Svoltasi a Firenze la VI Conferenza Nazionale Istituti e politica culturale organizzati dall’AICI, Associazioni Istituzioni Cultura Italiane

A Firenze, dal 7 al 9 novembre si è tenuta la VI Conferenza Nazionale Istituti e politica culturale organizzati dall’AICI, Associazioni Istituzioni Cultura Italiane.

Sotto lo slogan “Italia è cultura” , presieduta da Valdo Spini, l’AICI raccoglie 115 fra fondazioni, istituti e associazioni.

L’Italia è cultura e la cultura è identità, non deve essere qualcosa da contemplare ma risorsa dinamica. La cultura non si salva, si fa. E allora Firenze non deve diventare una Disneyland del Rinascimento e l’Italia una cartolina” dice Nardella portando i saluti in apertura di conferenza.

Valdo Spini, citando Edgar Morin, definisce la cultura come “l’insieme di abitudini costumi pratiche, sapere, regole, valori che si ripetono di generazione in generazione”. E aggiunge “la cultura si mangia ed è anche un buon sapore” in opposizione a chi sosteneva il contrario tagliando i finanziamenti alla cultura. Poi ricorda l’importanza per le istituzioni culturali di “fare rete” e di sviluppare il confronto europeo, consapevoli della coscienza di una cultura comune delle Nazioni e dei popoli europei. Ed è a questo fine che ha invitato a questa conferenza l’ex presidente della Repubblica Francese, Francois Hollande, il quale riconosce che “l’Unione Europea non ha mai iscritto la cultura nelle sue priorità   … riservando ad essa una fetta irrisoria del budget europeo…. Certo, nei trattati che costituiscono l’Unione Europea vengono ricordati le radici la storia e valori comuni di cui la cultura è parte … Ma nei suoi 60 anni di vita l’Unione Europea non ha avviato nessun grande cantiere culturale su vasta scala”. “Di fronte al rischio della disgregazione europea la cultura può fungere da cemento. Se i populisti ce l’hanno così tanto con l’Europa è perché la democrazia non gli piace! Ecco perché l’Europa ha così tanto bisogno della cultura e dei professionisti che la creano”.

Sul problema degli investimenti per la cultura interviene anche il ministro Franceschini, il quale afferma che “investire in cultura è un investimento in ciò di cui c’è più bisogno oggi: la conoscenza. Infatti i populisti cavalcano paure reali; la cultura può trovare lo strumento per scardinare dalle paure: la conoscenza”.

Nel pomeriggio si sono susseguiti vari workshop: le professioni della cultura; patrimonio culturale tangibile; patrimonio culturale intangibile; patrimonio culturale naturale; patrimonio culturale digitale.

In questa ultima sezione interviene, fra gli altri, Paolo Pezzino, presidente dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Presenta il metaportale Guerra in Italia 1943-1945, realizzato dall’Istituto Parri e dall’istituto storico germanico di Roma, finanziato dalla Repubblica federale di Germania. Il metaportale fa dialogare 4 banche dati: 1) atlante delle stragi nazifasciste in Italia 2) stampa clandestina 1943-1945 3) presenza militare tedesca in Italia 4) stampa clandestina della RSI. Pezzino parla anche delle polemiche sorte sulla questione del risarcimento delle vittime di stragi, che la Germania, sulla base della sentenza del tribunale dell’Aia, ha negato, creando il fondo Italo tedesco per il futuro per finanziare progetti e luoghi della memoria relativi ai crimini commessi in Italia durante l’occupazione.

Il giorno dopo la conferenza si conclude con una sessione di grande attualità dedicata a una politica culturale nel quadrante mediterranei, riflettendo sia sul ruolo che può avere l’Italia sia sullo scottante tema della cultura, religione e diritti civili,  con la partecipazione alla tavola rotonda, fra gli altri, dell’ambasciatore tunisino in Italia.




INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: “Resistenza operaia a Berlino 1942-1945” + INIZIATIVA “Tedeschi contro il nazismo”

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A 100 anni dalla chiamata all’Università di Siena di Piero Calamandrei: Piero Calamandrei dagli anni senesi all’entrata in vigore della Costituzione

A 100 anni dalla chiamata di Piero Calamandrei all'Università di Siena-1_page-0001




Niccolo’ Rodolico (1873-1969) da Carducci al post-fascismo: una lunga stagione storiografica

Giornata di studio

 Niccolo’ Rodolico (1873-1969) da Carducci al post-fascismo:

una lunga stagione storiografica 

Venerdì 22 novembre 2019, ore 9,30

 

Fondazione Biblioteche

Cassa di Risparmio di Firenze

Via Bufalini, 6

 

R.S.V.P. eventi@bibliocrf.it

 

PROGRAMMA
ore 9,30

 

AURELIANO BENEDETTI

Presidente Fondazione Biblioteche Cassa di  Risparmio di Firenze

Saluti

 

GIULIANO PINTO

Università degli Studi di Firenze

Parole introduttive: Rodolico e la Deputazione toscana

 

MAURO MORETTI

Università per stranieri di Siena

Rodolico nelle istituzioni culturali e nella politica del ‘900

 

MASSIMO GIANSANTE

Archivio di Stato di Bologna

La formazione all’Università di Bologna

e gli studi bolognesi

 

DUCCIO BALESTRACCI

Università degli Studi di Siena

Gli studi sui Ciompi e sulla Firenze trecentesca

 

RENATO PASTA

Università degli Studi di Firenze

Gli studi sul Settecento

 

Pausa buffet
ore 14,30

 

ROBERTO PERTICI

Università degli Studi di Bergamo

Monarchia e “popolo”: il Risorgimento

di Niccolò Rodolico

 

SANDRO ROGARI

Università degli Studi di Firenze

Rodolico e il Cesare Alfieri

 

MANUEL ROSSI

Sovrintendenza archivistica e bibliografica per la Toscana

Rodolico e la riorganizzazione

degli archivi

 

FEDERICO MAZZEI

Università degli Studi di Bergamo

La collaborazione al “Marzocco”

 

CHRISTIAN SATTO

Università per stranieri di Siena

I manuali di storia




Presentazione volume “La Fascistissima. Il fascismo in Toscana dalla marcia alla notte di San Bartolomeo”

Nell’ambito del ciclo di 3 incontri Scoprire il territorio. Prato, il suo territorio e la Toscana, promosso dall’Archivio di Stato di Prato e inserito nel programma di Un Autunno da sfogliare 2019 del Sistema Bibliotecario Provinciale Pratese, si tiene lunedì 11 novembre , ore 16.30, presso l’Archivio di Stato di Prato, la presentazione del volume di Andrea Giaconi, La Fascistissima. Il fascismo in Toscana dalla marcia alla notte di San Bartolomeo.

Presentano il volume Marco Palla, Università degli Studi di Firenze, Alessandro Affortunati, Società Pratese di Storia Patria, e Alessandro Bicci, Comitato Pratese per la Promozione dei Valori Risorgimentali.

Modera l’incontro Leonardo Meoni, direttore dell’Archivio di Stato di Prato.

L’ingresso è libero.

Il ciclo di incontri Scoprire il territorio. Prato, il suo territorio e la Toscana ha valore ai fini della formazione docenti di ogni ordine e grado.
info: Archivio di Stato di Prato

via Ser Lapo Mazzei, 41 59100 Prato

telefono: 0574.26064 – fax: 0574.445175

mail: as-po@beniculturali.it




A Empoli la presentazione di “Una storia, un archivio. La figura di Idalberto Targioni fra Ottocento e Novecento”

Sabato 16 novembre alle ore 17.00 ad Empoli presentazione del volume su Idalberto Targioni, curato da Roberto Bianchi (Università di Firenze).




Progetto “Conoscere la costituzione, vivere da cittadini” – Il lavoro come diritto e come dovere

Ore 10:00 – Montecatini Terme, Castello La Querceta – Palestra Istituto Professionale di Stato “F. Martini”
Presentazione del progetto: prof. Nadia Pontari e Cosetta Valmori
Saluti di Roberto Barontini (ISRPT)
Presentazione dei lavori svolti da parte degli studenti e proiezione di episodi della web-serie “La Costituzione è giovane”
Interventi di: Nicola Melloni (regista della web-serie) e Simone Neri Serneri (UNIFI, ISRT)




Presentazione del libro “Il 1917 in Toscana. Proteste e conflitti sociali”

Ore 16 –  Pistoia, Sale Affrescate Palazzo Comunale, Piazza Duomo 1
Saranno presenti i curatori e interverrà Stefano Bartolini (ISRPT), autore del saggio su Pistoia. Coordina Andrea Ottanelli (Associazione Storia e Città).
Il 1917 fu un anno di svolta per la Grande Guerra. Scandito dalle rivoluzioni in Russia, dall’intervento nel conflitto di nuovi paesi, da Caporetto, crisi alimentari, insubordinazioni e tumulti, anche per la storia della Toscana il 1917 fu l’inizio di un ciclo di proteste e rivolte che si sarebbe concluso nel dopoguerra.
Emersero nella scena pubblica nuovi attori e ideali capaci di incidere sui rapporti tra Stato e società in una fase cruciale dell’età contemporanea. Nelle diverse Toscane, mezzadrili, urbane o minerarie, dalla costa agli Appennini, dalle grandi città ai borghi sparsi, riemersero antiche forme della protesta intrecciate con pratiche di lotta inedite, mentre altri centri sembravano restare immobili.
Il volume ricostruisce queste vicende, fornisce un contributo inedito su temi spesso dimenticati e mette in rilievo culture, pratiche politiche, ideologie, relazioni sociali, linguaggi che segnarono l’ingresso della Toscana nel Novecento.