Iniziative riservate ai soci e agli insegnanti – 75* del primo voto delle donne italiane

Nel 2021 cade il 75° anniversario del primo voto delle donne italiane.

Per celebrare questo anniversario e in generale i valori di democrazia e rappresentanza che la data simbolica del 2 giugno porta con sé, il coordinamento donne della CGIL di Grosseto e l’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea hanno organizzato una serie di incontri on line, 2 riservati ai soci delle due associazioni coorganizzatrici e agli insegnanti e un convegno finale, il pomeriggio del 2 giugno, aperto a tutti.

Vi anticipiamo, quindi il programma dei primi due incontri:

10 maggio 2021 h 17:00

La (non) cittadinanza delle donne” | Vinzia Fiorino (Università di Pisa)

Donne nella CGIL, la nostra storia” | Ilaria Romeo (Resp. Archivio storico CGIL nazionale)

Coordina: Ilaria Cansella (Direttrice ISGREC)

17 maggio 2021 h 17:00

Il lungo cammino per il riconoscimento del diritto di voto alle donne in Italia” | Barbara Solari (Isgrec)

Le parole sono importanti. Rappresentanza e rappresentazione femminile” | Ilaria Romeo (Resp. Archivio storico CGIL Nazionale)

Coordina: Ilaria Cansella (Direttrice ISGREC)

Per gli insegnanti è prevista la certificazione delle ore di formazione.

Per iscriversi: segreteria@isgrec.it




Il Maggio dei libri, presentazioni on line di 3 “Quaderni” della collana Isgrec-Effigi

Dalla collaborazione ormai pluriennale tra la sezione Soci Coop e l’Isgrec è nata l’idea di presentare 3 dei “Quaderni” della collana Isgrec-Effigi, per divulgare gli esiti di due ricerche pluriennali dell’Istituto storico grossetano della Resistenza. Venerdì 7 maggio, alle ore 17.00, saranno presentati on line (pagina fb e sito dell’Isgrec www.isgrec.it) i due volumi “Volontari antifascisti toscani nella guerra civile spagnola”, a cura di Ilaria Cansella e Francesco Cecchetti (Isgrec-Effigi 2012), e “Storie di indesiderabili e di confini. I reduci antifascisti di Spagna nei campi francesi (1939-1941)”, a cura di Ilaria Cansella e Enrico Acciai (Isgrec-Effigi 2017). Il primo volume fa luce sulla partecipazione degli antifascisti toscani alla guerra civile, il secondo analizza la fase successiva alla vittoria dei franchisti, allorché i reduci, oltrepassati in fuga i Pirenei, si ritrovarono costretti all’internamento nei campi francesi. Una storia poco nota e quasi mai raccontata in Italia, quella dell’internamento nei campi della Francia del Sud. Lì molti furono rinchiusi per tempi più o meno lunghi, dopo il 1940 insieme ad ebrei o perseguitati dal Governo collaborazionista di Vichy. Per tutti i prigionieri i campi furono privazione, fame, malattie; alcuni vi trovarono la morte; per molti furono apprendistato politico e preludio di nuove lotte contro il nazi-fascismo in tutta Europa. Presentano i volumi Enrico Acciai (Università di Roma Tor Vergata) e Ilaria Cansella (Direttrice Isgrec).
Venerdì 21 maggio, alle ore 17, sempre on line nella pagina fb e nel sito Isgrec, sarà invece Marco Grilli (ricercatore e consigliere dell’Isgrec) a presentare il suo volume “Per noi il tempo si è fermato all’alba. Storia dei Martiri d’Istia”, che ricostruisce il contesto in cui maturò la strage degli 11 ragazzi fucilati a Maiano Lavacchio dai fascisti locali, arrivando ad analizzare gli esiti del c.d. “processone”, che, malgrado la tempestività della raccolta di prove e delle condanne dei responsabili, non riuscì a garantire giustizia, visto che molti non scontarono mai, o scontarono in piccolissima parte, le pene a cui furono condannati. Il volume è ora accompagnato da una mostra on line con documenti e immagini (https://martiridistia.weebly.com).
Coordina entrambi gli incontri Roberto Giomi, coordinatore d’area soci di Unicoop Tirreno.
Info: Isgrec, 0564415219, segreteria@isgrec.it, www.isgrec.it




Livorno 1921. Ipotesi su una bandiera

Il Telegrafo / La Gazzetta Livornese 1º maggio 1923:

Due bandiere rosse sequestrate dai fascisti.

Dai fascisti dalla Sezione delle Case Popolari sono stati sequestrati nelle case di due ferrovieri due vessilli rossi: uno di seta con frangia nera, appartenente alla Sezione comunista di Livorno e l’altra al gruppo socialista «Spartaco».

Le bandiere sono state consegnate ai dirigenti del Fascio.

  Da questo vecchio articolo potrebbe iniziare una nuova ricerca per ricostruire la vera storia della bandiera della Sezione di Livorno del Partito Comunista d’Italia, attualmente esposta a Livorno presso il Museo della Città, dopo il difficile recupero e restauro compiuto nel 2015, durante cui è andato perduto ciò che restava sui bordi delle frange originarie (nere o dorate).

La sua storia – orale – è abbastanza nota: cucita da compagne livornesi, si sarebbe salvata dalle incursioni fasciste e durante il periodo della clandestinità, dopo essere stata nascosta da Ilio Barontini e da Armando Gigli sino alla Liberazione. Dopo di che sarebbe stata conservata presso le sedi della Federazione del PCI per approdare al Circolo democratico S.Marco-Pontino “Lanciotto Gherardi” con sede in via Garibaldi.

Sempre secondo la memoria tramandata, questa sarebbe stata la prima bandiera della sezione livornese del Partito Comunista d’Italia, risalente alla fondazione nel gennaio 1921 e avrebbe persino sventolato sul Teatro S. Marco.

Telegrafo 1MAGGIO23

Telegrafo 1MAGGIO23

L’articolo del maggio 1923 sembra però contraddire tale datazione. Innanzitutto, va precisato che all’epoca i vessilli delle organizzazioni politiche e sindacali del movimento operaio erano uniche e quindi è da escludersi l’esistenza di due bandiere per la stessa sezione locale del PCdI, come di qualsiasi altro sodalizio sovversivo.

Infatti, il momento dell’inaugurazione era politicamente e simbolicamente importante, tanto che avveniva in forma solenne in occasione di manifestazioni, come il Primo Maggio, o con feste collettive dedicate proprio a tale presentazione, comprendenti significativi discorsi degli esponenti del partito o della lega.

Soltanto l’usura o la perdita accidentale di tale bandiera poteva motivare la fabbricazione e la comparsa in pubblico di una nuova.

L’articolo in questione non lascia quindi molti dubbi sul fatto che il sequestro si riferisce con ogni probabilità alla prima bandiera della sezione comunista livornese.

La successiva consegna della stessa, come trofeo di guerra, alla sede del Fascio in piazza Cavour era poi una “consuetudine” fascista, così come ricordato da Garibaldo Benifei nelle sue memorie che vi aveva veduto: «una sala in cui stavano in bella mostra, come trofei di caccia, le bandiere conquistate ai “rossi” durante le spedizioni, gli agguati, gli scontri».

Almeno parte di tale raccolta venne trasferita a Roma, assieme ad altri cimeli, nel 1932 per la Mostra della Rivoluzione Fascista, ma soltanto alcune bandiere provenienti da Livorno sono state recuperate e si trovano conservate presso l’Archivio Centrale dello Stato; per cui, si può affermare che quella comunista è andata perduta, magari nelle contingenze belliche.

Il dettaglio della frangia nera è inoltre comune a numerose bandiere comuniste – ed anche socialiste – dell’epoca.

La bandiera che è arrivata sino a noi potrebbe dunque, pur essendo del tutto autentica, essere quella che sostituì, in un momento successivo, quella sequestrata dai fascisti.

A rafforzare tale sospetto, ci sono due elementi. La scritta nera nella parte inferiore del campo rosso, con la dicitura Sezione di Livorno, appare in caratteri diversi e meno elaborati, rispetto all’iscrizione superiore – Partito Comunista d’Italia – ricamata in un bellissimo stile Liberty.

Anche in fase di restauro, è stato osservato che la scritta inferiore risulta realizzata in un momento successivo, come per adattare e connotare una bandiera pre-esistente, circostanza questa alquanto improbabile se si fosse trattato della prima bandiera del neonato partito.

In secondo luogo, può essere interessante una considerazione iconografica, in base al confronto con tutte le bandiere comuniste note del periodo; talvolta senza simboli (come quella di Pitelli). Il simbolo centrale della stella con inscritta la falce e martello (peraltro posizionati in senso contrario rispetto all’orientamento tradizionale) risulta del tutto inconsueto, per non dire eccezionale, nel 1921. Come si può constatare pure nelle tessere del Partito, la stella, di derivazione sovietica, entrò infatti nella simbologia comunista soltanto anni dopo – anche perché in Italia era legata ad altri movimenti e contesti culturali – e quindi rafforza la convinzione dell’esistenza di un’altra storia, ancora sommersa e tutta da scrivere.

Un’altra bandiera comunista scomparsa nel vortice della guerra civile è quella della Federazione giovanile di Livorno, con sede in via Solferino devastata nel 1922 dai fascisti, ricordata dal militante Ilio Paperi (“I giovani livornesi affrontano i fascisti sulle piazze”): «anche noi giovani comunisti s’aveva una bandiera bellissima più grande di quella della federazione adulta, e che purtroppo non è stata mai ritrovata».

 




Deposizione delle Pietre d’Inciampo per 24 persone catturate all’Ospizio ebraico di Firenze

Il 5 maggio p.v. alle ore 11,00 in viale Amendola 4 si svolgerà anche a Firenze la posa di 24 pietre d’inciampo in memoria delle persone che il 24/5/1944 furono deportati dall’Ospizio Israelitico di Firenze, fra i quali vi erano anche una mamma con i suoi due bambini.

La manifestazione organizzata con la collaborazione del Comune di Firenze si svolgerà nel rispetto delle misure anti-Covid,  con le persone presenti all’aperto, in numero ridotto e avranno l’obbligo di indossare le mascherine e di mantenere le debite distanze.

La data della posa è stata decisa in collaborazione con il Comune di Firenze, in prossimità e nell’ambito delle celebrazioni del 25 aprile e vedrà la partecipazione del Sindaco e di altre autorità locali. Sarà presente il direttore dell’ISRT Matteo Mazzoni. Interverrà Marta Baiardi, ricercatrice dell’ISRT, che ha compiuto la ricerca e terrà l’introduzione storica.

Elenco dei 24 deportati, a cura di Marta Bariardi: BAIARDI-DEPORTATI OSPIZIO




“Italia ribelle” nuova presentazione a cura degli Istituti di Livorno, Lucca e Pistoia.

In occasione del 101° Anniversario della sommossa di Livorno e della morte di Flaminio Mazzantini, gli Istituti della Resistenza di Livorno, Lucca e Pistoia presentano l’ultimo libro di Andrea Ventura: “Italia ribelle. Sommosse popolari e rivolte militari nel 1920”.




L’Assemblea dei soci ISRT approva i Bilanci 2020 e 2021 all’unanimità.

Giovedì 29 aprile, in modalità online, l’Assemblea dei soci, dopo aver ascoltato le Relazioni del Presidente Giuseppe Matulli, del Direttore Matteo Mazzoni, del Presidente del Collegio dei Sindaci revisori rag. Alessandro Basegni ha approvato all’unanimità il Bilancio Consuntivo 2020 e preventivo 2021.

Diversi soci ha espresso viva gratitudine al direttore Mazzoni per il lavoro svolto e generale è la soddisfazione per come l’Istituto ha affrontato la pandemia e le sue difficili conseguenze nel corso del 2020 e dei primi del 2021. Il Direttore Mazzoni ha ricordato le criticità attuali dovute alle conseguenze economiche della crisi sanitaria sul Bilancio della Regione. L’Istituto presenta una situazione patrimoniale solida ma è fondamentale per l’esercizio in corso che sia completata l’erogazione del contributo ordinario previsto dalla regione Toscana. Il direttore ha anche evidenziato gli aspetti strategici essenziali per l’attività dell’Istituto: tutela e promozione del patrimonio, sviluppo di attività di ricerca, didattica e promozione della conoscenza storica sia in modalità online che, auspicabilmente, in presenza, sviluppo di politiche di collaborazione e rete con le diverse realtà culturali e istituzionali del territorio, proseguendo quanto fatto in questi anni. Il Presidente Matulli concludendo i lavori ha sottolineato la necessità che l’Istituo affronti il nodo del potenziamento della propria struttura organizzativa per far fronte ai crescenti impegni e alle sfide in atto.




UNA PER TUTTI. Le donne di ieri, la comunità di oggi: si parte con tre grandi donne della Resistenza

Una per tutti è il progetto dell’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea, realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze nell’ambito di “Partecipazione culturale”, il Bando tematico che la Fondazione dedica al sostegno di programmazioni culturali finalizzate a potenziare la partecipazione attiva della comunità locale e l’inclusione sociale delle periferie.

Due cicli da tre incontri ciascuno a partire da una donna che ha contribuito attivamente alla costruzione della democrazia e della cultura del nostro Paese: Tosca Bucarelli, Teresa Mattei, Anna Maria Enriques Agnoletti, Daisy Lumini, Laura Orvieto e Margherita Hack.

Le racconteremo attraverso gli interventi di espert*, le performance artistiche della cantautrice Letizia Fuochi e attraverso le voci della memoria, cittadin* volontar* che si trasformeranno in Messaggeri di Memoria, consegnandoci le loro storie e tratteggiando – attraverso la loro partecipazione attiva – un momento storico e culturale di grande importanza.

Il primo ciclo, sulla Resistenza, comincia il 22 maggio: sono alcune delle figure più note della Resistenza fiorentina le protagoniste del primo ciclo di incontri di Una per tutti. I tre appuntamenti vedranno l’intreccio fra una conferenza e momenti affidati a quelle/quei cittadine/i (di qualunque fascia d’età) che hanno accolto il nostro appello a diventare Messaggeri di Memoria, consegnandoci le loro storie e tratteggiando – attraverso la loro partecipazione attiva – un momento storico e culturale di grande importanza. Saranno coordinate/i e guidate/i dalle performance artistiche della cantautrice Letizia Fuochi.

Di seguito il calendario degli incontri e la mail per iscriversi (prenotazione obbligatoria):

Una per tutti_calendario




“Comandante Andrea” e “Le Giornate Rosse di Viareggio”: gli appuntamenti di ANPI e ISREC per il fine settimana

Un fine settimana ricco di eventi per l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea in provincia di Lucca, che assieme all’ANPI organizza due iniziative online alle quali sarà possibile partecipare richiedendo il link Zoom all’indirizzo isreclucca@gmail.com , oppure seguendo la diretta sulla pagina Facebook dell’Istituto:

– Venerdì 30 aprile alle ore 18.30, nel quadro del calendario delle iniziative “Intorno al 25 Aprile”, si terrà l’evento “Comandante Andrea. Documenti e riflessioni in ricordo di Giuseppe Antonini (1920-2009)”, con la presentazione del sito realizzato da Filippo Antonini e la donazione dei materiali all’ISRECLU; interverranno Massimo Michelucci (Istituto storico della Resistenza apuana), Filippo Antonini (presidente di ANPI – Comitato provinciale di Lucca) e Stefano Bucciarelli (presidente ISRECLU).

– Domenica 2 maggio alle ore 21.o0, in occasione del 101° anniversario delle Giornate Rosse di Viareggio, sarà presentato il libro di Andrea Ventura “Italia ribelle” (Carocci 2020); oltre all’autore saranno presenti Luca Coccoli (presidente ANPI di Viareggio) e Stefano Bucciarelli.

Locandina dell’evento del 30 aprile

Locandina dell’evento del 2 maggio