Cento anni dalla morte di Renato Fucini (1921-2021)

Ciclo di incontri nell’ambito delle iniziative del Capodanno toscano 2021
da venerdì 16 aprile a lunedì 26 aprile 2021

in occasione del Capodanno toscano il Consiglio regionale, in collaborazione con i comuni di Firenze, Empoli, Monterotondo, Pisa e Vinci, promuove quattro appuntamenti per commemorare lo scrittore Renato Fucini nel centesimo anniversario della sua scomparsa (1921 – 2021) nei luoghi più significativi della sua vita.

venerdì 16 aprile 2021, ore 17
Sala delle Baleari, Palazzo Gambacorti, via degli Uffizi 1, Pisa

venerdì 23 aprile 2021, ore 17
Villa Dianella Conti Passerin d’Entrèves, via Dianella 48, Vinci

sabato 24 aprile 2021, ore10.15
Biblioteca delle Oblate, via dell’Oriuolo 24, Firenze

lunedì 26 aprile 2021, ore 17
Sala del Consiglio comunale, piazza Angelo Frammartino 4, Monterotondo Marittimo
Tutti gli appuntamenti si svolgeranno per via telematica e sarà possibile seguirli in diretta streaming sul sito istituzionale
www.consiglio.regione.toscana.it, sulla pagina facebook @CRToscana e sul canale youtube del Consiglio regionale.




“All’Italia che ha combattuto sui monti”

Nell’ambito del ciclo di incontri “Intorno al 25 Aprile” promosso da enti e associazioni del territorio, venerdì 16 aprile a partire dalle ore 18.30 l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea in provincia di Lucca propone “All’Italia che ha combattuto sui monti”, reading online delle poesie della scrittrice e traduttrice Elena Bono ad opera di Agostino Cerrai e Silvia Pagnin. L’incontro si terrà sulla piattaforma Zoom: per ricevere il link di partecipazione inviare una e-mail all’indirizzo isreclucca@gmail.com ; è inoltre prevista la diretta sulla pagina Facebook dell’ISREC.

Locandina dell’iniziativa

Elena Bono (1921-2014) è stata una scrittrice, traduttrice e poetessa: nata a Sonnino (Latina), si trasferisce prima nelle Marche e poi in Liguria al seguito del padre, docente di lettere antiche.  Dopo l’armistizio sfolla con la famiglia sull’Appennino ligure, dove si unisce alla Resistenza come staffetta, operando nella VI Zona a cavallo fra il Passo di Turchino e il confine emiliano-romagnolo. Nel 1959 sposa l’avvocato e critico letterario Gian Maria Mazzini. Nel 2000 viene decorata con una medaglia dalla Federazione Volontari della Libertà; nel 2004 le viene conferito il titolo di commendatore della Repubblica italiana.




A scuola di Europa! Un progetto didattico della Domus mazziniana

La Domus Mazziniana è un organismo pubblico di ricerca appartenente alla Rete degli Istituti Storici Nazionali, coordinata dalla Giunta Centrale per gli Studi Storici e svolge la propria attività didattica e formativa, in stretta collaborazione con l’Università di Pisa e il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca. A partire dall’anno scolastico 2018/2019 è operativo un Protocollo d’Intesa specifico tra la Domus Mazziniana e l’Ufficio Scolastico regionale della Toscana per la realizzazione di attività didattiche e formative su tutto il territorio regionale. L’Istituto svolge la propria attività didattica prevalentemente nell’ambito della Storia contemporanea, dell’Educazione Civica e della metodologia e didattica della storia.

 centrale è l’impegno per promuovere una più consapevole conoscenza dell’Europa e del valore del suo processo di unificazione. Gli sviluppi della recente epidemia di coronavirus hanno evidenziato una volta di più quanto l’Europa sia centrale nella vita di tutte e tutti noi. Eppure quanti cittadini conoscono l’effettivo funzionamento dell’Unione Europea e la storia del processo d’integrazione europeo dalla Giovine Europa e dal Manifesto di Ventotene sino alle recenti crisi che sembrano mettere in discussione le fondamenta stessa dell’UE. Il percorso didattico elaborato dalla Domus propone a partire da una riflessione sul concetto di Europa, una introduzione alle principali fasi del processo di integrazione europeo e del funzionamento delle istituzioni comunitarie.

Su libera e pregevole iniziativa dei rappresentanti degli studenti il liceo Chini-Michelangelo di Lido di Camaiore, coordinati dalla Professoressa Nencioni dalle ore 12 alle ore 13.45 si è tenuta la conferenza del Professore Pietro Finelli, a cui hanno partecipato in webinar 186 studenti, socraticamente consapevoli della loro ignoranza sull’Unione Europea, istituzione tanto fondamentale quanto biasimata e comunque troppo sconosciuta.

 La Prof.ssa Nencioni ha introdotto l’importante relatore: Pietro Finelli. Docente di materie letterarie alle superiori. Direttore della Domus Mazziniana. Ha studiato all’Università di Pisa, alla Scuola Normale Superiore, al Sant’Anna e all’ Ècole des hautes études en sciences sociales a Parigi.   E’membro del comitato scientifico cesue.eu spin off del sant’Anna che si occupa di politiche europee e global governace. Ha svolto attività di ricerca presso il centro studi sul federalismo di Torino. Si occupa di educazione alla cittadinanza europea.

 Il relatore, a dimostrazione dello scarsissimo interesse per l’UE, ha citato un dato del 2013: la famosa trasmissione televisiva Porta a Porta ha dedicato all’UE l’1,3% dei servizi andati in onda, mentre ben il 5,4 % al Mago Otelma!

Ad ulteriore dimostrazione della ignoranza dei giovani (e non solo) nessuno dei 158 studenti connessi nessuno ha saputo riconoscere le foto Charles Michel, Christine Lagarde, Ursula von Der Leyen, Davide Sassoli, cioè le più importanti cariche dell’UE: rispettivamente presente del Consiglio europeo, presidentessa della Banca Centrale Europea, presidentessa della Commissione europea e Presidente del Parlamento europeo.

 Eppure l’Europa è ben viva in mezzo a noi: il 30% delle leggi italiane sono norme approvate dall’UE e quasi i due terzi dei DCPM riguarda direttive o decisioni UE su Giustizia e Affari interni.

 Ma che cosa è l’Europa? Sono state tentate varie definizioni…. Geografia: ma se la continuità fra Europa e Asia è praticamente assoluta? Ma anche la definizione culturale per distinguere l’Europa è valida? NO! E neppure la definizione religiosa, basta sull’ unità cristiana, perché in Europa ci sono popolazioni musulmane, come gli Albanesi, e molti immigrati di varie fedi. Allora definiamo l’Europa la culla dei diritti umani? Ma essi sono universali! Come già sancito dalla della costituzione francese del 1799.

Insomma, qualsiasi definizione è inadeguata per l’Europa! “Une sorte d’ object politique non identifiè” è questa è la risposta del presidente della Commissione europea Jacques Delors nel 1985 che tradotto vuol dire “un oggetto politico non identificato” cioè un UFO.

 Allora, seriamente, possiamo definire l’UE un’istituzione sovrannazionale sui generis. Ha elementi statuali e parastatuali (ed. es. la rappresentanza, la moneta, la rappresentanza)

 L’UE per il PIL è la più grande area economica del mondo; al secondo posto ci sono gli Stati Uniti ma con grandissimi divari economici al suo interno.

 E’ dopo la Seconda Guerra Mondiale che l’idea di Europa diventa un progetto concreto, nato dalla consapevolezza dei precedenti ma recenti fallimenti: quello della Società delle Nazioni, ma pure la sconfitta del Nazismo e Fascismo (ma possiamo anche la precoce fine di Giustizia e Libertà già meno di due anni dopo la Resistenza: perché per combattere contro il fascismo ci vuole unione).

Ed è da queste considerazioni che è nato il Manifesto di Ventotene, di cui adesso ricorrono gli 80 anni. Elaborato e scritto nell’isola di confino a Ventotene da intellettuali dal libero pensiero e per questo invisi al Regime: Spinelli, Colorni, Rossi e anche il futuro Presidente della Repubblica Pertini, che però non lo firmò.

L’idea di fondo è la realizzazione degli “Stati Uniti di Europa”, un’unione politica. Il suo obiettivo “la pace mondiale”.

 Il prof. Finelli mostra un video di circa 3 minuti di Schuman del 9/5/50, data che è divenuta simbolo scelto come Festa dell’Europa. Non a caso siamo nella fase più acuta della guerra fredda. Cosa dice Shumam? Propone di mettere insieme carbone e acciaio, proprio perché sono fonti per l’industria e pesante, quindi una scelta politica (non avere le fonti per fare la guerra) e non economica. Lo dimostra l’adesione del 6 paesi europeo che nel 1953 aderirono alle C.E.C.A., cioè la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio: Benelux, Francia, Germania e l’Italia, non per quantità di queste fonti, perché vuole trasformare un’alleanza franco-tedesca in un progetto europeo.

Per creare la Comunità prima e l’Unione poi Europea c’erano tre vie:

·         la corrente federalista, secondo cui era necessario realizzare una confederazione europea che per essere efficace avesse un carattere federale: ovvero doveva trasferire la politica estera, la difesa, la politica economica e le monete ad istituzioni soprannazionali e quindi a un governo, un parlamento e a una corte di giustizia comuni.

·         La teoria funzionalista dell’integrazione soprannazionale ha in comune con quella federalista l’obiettivo del superamento della sovranità assoluta, ma ritiene che, per superare le resistenze nazionali, occorra scegliere la via dello sviluppo graduale della cooperazione internazionale in settori o funzioni limitati, ma via via più importanti dell’attività statale, in modo da realizzare uno svuotamento progressivo e quasi indolore delle sovranità nazionali.

·         La terza corrente dell’europeismo, nata nel periodo fra il 1914 e il 1948, è rappresentata dal confederalismo. La sua opzione fondamentale è un’Unione Europea fondata su meccanismi di mera cooperazione intergovernativa, che lascino intatta la sovranità statale assoluta, ma permettano ai governi nazionali di raggiungere decisioni concordate in alcune materie riconosciute di comune interesse.

Tra il 1952 e il 2009 abbiamo 7 trattati, di cui 5 fra il 1997 e il 2009. Ciò dimostra che alla fine degli anni ’80 l’UE entra in una fase di fibrillazione. E perché? Perché l’UE si allarga fino a 27 stati, quasi tutti dall’Europa orientale.

 Dal 2007 al 2020 l’UE si è trovata ad attraversare la prima grave crisi economica: quella dei debiti sovrani, per risposta ritardata, per responsabilità non condivisa, per incapacità autoregolativa del mercato, perché la politica comune è stata affrontata in maniera esclusivamente monetaria.

Sintetizzando, quali sono le ragioni della crisi della fiducia nell’Europa?

·         Il complesso della procedura decisionale

·         L’assetto istituzionale composto

·         L’asimmetria economica e sociale




Cento anni dopo. La prima organizzazione antifascista: gli Arditi del Popolo.

Nell’ambito della rassegna “Intorno al 25 aprile”, martedì 20 aprile 2021 alle ore 17.00, l’ISREC Lucca con l’ISSASCO (Istituto sardo per la storia dell’antifascismo e della società contemporanea) e l’Istituto Ernesto de Martino propongono l’incontro: “Cento anni dopo. La prima organizzazione antifascista: gli Arditi del popolo”.
Andrea Ventura (ISREC Lucca e Dipartimento civiltà e forme del sapere di Pisa) intervisterà Eros Francescangeli (ISSASCO). Al termine dell’iniziativa verrà presentato, in anteprima assoluta, “Le voci e i canti dell’arditismo”, a cura di Stefano Arrighetti e Antonio Fanelli, riprese e montaggio video di Antonio Chiavacci (Hastavideo). Presenterà il video Antonio Fanelli (Università “La Sapienza” Roma, Istituto Ernesto de Martino)
L’incontro si terrà online su piattaforma Zoom. Per ricevere il link di partecipazione inviare una email di richiesta: isreclucca@gmail.com
L’evento sarà trasmesso anche in diretta sulla pagina Facebook dell’Istituto lucchese.




La sanità in Italia fra riforme ed emancipazione

Si svolgerà mercoledì 21 aprile il seminario di formazione La sanità in Italia tra riforme ed emancipazione.
Il corso, interamente gratuito, sarà della durata di 3 ore (più un’ora di autoformazione) e si svolgerà sulla piattaforma meet.
Per l’iscrizione, i docenti possono accedere alla piattaforma Sofia del MIUR selezionando il corso n.56971. Per tutti gli altri, è necessario registrarsi al seguente link: https://forms.gle/biRrqXTXmrhMQPGc6
All’evento, introdotto e coordinato dalla Direttrice Istoreco, Catia Sonetti, intervengono Ilaria Pavan (Scuola Normale Superiore di Pisa), Maria Giovanna Vicarelli (UNIVPM) e Francesco Genovesi (Segretario dell’Ordine dei Medici di Livorno).




O miei compagni. Discussione sul volume di Mario Lenzi

15 aprile, ore 17.30, incontro online sulla pagina Face Book dell’Istoreco Livorno.




Presentazione Storia della Resistenza senese”

Il 6 maggio dalle ore 18.00, a cura della Biblioteca comunale e Archivio storico “Piero Calamandrei” di Montepulciano, sulla propria pagina Face Book, presentazione del volume a cura dell’Istituto storico della Resistenza senese: Storia della Resistenza senese.

Interverranno Marcello Flores e Alessandro Orlandini direttore dell’Istituto senese della Resistenza.




Presentazione del volume: Dopo il fascismo. Antonio La Penna e la questione giovanile

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