1989, trent’anni dopo. Analisi del tempo presente

L’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea dedica la seconda edizione di “Mosaico 900”, conversazioni fra passato e presente, al 1989 quale snodo significativo che chiude il “breve” XX secolo e incide, con le sue conseguenze, sul tempo presente. All’interno di un quadro complessivo segnato da nuovi assetti globali, nel venir meno della “guerra fredda”, e dagli effetti della definitiva chiusura dell’”età dell’oro”, il ciclo intende tratteggiare alcuni degli aspetti essenziali di quel passaggio di fase, dedicando una specifica attenzione al caso italiano. Ogni appuntamento, di circa due ore, è coordinato da un rappresentante dell’ISRT e vedrà dialogare due figure di storici autorevoli in un confronto aperto alle domande e ai dubbi dei partecipanti. L’iniziativa si svolge presso la sala Conferenze Sibilla Aleramo della Biblioteca delle Oblate e si inserisce all’interno dell’offerta culturale promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze.

 

Programma degli incontri:

 

19 novembre ore 17.00-19.00

1989: epilogo del secolo breve?

L’Italia dopo la fine della “guerra fredda”

Intervengono:

Paolo Soddu, Università di Torino

Angelo Ventrone, Università di Macerata

 

26 novembre ore 17.00-19.00

L’Italia e l’Europa unita: da prospettiva a problema?

Intervengono

Costanza Margiotta Broglio, Università di Padova

Bruna Bagnato, Università di Firenze

 

10 dicembre ore 17.00-19.00

Un mondo senza ordine?

Dal “gendarme unico” ai nuovi nazionalismi.

Intervengono:

Stefano Bottoni, Università di Firenze

Federico Romero, Istituto universitario europeo




Emilio Angeli: il “nonnino” della Resistenza toscana

«Chi ricorda la situazione livornese dal ’45 al ’48 sa che cosa voleva dire, allora, agire nel piano sociale per una idea cattolica apertamente professata. [Emilio Angeli] era ancora dolorante per le percosse e le fratture riportate dalla aggressione di centinaia di scalmanati e ripartiva per affrontare in altre parti il rischio di nuove aggressioni. “Non sono questi i guai” diceva sorridendo e ricominciava la sua battaglia. Erano giorni in cui solo i manifesti murali del “Fides” osavano affrontare il terrorismo comunista per far conoscere le cose vere della città. La polizia non era sufficiente per proteggere, la gente era spaventata: affiggere quei manifesti, periodicamente, tra continue minacce significava rischiare letteralmente la vita: ma il sor Emilio insieme ad Alfio e a pochi altri, sempre diversi, non mancava mai. Non si trattava di episodi ma di una lotta continua ed estremamente rischiosa condotta in difesa dei valori cristiani con l’umiltà di chi la credeva un semplice dovere»[1].

Così scriveva il 20 gennaio 1957 sul «Fides» don Renato Roberti, nel terzo anniversario della morte di Emilio Angeli, il «nonnino»[2] della Resistenza toscana.

Emilio Angeli (Archivio Centro Studi R. AngelI)

Emilio Angeli (Archivio Centro Studi R. AngelI)

Due giorni prima il vescovo coadiutore di Livorno monsignor Andrea Pangrazio inaugurava in memoria del padre di don Roberto Angeli il «Centro di Assistenza Sociale Emilio Angeli»[3], situato vicino al Cantiere Orlando tra Borgo S. Jacopo e via Micheli. Quel Centro avrebbe raggruppato il “cuore” delle attività del Comitato Livornese Assistenza (CLA) di cui nel 1948 Emilio «fu uno dei più entusiasti e preziosi iniziatori»[4]: in Borgo S. Jacopo col tempo si raggrupparono un notevole numero di attività, tra cui una Casa di educazione per adolescenti, la Scuola Tipografica «Stella del Mare», un Centro medico-psico-pedagogico, un Refettorio e ricreatorio post-scolastico oltre agli Uffici e servizi vari del CLA[5]. Per la Pontificia Commissione Assistenza (PCA) e per il CLA, Emilio Angeli aveva speso senza risparmiarsi l’ultimo decennio della sua vita, occupando il tempo che gli restava libero finito il turno di operaio alla Motofides. «Senza mio padre – affermò don Angeli – non avremmo potuto fare per i ragazzi quello che abbiamo fatto»[6]. Scrive don Roberti: «Con lo stesso impegno e la stessa generosità del periodo clandestino si dava anima e corpo al successo dell’opera, ne amava intensamente le finalità e non c’era niente che egli considerasse estraneo alle sue premure e alle sue fatiche. […] Più di una volta, per un insieme di circostanze, si è trovato praticamente solo a sostenere il peso della organizzazione di tutto il C.L.A. Allora saltava notti in bianco, pasti, conversazioni estranee, e si moltiplicava per fare tutto quello che occorreva. […] I bimbi delle colonie, dei doposcuola, dei ricreatori, li amava, li difendeva»[7].

Gli scontri coi comunisti nel dopoguerra, anche seri e gravi[8], non furono niente a confronto con le nerbate e con le torture subite da Emilio Angeli nelle carceri di via Tasso a Roma durante gli interrogatori a cui fu sottoposto dal responsabile del Massacro delle Fosse Ardeatine in persona, Herbert Kappler, il famigerato comandante del Servizio di Sicurezza  (Sicherheitsdienst-SD), e della polizia segreta nazista (Geheime Staatspolizei-Gestapo) di Roma.

Tradito da un certo Ghirelli, che operava ai margini della Resistenza romana, Angeli fu arrestato dalla Gestapo sul ponte Milvio. «Fui portato in via Tasso in Roma – ricordava Angeli nel 1945 – bella villa, finestre murate, dimora delle S.S. luogo principale di tortura di Roma. Spogliato, perquisito, privato di quanto possedevo fui portato in cella dove si trovavano altri sei disgraziati. La mia persona parve alle S.S. tedesche molto importante perché fui subito sottoposto a lunghi e estenuanti interrogatori interrotti da nerbate perfino sotto le piante dei piedi. Il mio viso serviva come esercizio di box anche al colonnello Kappler comandante delle S.S. a Roma. Il mio viso era diventato gonfio come un pallone ciò durò per cinque giorni alla fine dei quali si sentenziò: “domani sotto torchio parlerete…”»[9]. Kappler «credeva nientemeno che fosse un generale – scrive don Angeli nel capitolo dedicato a suo padre nel Vangelo nei Lager – […] Questo – disse una volta Kappler ai suoi collaboratori dopo un’estenuante seduta, mentre il detenuto a testa bassa, taceva ancora ed il pavimento era chiazzato di sangue – questo è veramente un soldato…»[10].

Nel dopoguerra il Maresciallo d’Italia generale Giovanni Messe decorò Emilio Angeli con la Medaglia d’argento al Valor Militare con la seguente motivazione: «Nel corso di un lungo periodo di attività clandestina collaborava alla attività di due nuclei informativi operanti in territorio italiano occupato dai tedeschi. Arrestato e sottoposto a lunghi ed estenuanti interrogatori, manteneva ferma e dignitosa fierezza. Condannato a morte riusciva ad evadere e a raggiungere le truppe alleate»[11]. Anche il rabbino capo di Livorno, Alfredo Toaff, riconobbe che quello di Angeli fu un «esempio fulgido di bontà, di fede e di eroismo»[12].

Sia don Angeli che Renato Orlandini descrivono il fortunato epilogo del suo arresto[13]. Emilio Angeli lo ricordava così: «Per una ventina di giorni fui lasciato in pace e me ne chiedevo la ragione quando la sera del 3 giugno fui condotto in una sala dove mi legarono le mani dietro la schiena. La stessa sorte toccò ad altri 28, a un certo momento giunse in cortile un piccolo camion dove ci fecero salire, dopo il quattordicesimo non ce ne stettero altri, io ero il quindicesimo. Il maresciallo mi respinse e il carico partì. Noi ritornammo nella sala, si prolungava di qualche ora la nostra agonia, anche allora Iddio mi protesse. La macchina non fece ritorno e alle ventiquattro fummo slegati e ricondotti in cella. La mattina del 4 giugno sentimmo gran confusione, erano i tedeschi che dal palazzo di via Tasso fuggivano perché si sentiva la mitraglia e il cannone vicino Roma. Alle sette del mattino eravamo liberi, la popolazione ci aveva aperto le porte».

Erminia Cremoni e Emilio Angeli (Archivio Centro Studi Roberto Angeli)

Erminia Cremoni e Emilio Angeli (Archivio Centro Studi Roberto Angeli)

Ma perché c’era stato tanto accanimento contro Emilio Angeli? E in cosa consistette il suo «lungo periodo di attività clandestina»?

Merlini lo sintetizza così: «Si trattava di salvare tanti ebrei perseguitati, di portare aiuti a tanti soldati italiani e a tanti prigionieri alleati braccati sui monti, di raccogliere informazioni militari, di divulgare la stampa clandestina e soprattutto di dare vita ai primi gruppi di partigiani. E il “nonnino” compariva dappertutto, con tutti i mezzi, ad aiutare ed a risolvere le più disperate situazioni»[14].

[1] R. ROBERTI, Alla generosità della sua lotta non può mancare il premio del Signore, in «Fides», 20 gennaio 1957. Emilio Angeli era nato nel 1887 e morì nel gennaio del 1954.

[2] «Lo chiamavamo così perché, a noi ventenni, un cinquantenne o poco più sembrava vecchio. E, in effetti, era il più anziano del nostro gruppo [dei cristiano-sociali]», cfr. R. ORLANDINI, Attorno al quarantatré, MCS, Livorno 1989, p.49

[3] A Emilio Angeli vennero intitolate anche la Colonia montana presso Cutigliano (Pistoia) e nel 1969 il Soggiorno montano in località Talento presso Marliana (Pistoia), cfr. 1948-1964 Gli anni e le attività, in «Il Ponte», notiziario del Comitato Livornese Assistenza, n.2, aprile 1964 e 30 anni, «Il Ponte», n.1, maggio 1976

[4] Cfr. Emilio Angeli, «Il Ponte», n. 2, aprile 1964

[5] Cfr. Il Vescovo e il Prefetto inaugurano il nuovo Centro di Assistenza Sociale “Emilio Angeli”, in «Fides», 20 gennaio 1957

[6] Cfr. Il «nonnino» che aveva per amici i bambini, in «Fides», 24 gennaio 1954

[7] Cfr. R. ROBERTI, Rischiare la vita per il bene degli altri fu la sua soddisfazione più bella, in «Fides», 21 febbraio 1954

[8] In Archivio Centro Studi don Roberto Angeli, si trova una lettera di don Angeli a Gianfranco Merli, datata 1963, in cui il sacerdote ricordando il decennio 1945-1955 e gli scontri con i comunisti afferma che «a mio padre, che scortava i nostri “attacchini” [del “Fides” edizione murale], venivano rotte due costole». In R. ROBERTI, Perché voglio parlare di don Pessina, in «Darsena Toscana», 21 settembre 1991 don Roberti sostiene che nel dopoguerra «il “nonnino”, il babbo di don Angeli, l’eroico antifascista, torturato dai nazisti a Roma in via Tasso, senza che riuscissero a farlo confessare, aggredito dai comunisti a S. Jacopo e bastonato a sangue – ricoverato all’ospedale con due costole rotte – accusato e punito come un “bieco fascista”»; concetto ribadito in Id., Delitto di leso giornalismo, in «Darsena Toscana», 21 settembre 1996: «il babbo di don Angeli, l’eroico “Nonnino” della Resistenza, lo picchiarono a sangue i comunisti».

[9] La testimonianza inedita si trova nell’Archivio ISRT, Fondo Clero, Busta n.6, Fascicolo XIII, Diocesi di Livorno.

[10] R. ANGELI, Vangelo nei lager: un prete nella Resistenza, Stella del Mare, Livorno 1985,  pp. 20-21

[11] Cfr. R. ROBERTI, Rischiare la vita per il bene degli altri fu la sua soddisfazione più bella, in «Fides», 21 febbraio 1954.

[12] ibid.

[13] R. ANGELI, Vangelo nei lager, cit.,  pp. 21-22 e R. ORLANDINI, Attorno al quarantatré, cit., pp. 48-50

[14] L. MERLINI, In memoria di Emilio Angeli, in «Il Tirreno», 20 gennaio 1954

Articolo pubblicato nel luglio del 2019.




75° anniversario della Liberazione di Lastra a Signa

Domenica 4 agosto Lastra a Signa celebra l’anniversario della sua Liberazione dal Nazifascismo.

Alle 21 si inizia con l’esibizione della Banda della Misericordia di Malmantile e la deposizione della corona al Monumento dei Caduti.

A seguire interventi del sindaco Angela Bagni, di Elena Papucci (sezione ANPI di Lastra a Signa) e di Vitaliano Casini (antifascista)

Per finire “Mauro, una piccola storia lastrigiana di libertà”, rievocazione storica a cura dell’Associazione Storico Museale Linea Gotica Pistoiese ONLUS




Cerimonia del 75 Anniversario della Morte del Partigiano Giuseppe Minuto

Cerimonia del 75 Anniversario  della Morte del Partigiano Giuseppe Minuto, in programma in Piazza della Stazione per le ORE 11,00 del GIORNO GIOVEDI’ 1 AGOSTO 2019, presso il monumento in suo ricordo.




75° anniversario della Liberazione di Figline e Incisa Valdarno

Figline si appresta a celebrare il 75° anniversario della propria Liberazione con una cerimonia istituzionale in programma sabato 27 luglio. L’iniziativa, dal titolo “Fermati un minuto”, è promossa dal Comune di Figline e Incisa Valdarno, dall’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) e dall’associazione “27 Luglio” per ricordare le due date simbolo di questo avvenimento storico (27 luglio 1944 per Figline, 5 agosto 1944 per Incisa).

Si parte quindi sabato da Figline quando, alle 11, le autorità e le associazioni promotrici si ritroveranno in piazza Bianchi, sotto al Palazzo Pretorio. Saranno presenti l’assessore Paolo Bianchini, il presidente dell’Anpi, Cristoforo Ciracì, e il presidente dell’associazione 27 luglio, Valerio Vannetti.

Il 5 agosto, sempre alle 11, toccherà invece a Incisa celebrare la stessa ricorrenza in piazza del Municipio, alla presenza del vicesindaco Daniele Raspini, di Cristoforo Ciracì e di Valerio Vannetti. La cittadinanza è invitata a partecipare.




75° anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema

12 Agosto 2019
75° Anniversario Strage di Sant’Anna di Stazzema
Sarà il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi a tenere l’Orazione Ufficiale in rappresentanza dello Stato
Il programma completo delle celebrazioni

75° ANNIVERSARIO
STRAGE DI SANT’ANNA DI STAZZEMA
12 AGOSTO 2019

Venerdì 2 Agosto

Chiesa di Sant’Anna di Stazzema ore 21:15
IL SOFFIO DI SANT’ANNA
Performance emozionale con flauti in pietra. Flautista e compositore Rossano Munaretto

Sabato 3 agosto
Chiesa Sant’Anna di Stazzema ore 17:30
D’OGNI VOSTRA VOCE -per rinascere e non dimenticare Sant’Anna di Stazzema
Musica e Poesia. Con la partecipazione di Elisabetta Salvatori, del tenore Mauro Montanari,
il mezzo soprano Valeria Mela. Organizzato dall’Associazione Per Sant’Anna con il patrocinio
del Comune di Stazzema, del Parco Nazionale della Pace e dei Comuni della Versilia

Domenica 4 agosto
UN FIORE A SANT’ANNA – 36a Edizione
Cammina Corri Pedala Ricorda -Manifestazione non competitiva
Trekking 11Km, Circuito MTB 11 Km, Cicloscalata 17,5 Km
Partenza ore 9:00 Valdicastello Carducci
Arrivo al Monumento Ossario di Sant’Anna di Stazzema

Dal 5 al 14 agosto
Sant’Anna di Stazzema / Pruno
III CAMPO DELLA PACE A SANT’ANNA DI STAZZEMA
Organizzato da Naturfreundejugend Württemberg in cooperazione con Die Anstifter e.V., Initiative Lern- und Gedenkort Hotel Silber e.V., Parco Nazionale della Pace, Museo storico della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema, Comune di Stazzema, Associazione Martiri di Sant’Anna

Giovedì 8 agosto
Farnocchia, Piazza della Chiesa ore 18:00
RICORDO DELL’INCENDIO DI FARNOCCHIA dell’8 agosto 1944

Domenica 11 agosto
Pontestazzemese – Piazza Europa
ONORANZE A DON INNOCENZO LAZZERI, Medaglia d’Oro al Valor civile, Giusto tra le Nazioni
ore 9:30 Deposizione Corona di alloro alla targa in ricordo della Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Versilia e ai Caduti di tutte le guerre
ore 9:35 Deposizione Corona di Alloro al busto di Don Innocenzo Lazzeri, Medaglia d’Oro al Valor Civile
Mulina di Stazzema
Parco della Rimembranza / Chiesa di San Rocco, ore 9:45
ONORANZE AI CADUTI DI MULINA, DON FIORE MENGUZZO, Medaglia d’oro al merito civile,
e famiglia. Deposizione di una Corona di alloro al Monumento ai Caduti e al Monumento
in memoria di Don Fiore Menguzzo
ore 10:00 Celebrazione della Santa Messa
ore 10:30 Saluto del Sindaco di Stazzema, dott. Maurizio Verona
ore 10:45 saluto del Consigliere della Comunità Ebraica di Pisa Sciai Servi
Sant’Anna di Stazzema,
CAMMINATA PER LA PACE Monte Sole – Sant’Anna di Stazzema Arrivo piazza della Chiesa, ore 17:00
Sant’Anna di Stazzema, ore 21:15
FIACCOLATA SILENZIOSA: Omaggio alle vittime organizzato dall’Associazione Martiri di Sant’Anna
in collaborazione con l’Associazione Jenny Marsili e l’Associazione Per Sant’Anna.
Partenza dalla Piazza della Chiesa lungo la via Crucis con arrivo all’Ossario

Lunedì 12 agosto 2019
Sant’Anna di Stazzema
75° ANNIVERSARIO STRAGE SANT’ANNA DI STAZZEMA

Piazza della Chiesa
ore 9:00 Ritrovo autorità e delegazioni a Sant’Anna di Stazzema
ore 9:15 Deposizione corone di fiori
ore 9:30 Celebrazione della S. Messa sul sagrato della chiesa
ore 10:15 Composizione del Corteo e salita al Monumento Ossario
Inaugurazione del TAPPETO DEL MONDO in collaborazione con l’Associazione I Colori per la pace

Monumento Ossario
ore 10:45 Deposizione Corona di alloro da parte delle autorità
ore 10:50 Saluto del Sindaco di Stazzema Maurizio Verona; Saluto del Sindaco di Moers, Cristoph Fleischhauer; Saluto rappresentante dell’ Associazione Martiri di Sant’Anna; Saluto del Presidente della
Regione Toscana, Enrico Rossi; ORAZIONE UFFICIALE DEL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI
ENZO MOAVERO MILANESI

Inaugurazione Mostra “COLORI PER LA PACE” alla presenza delle autorità presenti

Museo Storico della Resistenza ore 15:00
SOTTOSCRIZIONE DEL GEMELLAGGIO TRA STAZZEMA E MOERS

Domenica 18 agosto
Sant’Anna di Stazzema Museo Storico della Resistenza ore 18:30
Presentazione del libro “I COMANDAMENTI DELLA MONTAGNA” di Michele Nardini
Ne discute con l’autore il Presidente ANPI Prov. Lucca Filippo Antonini

Lunedì 19 agosto – Pietrasanta
Ricordo delle Vittime di Bardine San Terenzo – Fivizzano
ore 7:30 Cimitero di Pietrasanta, S. Messa
A seguire partenza per Bardine San Terenzo, Comune di Fivizzano (MS).
Nell’eccidio di Bardine persero la vita anche persone rastrellate tra Sant’Anna e Valdicastello il
12 agosto 1944

Giovedì 19 settembre
Sant’Anna di Stazzema Museo Storico della Resistenza, ore 20:30
Prima dello spettacolo “ICH WAR DA. Io ero là” di e con MARCO BRINZI e
AMANDA SANDRELLI con le foto di OLIVIERO TOSCANI tratte dal libro “I bambini ricordano –
12 agosto 1944” Replica 20 settembre ore 21,00 Teatro di San Girolamo Lucca

Sabato 21 settembre
Sant’Anna di Stazzema Piazza Anna Pardini ore 15:30
RADUNO PER LA PACE NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA PACE

Dal 30 Giugno al 25 Agosto
ORGANO DELLA PACE SANT’ANNA DI STAZZEMA
STAGIONE CONCERTISTICA 2019- XIII Edizione
Musica per rinascere – Italia e Germania per Sant’Anna di Stazzema
Concerti tutte le domeniche: ore 17:00 – chiesa di Sant’Anna – ingresso
Gratuito
A cura dell’Associazione italo-tedesca “Amici dell’Organo di Sant’Anna”




75° anniversario della Liberazione del comune di Bagno a Ripoli

il 3 e il 4 agosto intenso calendario di iniziative e cerimonie promosse dal Comune e dalla sezione ANPI di Bagno a Ripoli per il 75° anniversario della Liberazione.




75° Anniversario della Liberazione di Firenze

L’11 agosto il Comune di Firenze commemora il 75° anniversario della sua Liberazione.

Alle ore 7.00 il suono della Martinella la campana della Torre d’Arnolfo ricorda la Liberazione.

Ore 9.45 in piazza santa Croce solenne cerimonia dell’alzabandiera e preghiera di suffragio.

Ore 10.15 corteo per raggiungere Palazzo Vecchio.

Ore 10.30 Arengario di Palazzo Vecchio: saluti del Sindaco di Firenze

 

Ore 21.00 Arengario di Palazzo Vecchio Concerto per la cittadinanza della Filarmonica “Giacomo Puccini” di Prato.