ELIO GABBUGGIANI 1925-1999 L’uomo delle Istituzioni nella Toscana del secondo Novecento

L’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea e il Comune di Firenze sono lieti di invitarvi alla seguente iniziativa seminariale:

ELIO GABBUGGIANI 1925-1999
L’uomo delle Istituzioni nella Toscana del secondo Novecento

Venerdì 1° aprile 2022 ORE 15.30
In diretta streaming da
Palazzo Vecchio Salone de’ Dugento Piazza della Signoria
collegandosi al link https://www.youtube.com/DirettestreamingdelComunediFirenze

Saluti
Dario Nardella, Sindaco di Firenze
Luca Milani, Presidente del Consiglio Comunale di Firenze

Relazioni
Mario G. Rossi, Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea,
“L’amministratore e il politico”
Ugo De Siervo, Giurista e Accademico, già Presidente della Corte Costituzionale
“Gabbuggiani e la preparazione dello Statuto della Regione”

Chiara Meiattini, Laureata in scienze storiche
“Una straordinaria “ordinaria amministrazione”: Elio Gabbuggiani sindaco.”

Comunicazione
Maria Sechi, Archivista
“Il fondo archivistico Elio Gabbuggiani presso l’ISRT”

Tavola rotonda
Vannino Chiti
Giuseppe Matulli
Valdo Spini

Coordina l’incontro Luca Brogioni (ISRT)




Diretta streaming della presentazione di “I comunisti e gli altri” di Silvio Pons




Levi e Ragghianti. Un’amicizia fra pittura, politica e letteratura

La nuova mostra ideata e organizzata in occasione del quarantennale della Fondazione Centro Studi Ragghianti, che cade nell’autunno del 2021, intende approfondire un tema finora poco considerato dalla storiografia e dagli studi accademici: quello dell’amicizia fra Carlo Ludovico Ragghianti (Lucca, 1910 – Firenze, 1987) e il pittore, scrittore e uomo politico Carlo Levi (Torino, 1902 – Roma, 1975). Realizzata in collaborazione con la Fondazione Carlo Levi di Roma, per la cura di Paolo Bolpagni, Daniela Fonti e Antonella Lavorgna, l’esposizione sarà aperta dal 17 dicembre 2021 fino al 20 marzo 2022.

Un aspetto interessante e nuovo presentato dalla mostra è quello del comune interesse dei due per il cinema: Levi lavora come sceneggiatore e scenografo per alcuni film e dagli anni Cinquanta in poi, a Roma, diventa un ritrattista ambìto da molti personaggi del mondo del cinema, da Silvana Mangano ad Anna Magnani, da Franco Citti allo stesso Pasolini: tutti questi ritratti sono presenti in mostra, insieme con quelli di Ragghianti e di loro comuni amici, come Eugenio Montale e Carlo Emilio Gadda.

Nell’archivio della Fondazione Ragghianti, così come in quello della Fondazione Carlo Levi di Roma, si conservano documenti che riguardano in special modo la sfera storico-artistica e critica, che fu al centro di questa amicizia. A Lucca si trovano un consistente nucleo di lettere che partono dal 1943 e si protraggono fino al 1971, e testi dattiloscritti di Ragghianti su Levi; nell’archivio romano sono conservati autografi della monografia di Ragghianti, corredati da annotazioni per la stesura del volume destinate da Levi al suo curatore, nonché fotografie inedite. Molti di questi materiali sono esposti nella prima e nell’ultima sala.

Oltre ai documenti, la mostra presenta numerosi disegni e un nucleo di circa ottanta dipinti di Carlo Levi, atto a ricostruire non soltanto la struttura della monografia del 1948 e delle mostre del 1967 e del 1977 curate da Ragghianti, ma anche la cerchia di intellettuali e amici cui i due appartenevano – Eugenio Montale, Giovanni Colacicchi, Paola Olivetti, Aldo Garosci e altri –, con l’aggiunta dei ritratti di personaggi dei quali entrambi avevano stima, come Italo Calvino e Frank Lloyd Wright.

Orari e biglietti:
dal martedì alla domenica, ore 10-13, 14:30-18:30. Chiuso il 25 dicembre.
biglietto intero 5 euro, ridotto 3 euro.

Biglietto ridotto (3 euro) per:
– dipendenti di Banco BPM e relative famiglie;
– possessori del biglietto cumulativo del Complesso Museale e Archeologico della Cattedrale di Lucca;
– soci COOP;
– gruppi superiori alle 15 unità;
– minori di 18 anni;
– scolaresche (della primaria e delle secondarie);
– studenti di università, accademie d’arte e conservatori provvisti di tesserino;
– insegnanti.

Biglietto gratuito per:
– bambini fino ai 6 anni;
– diversamente abili (e accompagnatore);
– un accompagnatore per ogni gruppo;
– studenti delle università toscane provvisti di libretto;
– soci ICOM;
– militari e forze dell’ordine con tesserino;
– giornalisti e guide turistiche con tesserino.

Per accedere alla mostra occorre presentare il green pass.




De Carpis e Del Moro: comunisti internazionalisti livornesi

Sesta parte della rassegna di profili biografici di militanti comunisti internazionalisti di Livorno e provincia, i quali contribuirono alla fondazione del Partito Comunista d’Italia, sezione della IIIª Internazionale, avvenuta a Livorno nel gennaio 1921.

DE CARPIS Archisio (Grigo, Moro, Gogolo)

(Livorno 14.9.1898- Livorno 10.2.1969)

 Nato a Livorno nel 1898 da Diomede ed Ida Ciabattari, ha frequentato le scuole elementari; di professione è facchino della Compagnia Lavoratori Portuali. Partecipa alla Prima Guerra Mondiale arruolato nel 6° bersaglieri. Militante del Partito Socialista, seguace di Amadeo Bordiga e della Frazione Astensionista del medesimo partito, nel 1919 rimane ferito dai dei colpi di rivoltella durante un comizio repubblicano tenuto da ex interventisti nel quartiere di San Marco. Nel 1921 è tra i fondatori della sezione livornese del Partito Comunista d’Italia, per il quale svolge opera di attiva propaganda tra i lavoratori del Porto; partecipa a tutte le manifestazioni del Partito e in occasione di elezioni firma anche programmi e manifesti e contribuisce a tenere in vita la Camera del Lavoro, divenendo collaboratore di Athos Lisa, dirigente socialista e poi comunista della stessa. Nel febbraio del 1924 viene fermato perché sospetto di aver organizzato un comizio svoltosi brevemente nel quartiere La Venezia tenuto da un comunista fiorentino. Nel giugno dello stesso anno viene fermato a Roma all’uscita della Casa del Popolo ove si era recato per organizzare un convegno comunista che era stato indetto in quella sede dall’Esecutivo Sindacale dei portuali e dei marittimi. Nel maggio 1925 invia 30 lire al compagno di partito Alfredo Bonsignori, detenuto presso il carcere dell’isola di Nisida (Napoli) per motivi politici, come soccorso economico; tuttavia tale somma non è stata fatta recapitare al destinatario dalle autorità. Nel febbraio del 1926 viene nuovamente arrestato e nel corso di una perquisizione alla sua abitazione sono ritrovati  e sequestrati dei documenti, quali lettere della CGL, della FIOM e della FILIA, riguardanti il tentativo di riorganizzazione della Camera del Lavoro a Livorno; tuttavia viene liberato poco dopo ma continua a essere costantemente vigilato. Nel novembre 1926, al momento dello scioglimento coatto del Pcd’I deciso dal regime fascista,  viene arrestato e condannato a due anni di confino di polizia prima alla colonia penale delle isole Tremiti (Foggia) poi a quella  dell’isola di Ustica (Palermo) ed infine a quella dell’isola di Ponza (Latina). Rilasciato nell’ottobre del 1928, ritorna a Livorno; viene iscritto nella rubrica di frontiera per impedirne l’espatrio. Nel luglio del 1930, nel corso della perquisizione dell’abitazione gli viene sequestrato un libro di Michail Zoscenko dal titolo “Il vino nuovo-racconti sovietici”, che presenta sulla copertina la falce e il martello. Nuovamente arrestato nel maggio 1932 perché entrato in contatto con un dirigente dal partito venuto da fuori, è sospettato di far parte dell’organizzazione clandestina del partito stesso; per tali motivi viene deferito al Tribunale Speciale, tuttavia beneficia dell’amnistia e scarcerato. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si rende irreperibile, dandosi alla macchia insieme ad Armando Gigli, nella zona tra Vicopisano e Staffoli, partecipando al movimento di resistenza sino alla Liberazione di Livorno il 19 luglio 1944. Nel secondo dopoguerra diventa segretario provinciale e poi nazionale della CGIL/FILP (Federazione Italiana Lavoratori dei Porti) continuando la militanza nel Pci. Muore a Livorno nel 1969.

FONTI: Archivio di Stato di Livorno, fondo Questura, serie A8, busta n. 1391;  Archivio Centrale dello Stato (Roma), Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Casellario Politico Centrale, ad nomen; Comune di Livorno, Archivio di Stato Civile; L’Antifascista, mensile dell’ANPPIA, marzo 1969; N. Badaloni, F. Pieroni Bortolotti, Movimento operaio e lotta politica a Livorno 1900-1026, Roma 1977; F. Pieroni Bortolotti, Il Partito Comunista d’Italia  a Livorno: 1921-1923, estratto  dalla Rivista Storica del Socialismo, n. 31, maggio- agosto 1967; F. Pieroni Bortolotti, Note sul primo antifascismo livornese, Firenze 1971; F. Pieroni Bortolotti, Il 19 a Livorno, estratto da Ricerche Storiche, anno XXVII, N. 1, gennaio – aprile 1987; F. Pieroni Bortolotti, La lotta del Fronte Operaio a Livorno contro il Fascismo (1925-1926), studi e documenti, www. italia-resistenza.it.; I. Tognarini (a cura di), Livorno nel XX secolo. Gli anni cruciali di una città tra fascismo, resistenza e ricostruzione, Edizioni Polistampa, Firenze, 2006; M. Tredici, Gli altri e Ilio Barontini. Comunisti Livornesi in Unione Sovietica, Edizioni ETS, Pisa, 2017; Testimonianza orale g.c. all’autore dalla figlia Vladimira De Carpis nell’aprile 2017.

DEL_MORO_PIETRO_1903_002DEL MORO  Pietro

(Livorno 1.6.1903- Livorno 12.8.1963)

Nato a Livorno nel 1903 da Carlo e Regina Meini, ha frequentato fino alla seconda elementare; di professione è marmista. Nel 1918 ha perso entrambi i genitori a causa probabilmente dell’epidemia di spagnola, ragion per cui è costretto a vivere nel Ricovero di Mendicità sino all’aprile del 1921. In questo periodo si iscrive al neonato Pcd’I e ne diventa un propagandista attivo oltre che un ottimo diffusore della stampa di partito, ma anche di opuscoli, manifesti e volantini. Nel luglio 1926 viene fermato perché diffonde clandestinamente opuscoli e volantini, ma successivamente viene rilasciato. Nell’agosto dell’anno successivo viene nuovamente  arrestato e condannato per aver scritto una lettera di minacce, insieme ad altri comunisti livornesi, nei confronti del Console degli Stati Uniti d’America, in occasione della condanna a morte ed esecuzione degli anarchici Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, accusati ingiustamente di omicidio; per tale motivo viene condannato a 4 mesi  e 20 giorni di carcere. Ancora nel dicembre del 1927, per la sua pericolosità politica, è condannato dalla Commissione provinciale a due anni di confino di polizia a Lipari (Messina); viene liberato dopo un anno e ritorna a Livorno. Trova lavoro come marmista presso la ditta Catani, tuttavia nel giugno 1931 viene arrestato all’isola di Gorgona, insieme ad altri undici livornesi, per tentativo di espatrio clandestino determinato da motivi politici e viene condannato a sei mesi di carcere, che sconta. Viene continuamente arrestato per motivi politici e sempre rilasciato a partire dal 1932 e negli anni seguenti. Nell’agosto 1934, nuovamente arrestato per aver favorito la fuga di compagni livornesi in Corsica e per aver diffuso, tramite scritti anonimi imbucati nelle cassette della posta, materiale propagandistico comunista, viene proposto per il confino; tuttavia a causa delle sua condizioni di salute, poiché è affetto da sordomutismo progressivo causato dalla sifilide, è scarcerato e diffidato. Per i medesimi motivi viene arrestato nel giugno 1936 e condannato a 4 mesi di carcere. Con l’entrata in guerra dell’Italia nel giugno del 1940, le sue condizioni di salute e socio-economiche peggiorano ulteriormente, tuttavia si rende ancora responsabile di diffusione di suoi manifestini antifascisti e antiborghesi, dove si qualifica a volte come anarchico. A causa della diffusione di scritti contro la guerra e contro la Germania e la politica dell’Asse, vista la sua irriducibilità a desistere in tale atteggiamento, le autorità fasciste, nel dicembre 1942, decidono di ricoverarlo coattivamente presso il manicomio di Volterra, utilizzando come pretesto le sue precarie condizioni di salute. Viene rilasciato alla caduta del Fascismo. Muore a Livorno nel 1963.

FONTI: Archivio Centrale dello Stato (Roma), Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Casellario Politico Centrale, ad nomen; Comune di Livorno, Archivio di Stato Civile; Antifascisti  nel Casellario Politico Centrale, 18 voll., Roma 1988-1995, ad nomen; N. Badaloni, F. Pieroni Bortolotti, Movimento operaio e lotta politica a Livorno 1900-1026, Roma 1977; I. Tognarini (a cura di), Livorno nel XX secolo. Gli anni cruciali di una città tra fascismo, resistenza e ricostruzione, Edizioni Polistampa, Firenze, 2006.




Scomparso Enrico Pieri, una vita per la conoscenza della strage di Sant’Anna di Stazzema

(ANSA) – SANT’ANNA STAZZEMA (LUCCA), 10 DIC – E’ morto, dopo una malattia, Enrico Pieri superstite dell’eccidio nazifascista di Sant’Anna di Stazzema (Lucca) del 12 agosto 1944, era nato il 19 aprile 1934.

Era presidente dell’Associazione Martiri Sant’Anna Stazzema, ha dedicato tutta la vita a far conoscere la strage ed ha perfino donato all’associazione la sua casa d’infanzia, la stessa in cui fu sterminata la sua famiglia (i genitori, due sorelle, nonni, zii, cugini), luogo dove favorire incontri e dare spazio alle delegazioni di studenti e ricercatori che si recano a Sant’Anna per informarsi e approfondire la conoscenza storica di quegli eventi.

Enrico Pieri aveva 10 anni quando riuscì a salvarsi dallo sterminio. Era commendatore dell’ordine al merito della Repubblica Italiana conferito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La Repubblica Federale Tedesca lo ha insignito del cavalierato insieme ad Ennio Mancini altro superstite della strage. La sua vita lo ha visto impegnato in prima linea anche nelle scuole, per divulgare quanto accaduto a Sant’Anna il 12 agosto 1944 ed anche se le sue condizioni di salute erano ormai precarie fino all’ultimo ha voluto essere in prima linea e farsi testimone di quella barbarie a cui era sopravvissuto.

Estratto da articolo redazione ANSA 10 dicembre 2021.




“Rosselliana” Rassegna dei libri usciti quest’anno

Rosselliana

Meeting on line martedì 14 dicembre alle 17, a cura della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli, con la presentazione di cinque libri sul tema

Nell’ultimo anno si è registrato un rinnovato interesse per il Socialismo Liberale e per il pensiero di Carlo Rosselli e del movimento azionista. Ne è prova la pubblicazione di libri e pubblicazioni sul tema, nella storia e nell’attualità. Per l’attualità ci hanno pensato la Fondazione Circolo Rosselli, insieme a numerose associazioni e circoli della stessa area con la tavola rotonda “Il Socialismo Liberale oggi”, i cui atti sono pubblicati nel quarto numero di quest’anno dei Quaderni del Circolo Rosselli.

Valdo Spini presenterà il QCR 4/2021, di cui è direttore, nell’introdurre il meeting on line sulla piattaforma Zoom “Rosselliana” che si terrà martedì 14 dicembre alle 17, con la presentazione di altri cinque libri sul tema.

Samuele Bertinelli, già sindaco di Pistoia, inizierà le presentazioni con la nuova edizione del libro di Aldo Garosci “Profilo dell’azione di Carlo Rosselli e di Giustizia e Libertà” (Edizioni di Storia e Letteratura) di cui è autore dell’introduzione. Un’altra riedizione è quella del libro di Emilio Lussu “Diplomazia clandestina”, che ha l’introduzione di Valdo Spini, (The Dot company), che vedrà l’intervento di Ariane Landuyt, docente di Storia Contemporanea, Università di Siena. Seguirà Enzo Di Brango, che ha curato il libro “Contro lo Stato” (Nova Delphi) che raccoglie articoli sul tema, dell’anarchico Camillo Berneri e di Carlo Rosselli. Infine, Mauro Bagni presenterà la biografia di “Ottorino Orlandini – Tra lotte contadine, esilio, guerra civile spagnola e Resistenza (1896-1971)”, edita dal CentroLibro, di Scandicci e di cui è autore.

Una rassegna interessante che permetterà la partecipazione di un largo pubblico, che registrandosi sulla piattaforma Zoom potrà partecipare attivamente all’evento.

Meeting ZOOM

ID 447 836 7941

https://us02web.zoom.us/j/ 4478367941?pwd= eUE3clQwT2czUEFpL3NtUDRscUQrUT 09

 




Storia generale e percorsi biografici fra stalinismo e antistalinismo

10 dicembre dalle ore 15.00 in diretta sulla pagina FB dell’Istoreco Livorno




PCI 100 anni: la Federazione della Versilia

Nell’ambito delle attività per la fondazione del partito comunista, si apre a Viareggio, a Palazzo paolina, sotto gli auspici del comitato per il centenario, una mostra documentario-fotografica che coinvolge l’Isrec Lucca, l’amministrazione comunale e la CGIL provinciale. La mostra, dedicata alla storia della Federazione versiliese del PCI, sarà visitabile fino al 22 dicembre.