Celebrazioni 4 novembre – Calenzano

Centenario 1918-2018
Comune di Calenzano

Per il Centenario della Prima Guerra Mondiale, il Comune di Calenzano ha organizzato una serie di iniziative che ci accompagneranno fino a gennaio 2019.

 

Il programma:

Mercoledì 24 ottobre – CiviCa – ore 21 
Proiezione del film “Orizzonti di Gloria” di Stanley Kubrick, con Kirk Douglas – USA, 1957 – Durata 86 minuti circa.
Film sulla guerra, ma soprattutto un film antimilitarista. Lo spettatore vede un solo esercito, quello francese. Il nemico non c’è: è come se non ci fosse, non viene mai inquadrato né filmato perché esso non è essenziale. Il film fu vietato in Francia e solo nel 1975, ne fu permessa la proiezione.
Segue dibattito a cura del Museo del Figurino Storico con il prof. Barlozzetti e con il dott. Coturri.

Sabato 27 ottobre – Altana del Castello di Calenzano ore 10-13
1918-2018: il ‘18
Giornata di studi sull’anno decisivo della Grande Guerra, ne parliamo con:
Sergio e Riccardo Masini “Il fronte occidentale: gli italiani e la Battaglia della Marna”
Sergio Valzania “Il Presidente USA Woodrow Wilson: la strada verso la pace ”
Francesco Mineccia “La stampa: la Grande Guerra nelle dispense illustrate italiane”
Niccolò Capponi “Il conitto oltre i conni d’Europa: il crollo dell’Impero Ottomano”
Paolo Coturri “Tra Mar Mediterraneo e Mar Nero: la campagna della Mesopotamia e del Caucaso”
Prof. Ugo Barlozzetti “Il fronte orientale: gli italiani nei Balcani”
Sandro Matteoni “Da Kiel a Scapa Flow: la ne della Marina imperiale tedesca”
Anteprima della mostra: “1914-1918 Uomini al Fronte”. Presentazione dei nuovi figurini realizzati per il Centenario della Prima Guerra Mondiale. Segue piccolo rinfresco.

Domenica 4 novembre – Aula Magna del Design Campus – ore 17.30
Anteprima del docufilm “Stante i tempi che corrono…” dal Diario del soldato calenzanese Benedetto Ciabatti (1917-1918). Partecipano: Alessio Biagioli, Sindaco di Calenzano; prof. Roberto Bianchi, Vicepresidente Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea; Leandro Giribaldi, Autore, regista e pronipote di Benedetto Ciabatti

Mercoledì 28 novembre – CiviCa – ore 21
Proiezione del film “Torneranno i prati” di Ermanno Olmi
con Claudio Santamaria – Italia, 2014 – Durata 80 minuti
Siamo sul fronte Nord-Est, dopo gli ultimi sanguinosi scontri del 1917 sugli Altipiani. Ultimo film di Ermanno Olmi, che secondo il regista è “un modo per ricordare coloro che non hanno più avuto memoria se non tramite le fanfare; non serve ricordare tutti i giorni, basta farlo in maniera corretta”. Segue dibattito a cura del Museo del Figurino Storico con il Prof. Barlozzetti e con il dott. Coturri.

Dal 12 gennaio 2019 – Museo del Figurino Storico di Calenzano
1914-1918 Uomini al Fronte
Mostra di figurini storici che illustrano tutti i fronti della Grande Guerra.




Celebrazioni 4 novembre – Piombino

4 novembre 2018
@ Piombino

Celebrazioni centenario 1918-2018
Città di Piombino

Anche quest’anno, come da lunga tradizione, per la “Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate” la Città di Piombino promuove un programma locale realizzato in collaborazione con le Associazioni d’Arma, dei Combattenti e Reduci e dei Partigiani, con la partecipazione del Sindaco e dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine alla cerimonia civile e religiosa di domenica 4 novembre.

Inoltre, a conclusione del progetto pluriennale di approfondimento promosso dall’Amministrazione e dalla Presidenza del Consiglio Comunale in occasione del 100° anniversario della Prima Guerra Mondiale (1914-1918/2014-2018), verrà presentata al pubblico la mostra “Memorie Piombinesi della Grande Guerra”, realizzata da Unitre Piombino, che resterà esposta dal 31 ottobre al 4 novembre presso la sede di via Fucini 25A.

Programma completo in allegato




CONFERENZA STAMPA e PRESENTAZIONE – Costituzione: la nostra carta d’identità 1948-2018

25 ottobre 2018 @ Palazzo Sacrati Strozzi, ore 13

CONFERENZA STAMPA e PRESENTAZIONE 
per il progetto Costituzione: la nostra carta d’identità 1948-2018

Il presidente dell’ISRT Simone Neri Serneri, il direttore Matteo Mazzoni, insieme a Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana, hanno presentato oggi quella che sarà la fase conclusiva dell’importante e innovativo progetto Costituzione: la nostra carta d’identità 1948-2018.
La conferenza stampa si è tenuta nella Sala Cutuli di Palazzo Sacrati Strozzi.

Duecentotrenta insegnanti, oltre 1600 studenti e centinaia di scuole sono coinvolte nell’operazione di riscoperta e valorizzazione della Costituzione. Nel mese di novembre nelle dieci province toscane si svolgeranno iniziative pubbliche che vedranno come protagonisti le-gli studenti impegnati a raccontare il lavoro svolto in questi mesi e a restituire alla comunità di cui fanno parte il messaggio ancora attuale della Costituzione. Si parlerà di uguaglianza, solidarietà, libertà, diritti, lavoro: tutti temi che riguardano la quotidianità di ciascuno e che trovano nella Costituzione il loro punto di riferimento.

La Costituzione prima spiegata alle-agli studenti, per farla ben conoscere, e poi raccontata e resa attuale dalle-dagli stessi studenti. La Carta costituzionale, a settant’anni dalla sua entrata in vigore, è grande protagonista negli istituti superiori toscani, attraverso un progetto – “Costituzione: la nostra carta d’identità 1948-2018” – promosso dalla Regione attraverso l’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale. “Un progetto articolato. Oggi presentiamo una tappa di questo ampio lavoro” precisa la vicepresidente ed assessore alla cultura della Toscana, Monica Barni. La Regione l’ha finanziato; ma partecipecipano attivamente anche tutti gli Istituti provinciali della Resistenza e dell’età contemporanea, la Fondazione Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano e il Museo della Deportazione e della Resistenza di Prato.

“Sarà il momento culminante di un percorso intenso e unico, in cui ragazze e ragazzi racconteranno al grande pubblico, costituito da coetanei e non solo, la loro esperienza e le loro riflessioni” sottolineano Simone Neri Serneri e Matteo Mazzoni, presidente e direttore dell’Istituto storico toscano della Resistenza in Toscana. “Non si tratterà di lezioni – spiega Neri Serneri – ma di eventi che stimolino alla discussione, come tutte le tappe di questo progetto: un modo per offrire strumenti ai ragazzi”. “Un modo soprattutto – aggiunge Mazzoni, che sottolinea l’aspetto strutturale del progetto – per renderli protagonisti, anche con i loro dubbi e le loro perplessità, rendendoli protagonisti per farli sentire cittadini”.

Il progetto sulla Costituzione ha preso il via nel febbraio scorso con una serie di corsi di formazione a cui hanno partecipato oltre 230 docenti di scuole superiori in un percorso che ha riletto le tappe fondamentali della storia della Repubblica alla luce del testo costituzionale. Poi è partito il lavoro di approfondimento nelle scuole.

Il calendario dei convegni didattici

Pieve Santo Stefano (Arezzo) – 6 novembre
Firenze – 12 novembre
Lucca – 14 novembre
Prato – 15 novembre
Grosseto – 16-17 novembre
Pisa – 16 novembre
Livorno – 20 novembre
Pistoia e Siena – 21 novembre
Pontremoli (Massa Carrara) – 22 novembre

Il 12 novembre a Firenze (Cinema La Compagnia) un’intera giornata di riflessione sulla Costituzione: dall’uso dell’italiano all’amministrazione della giustizia, dal ruolo delle donne all’idea di uguaglianza, dal lavoro ai giovani. A parlare saranno naturalmente i ragazzi.




Voci di carta. Le leggi razziali nei documenti della Città di Siena

Venerdì 26 ottobre alle ore 12,30 inaugurazione della mostra documentaria “Voci di carta. Le leggi razziali nei documenti della Città di Siena” presso l’Archivio di Stato  al termine della Seconda parte del Convegno “L’Italia a 80 anni dalle leggi antiebraiche e a 70 dalla Costituzione”.
La scelta espositiva è rivolta in particolare ad indagare la complessa macchina amministrativa e burocratica che si evince dai documenti dell’Archivio di Stato, principalmente il fondo del Gabinetto di Prefettura, ed i riflessi su singoli aspetti della vita sociale della città, attraverso gli archivi di diverse istituzioni cittadine, i cui documenti sono in stretto legame con quelli degli uffici statali.

Il progetto è realizzato dall’Università degli Studi di Siena in collaborazione con l’Archivio di Stato e CoopCulture all’interno del programma MEMORIA DELLA REGIONE TOSCANA, con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, della Comunità Ebraica di Firenze e Siena e della Fondazione Centro Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC – Onlus.
Prevede un convegno presso l’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza (25 ottobre) e l’Archivio di Stato (26 ottobre), con testimonianze orali e documentarie della persecuzione a Siena e nella Toscana del Sud ed un’analisi del tema attraverso le fonti conservate in archivi diversi della città di Siena, della Fondazione CDEC di Milano e dell’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme, i molti profili giuridici dell’ingiustizia in forma di legge, la restituzione dei diritti nell’Italia liberata, la ‘cicatrice’ della persecuzione razziale nella Costituzione.

Il programma del convegno ed altre informazioni

Info:
www.congressi.unisi.it/leggirazziali




Gli effetti della Grande Guerra a Tavarnelle Val di Pesa e Barberino Val d’Elsa

Venerdì 2 novembre, alle ore 21.15, in Sala consiliare a Tavarnelle Val di Pesa, presentazione del volume a cura di Roberto Bianchi, La Grande Guerra lontano dal fronte. Tavarnelle val di Pesa e Barberino val d’Elsa (Pacini 2018).

Il volume è frutto di una lunga ricerca svolta da Simone Lisi e Leo Goretti (autori dei saggi) sotto il coordinamento e la direzione scientifica di Roberto Bianchi, docente dell’Università di Firenze e Vicepresidente dell’ISRT, cui era stata affidata dai Comuni di Tavarnelle e Barberino, da sempre impegnati nella ricostruzione storica delle vicende del proprio territorio.

Dopo il saluto introduttivo di Matteo Mazzoni, Direttore dell’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea, interverranno Luigi Tomassini dell’Università di Bologna, il curatore Roberto Bianchi e Simone Lisi, collaboratore ISRT.




TUTTO È RITMO, TUTTO È SWING. Il jazz, il fascismo e la società italiana

Mercoledì 31 ottobre, ore 18.30, Caffè letterario delle Murate

Un’iniziativa a cura di La Nottola di Minerva

Presentazione del libro con Autrice

TUTTO È RITMO, TUTTO È SWING. Il jazz, il fascismo e la società italiana 

Le Monnier

L’autrice Camilla Poesio dialoga con Fulvio Paloscia

Musiche | Leonardo Brizzi e Nino Pellegrini

Prodotto di quell’America verso cui il fascismo mostrava amore e odio, il jazz sbarcò con i transatlantici di ritorno da New York, con gli emigrati, le grandi orchestre in tournée, i balli ma soprattutto la radio e il cinema, agli inizi del Novecento in Europa e negli anni Venti in Italia. Tra proibizioni, censure e esternazioni nazionaliste e razziste da una parte, e impulsi alla modernità e tentativi di italianizzazione dall’altra, la musica americana sopravvisse e mise radici. Il libro di Camilla Poesio racconta la storia dell’impatto del jazz sulla società italiana durante il ventennio fascista, i jazzisti Leonardo Brizzi e Nino Pellegrini suonano brani dell’epoca.




Alle origini dello sterminio di rom e sinti

L’Isgrec ha dedicato l’ultima Giornata della Memoria a un tema per molto tempo dimenticato dalla storiografia, il Porrajmos, termine che in lingua romanes indica la persecuzione e lo sterminio di rom e sinti durante il nazifascismo. Sul filo di questa riflessione torna a Grosseto uno dei relatori del convegno del 27 gennaio scorso, lo storico pratese Luca Bravi che da tempo collabora con l’istituto storico grossetano. All’interno degli eventi per celebrare i 25 di attività dell’istituto Bravi presenta il volume da lui curato “I destini dei bambini zingari. Educati in modo estraneo alla loro razza” (Franco Angeli) e pubblicato quest’anno. La presentazione è in programma venerdì 26 ottobre alle 17,30 al Museo di storia naturale della Maremma in strada Corsini 5 (piazza della Palma) a Grosseto. Con lo storico e curatore del volume dialoga Elena Vellati che fa parte del consiglio direttivo dell’Isgrec ed è responsabile della didattica dell’istituto.

Il volume ricostruisce la genesi storica della discriminazione degli zingari e presenta per la prima volta in lingua italiana la tesi di laurea di Eva Justin, giovane antropologa che si dedicò agli studi razziali sulla categoria “zingari” nella Germania nazista e che fu assunta nel Centro di ricerca per l’igiene razziale e la biologia criminale dell’Ufficio d’igiene del Reich. La sua tesi voleva dimostrare che includere i bambini rom e sinti nella società tedesca attraverso lo strumento della pedagogia e dell’educazione rappresentava un dispendio di risorse da parte dello Stato perché essi erano da considerare una razza geneticamente inferiore, un gruppo di persone su cui era necessario agire soltanto attraverso la sterilizzazione forzata e lo sterminio fisico. La tesi fu discussa alla fine del 1943 e nel maggio del 1944 bambini sinti e rom dell’orfanotrofio di Mulfingen – le “cavie” su cui aveva studiato Eva Justin – furono prelevati da un pullman e portati ad Auschwitz-Birkenau per essere eliminati nelle camere a gas. Una pedagogia asservita al potere si era così trasformata in strumento utile allo sterminio. L’agghiacciante tesi di laurea di Eva Justin è inserita dall’autore in un percorso lineare delle teorizzazioni e degli stereotipi sugli zingari tra passato e presente. Alcuni stereotipi infatti permangono e influenzano ancora oggi le politiche di inclusione nei confronti di rom e sinti.

Luca Bravi è docente a contratto all’Università di Firenze e si occupa di didattica della Shoah e di Holocaust studies dal punto di vista della storia dell’educazione. È consulente presso il Museo della Deportazione di Prato per i progetti legati alle politiche della Memoria della Regione Toscana e ha collaborato con l’Isgrec per il progetto didattico sul Confine orientale. È autore di numerose pubblicazioni relative alle minoranze rom e sinti in Europa, legate in particolare ai temi della deportazione e dello sterminio e della successiva storia della scolarizzazione. Ha collaborato con il Consiglio d’Europa, il Comitato Economico e Sociale Europeo, il Miur e l’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazione razziale). Ha coordinato progetti europei e nazionali di approfondimento storico come base per una didattica inclusiva delle minoranze. È stato relatore alla Camera dei deputati in occasione del Settantunesimo anniversario delle leggi razziali in Italia.

Le iniziative per i 25 anni dell’Isgrec sono patrocinate dall’Istituto nazionale Ferruccio Parri, dalla Regione Toscana, dal Comune e dalla Provincia di Grosseto e realizzate in collaborazione con Cia Grosseto, Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Acquedotto del Fiora e collettivo Bianciardi 2022. Info: www.isgrec.it | segreteria@isgrec.it  |  0564 415219.




“Curare la guerra a Lucca”: uomini, medici, partigiani

Guglielmo Lippi Francesconi, direttore del manicomio di Maggiano e oppositore del progetto
nazista di sterminio dei malati di mente, nonché amante dell’arte (fu amico di Lorenzo Viani e si
cimentò egli stesso come disegnatore, realizzando il manifesto del Carnevale di Viareggio del
1925); Carlo Romboni, il “dottorino dei poveri”, come era stato soprannominato nella sua città
natale di Camaiore per l’opera di assistenza – anche finanziaria – prestata alle famiglie più povere;
Mario Tobino, medico, scrittore e partigiano, formatosi agli ideali di libertà nelle frenetiche “tre
giornate” di Viareggio del 1920 che videro la proclamazione di un’effimera repubblica popolare; e
ancora tanti altri protagonisti, dal capitano Felice Montesanti – della cui partecipazione alla
Resistenza la famiglia verrà a sapere soltanto molti anni dopo la sua scomparsa – ai medici di
formazione mazziniana – come Enea Melosi, il “dottor Palmieri” del romanzo Il clandestino di
Mario Tobino – fino agli studenti provenienti dal liceo classico “Carducci” di Viareggio,
avvicinatisi all’antifascismo grazie alla figura del professor Giuseppe Del Freo. Persino un fascista,
il medico garfagnino Mario Bianchini, che cura i partigiani ma non li denuncerà mai ai tedeschi e
alla RSI. Senza dimenticare, come ha ricordato la professoressa Simonetta Simonetti
(ATVL/Società delle storiche), le donne, operatrici sanitarie al fianco dei medici e protagoniste
spesso silenziose e dimenticate loro malgrado.

Dalla Versilia alla Lucchesia alla Garfagnana: medici e studenti, partigiani combattenti e resistenti
civili, antifascisti, socialisti umanitari, laici di sinistra, comunisti, addirittura il fascista Bianchini;
storie attraversate da un filo rosso che ha accomunato tutti gli interventi del convegno promosso
dall’Istituto storico della Resistenza in collaborazione con l’Ordine dei medici e la Fondazione
“Mario Tobino”, tenutosi a Lucca in San Micheletto venerdì 5 ottobre; filo rosso che il
moderatore della serata, il professor Luciano Luciani (ISREC) ha individuato nella fedeltà al
giuramento di Ippocrate in un contesto disumanizzante come la guerra, dove la professione medica
diventa – per dirla con le parole del professor Roberto Rossetti – “cura della dignità umana offesa
dal nazifascismo”. Una scelta vissuta fino in fondo, spesso pagata al prezzo della propria vita: non a
caso infatti ancora Luciani, nel suo intervento conclusivo, ha ricordato la figura del comandante
Felice Cascione, autore delle parole della celebre canzone partigiana “Fischia il vento” e medico
chirurgo egli stesso, tradito dal fascista Michele Dogliotti, che durante la prigionia presso la banda
di Cascione era stato da questi curato e nutrito (“Ho studiato venti anni per salvare la vita di uomo e
ora voi volete che io permetta di uccidere?”, avrebbe detto “U megu” ai suoi compagni che
volevano giustiziare Dogliotti).

La scelta dei valori di umanità e fratellanza – “la parola fratello mai fu così viva”, scriverà Tobino –
contro la spirale di violenza e disumanizzazione prospettata dal Nuovo ordine europeo di Hitler e
Mussolini: una scelta rivolta a salvare, a risparmiare quante più vite possibile (il tratto essenziale, ha
scritto Ercole Ongaro, che distingue la Resistenza dalla guerra “scialo di morte”); soprattutto,
l’importanza di quella scelta che ci chiama a riflettere sull’oggi, sul nostro tempo, dove – ha
sottolineato l’assessore alla memoria Ilaria Vietina portando il saluto del comune di Lucca – la
violenza, il razzismo e l’esclusione sono rischi ancora presenti, rendendo impellente la necessità
da parte di tutti di attivarsi in direzione di una cittadinanza responsabile, base della democrazia.