Annullato l’incontro pubblico nel centenario della fondazione della Camera sindacale del Lavoro di Livorno

Evento annullato causa dpcm 18 ottobre 2020.

Livorno, sabato 24 ottobre alle ore 16.00, nel centenario della fondazione della Camera sindacale del Lavoro di Livorno (1920-2020), incontro pubblico presso la Biblioteca Labronica “Bottini dell’olio”, piazza del Luogo Pio (quartiere Venezia), con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Livorno.

A seguito delle intervenute misure sanitarie preventive, il programma è stato ridotto, in quanto l’accesso alla sala è sottoposto alle strette limitazioni numeriche e alle norme di protezione individuale.

Ore 16, diffusione e presentazione, a cura di Marco Rossi, della ricerca “L’altra Camera del Lavoro. Livorno 1920 – ’22. L’azione dell’USI e Augusto Consani, sindacalista di classe” (Gruppo editoriale USI-CIT). Introduce Martina Guerrini della redazione di “Lotta di Classe”.

Ore 17.30, percorso nel quartiere “Venezia” sino al luogo, in viale Caprera, dove aveva sede la Camera sindacale.
Per informazioni e richieste della pubblicazione: usi_livorno@virgilio.it

 




Storia e Cittadinanza: la nuova proposta ISRT nelle Chiavi della Città del Comune di Firenze

Anche per questo anno scolastico l’ISRT è presente nelle Chiavi della Città con una proposta formativa rivolta agli insegnanti delle scuole fiorentine. Codice proposta n. 294. Iscrizioni dal 1° ottobre su www.chiavidellacitta.it

Corso di formazione gratuito per i docenti soggetto a possibili limitazioni nel numero di richieste accolte

Destinatari Formazione insegnanti Scuola secondaria di 1° e di 2°grado
Referente Assessorato all’Educazione del Comune di Firenze, Direzione Istruzione – Sevizio Attività Educative e Formative – Ufficio Progetti Educativi 055 2625788
Progetto proposto da Istituto Storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea in collaborazione Direzione Istruzione – Sevizio Attività Educative e Formative – Ufficio Progetti Educativi
Sede legale Via Cavour 1 50129 Firenze

Sede operativa via Carducci 5/37 50121 Firenze

Telefono 055284296
Web/e-mail www.istoresistenzatoscana.it; isrt@istoresistenzatoscana.it

Obiettivi

Formare gli insegnanti di scuola media inferiore e superiore alla conoscenza storica di quelle complesse dinamiche della Storia del Novecento che sono alla base del calendario civile (Giorno della Memoria, Giorno del Ricordo, Giorno della Liberazione), tappa obbligata dell’attività didattica, e di quelle che sostanziano il percorso di educazione alla cittadinanza e alla Costituzione, restituendo la dimensione storica del processo che portò alla democrazia repubblicana.
Fornire agli insegnanti strumenti didattici aggiornati e indicazioni metodologiche per poter sviluppare in forme innovative le conoscenze storiche oggetto del corso.
É infatti essenziale che sia le date del calendario civile sia la conoscenza della Costituzione siano vissute a scuola non come obblighi inevitabili o occasionali parentesi rispetto alla trattazione curriculare, ma come tappe di una crescita culturale e civile, strettamente intrecciate con l’attività didattica, della quale possono e debbono rappresentare momenti di approfondimento interdisciplinare. Per questo è opportuno promuovere la formazione degli insegnanti – non solo di materie letterarie – alla conoscenza storica. In questo contesto l’ISRT conferma anche la collaborazione per la realizzazione di iniziative che l’Amministrazione rivolge alle scuole per il Giorno della Memoria e il Giorno del Ricordo.

L’iniziativa è così articolata

2 moduli di 2 sessioni ciascuno, per un totale di quattro incontri pomeridiani, suddivisi rispettivamente due il 13 e 20 novembre con orario 15-18 e due a gennaio (le date di gennaio saranno concordate nel corso dello svolgimento del primo modulo). Ogni incontro è di tre ore.

1° modulo: Dalla Resistenza alla Costituzione
1) lezioni: Le origini della Costituzione: guerra, Resistenza, ricostruzione; Insegnare la Resistenza, per un 25 aprile consapevole; Insegnare la Costituzione: profili costituenti: biografie di uomini e donne della Costituzione;2) lezioni: Donne lavoratrici e cittadine: Genere e Costituzione: spunti didattici; Presentazione web serie la Costituzione è giovane.
2° modulo: Le giornate memoriali
1) lezioni: L’Europa nazista e la Shoa; la Shoa italiana; Memorie e pietre d’inciampo: fra conoscenza e didattica.
2) Confini e nazioni in Alto adriatico fra Otto e Novecento; Guerra totale e foibe; L’esodo.
Per ciascun modulo, ogni lezione prevede la trattazione delle conoscenze storiche più aggiornate e l’indicazioni di strumenti e supporti didattici per una concreta applicazione delle conoscenze all’attività del lavoro in classe.
L’Isrt svolgerà servizio di tutoraggio per le attività didattiche che i docenti vorranno svolgere con le proprie classi sui temi del corso.

Sede Mad Piazza delle Murate Firenze. Qualora il numero degli iscritti o le condizioni epidemiologiche non consentissero svolgere gli incontri in presenza, il corso sarà svolto tramite piattaforma online.

Orario per gli incontri 15.00 -18.00

Alla consegna dei lavori l’ISRT certificherà ai docenti partecipanti un corso di formazione di 18 ore (12 ore di corso più 6 ore di lavoro individuale, supportato dal tutoraggio ISRT) nel rispetto della normativa ministeriale.

Per adesioni: https://www.chiavidellacitta.it/progetti/conoscere-la-storia-per-educare/




76° anniversario della morte del Partigiano Aldo Salvetti

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26.09.2020 – Presentazione di “L’influenza spagnola del 1918-1919” a Grosseto

4160XSX1DfL._SCLZZZZZZZ__SY500_SX500_Sabato 26 settembre 2020, alle ore 17.30 in p.za Pacciardi (ex p.za della Palma) a Grosseto, sarà presentato il volume “L’influenza spagnola del 1918-1919. La dimensione globale, il quadro nazionale e un caso locale” di Francesco Cutolo, edito nel 2020 dall’Istituto storico della Resistenza di Pistoia. Ne discutono con l’autore Giovanni Contini Bonacossi (Associazione italiana di storia orale) e Ilaria Cansella (ricercatrice Isgrec).

«Si muore senza medici, senza preti, senza suono di campane, senza visita di parenti per paura di infettazione. Speriamo che cessi altrimenti quando vieni a casa non troverai più nessuno abitante». Sono le parole utilizzate da un contadino molisano per descrivere l’infierire della “spagnola”. Sono scene drammatiche che si ripetono in altre parti d’Italia, d’Europa e del globo. La pandemia del 1918-1919 ha effetti devastanti sulla popolazione mondiale, già provata dalla Grande Guerra. La quotidianità di donne e uomini viene sconvolta, i morti nel mondo sono 100 milioni, secondo alcune stime, in gran parte ventenni e trentenni. Eppure, l’influenza ha lasciato flebili tracce nella memoria pubblica e ancor più deboli nella storiografia. «Le cifre della “spagnola” sono incomparabilmente superiori», ha scritto Roberto Bianchi nel saggio introduttivo, alle statistiche di altre tragedie novecentesche «mentre le pagine dedicate all’umanità colpita dalla pandemia di un secolo fa restano nettamente inferiori. La quantità è anche qualità. Quella lunga “fila di zeri” attende giustizia in sede storica. Il libro di Francesco Cutolo serve anche a questo».

Sarà presente il Presidente Isgrec Luca Verzichelli. «L’attività dell’Istituto», dice Verzichelli, «nonostante le difficoltà degli ultimi mesi legate non solo alla pandemia, non si è mai fermata; molti i progetti che hanno trovato il loro sviluppo o la loro conclusione on line. Con questa presentazione riprendiamo le attività “in presenza” e siamo soddisfatti di farlo con libro importante, scritto da un giovane storico, che fa luce su una delle più grandi tragedie “dimenticate” del Novecento, una catastrofe umanitaria sulla quale è caduto l’oblio per cent’anni».

In ottemperanza alle misure anticovid, essendo il numero dei posti limitato per garantire il distanziamento, è consigliabile la prenotazione on line all’indirizzo www.isgrec.it/prenotazione26-09-20. Si ricorda che l’uso delle mascherine è obbligatorio. Nell’occasione sarà possibile rinnovare o sottoscrivere la tessera sociale Isgrec. Al termine della presentazione sarà offerto un aperitivo.

Info: ISGREC | tel.0564415219 | segreteria@isgrec.it | www.isgrec.it




Le rivoluzioni del pensiero nell’età contemporanea

L’Accademia Colombaria riprende le proprie attività con un lungo ciclo di seminari, che si articolerà lungo tutto il prossimo anno accademico secondo il seguente programma:

LE RIVOLUZIONI DEL PENSIERO NELL’ETA’ CONTEMPORANEA

Ciclo di letture anno accademico 2020-2021

Calendario:

Mercoledì 30 settembre 2020 ore 16.30
PAOLO BAGNOLI, John Stuart Mill (1806-1873)

Mercoledì 28 ottobre 2020 ore 16.30
CLAUDIO PALAZZOLO, Karl Marx (1818-1883)

Mercoledì 25 novembre 2020 ore 16.30
ENZO GALLORI, Gregor Johann Mendel (1822-1884)

Mercoledì 16 dicembre 2020 ore 16.30
GRAZIANO GENTILI, Bernhard Riemann (1826-1866)

Mercoledì 27 gennaio 2021 ore 16.30
STEFANIA NICASI, Sigmund Freud (1856-1939)

Mercoledì 24 febbraio 2021 ore 16.30
GIANFRANCO BETTIN LATTES, Emile Durkheim (1858-1917)

Mercoledì 31 marzo 2021 ore 16.30
VINCENZO SCHETTINO, Marie Sklodowska-Curie (1867-1934)

Mercoledì 28 aprile 2021 ore 16.30
SIRO FERRONE, Luigi Pirandello (1867-1936)

Mercoledì 26 maggio 2021 ore 16.30
CARMEN BETTI, Maria Montessori (1870-1952)

Mercoledì 9 giugno 2021 ore 16.30
CLAUDIO CHIUDERI, Albert Einstein (1879-1955)

Per partecipare in presenza prenotarsi a
info@colombaria.it, tel. 055.291923

Le conferenze saranno anche trasmesse in video streaming




Piccole filosofie portatili. Filosofia con i bambini come educazione alla cittadinanza

Sei anni sono un tempo abbastanza lungo per un bilancio dell’esperienza grossetana di filosofia con i bambini, non con gli strumenti dell’analisi statistica, ma con il racconto di tante piccole storie. Sembrò scelta temeraria, una sfida per un istituto che coltiva prioritariamente interessi disciplinari – storia, soprattutto contemporanea – e trae dalla ricerca e dal patrimonio archivistico e bibliotecario materiale per l’impegno nella didattica. Nel tempo, il duplice programma di formazione e sperimentazione è stato accolto da un numero crescente di insegnanti (e dirigenti scolastici), nello spazio dell’educazione alla cittadinanza, da quest’anno per legge nuova materia1. Questo è un campo che abbiamo sempre coltivato attraverso la storia, cui riconosciamo un ruolo pedagogico «non solo nel campo dei saperi, ma in quello della vita civile e sociale [nella ricerca di] “un pur difficile equilibrio tra correttezza scientifica e costruzione di un ethos per il paese”»2. Non lo abbandoniamo, perché portiamo in classe una filosofia che non è ricostruzione storica del pensiero o ingresso in temi disciplinari specifici, ma una strada in più per sollecitare un uso precoce del pensiero critico.

Luca Mori (foto di L. Zannetti)

Luca Mori (foto di L. Zannetti)

È una storia iniziata a Grosseto nel 2015, con un corso di formazione per insegnanti di primaria e secondaria di primo grado, seguito da un percorso di sperimentazione in due istituti comprensivi, prima a Grosseto, poi a Monte Argentario. I primi esperimenti in classe sono stati con un filosofo di scuola pisana, ormai voce autorevole, grazie all’esperienza di centinaia di incontri con insegnanti e di dialoghi con bambini, in scuole di tutt’Italia. Luca Mori, autore di libri con una circolazione non solo nazionale, fino alla pubblicazione in Corea dei suoi “Giochi filosofici”3 – è stato la guida esperta per un numero crescente di insegnanti, a poco a poco divenuti capaci di dare forma a un lavoro che utilizza gli esperimenti mentali e gli enigmi della filosofia per migliorare l’apprendimento e le relazioni.

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Alfonso Maurizio Iacono e Luciana Rocchi, incontro con gli insegnanti e la cittadinanza nella sala consiliare del Comune di Grosseto, 28.10.2019

C’è però una preistoria più lontana, nelle idee nate nel Dipartimento di filosofia dell’Università di Pisa e nella pratica di un maestro. Si sono incontrati – Alfonso Maurizio Iacono il filosofo e Sergio Viti il maestro – e ne è scaturito un corto circuito dagli effetti di lungo periodo. Non è il primo né l’unico modello di filosofia per i più piccoli, dalla materna fino alla secondaria di primo grado. Si cominciò a parlarne negli Stati Uniti, negli anni Settanta, in un contesto pedagogico di matrice deweyana. La Philosophy for children si è diffusa prima nel mondo anglosassone, suscitando poi grande interesse altrove, anche in Italia, dove nel 1991 è stato fondato il CRIF (Centro di ricerca per l’indagine filosofica)4.

Accanto ad elementi comuni, il modello cui s’è ispirata la nostra esperienza ha già in una differenziazione linguistica – filosofia con i bambini – un segno di distinzione e forse una prima ragione di curiosità, per il fatto di offrire la suggestione di un protagonismo dei bambini nella ricerca. Suggestione che ricevette immediato conforto da una lettura: la cronaca dell’ingresso del filosofo nella quinta elementare di Sergio Viti, in un libro dallo strano titolo: Le domande sono ciliege. Vi è spiegato «il complesso gioco di autonomia e dipendenza grazie a cui gli alunni imparano (o dovrebbero imparare) a uscire di minorità»5. È esplicito il richiamo al lungo lavoro, che aveva condotto con i suoi studenti Iacono, docente di storia della filosofia politica nell’ateneo pisano; minorità è la parola-chiave di quella fase della sua ricerca. Ne dà testimonianza un volume scritto vent’anni fa, che sembra anticipare fenomeni attuali, ma di attuale ha soprattutto un invito a «uscire collettivamente dallo stato di minorità» e non rassegnarci «a restare prigionieri dentro la nostra stessa, protettiva tana»6.

È una lettura che aiuta a guardare con altri occhi idee di grande potenza pedagogica, utili a dare concretezza a un progetto ambizioso, com’è quello di stare dentro conversazioni filosofiche insieme ai bambini.

20_origÈ accaduto, quando, seguendo le tracce dell’interpretazione di Iacono, abbiamo proposto a una classe il racconto del mito della caverna di Platone. Il fuoco della discussione è stato la contrapposizione fra la faticosa liberazione dall’oscurità della caverna di uno degli schiavi e la resistenza dei prigionieri incatenati a seguirlo. Alla domanda sul se e il come lo schiavo liberato potrebbe convincere gli altri a seguirlo, hanno risposto che dovrebbero essere loro stessi a sentire le catene e decidere di volersene liberare. Alla caverna si era arrivati partendo dall’esperienza comune a loro e a noi, ma per loro più forte, del mondo virtuale. Nella descrizione di Marco Laurito, l’insegnante coinvolto nella conversazione:

Schermo, visione, rappresentazione dell’immagine, ombre sulla parete, false credenze (anche storiche), verità sono state affrontate attraverso una discussione dove i ragazzi inizialmente sono stati i veri esperti della materia, spiegandoci il mondo dei social media e dei videogame. Poi, c’è stato il racconto del mito della caverna e i ragazzi, inizialmente perplessi, sono stati condotti a colmare quell’ambiguità (quella di cui si nutre la filosofia, come più volte ha ribadito il professor Mori nel corso di formazione) tra la “caverna digitale” e la caverna platonica […]. Passaggio fondamentale della discussione è stata naturalmente l’uscita dello schiavo, con la scoperta della verità e la difficoltà a farsi credere dagli altri. Le risposte dei ragazzi: siamo noi chiusi in casa a giocare e uno di noi esce e vede che il mondo è diverso da come sono i videogame7.

Si è trattato di un esperimento mentale che li riguardava, in cui hanno esercitato il dubbio e si sono avventurati in una relazione fra il noto e l’ignoto, che, sostengono gli insegnanti, lascia tracce nella formazione del pensiero critico incide sull’apprendimento disciplinare.

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Altre esperienze sono partite da letture non filosofiche. Da miti dell’Iliade o dell’Odissea hanno tratto, oltre a rappresentazioni immaginifiche, la spinta a interpretare i significati di storie non solo fantastiche. Si sono immaginati nei panni di Ulisse, volontariamente legati per ascoltare il canto delle sirene, o in quelli dei compagni trasformati in porci da Circe. Da lì la discussione è andata oltre; ciascuno si è inventato una metamorfosi per assumere un’identità diversa dalla propria. Quasi tutti hanno scelto uccelli e pesci: “per esplorare”, “per infilarsi dappertutto”, per “essere libera” sintetizza una bambina, per poi cimentarsi in una definizione di libertà. Per Gioele sentirsi libero è come “correre in un campo immenso a braccia aperte, all’alba” e “godere della salute”.

È stato il giorno conclusivo del lavoro con una quinta primaria. Nel bilancio delle due insegnanti di classe, c’è un giudizio su «riflessione e dialogo come strumenti utili per la costruzione di un pensiero critico, per la consapevolezza che possono esistere “mondi paralleli” e che è possibile rompere gli schemi convenzionali per trovare nuove risposte»8. Quello esplorato è stato il territorio della «riflessione metacognitiva», che ha fatto scoprire un’altra Odissea.

Il riferimento ai “mondi paralleli” è l’eco di alcuni concetti-chiave con cui insegnanti e filosofi hanno preparato insieme la sperimentazione. Parole come “meraviglia”, “mondi intermedi”, “creazione-imitazione” sono state elaborate nei percorsi di formazione che hanno preceduto il lavoro in classe. Così non è stato stupefacente vedere che il dialogo riusciva ad estrarre dai bambini molto di più che fantasticherie: come nella descrizione aristotelica delle origini della filosofia, si comincia a “filosofare a causa della meraviglia”. Meraviglia e logica sono strumenti che i bambini hanno saputo utilizzare spontaneamente per elaborare le esperienze.

Nelle classi in cui ha potuto lavorare con continuità Luca Mori, il cuore delle conversazioni filosofiche è stata l’idea di utopia. L’utopia era il tema su cui erano già stati coinvolti da lui più di cinquecento di bambini, nel corso di dieci anni di viaggi in scuole italiane e dialoghi, raccontati con grande rigore, avendo cura “della fedeltà alle parole e alle costruzioni delle frasi”9. Un gran numero di scuole vi era stato coinvolto – 10.000 chilometri solo nel 2016 in diverse regioni d’Italia – prima dell’approdo dell’isola di utopia in un istituto comprensivo grossetano. Centinaia di disegni documentano domande e risposte, un dialogo ricchissimo cui nessun bambino, nemmeno il più timido, si è sottratto al confronto con il filosofo e i compagni: le domande sono percepite come il cammino della ricerca, le risposte tutte degne di essere discusse, non esistono censura o soluzione precostituita agli enigmi morali. Così è accaduto anche da noi. Negli anni successivi le domande sull’utopia si sono spostate sulla città: a Porto Santo Stefano è nata Happytown, presentata in una mostra a Grosseto nel 2018.happy-town-9_orig

Una terza primaria grossetana ha concluso l’anno delle conversazioni su: la città che vorrei esplorandola con un architetto, dopo aver teorizzato che dovesse essere accogliente e “non respingere nessuno”. Una bambina ha scelto un albergo come luogo di utopia: non per turisti o viaggiatori comuni, ma per rendere felice chi arriva e non ha casa. Lavagne piene delle loro proposte documentano la spontaneità di scambi di “pensieri in libertà”. Dopo un percorso di due anni di lavoro, una delle insegnanti di questa terza ha valutato un mutamento negli stili di apprendimento.

Il cammino che si ha alle spalle ha permesso di sommare una nuova rete di relazioni a quelle tradizionali di un istituto storico. Ci siamo cimentati con la frequentazione di testi di filosofia e pedagogia; abbiamo archiviato materiali didattici creati da scuole che hanno esperienze analoghe; abbiamo scoperto che a Modena, sede di un Festival della filosofia di grande rilievo culturale, la Fondazione Collegio San Carlo da anni accoglie o addirittura sollecita progetti di sperimentazione, puntando in particolare sulla scuola dell’infanzia; si sono comparate esperienze, anche attraverso documentazioni sempre più facili da rintracciare, in librerie e biblioteche o in rete.

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Nell’archivio ISGREC è conservato tutto il materiale dei corsi di formazione, con un caso interessante: il prodotto di tre anni di formazione e sperimentazione consegnatoci dagli insegnanti di Monte Argentario. Si può pensarli ormai come formatori, se vorranno spendere le loro competenze, considerando la passione con cui hanno seguito le lezioni, aggiornato conoscenze pedagogico-filosofiche con nuove letture, elaborato e attuato percorsi didattici sperimentali.

Il lavoro con i bambini in classe, sempre registrato, rende trasmissibile l’insieme delle esperienze.

La domanda più significativa, per ora priva di una risposta attendibile, è se quello sperimentato è un modello di educazione alla cittadinanza efficace oggi. Il tema non è l’emergenza che rende l’avvio dell’anno scolastico carico di inquietudini, ma la necessità di misurare l’apprendimento e le relazioni sociali nel contesto scolastico con una crisi più ampia, dai contorni indefinibili e dalle prospettive ancora del tutto incerte.

Sono poche le certezze. Una è la consapevolezza della straordinaria urgenza di fornire alle nuove generazioni l’attrezzatura mentale e l’educazione alla socialità adeguate. La pratica del dialogo potrebbe essere capace – è auspicabile almeno che lo diventi – di far apprezzare la relazione con l’altro, nella forma della cooperazione piuttosto che della competizione. Vecchi e nuovi fenomeni rendono indispensabile la formazione molto precoce del pensiero critico come strumento per decifrare messaggi ambigui e false notizie, sempre più difficili da identificare.

Fin quando la conoscenza del passato sarà giudicata indispensabile per affrontare il presente e la storia rimarrà, come si è dichiarato in premessa, un veicolo per costruire (o ricostruire) un ethos per il paese, l’allenamento alla critica continuerà a essere il primo fra gli attrezzi in dotazione per lo storico (e lo studente di storia). Se l’immagine di una carica di energia positiva che i bambini ci hanno trasmesso reggerà alla distanza non è dato sapere. È una sfida che vale la pena tentare.

*** NOTE ***

1 Il Ministero dell’Istruzione ha inviato alle scuole le linee guida per la formazione di cittadini responsabili: “Studio della Costituzione, sviluppo sostenibile, cittadinanza digitale”,(https://www.miur.gov.it/web/guest/-/), per attuare la legge 20 agosto 2019 n. 92 “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica” (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/08/21/19G00105/sg.).
3 L. Mori, Giochi filosofici. Sfida all’ultimo pensiero, Erickson, Trento 2018.
4 La Philosophy for Children (P4C), secondo il modello di Matthew Lipman e Ann M. Sharp e altri, è un curricolo per educare al pensiero, fondato sul presupposto che si possa imparare a pensare. Con precisi protocolli si può sviluppare un processo di ricerca utile a conquistare abilità e competenze cognitive e relazionali. Dopo aver raccontato in un libro la storia di un bambino che scopre a scuola le regole del pensiero, in realtà i principi della logica aristotelica, (Harry Stottlemeier’s Discovery, IAPC, New York, 1974; trad. it. di C.Iannuzzi, Il prisma dei perchè, Liguori Editore, Napoli, 2004), M. Lipman osò iniziare un percorso in varie scuole, incoraggiato dal suo fondamentale ispiratore, John Dewey.
5 A. M. Iacono, S. Viti, Le domande sono ciliege. Filosofia alle elementari, Manifestolibri, Roma 2000, p. 9.
6 A. M. Iacono, Autonomia, potere, minorità. Del sospetto, della paura, della meraviglia, del guardare con altri occhi, Feltrinelli, Milano 2000, p. 8.
7 M. Laurito, Dal mito della caverna al cellulare, in L. Rocchi (a cura di), Piccole filosofie portatili. L’esperienza di filosofia con i bambini, Tipografia Stylographic, Grosseto 2020.
8 S. Mataloni, S. Parri, Benevenuti a Happytown; Se io fossi Ulisse…, ivi.
9 L. Mori, Utopie di bambini. Il mondo rifatto dall’infanzia, Edizioni ETS, Pisa 2017, p. 13.



Il cammino di don Lorenzo Milani

Dal 25 al 27 settembre camminiamo insieme da San Donato (Calenzano) a Barbiana (Vicchio), incontrando gli allievi di Don Lorenzo Milani. INFO: Viviana Ballini tel. 3473894504 oppure ilcamminodidonmilani@gmail.com

Don Lorenzo Milani, prete “scomodo”, a oltre cinquant’anni dalla morte, muove ancora le coscienze e le intelligenze di tanti. Camminare insieme nella natura, nel silenzio, nell’incontro con chi ha conosciuto e vissuto con Don Lorenzo. Non un semplice trekking ma una occasione di scoperta, un’esperienza di condivisione, ascolto diretto delle testimonianze, di stimolo e nutrimento per le nostre vite.

Il percorso partirà da San Donato a Calenzano e si fermerà a Barbiana – Vicchio.




Conferenza: Il Biennio rosso a Firenze: l’occupazione delle fabbriche nel settembre 1920

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