“Archivi multimediali del paesaggio di bonifica in Maremma” – Lezioni-laboratorio per insegnanti e classi

Qui il programma completo e le modalità di iscrizione.

Nella convinzione che la storia delle bo­nifiche sia bene comune per la collettività maremmana da tutelare e divulgare e che non solo il riformismo lorenese e l’avvio della “guerra delle acque”, ma anche le bo­nifiche tra Ottocento e Novecento abbiano determinato la facies attuale della Maremma, l’Isgrec propone agli insegnanti un percorso finalizzato ad imparare a “leggere” le trac­ce dell’azione umana nel paesaggio.

Le riflessioni con storici esperti su territo­rio e paesaggi, l’approfondimento della do­cumentazione storica e degli strumenti in­terpretativi disponibili per la comprensio­ne dell’impatto antropico sull’ambiente sa­ranno quindi affiancate da momenti pratici di aggiornamento sulle piattaforme e sul­le risorse disponibili rispetto alla storia del territorio grossetano.

Nel tentativo di fornire strumenti e spunti anche per l’integrazione di questo approc­cio (e in particolare delle piattaforme web­GIS) nella didattica scolastica, le tre lezio­ni previste per gli insegnanti potranno es­sere integrate da un laboratorio didattico per le classi, a cura del personale di Isgrec e ArchiMaremma.

Il primo incontro si terrà l’8 novembre alle ore 17.30: Rossano Pazzagli (Università del Molise) affronterà l’argomento “Dallo spazio al territorio. Governo dell’acqua e formazione del paesaggio agrario” mentre Mara Visonà (Università di Siena, ArchiMaremma) quello de “Il paesaggio e le sue mutazioni”. Il secondo incontro, il 26 novembre, sempre alle 17.30, vedrà impegnate Anna Guarducci (Università di Siena, Responsabile ArchiMaremma) e Mara Visonà, rispettivamente su “La cartografia storica, le foto aeree e altre fonti” e su “I webGIS e la didattica”.

Nell’ultimo incontro, il 3 dicembre (17.30), Andrea Zagli (Università di Siena) parlerà de “La Toscana terra di bonifiche: il caso maremmano in una prospettiva comparata”; Mara Visonà de “Le aree marginali: tra pregiudizio e sviluppo

Alla fine degli incontri sarà possibile concordare laboratori con le classi su “Paesaggi d’acqua e bonifiche” (a cura di Elena Vellati e Mara Visonà).

Info: ISGREC, 0564415219, segreteria@isgrec.it, www.isgrec.it




Stragi italiane d’oltremare nel Novecento

Giovedì 4 novembre alle ore 17:30, presso le Stanze della Memoria di Siena (via Malavolti 9), si terrà l’incontro all’oggetto.

Per l’accesso alla struttura sono necessari green pass e mascherina. Dato il numero limitato di posti in presenza, è necessaria la prenotazione.

L’evento potrà essere seguito anche sulla piattaforma zoom facendo richiesta entro le ore 12:00 del 3 novembre.

Per info e prenotazioni: istore.siena@gmail.com

 




TERZA EDIZIONE DEL CORSO “SGUARDI SUL MONDO”

 

 “SGUARDI SUL MONDO #3”

18 novembre 2021 – 12 aprile 2022

 >>>Scarica il volantino con le indicazioni per l’iscrizione

Organizzato dall’Isgrec, con il patrocinio della Società italiana delle storiche, arriva alla terza edizione il percorso di approfondimento sul pensiero e l’opera di donne impegnate nel mondo dell’arte, del­la letteratura, della filosofia, delle scien­ze, della politica e del sociale, che hanno proposto nuove prospettive e angolazioni per osservare e interpretare il mondo. No­nostante il loro apporto sostanziale nelle varie discipline, le donne scompaiono dai manua­li scolastici e a questo si vuol cercare di porre rime­dio offrendo spunti per introdurre nei pro­grammi didattici la vita e le opere di altre sei donne. Le lezioni sono pensate per gli insegnanti ma sono aperte alla partecipazione di tutti.

Il calendario degli appuntamenti prevede 6 incontri ON LINE, alle ore 17.30.

Il 18 novembre si parlerà di Teresa Noce con Anna Tonelli (Università di Urbino Carlo Bo), che ha recentemente pubblicato una biografia della madre costituente. Anche Raffaella Baritono (Università di Bologna) ha recentemente scritto una biografia, quella di Eleanor Roosevelt, e ne parlerà nell’incontro del 14 dicembre.

Il 13 gennaio 2022 Bruno Maida (Università di Torino) approfondirà il percorso biografico e l’impegno di Lidia Beccaria Rolfi.

Il 3 febbraio Liliana Moro (Libera Università delle Donne) ci parlerà di Marie Curie, illustre scienziata insignita di due premi Nobel, mentre il 25 marzo 2022 Vinzia Fiorino (Università di Pisa e membro del direttivo Isgrec) ci farà conoscere Franca Ongaro Basaglia. Infine, il 12 aprile 2022 sarà la volta di Camille Claudel, il cui percorso di vita e artistico sarà delineato da Mauro Papa (Polo culturale Le Clarisse)

Il corso prevede una quota di iscrizione di 40 euro. Agli insegnanti che parteciperanno saranno certificate le ore effettive di presenza per un massimo di 9 ore. L’Isgrec è infatti associato all’istituto nazionale “Ferruccio Parri” di Milano, agenzia di formazione accreditata dal MIUR. Info e iscrizioni: Isgrec, 0564415219, segreteria@isgrec.it, www.isgrec.it




Cesare Lodovici direttore di «Alalà!» settimanale del Fascio carrarese di combattimento

La ricorrenza del centenario dei fatti di Sarzana è stata un’occasione importante per rileggere e fare il punto (si veda il convegno di studi Resistenza ante litteram. 1921-2021. A cent’anni dai “Fatti di Sarzana”, Sarzana, 16-17 luglio 2021) su un episodio significativo, quasi una momentanea battuta d’arresto, nell’ascesa e nell’affermazione del fascismo in Italia e in particolare nella zona di confine tra Liguria e Toscana dove – proprio a Sarzana – il movimento tardò a prendere piede. Episodio che gli squadristi si affrettarono a definire “eccidio” ma che fu piuttosto un’opposizione ferma delle forze dell’ordine intervenute in quell’occasione e di resistenza popolare, poi, di fronte all’ennesimo assedio che i fascisti tentarono sulla città, questa volta per liberare dal carcere Renato Ricci arrestato il 17 di quello stesso mese.
Tra le tante testimonianze che i giornali si affrettarono a pubblicare nei giorni successivi agli scontri, restava tuttavia parzialmente inedita una lunga e dettagliata cronaca dello scrittore Cesare Vico Lodovici (Carrara, 18 dicembre 1885 – Roma, 24 marzo 1968) e allo stesso modo restava quasi del tutto sconosciuta la sua partecipazione allo squadrismo apuano e all’azione del 21 luglio di cui è, appunto, testimone oculare.
Quasi del tutto perché già nel 1992 lo storico tedesco Roger Engelmann nel libro, mai tradotto in italiano, Provinzfaschismus in Italien. Politische Gewalt und Herrschaftsbildung in der Marmorregion Carrara 1921-1924 (R. Oldenbourg Verlag, Munchen, 1992) indica Lodovici tra i membri del Fascio di Combattimento di Carrara e caporedattore di «Alalà!», settimanale ad esso collegato, che lo scrittore dirige per poco più di due mesi tra il 30 luglio e l’8 ottobre 1921.
Ed è proprio sul numero di «Alalà!» del 30 luglio 1921 che esce il suo resoconto su Come si svolsero i fatti di Sarzana, (ripreso subito dopo da «L’intrepido: settimanale del Fascio di combattimento lucchese» del 14 agosto 1921) a quasi dieci giorni di distanza dagli scontri, sul numero 2 anno I del periodico dove il suo nome figura nell’ultima pagina in basso a destra, nel ruolo di direttore insieme con quello di Lodovico Canepa che ne è gerente responsabile, mentre sul numero precedente del 16 luglio 1921, che corrisponde dunque alla prima uscita del settimanale, il titolo di direttore era affidato al solo Canepa; ed è forse questo il motivo per cui nel regesto di Massimo Bertozzi, La stampa periodica in provincia di Massa Carrara, nella scheda sintetica su «Alalà!», Lodovici non è menzionato (Pacini, Pisa, 1979, pp. 170-171).
Eppure, come emerge dai suoi interventi, il ruolo dello scrittore all’interno del Fascio di combattimento di Carrara non deve essere stato affatto secondario, pur non avendo ricoperto particolari posizioni di comando; né può dirsi anonima l’impronta che la sua direzione imprime al giornale in questo brevissimo ma cruciale lasso di tempo.

Lodovici_La_donna_di_nessunoAllo stesso modo non è trascurabile il ruolo di Lodovici negli ambienti letterari e culturali di quel primissimo scorcio degli anni ‘20 soprattutto per l’eccezionalità delle relazioni che seppe intrecciare e la singolarità della sua scrittura teatrale grazie alla quale il suo nome è ancora citato nelle storie del teatro del Novecento. Amico di Pirandello, di Montale e di Gobetti (solo per citarne alcuni) seppe promuovere presso l’editore torinese, insieme con Sergio Solmi, la pubblicazione del volume degli Ossi di seppia, libro d’esordio di Montale, uscito nel 1925. Del resto Gobetti fu anche editore de L’idiota (1923), uno dei testi teatrali più conosciuti di Lodovici insieme con La donna di nessuno (1920). Infine, bisogna ricordare che ancora oggi è sua la traduzione più accreditata di tutto il Teatro di Shakespeare pubblicato da Einaudi (1965).
Forse a causa di una certa settorialità degli studi, dunque, o forse perché lo stesso Lodovici fin dal 1935, anno in cui si trasferisce a Roma per lavorare come consulente artistico presso l’Ispettorato del teatro, visse appartato con un’accettazione silente ma sofferta del regime fino a quando, nel secondo Dopoguerra, assunse l’incarico di critico teatrale per il quotidiano «La Giustizia», organo del Partito socialista democratico italiano.

La sua adesione al Fascio di combattimento di Carrara e al Partito fascista è comunque facilmente inquadrabile e presenta caratteristiche per certi versi comuni a quella di molti altri intellettuali dell’epoca: reduce dalla Prima guerra mondiale, nella quale aveva perso il fratello minore Vico e guadagnato due medaglie al valore dopo essere stato vittima dei gas asfissianti, nel 1917 Lodovici aveva scontato un anno di prigionia nel carcere di Theresienstadt, in Boemia; laureato in legge, ma scrittore e autore teatrale per vocazione, alle idee liberali univa un forte spirito antiborghese; a ciò si aggiunga, a chiudere il quadro, l’appartenenza a una famiglia di industriali del marmo che a Carrara, come molte altre e più potenti famiglie del comprensorio apuano, Lodovici_L'Idiotapartecipavano strategicamente alla vita politica cittadina aderendo all’una e all’altra organizzazione per mantenere inalterata la propria influenza intorno al tema cruciale del possesso degli agri marmiferi. Negli anni di cui ci stiamo occupando, la crisi politico-sociale del dopoguerra aveva infatti accentuato le aspirazioni delle masse popolari e dei cavatori verso la riappropriazione delle cave, anche in seguito alla proposta di legge mineraria presentata alla Camera dall’on. Eugenio Chiesa il 22 marzo del 1920.
A Carrara il sindaco Edgardo Lami Starnuti non seguì la politica del Ministro, anch’esso repubblicano, e la lotta politica per il possesso delle cave passò nelle mani della Camera del Lavoro di cui in quegli anni era segretario Alberto Meschi. Quest’ultimo, in una Lettera aperta a Benito Mussolini individuava negli esponenti delle famiglie proprietarie degli agri marmiferi i sostenitori e gli aderenti allo squadrismo: Ghino Faggioni e Gualtiero Betti fra tutti e poi quelli che ruotano intorno a questo sistema socio-politico: i Corsi, i Giorgi, i Lodovici, gli Ascoli, i Salvini, i Gattini, i Dell’amico, tutti nomi di famiglie già presenti e poi elette nel Direttivo del Partito liberale a partire dal maggio del 1921.

Ritratto di Lodovici

Ritratto di Lodovici

A gennaio di questo stesso anno, anche Renato Ricci era rientrato in città da Fiume e, iscritto inizialmente al fascio di Pisa, dopo aver fondato l’Associazione dei Reduci fiumani, esordisce nella politica locale all’interno della già menzionata Associazione Democratica Liberale Carrarese che si stava organizzando, appunto, in vista delle elezioni politiche indette per il 15 maggio, dopo lo scioglimento della Camera voluto da Giolitti a fine febbraio. Oltre a Ricci, il «Giornale di Carrara» del 9 aprile 1921, organo di stampa del partito, indica nel nuovo consiglio direttivo liberale anche Tommaso Lodovici, fratello maggiore dello scrittore, poi eletto nel Consiglio comunale presieduto dal sindaco repubblicano Lami Starnuti.
Le elezioni politiche passeranno però in secondo piano dopo che lo stesso Ricci, il 12 maggio di quell’anno, fonda a Carrara la sezione locale dei Fasci di combattimento in cui confluiscono sia gli ex-legionari fiumani sia alcuni membri dell’appena rinnovato Partito liberale.
Nei mesi successivi i giornali locali iniziano il racconto degli scontri e delle violenze che da quel momento in poi furono all’ordine del giorno, così come gli atti provocatori e le vendette che lo squadrismo locale organizzò nel territorio apuano contro socialisti e anarchici e, all’inizio dell’anno successivo, all’interno dello stesso movimento fascista provocando la fine dell’alleanza tra liberali e repubblicani e la conseguente caduta dell’amministrazione Lami Starnuti a gennaio del 1922: a questo punto la spaccatura tra squadristi intransigenti e normalizzatori fu insanabile.
Lodovici appartiene chiaramente alla seconda delle due, all’ala moderata del partito come si deduce dai suoi interventi sulle colonne di «Alalà!»: favorevole ai Patti di pacificazione, egli conferma più volte la sua posizione statalista e pubblica accorati appelli alla disciplina in cui chiede con forza la fine della violenza.
La sua fiducia nel capo, anche dopo le dimissioni di Mussolini, non verrà mai meno – almeno in questo periodo – ed egli tenta più volte di riportare all’unità le divergenze interne al movimento, per cui fu uno dei sostenitori della necessità di trasformare il movimento dei Fasci di combattimento in un vero partito politico, cosa che accadrà a Roma il successivo 8 novembre.
L’azione politica del nuovo partito dovrà basarsi, secondo Lodovici, su un programma di rinnovamento civile e sociale a partire dalla questione che, più di ogni altra a Carrara, aveva scatenato gli scontri tra fascisti, socialisti e anarchici: il controllo degli agri marmiferi e il commercio del marmo che non potevano essere separati dal controllo della Camera del Lavoro. Ai primi di settembre, infatti, i fascisti annunciano la costituzione della Camera Carrarese dei Sindacati Economici invitando gli operai ad associarsi e a ritirare le tessere.
Lo scontro allora fu inevitabile: alcuni industriali iniziarono ad esigere la tessera fascista e a licenziare chi, invece, continuava ad avere quella della Camera del Lavoro. Nel mese di settembre la violenza, mai veramente cessata, diventò di nuovo lo strumento principale della politica fascista e fu diretta ancora più apertamente contro i rappresentanti del sindacato.

Lodovici in auto [1923]

Lodovici in auto [1923]

Ad ottobre Renato Ricci concedeva ad Alberto Meschi due ore di tempo per lasciare la città e sgomberare l’edificio in cui aveva sede la Camera del Lavoro.
A questo punto Lodovici pubblica su «Alalà!» ancora un paio di articoli: il 20 settembre partecipa alla manifestazione per la Solenne Consegna del Gagliardetto al Fascio Carrarese di Combattimento e prende la parola con Ricci, Faggioni e Dino Perrone Compagni per ricordare i termini della lotta tra il Sindacato e la Camera del lavoro.
Sarà uno dei suoi ultimi contributi perché l’8 ottobre del 1921 pubblica il suo Congedo in una lettera in cui saluta Renato Ricci, defilandosi così dall’esperienza squadrista e dalla direzione del giornale.
Sul numero successivo, del 15 ottobre 1921, Lodovici non è più indicato come direttore del settimanale, la grafica del periodico è completamente cambiata e l’unico gerente responsabile è di nuovo Lodovico Canepa. Anzi il 29 ottobre, quando Lodovici interviene con un ultimo articolo, una nota della direzione precisa che quell’articolo non impegna alcun fascista a dover condividere tutte le idee esposte.
Nel 1923 Lodovici tentò ancora una volta, ma senza successo, di riconciliare le due correnti del fascismo carrarese quando Ricci si scontrò con il nuovo sindaco di Carrara, Bernardo Pocherra, costringendo alle dimissioni lui e l’ala liberal-conservatrice del partito.
Probabilmente, già a questa altezza cronologica, la fiducia che Lodovici poteva ancora riporre in una possibile svolta liberale del fascismo doveva essere minima e ciò spiega in qualche modo sia la solidarietà e l’amicizia dimostrata a Piero Gobetti sia il suo impegno nella direzione del «Quindicinale», rivista da lui fondata a Milano nel 1926 con Enrico Somarè, che non fu certamente su posizioni filo-fasciste.
È significativa, in questo senso, una lettera da Viareggio del 9 giugno 1923 in cui Lodovici esprime a Gobetti la sua solidarietà: «Ho sentito le sue disavventure; in parola d’onore io non capisco più il mondo – come quel legnaiolo di Hebbel nella Maria Maddalena. Ma: passerà. Io sono convinto che il liberalismo illuminato sarà l’erede del fascismo
Il 19 luglio del 1930 è ancora di Lodovici la firma in calce alla Vibrante e commossa rievocazione dei fatti di Sarzana pubblicata su «Il popolo apuano», organo della federazione provinciale fascista, per commemorare i morti del 21 luglio; ma già nell’autunno del ‘21, quando si congedava da Ricci, Lodovici doveva aver compreso che il liberalismo illuminato sarebbe arrivato probabilmente solo dopo la fine del fascismo.

Le foto pubblicate in questo articolo sono del prof. Gualtiero Magnani di Carrara, che ringraziamo per la gentile concessione. Ogni altro uso, condivisione con terzi e riproduzione non sono consentite.




Educare con la storia a scuola.

8 novembre 2021 | ore 15:30-17:30 il Laboratorio Public History of Education dell’Università di Firenze vi invita al seminario in presenza: aula 101 – via Laura, 48 e a distanza, in sincrono: su piattaforma Webex
Intervengono alcuni autori della collana Fact Checking – La storia alla prova dei fatti Editori Laterza
Programma
Saluti istituzionali
Vanna Boffo
(direttrice Forlilpsi)
Seminario
Carlo Greppi (direttore della collana e autore di L’antifascismo non serve più a niente)
Francesco Filippi (autore di Prima gli italiani!)
Eric Gobetti (autore di E allora le foibe?)
coordinano
Stefano Oliviero e Luca Bravi
(Forlilpsi Unifi)
intervengono
Micaela Frulli(Laboratorio A futura memoria di Unifi)
Matteo Mazzoni (direttore Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea)
Per partecipare all’iniziativa in presenza o a distanza è obbligatoria
l’iscrizione tramite il form online disponibile al seguente link:
https://forms.gle/W8dxDnuBuZ2PjTxN8




Dino Campana “poeta di tutto il mondo”, auto definizione del poeta nella testimonianza di una marradese

Si parlerà della vita e dell’opera di Dino Campana, sottolineandone l’universalità, sabato 23 ottobre 2021,ore 16, a Marradi in Via Castelnaudary 5, nella conferenza dibattito, organizzata dal Centro Studi Campaiani in collaborazione con il Centro D’Arte Modigliani di Scandicci e il patrocinio del Comune di Marradi. Il titolo dell’incontro nasce da una testimonianza di una marradese a cui Campana davanti ad una tazzina di buon caffè disse : “Ricordati io sono Dio, poeta di tutto il mondo”, esprimendo la consapevolezza della grandezza della sua opera che valorizza senza sosta l’esistente e il mondo. I Canti Orfici,tradotti in tutte le lingue, non solo sono infatti uno dei libri fondamentali del novecento ma sono già entrati con prepotenza nel XXI secolo, perché, come scrive Turchetta nella recente biografia del poeta, sono “un capolavoro che non smette di parlarci ed emozionarci”.A conferma di quanto scritto menzioniamo alcuni dei molti eventi(non novero quelli del Centro Studi ) realizzati quest’anno nel nome di Campana in Italia e nel mondo:un trek nelle foreste Casentinesi, uno spettacolo musicale a Campobasso, l’uscita di un nuovo pezzo di Caparezza che si apre con i versi de “La petite promenade du poète”, un saggio su Campana e l’Argentina all’interno di una pubblicazione della City University di New York, un concerto a Le Mans in Francia, ecc.
Il programma dell’incontro prevede dopo il saluto dell’assessore alla cultura Francesca Farolfi, gli interventi di Mirna Gentilini, presidente del Centro Studi Campaniani, di Roberto Cellini ed Elisabetta Pucci, l’uno presidente e l’altra operatrice culturale del Centro d’Arte Modigliani di Scandicci ; le letture di passi dei Canti Orfici di Walter Scarpi e di quelle musicali del “Duo Chiari” ( Mariasole e Leonardo) intervallano e concludono la conferenza.
Ricordiamo che a settembre u. s. nella biblioteca di Scandicci,organizzata dal Centro d’Arte Modigliani si è tenuta una conferenza dibattito sullo stesso tema.
Si precisa che l’ingresso è libero ma è obbligatorio il Green Pass.




Presentazione del libro “Vite sospese. Memorie e storie della Shoah nel Pistoiese” di Andrea Lottini

Mercoledì 27 ottobre 2021 alle ore 21 presso il Circolo Garibaldi di Pistoia, Corso Gramsci 52, avrà luogo la presentazione del libro Vite sospese. Memorie e storie della Shoah nel Pistoiese, Settegiorni Editore, 2021, di Andrea Lottini.
Presentano il volume:
Giovanni Contini, presidente Istituto storico della Resistenza di Pistoia
Stefano Bartolini, direttore Fondazione Valore Lavoro
Sarà presente l’autore Andrea Lottini




Omaggio a Klaus Voigt

Giovedì 28 ottobre ore 11.00 presso l’Auditorium di Sant’Apollonia, via San Gallo 25 Firenze.