che sono i ricordi della cosiddetta “Resistenza istituzionalizzata”, l’esperienza dei tanti che negli anni successivi non hanno avuto voce. L’intento è appunto quello di togliere dal silenzio tutti e, soprattutto, tutte coloro che con il loro prezioso contributo hanno reso la Lotta di Liberazione un movimento di ampia partecipazione popolare. Attraverso l’intervista possiamo ascoltare le loro microstorie che sono tessere imprescindibili per la comprensione dell’ampio mosaico della storia sociale e politica del nostro paese. Questa prospettiva di una storia dal basso ha evidenti implicazioni politiche e intende ribadire la spiccata connotazione popolare e non egemone del fenomeno resistenziale. La ricerca sul campo, che si è articolata in varie campagne di interviste, ha prodotto un archivio audiovisivo (in continuo aggiornamento) che, ad oggi, vanta centinaia di ore di registrazione di interviste ai testimoni della Lotta di Liberazione.

Archivi della Resistenza è un collettivo formato da giovani intellettuali che operano nei vari rami delle scienze umanistiche (con particolare attenzione per la ricerca storica, critico-letteraria e storico-artistica) e di cui fanno parte anche operatori video, documentaristi, esperti di fotografia digitale, archivisti e altri soci interessati alla tematica resistenziale. Questa pluralità di competenze e interessi ha reso possibile, contemporaneamente al progetto di creazione degli archivi, la promozione di un’azione di valorizzazione del materiale raccolto e di sensibilizzazione verso la memoria della Resistenza, attraverso la realizzazione di film-intervista, trasmissioni radiofoniche, pubblicazioni, ecc.
L’esperienza in campo didattico di alcuni soci ha fatto sì che venisse dato particolare riguardo alla circolazione in ambito scolastico: la proiezione dei filmati spesso è accompagnata da dibattiti volti a mettere in contatto le giovani generazioni con i testimoni diretti di quei tragici eventi. Tali momenti di divulgazione e approfondimento vengono organizzati anche in altri contesti culturali con l’obiettivo di raggiungere una porzione sempre più ampia di pubblico. Sono stati organizzati incontri e laboratori nei circoli e in varie associazioni culturali, nelle Università, nelle piazze in occasione di particolari ricorrenze e nell’ambito di rassegne culturali e cinematografiche dedicate alla Resistenza.
Archivi della Resistenza, con un progetto dal titolo omonimo, nel 2005 ha vinto il concorso “Percorsi di innovazione 2004”, bandito dal CESVOT (Centro Servizi Volontariato Toscana) e grazie al quale la sede operativa dell’ANPI Carrara è stata dotata di moderne attrezzature tecnologiche (telecamera, computer, software, lettori audio video, proiettore, ecc.) che ne hanno fatto un moderno centro di produzione audiovisiva all’interno del quale vengono realizzati laboratori e corsi di formazione sulle tecniche di video-documentazione sociale.

Nell’aprile 2005 Archivi della Resistenza ha inaugurato il festival della cultura “Fino al cuore della rivolta. Artisti per la Resistenza” che prevede due sessioni: la prima in primavera (dal 21 al 25 aprile), nel borgo medievale di Fosdinovo, con l’allestimento di una mostra d’arte e un concerto dedicato all’anniversario della Liberazione; la seconda in agosto al Museo audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo, nel suggestivo scenario costituito da un bosco di castagni secolari, dove per alcuni giorni vengono proposti spettacoli teatrali, dibattiti e concerti.




Centro di Documentazione sulla Linea Gotica di Montignoso

Sedi e contatti
Indirizzo: Villa Schiff Giorgini – Via Fondaccio snc, Montignoso (MS)
Telefono: 0585 8271204 (Ufficio Cultura del Comune di Montignoso)
E-mail: ernesta.rappelli@comune.montignoso.ms.it, alfio.raffaelli@comune.montignoso.ms.it
Sito web: http://www.comune.montignoso.ms.it/c045011/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/544
Orari di apertura: dal Martedì al Giovedì e Sabato 10-12
Biglietto d’ingresso: ingresso gratuito

Organi direttivi
Responsabile della parte scientifica: Giovanni Cipollini
Direttore operativo: Domenico Gabrielli
Collaborazione nell’allestimento e gestione del Centro: Anpi di Montignoso

Breve storia e finalità
Il Centro di Documentazione sulla Linea Gotica è nato nel 2011 ed è ospitato nei locali al piano terra della villa settecentesca Schiff Giorgini di Montignoso, paese particolarmente colpito dalle stragi nazifasciste. L’istituto raccoglie immagini, documenti e oggetti legati alla Resistenza e ai principali avvenimenti del territorio apuo-versiliese durante la Seconda Guerra Mondiale.
Si compone di cinque sale attrezzate con illustrazioni a muro dei vari passaggi storici del periodo, un plastico interattivo (che evidenzia il percorso della Linea Gotica, le sedi delle postazioni alleate e nazifasciste, i paesi in cui si verificarono le stragi e gli episodi salienti della lotta partigiana), una sala multimediale dove è possibile vedere e ascoltare i protagonisti della Guerra, oggi novantenni, che raccontano i fatti di quei mesi; infine, una nuova sala contenente materiali bellici di vario tipo (munizioni, elmetti, attrezzature dei soldati, ecc.) donati da Pietro Maghelli e Vincenzo Germelli (conosciuto come “Beretta”).
Nel Centro sono presenti anche un archivio storico, composto da centinaia di documenti iconografici (manifesti e fotografie) e da una raccolta di manifesti originali della RSI, e una biblioteca tematica relativa alla Resistenza e all’Antifascismo.




Mostra permanente della città di Massa “Resistenza 1943-1945”

Sede e contatti
Indirizzo: Piazzale Partigiani (ex deposito CAT, Via Bassa Tambura), 54100 Massa
Telefono: 0585 490500
E-mail: patrizia.boschetti@comune.massa.ms.it, anpimassa@gmail.com
Sito web: http://www.comune.massa.ms.it/pagina/resistenza-1943-1945-mostra-permanente
Orari di apertura: Sabato 9-12.30; aperture speciali in occasione di eventi e per visite guidate su appuntamento
Biglietto d’ingresso: ingresso gratuito

Organi direttivi
La mostra è gestita dalla Sezione di Massa dell’ANPI e dal Comune di Massa.

Breve storia, finalità e patrimonio
L’allestimento della mostra rappresenta i protagonisti e gli avvenimenti storici della Resistenza negli anni dal 1943 al 1945 nella città di Massa.
Nei locali dell’ex lavaggio degli autobus dell’azienda di trasporto pubblico CAT appositamente ristrutturati sono esposti 141 pannelli che ripercorrono la storia illustrata degli eventi e dei personaggi che hanno contribuito alla Liberazione del nostro Paese.
Le immagini sono la fedele riproduzione di parte del materiale iconografico donato al Comune dalla Sezione di Massa dell’ANPI nel 1994.
Gli originali sono conservati nell’Archivio Storico della Resistenza del Comune di Massa.




Museo Etnologico delle Apuane

Sedi e contatti
Indirizzo: Via Uliveti 81, Massa
Telefono: 3335910306
E-mail: museoetnologicodelleapuane@fastwebnet.it
Sito web: https://www.museimassacarrara.it/musei/museo-etnologico-della-apuane-luigi-bonacoscia/
Orari di apertura: 10-12, 17-18.30 (visite solo su appuntamento), chiuso durante le festività
Biglietto d’ingresso: intero 4 €; ridotto 2 €

Organi direttivi
Direttore scientifico: Dott. Giuliano Marselli

Breve storia e finalità
Sorto per iniziativa di don Luigi Bonacoscia e di un gruppo di amici, con atto notarile del 14 marzo 1980, il museo nasce con l’intento di ripercorrere, tramandare e valorizzare la memoria della gente apuana tramite la raccolta di numerosi reperti di differenti epoche, tipologie e utilizzo.
Nella sua costituzione l’istituto, attualmente ospitato in una palazzina vicino al Santuario della Madonna degli Uliveti di Massa, riuniva due collezioni: la “Masnata” (circa 300 reperti) e quella del nascente Museo (circa 100 reperti). Negli anni successivi la varietà e il grande numero di oggetti raccolti ha portato la collezione del Museo Etnologico a conservare circa 5000 reperti, provenienti principalmente da Massa, Carrara, Lunigiana, Garfagnana e Versilia.
Lo spazio espositivo è articolato attraverso la visita di diverse sezioni che illustrano come si svolgeva la vita della gente contadina, con le sue molteplici attività (lavori nei campi, fienagione, allevamento, vendemmia, raccolta delle castagne ecc.) e descrivono i diversi mestieri che si praticavano agli inizi del ’900 (calzolaio, sellaio, cavatore, fabbro, falegname, lavandaia, tessitura), le normali pratiche legate alla vita domestica (cucina, bucato, stiratura, ecc.) e attività come la scuola e la tipografia. Sono inoltre esposte macchine, strumenti e utensili provenienti dalle fabbriche che una volta costituivano la Zona Industriale Apuana che ha caratterizzato questo territorio dagli anni ’30 agli anni ’80.
Nell’arco dell’anno il museo organizza diverse attività e pubblica annualmente una rivista – “Le Apuane” – di storia e tradizioni locali. Inoltre, organizza attività didattiche indirizzate alla conoscenza della cultura materiale del territorio.

Patrimonio
Il museo è diviso in 32 settori espositivi comprendenti oggetti di uso comune che venivano utilizzati nella tessitura, nella lavorazione della terra, in cucina e nella stalla e pezzi legati ad attività più specifiche come la fienagione, l’olivocultura, la viticoltura e la produzione del vino, la ceramica, la raccolta delle castagne, la lavorazione del marmo e del gesso, oltre che alcuni mezzi agricoli. Sono, inoltre, esposti oggetti e strumenti di uso quotidiano, come quelli con cui si faceva il bucato.
Inizialmente il museo era costituito dalla raccolta privata Masnata, che comprendeva circa 300 oggetti reperiti nel primo dopoguerra nell’area lunigianese e dalla collezione del Movimento di Umanesimo Sociale con circa 100 oggetti. La collezione è stata ampliata con ricerche effettuate da Don Bonacoscia nell’area della provincia di Massa Carrara, della Versilia e della Garfagnana.




Museo dell’emigrazione della Gente di Toscana

Sedi e contatti
Indirizzo: Castello di Lusuolo, Mulazzo di Lunigiana (MS)
Telefono: 0187 439017
E-mail: info@museogenteditoscana.it
Sito web: http://www.museogenteditoscana.it
Orari di apertura: Sabato e Domenica 14-19 (orario estivo); Sabato 9-14 e Domenica 11-16 (orario invernale)

Organi direttivi
La mostra è stata realizzata a cura della Regione Toscana e della Consulta Regionale dei Toscani all’Estero.
Comitato scientifico: Gabriella Aschieri, Caterina Rapetti, David Rovai

Breve storia e finalità
Il Museo dell’Emigrazione della Gente di Toscana è nato nel 2004 con l’obiettivo di conoscere e valorizzare il fenomeno dell’emigrazione toscana nel mondo.
È pensato e organizzato su due livelli: uno fisico e uno virtuale. Nel primo, ospitato tra le mura del Castello di Lusuolo, si trovano la biblioteca, la mediateca, una sala conferenze, uno spazio per la visione o l’ascolto di audiovisivi e si sviluppa l’allestimento museale che propone il percorso della mostra permanente “Gente di Toscana”, realizzata nel 2000 dalla Regione Toscana per documentare le storie di chi ebbe la necessità o il desiderio di partire verso terre lontane e spesso incognite per trovare condizioni di vita migliori o libertà negate, ma che finiscono anche e soprattutto per spiegare il grande contributo dato dai Toscani alla costruzione materiale, culturale e sociale dei paesi di adozione. Si tratta, principalmente, di storie delle migrazioni di massa che alla metà del XIX secolo subentrarono, marginalizzandole, alle partenze dei singoli. La mostra è stata prodotta in tre esemplari per essere allestita in tutto il mondo, laddove siano presenti comunità di Toscani emigrati dall’Italia; in questi anni ha viaggiato dall’Europa alle Americhe, dal Sudafrica all’Australia.

Patrimonio
La mostra si compone di 66 pannelli contenenti centinaia di immagini (disegni e fotografie) e documenti (lettere, passaporti, ricevute delle rimesse dall’estero, ecc.) e suddivisi in 8 sezioni:
– Le partenze
– Verso nuovi mondi
– Verso l’Europa
– Nostra patria è il mondo intero, nostro motto è la libertà
– Fra le due guerre
– Si riparte
– Il rapporto con la terra d’origine
– Consulta regionale dei Toscani all’estero
La narrazione è arricchita da oggetti e documenti originali dell’epoca e resa più dinamica e appassionante dalla proiezione di videodocumentari.