Il confine orientale e le foibe fra ricerca storica e propaganda

Incontro organizzato da SMS di Rifredi, presso la propria sede in via Vittorio Emanuele a Firenze, e ANPI il prossimo 10 marzo alle ore 17.30.

Interverranno Eric Gobetti storico, Stefano Fusi docente e Matteo Mazzoni direttore ISRT




Una “storia modello”: la lunga guerra di Siro Rosi

Dal momento in cui sono state pubblicate le biografie dei toscani volontari in Spagna, grazie a una ricerca iniziata nel 2008, l’archivio dell’Istituto che l’ha promossa si è arricchito di documenti di varia natura. L’ultimo arrivo è un nucleo di carte su una figura di rilievo non solo locale, il grossetano Siro Rosi. A consegnarli la figlia, così come era stato il figlio dell’empolese Aureliano Santini, qualche anno prima, a depositare le copie dei quaderni di cronaca della guerra di Spagna del miliziano “Silvio”. Dai figli di Angelo Rossi, grossetano, nome di battaglia Trueba, è arrivata documentazione utile a ricostruire con esattezza le tappe di una lunga persecuzione e della militanza politica, tra guerra di Spagna, Resistenza e dopoguerra: carte di Questura, appunti di memoria, collezioni di giornali spagnoli di anni successivi alla fine della guerra civile, testimonianze dell’attività di partito in Italia, dopo la Liberazione.

Avvicinarsi al lungo periodo della storia dell’antifascismo – emigrazione politica, guerra di Spagna e un impegno fino alla Resistenza e oltre – mette di fronte al problema delle fonti. Il corpo del materiale documentario indispensabile richiede l’esplorazione di molti archivi, da quelli locali a quelli dei paesi che hanno visto il passaggio di donne e uomini dalle esperienze multiformi. Nel lungo tempo trascorso dagli eventi tanto è stato il lavoro di storici, dentro o fuori dalle università, di associazioni di reduci come l’AICVAS (ex-volontari antifranchisti), della rete degli istituti storici della Resistenza, di altre realtà associative, come l’Istituto Salvemini e altre che sarebbe lungo elencare. Così materiale documentario importante è stato raccolto, ordinato e studiato. In altri paesi europei la ricerca ha incluso storie e memorie riguardanti il rapporto tra gli antifascisti italiani ed eventi e fenomeni europei, in una successione di tempi che va dall’affermazione del fascismo in Italia al secondo dopoguerra. In alcuni casi progetti transfrontalieri hanno unito risorse e aperto spazi a nuove ricerche.

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Siro Rosi e la moglie a Tolosa, 1947

Tra gli esempi, La memoria delle Alpi/La mémoire des Alpes, relativo agli anni della guerra e della Resistenza, (http://www.memoiredesalpes.net/index.php), da cui, come si legge nel sito dell’Istituto storico regionale piemontese della rete INSMLI che ne è promotore, insieme alla rete degli istituti della regione, «nel 2009 è partito un nuovo progetto regionale, dal titolo ”La memoria delle Alpi – Dalle Alpi all’Europa” che considera le Alpi occidentali come “laboratorio storico” dei complessi processi che hanno condotto le nazioni europee dalla II guerra mondiale, ai primi passi nella costruzione dell’unità, fino ai Trattati di Roma (marzo 1957)».

Si tratta di territori di ricerca, divulgazione e didattica utili nel contesto delle traversie di un’unione europea ancora allo stato embrionale, attualmente in grande affanno. Da qui l’importanza anche di piccoli contributi, anche poche carte che entrano nei nostri archivi e arricchiscono ricerche fondate inizialmente sull’esplorazione di grandi archivi pubblici. Come quello di cui si dà conto qui, che giunge mentre ancora il lavoro è in corso, anch’esso frutto di progetti internazionali dell’istituto grossetano, per tre anni sostenuti da risorse del governo spagnolo. Gli esiti per ora sono in un database presente in questo portale, in uno spazio dedicato nel sito dell’ISGREC, nel volume e nel documentario visibili in questa pagina.

Nel database la biografia di Siro Rosi è un poco più ampia delle 408 pubblicate: il profilo sintetico di un antifascista di lungo corso. Oggi le nuove carte subito digitalizzate consentono un incrocio tra vecchie e nuove fonti e mettono bene a fuoco proprio il carattere di esperienza europea comune a molti dei nostri antifascisti. In questo caso, si è in presenza delle vicende di una figura particolarmente rappresentativa. Memorie scritte, in versioni diverse, tra 1945 e 1971, lettere anche successive, fotografie con note autografe e data e luogo ci consegnano la sua narrazione. Carte via via sommatesi anche in seguito alle sue necessità di documentazione da esibire chiariscono passaggi complicati, ancora tutti da studiare, per trarne un esito storiograficamente significativo.

Rosi, nato a Sticciano, in provincia di Grosseto, classe 1915, è tra i sovversivi grossetani messi sotto controllo dalla Questura nei primi anni Trenta. Va in Spagna nel 1937 con il rischioso espediente dell’arruolamento tra i volontari filo franchisti, per passare non senza difficoltà al 3^Battaglione, 2^compagnia, Brigata Garibaldi. Combatte, è ferito, entra in Francia dopo la sconfitta dei repubblicani ed è costretto a una peregrinazione tra i campi di concentramento della Francia del Sud. Dall’ultimo, il Vernet, fugge nel 1941 e da lì comincia un’altra storia, di Resistenze prima in Francia, dove combatte e resta mutilato, poi in Italia, con ruoli di comando nelle formazioni partigiane della Lombardia. Finita la guerra, comincia l’ultima, lunghissima peregrinazione, sino al 1957. In Francia e Italia, in Polonia, in fuga per la condanna a morte per diserzione nel 1938, ancora non annullata, anche se commutata in carcere, cui si era aggiunta un’accusa relativa alla notissima questione dell’oro di Dongo. Il processo si tenne nel 1957 a Padova, la sua riabilitazione fu pronunciata dalla Corte d’appello di Roma il 18 dicembre 1962.

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Il retro della foto di Tolosa: autografo della moglie “in ricordo di una delle nostre ultime passeggiate a Tolosa. Baci” 18-7-1947

I tanti frammenti da cucire insieme a quel che già è noto di una vita non comune si completano con la testimonianza della figlia Liliana, nata a Varsavia, ma poi lontana dai genitori fino al loro rientro. Lo descrive cupo e solitario, grande affabulatore, ma solo in rarissime occasioni, le sue giornate a dipingere ritratti dei familiari e paesaggi di Maremma: insistente, quasi ossessivo il paesaggio della Fiumara, un tratto della costa maremmana, tra le tele che sono state donate all’istituto. Anche questa è una fonte. Liliana ci spiega quanto poco l’immagine del padre da lei conosciuto, affettuosissimo – “ogni mattina metteva nella mia camera una rosa” – corrispondesse al racconto della madre, che l’aveva conosciuto estroverso, pieno di energia positiva. La madre, sempre Liliana a raccontarlo, non lasciava mai, neanche quando era in casa, la borsa dei documenti. Lezione appresa dall’emigrazione in Francia con la famiglia e dalla vita accanto a Siro, in Europa, in gran parte da clandestini.

Le carte sono ancora da studiare, lo farà chi ha lavorato finora alle ricerche citate. Tuttavia meritano un richiamo alcuni pezzi, utili alla ricostruzione della singolarità di un’esperienza biografica, utili a suggerire piste di ricerca, indizi di un clima e di un’esperienza collettiva. Nel 1958, a poca distanza dal definitivo ritorno in Italia, una lettera dal Comitato nazionale francese dell’Association républicaine des anciens combattants lo ringrazia del contributo versato. La Francia è il paese del suo internamento e della prima Resistenza. In una lettera del 1976 risponde alla richiesta di notizie sulla “Resistenza attiva nel mezzogiorno della Francia”. “Il lungo tempo trascorso ha reso opachi i ricordi”, scrive. Ma cita Sereni, Dozza, Scotti, dirigenti del PCI che organizzano il “lavoro militare” nei dintorni di Tolosa, squadre di azione patriottica protette da famiglie di contadini italiani.

Nell’intervallo fra il processo e gli anni Settanta, arrivano pubblici riconoscimenti con croce di guerra, medaglie e diplomi, lettere attestanti il suo passato eroico con la firma di vecchi antifascisti, divenuti parlamentari e protagonisti di primo piano della politica. Citano il suo impegno politico e militare fra 1937 e 1945; in nessun documento compare la spinosa questione dell’oro di Dongo, legata all’uccisione di Mussolini, documentata da una minuziosa raccolta della rassegna stampa del dibattimento processuale. Nei resoconti giornalistici, gli argomenti di accusa e difesa, su una vicenda che poi ha conosciuto notorietà per presunti scoop giornalistici e un uso politico della storia.

A ricostruire il caleidoscopio di identità, ruoli e spostamenti che precedono il rifugio nell’Europa dell’est, serve una cartella di carte d’identità e lasciapassare, di Siro Rosi, Mario Marini, Juan Medinas, rilasciati da autorità italiane, spagnole, francesi, tedesche. La maggiore curiosità suscitano due quadernetti di appunti 10×15 dalle copertine consunte: pochi fogli, grafia piccolissima e molte sigle, quasi tutto scritto a lapis; uno con certezza appartiene al periodo delle Resistenze, in Italia o in Francia.

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Carta d’identità di Siro Rosi, rilasciata a Tolosa nel 1946, valida fino al 1949

È naturale che ci sia un gran desiderio e una prevedibile utilità marginale nel passare dal repertorio delle fonti a un lavoro di elaborazione critica. Non mancano studi importanti, ma ancora tanto potrà essere indagato sulla lunga parabola del nostro antifascismo tra Italia ed Europa. Come quelle di tanti altri, le carte di Siro Rosi aggiungono conoscenze, mentre avvicinano al «cono d’ombra che ancora copre eventi estremi della complicata storia del Novecento». Nelle sue memorie è la guerra di Spagna che vuole ricordare; né lui né l’amatissima moglie parlavano del passato comune. L’ultima avventura fu il duro esilio polacco. Il suo avvocato difensore, Emilio Rosini, lo trovò a Varsavia nel 1956 ««un appartamento squallido[che si affacciava] sulle rovine del ghetto, una vasta spianata di macerie». Solo in seguito sembra che Rosi abbia compreso di aver vissuto un decennio di inutile esilio.

L’esperienza che raccontano le carte, gli oggetti, anche i dipinti di Siro Rosi può apparire oggi abbastanza straordinaria, ma è tutt’altro che unica.È un frammento minimo della condivisione di quelle che Carlo Rosselli nel 1937 aveva definite “tutte le speranze di un’epoca”, divenuta in ultimo condivisione del troppo parziale esito di quelle speranze, nell’Italia postfascista, nell’Europa della guerra fredda.




Ebrei di Libia: nodi di memorie e snodi della storia

Vi segnaliamo in diretta sulla pagina Facebook Istoreco Livorno, lunedì 21 febbraio alle ore 15.30 il seminario online “Ebrei di Libia: nodi di memorie e snodi della storia”.




Comunicato stampa su 10 febbraio BFS ISSORECO con ANPI SGT

COMUNICATO STAMPA
Il consiglio comunale di San Giuliano Terme ha dedicato la seduta dello scorso 10 febbraio al Giorno del Ricordo, iniziando con un minuto di silenzio per le vittime delle foibe e dell’esodo.
Come purtroppo sempre più spesso accade negli ultimi anni, anche l’iniziativa sangiulianese si è portata dietro degli strascichi di polemica su cui non vogliamo entrare.

In qualità di soggetti dedicati alla conservazione e alla divulgazione della memoria storica, però ci sentiamo in dovere di intervenire sulla storia di quegli eventi sperando che le nostre osservazioni possano essere stimolo per un dibattito politico approfondito.

Il Giorno del ricordo commemora «la tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale» (legge 92/2004.

Foibe ed esodo sono due eventi distinti: le uccisioni legate alle foibe avvennero nell’autunno del ’43 (circa 500-700 morti) e nella primavera-estate del 1945 (circa 3.000-4.000 morti), l’esodo fu un fenomeno lungo, dai primi anni ’40 fino alla metà degli anni ’50. Non bisogna confondere l’esodo (una fuga indotta) con la deportazione (uno spostamento forzato).
Vista la complessità della vicenda, legata in particolare all’onda lunga della violenza del fascismo dal 1920 fino all’occupazione del territorio jugoslavo tra 1941 e 1943 (documentata ora da una mostra virtuale molto ben fatta: https://www.occupazioneitalianajugoslavia41-43.it/), non si possono banalizzare né tanto meno travisare i fatti.

Norma Cossetto non è il simbolo del Giorno del Ricordo, così come Anna Frank non è il simbolo del Giorno della Memoria: le vicende personali servono per capire meglio i fenomeni storici, perché li arricchiscono di dettagli e di complessità esistenziale, non devono essere usate per ridurne il significato e la portata. Il Giorno della Memoria è anche il giorno dei deportati politici e delle altre vittime dei campi di sterminio, il Giorno del Ricordo deve servire ad avvicinarsi alla tragedia bellica e al lutto delle vittime, interrogandoci anche sulle responsabilità dell’esercito di occupazione italiano nei confronti delle popolazioni jugoslave. Senza questo tassello non viene rispettata né la legge 92/2004, né il senso storico degli eventi.

Come Biblioteca Franco Serantini Istituto di storia sociale, della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Pisa e ANPI di San Giuliano Terme siamo disponibili ad un confronto sulla base di documenti e materiali per approfondire la storia di quel tragico periodo.

BFS ISSORECO
ANPI San Giuliano Terme




La fede armata. Cattolici e violenza politica nel Novecento

Martedì 22 marzo 2022 ore 18.00, su piattaforma ZOOM, l’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea vi invita alla presentazione del volume di Lucia Ceci

La fede armata. Cattolici e violenza politica nel Novecento 

Il Mulino, 2022

Enrico Acciai, Consigliere ISRT – Università di Roma “Tor Vergata”

e

Matteo Caponi, Università di Genova

ne discutono con l’Autrice, Lucia Ceci, Università di Roma “Tor Vergata”

Coordina Matteo Mazzoni, direttore ISRT

Per partecipare, iscriversi scrivendo a isrt@istoresistenzatoscana.it entro il 21 marzo




Pensare globale: nuove prospettive nell’insegnamento della storia | corso di formazione ONLINE

Pensare globale: nuove prospettive nell’insegnamento della storia

CORSO DI FORMAZIONE ON LINE PER INSEGNANTI

(codice corso su Sofia: 70044)

Riconoscimento dei crediti formativi pari a 6 ore

>>> SCARICA LA LOCANDINA DEL CORSO

La storia viene generalmente raccontata prediligendo una prospettiva nazionale. Si tratta di una prassi che, almeno nel nostro Paese, trae origini dalla necessità di sedimentare il sentimento di appartenenza a una nuova comunità nazionale all’indomani dell’Unità. Nel corso degli ultimi decenni, come conseguenza della progressiva globalizzazione delle società in cui viviamo, questo approccio ha però cominciato a dimostrare dei limiti strutturali: per far comprendere ai nostri studenti la complessità del mondo contemporaneo non è infatti più sufficiente limitarsi ad insegnare loro una storia che parta dalla prospettiva nazionale (o continentale). Partendo da questa consapevolezza la comunità degli storici ha finalmente cominciato a farsi domande che hanno rimesso in discussione l’idea stessa della narrazione storica che ci ha accompagnato fino a tempi molto recenti. Si tratta di un processo che si è avviato all’indomani della fine della Guerra fredda, quando è venuto meno il mondo bipolare e si è accelerato il processo di globalizzazione. È possibile guardare alla storia da un’angolatura diversa? Fino a che punto le prospettive nazionali e/o eurocentriche hanno influito sulla ricostruzione dei processi storici? È stato in questo contesto che, soprattutto nel mondo anglosassone, è nata, è emersa e si è definitivamente affermata quella che chiamiamo storia globale. Questo laboratorio ha due obiettivi principali, da un lato vuole fornire ai partecipanti gli strumenti per orientarsi nei più recenti dibattiti storiografici internazionali, dall’altro si propone di offrire esempi concreti per applicare una prospettiva di storia globale all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Il corso, curato da Enrico Acciai dell’Università di Roma “Tor Vergata”, si articolerà in tre incontri di due ore ciascuno:

 4 marzo 2022 | ore 18 | L’emersione e l’affermazione della storia globale

10 marzo 2022 | ore 17 | Nuova prospettive di storia globale

17 marzo 2022 | ore 17 |Storia globale e didattica: alcuni esempi pratici

 

Iscrizione:

Il corso prevede una quota di partecipazione di € 30.

  1. a) sulla piattaforma Sofia del MIUR con buono creato con la Carta del docente (codice corso 70044)
  2. b) presso l’Isgrec (uff. amministrativo: Viale Europa 11 B) in contanti o con buono creato con la Carta del docente (il buono può essere inviato anche tramite mail a segreteria@isgrec.it)
  3. b) tramite bonifico c/c intestato a Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea IBAN: IT98W0885114301000000008002

 Obbligatorio inviare una mail a segreteria@isgrec.it

specificando l’indirizzo mail dove si vuole ricevere le comunicazioni

 

Info: ISGREC | 0564415219 | segreteria@isgrec.it | www.isgrec.it

L’Isgrec è parte della Rete degli istituti associati all’Istituto Nazionale Ferruccio Parri (ex Insmli) riconosciuto agenzia di formazione accreditata presso il Miur (DM 25.05.2001, prot. n. 802 del 19.06.2001, rinnovato con decreto prot. 10962 del 08.06.2005, accreditamento portato a conformità della Direttiva 170/2016 con approvazione del 01.12.2016 della richiesta n. 872) ed incluso nell’elenco degli Enti accreditati




Iniziato “EDUCARE” il nuovo ciclo di presentazioni online della rete degli Istituti storici della Resistenza

Lunedì 14 Febbraio, alle 17.30, in diretta FB sulle pagine degli Istituti e sul Portale ToscanaNovecentosi è tenuta la presentazione del libro a cura di Stefano Bucciarelli “Maestri e allievi contro il fascismo, ETS 2021. L’incontro è il primo di questo ciclo del Progetto a cura dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea, dedicato a “Educare” che vede collaborare in rete tutti gli Istituti della Regione. In particolare, questo primo incontro è stato curato dall’Istituto di Siena.

Hanno discusso con l’autore il Professor Paolo Pezzino, già ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Pisa e attualmente Presidente dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, e la Dottoressa Chiara Martinelli, Docente a contratto presso il dipartimento Forlilpsi  (Formazione, Lingue, Intercultura e Psicologia) dell’Università di Firenze per il “Laboratorio di gestione dati e analisi della documentazione storico-educativa”
Ha coordinato Riccardo Bardotti, ricercatore e responsabile per la didattica presso l’Istituto Storico della Resistenza Senese e dell’Età Contemporanea.

 Il libro tratta di alcune storie esemplari di docenti delle scuole superiori di Viareggio, Lucca e Pisa, che sono riusciti nel corso del fascismo a ritagliarsi spazi di autonomia, se non di vero proprio antifascismo, nel corso del loro insegnamento liceale e universitario.

Un esempio è quello di Luigi Del Bianco (la cui figura è stata tratteggiata da Luciano Luciani), prima studente e poi insegnante al liceo classico di Lucca, il quale insieme a pochi altri compagni partecipava ad un gruppo, che oggi chiameremmo di “autocoscienza” il cui animatore era Arturo Paoli, futuro sacerdote.

Altro caso è quello del preside Ernesto Guidi (la cui vicenda è stata ricostruita da Alda Fratello), di formazione crociana, fondatore del Liceo Vallisneri di Lucca che, nonostante a casa avesse moglie e figli, era talmente convinto dei suoi ideali che fu l’unico in tutta Lucca a non giurare fedeltà alla RSI. Subito dopo il suo rifiuto fu sollevato dall’incarico e mandato in Germania per 5 mesi come “lavoratore volontario”.

Il terzo personaggio su cui in questo volume ha scritto un saggio Giuseppe Berto Corbellini Andreotti, è il noto filologo Augusto Mancini, politico repubblicano, docente dell’Università di Pisa, amico di Giovanni Gentile. Mancini diventò il presidente del CLN di Lucca, e per questo fu arrestato e passò quattro mesi in carcere.

A Viareggio si segnala la vicenda di Giuseppe Del Freo (studiata da Stefano Bucciarelli), ufficialmente fascista ma con un passato di socialista e ardito del popolo che gli aveva procurato un arresto e un processo nel dopoguerra, dal quale era uscito assolto. Fu sottoposto a provvedimento disciplinare all’inizio degli anni ’30, dal quale uscì indenne grazie al suo prestigio di insegnante e all’appoggio del Preside, fra l’altro fascistissimo, Giannarelli, nonostante i rapporti molto negativi dell’autorità di P.S.

Infine Stefano Sodi ha offerto alcuni medaglioni biografici di professori fascisti e antifascisti del Liceo Galilei di Pisa e di alcuni studenti che dopo l’8 settembre si unirono alla Resistenza e pagarono con la vita questo loro impegno.

Silvia Quintilia Angelini ricostruisce le vicende poco note della scuola elementare per i bambini ebrei espulsi dalla scuola pubblica a seguito delle leggi razziali istituita a Viareggio e attiva fino al 1943, quando con l’occupazione tedesca la maestra e gli allievi furono deportati in Germania dalla quale non fecero ritorno.

In conclusione, dopo l’attenta lettura del volume che hanno fatto i due presentatori, Chiara Martinelli e Paolo Pezzino, Stefano Bucciarelli ha convenuto che queste storie di vita, caratterizzate da una scelta prudentemente afascista che dopo l’8 settembre diventò apertamente antifascista, non possono tuttavia confermare una vulgata superficiale secondo la quale la scuola e la cultura italiana rimasero fondamentalmente impermeabili al fascismo.

E’ evidente che margini di autonomia, sia pure prudentemente dissimulati, sono testimoniati soprattutto nei licei, mentre molto poco sappiamo degli istituti tecnici e professionali, dove sembra che l’adesione alle linee guida emanate dal regime sia stata più massiccia, per non parlare delle scuole elementari dove fu imposto dal regime un testo unico di Stato.




Contest “Next Generation Florence 2022: gioventù ribelle” Anno scolastico 2021/2022 per le scuole fiorentine

L’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea (ISRT), nell’ambito dell’attività culturale triennale sostenuta dal Comune di Firenze e in collaborazione con MAD – Murate Art District bandisce, per l’anno scolastico 2021/2022, la seconda edizione del contest Generation Florence 2020, denominato

Next Generation Florence 2022: gioventù ribelle

rivolto alle/gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del Comune di Firenze,  frequentanti regolarmente le classi quarte e quinte.

ALLEGATI per partecipazione al bando sulla pagina del Contest sul sito ISRT

Bando

Art. 1 Finalità

Alla vigilia delle celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della Liberazione, l’ISRT invita le/gli studentesse/i a diventare protagoniste/i di una rinnovata narrazione sulla Resistenza quale snodo identitario della città di Firenze. Obiettivo del contest è quello di creare un percorso entro il quale le/i partecipanti possano esprimere le loro riflessioni, sensazioni o vissuto su una tematica relativa ad avvenimenti sviluppatisi in un contesto e in un tempo distante dalla loro realtà, ma che mostrano affinità con la contemporaneità da loro vissuta. In tal senso, i seminari proposti saranno volti a indirizzare una riflessione personale e collettiva sul tema perno del contest.

Il concorso intende così promuovere un avvicinamento alla storia contemporanea e, nello specifico, alla storia di Firenze nella Resistenza; ulteriore obiettivo del progetto è, dunque, la promozione della creatività e del protagonismo intellettuale e artistico delle/gli studentesse/i coinvolte/i, che saranno chiamate/i ad agire attraverso una nuova forma di interazione culturale declinata mediante forme e linguaggi per loro di uso quotidiano.

Altro obiettivo del concorso è porre in contatto le/gli studentesse/i con  realtà culturali presenti sul territorio fiorentino, che si contraddistinguono per il loro elevato profilo culturale e professionale.

Art. 2 Destinatari

È ammesso a partecipare al contest chi frequenta le classi quarte e quinte di una delle scuole secondarie di secondo grado con sede nel Comune di Firenze. La partecipazione è individuale, libera e non vincolata all’appartenenza ad un corso di studi specifico.

Art. 3 Tematica di sviluppo degli elaborati

L’opera prodotta dai partecipanti dovrà essere sviluppata all’interno del tema proposto. L’aderenza al tema è vincolante per la partecipazione al concorso:

Resistenze/esistenze:   Resistenza nella sua dimensione rinnovata e ampliata di esistenze giovani, fra scelte difficili e lotte per un mondo in cambiamento.

Art. 4 Categorie

Le/i partecipanti potranno restituire la propria visione della tematica oggetto del contest attraverso l’uso di uno dei seguenti linguaggi:

Narrativa: saggio, racconto o intervista (anche fittizia). Le/I partecipanti potranno presentare un solo elaborato di loro produzione, in formato digitale, scritto in lingua italiana e rigorosamente inedito. La lunghezza del testo non dovrà superare le 12.000 battute, note e spazi compresi, e sarà accompagnato da una Guida alla lettura di un massimo di 2.000 battute, note e spazi compresi.

Fotografia: le/i partecipanti potranno presentare un book, in formato digitale, con un minimo di 5 e un massimo di 10 fotografie di loro produzione, rigorosamente inedite, accompagnate da una Guida alla lettura di un massimo di 2.000 battute, note e spazi compresi.

Art. 5 Percorso formativo

È previsto un percorso formativo, composto di seminari e incontri online, volto a stimolare riflessioni e approfondimenti sulla tematica oggetto del presente e/o sui linguaggi espressivi indicati all’Art. 4 Categorie del presente bando.

Gli incontri saranno svolti online nel periodo compreso fra i mesi di marzo e maggio e saranno così organizzati:

  • n. 2 seminari, che verteranno su Scelte e sui Luoghi della Resistenza, a cura dell’ISRT;
  • n. 1 workshop e/o consulenza, che verterà su Tecniche narrative;
  • n. 1 workshop e/o consulenza, che verterà su Linguaggio delle immagini;
  • n. 1 incontro, che verterà su Scelte e percorsi della Creatività, a cura della direttrice del MAD – Murate Art District dott.ssa Valentina Gensini, con l’eventuale partecipazione di artiste/i in residenza presso il MAD.

Per maggiori info e dettagli su orari e temi si rimanda all’All. 4 – Percorso formativo e al sito www.istoresistenzatoscana.it.

L’ISRT rilascerà un attestato di partecipazione per gli incontri seguiti.

Le/i partecipanti sono invitati a frequentare il percorso formativo; tuttavia l’adesione al percorso non è vincolante per la partecipazione al contest.

Il numero minimo di iscritti utili per l’attivazione dei workshop è di 10 partecipanti.

Art. 6 Premiazione        

La premiazione dei primi, secondi e terzi classificati di ogni categoria avverrà presso MAD – Murate Art District in data da concordare, nel mese di ottobre 2022; qualora non fosse possibile, verrà effettuata online. Contestualmente, le opere vincitrici saranno esposte presso il MAD – Murate Art District in occasione della premiazione.

Il riconoscimento corrisposto per i primi tre classificati è di tipo culturale.

Art. 7 Premi

I premi sono così suddivisi:

1° classificata/o

Categoria Narrativa: workshop organizzato in collaborazione con La Scuola di Editoria

Categoria Fotografia: n. 1 buono iscrizione corso/workshop del valore di 100€ in collaborazione con l’Associazione culturale Deaphoto

2° classificate/i

n.1 abbonamento non nominale, di 5 ingressi, presso il cinema Spazio Alfieri

3° classificate/i:

n.1 buono spesa per l’acquisto di libri da spendere nella Libreria Claudiana o nella Libreria Florida

Art. 8 Iscrizione

L’iscrizione al contest prevede la compilazione digitale (PDF compilabile) del modulo di partecipazione (Allegato 1), nel quale andranno riportati:

  • Nominativo
  • Età
  • Scuola di appartenenza
  • Categoria scelta
  • Eventuale adesione al percorso formativo (workshop e/o seminari).

Il file andrà poi rinominato: Categoria_CognomePrimaLetteraNome_Allnumero.pdf, dove la categoria è codificata in Narrativa e Fotografia (es. Narrativa_RossiG_All1.pdf).

Verrà inoltrata una mail di conferma di avvenuta iscrizione.

L’iscrizione, gratuita, deve pervenire all’ISRT tassativamente entro il 10 marzo 2022, pena l’esclusione dal contest.

Il modulo di partecipazione al concorso e al percorso formativo dovrà essere inoltrato al seguente indirizzo e-mail: nextgenerationflorence@gmail.com.

Art. 9 Comunicazione e esperienze condivise

I/le partecipanti sono invitati/e a condividere riflessioni e fasi del processo creativo sulla pagina Facebook dell’ISRT, attraverso tag e hashtag relativi all’ISRT e al concorso stesso (@istoresistenzatoscana, #isrt, #nextgf2022, #nextgenerationflorence) e agli enti che collaborano al contest, al fine di creare una piazza virtuale nella quale poter entrare in contatto con gli altri/e partecipanti.

La condivisione di riflessioni e fasi del lavoro non è obbligatorianon è vincolante per la partecipazione al concorso e non verrà esaminata ai fini della valutazione finale.

Art. 10 Invio elaborati

Gli elaborati, corredati di modulistica predisposta (Allegato 2 e  Allegato 3 – Guida alla lettura), dovranno essere inoltrati tassativamente entro il 15 giugno 2022, pena l’esclusione dal contest, tramite invio per posta elettronica all’indirizzo nextgenerationflorence@gmail.com.

Gli allegati andranno rinominati:

Categoria_CognomePrimaLetteraNome_Allnumero.pdf

(es. Narrativa_VerdiM_All.2.pdf)

l’elaborato:

Categoria_CognomePrimaLetteraNome_Titolo 

(es. Narrativa_VerdiM_Il mio lavoro).

I file inviati che peseranno più di 25 MB, potranno essere inviati attraverso la piattaforma WeTransfer (wetransfer.com).

Verrà inoltrata una mail di conferma di avvenuta iscrizione.

Se all’atto di presentazione della modulistica il partecipante risulterà minorenne, sarà necessaria e obbligatoria anche la firma di un genitore o tutore.

Le opere partecipanti al contest non saranno restituite.

Art. 11  Collaborazioni

Il concorso è frutto della collaborazione fra l’ISRT e il MAD – Murate Art District (www.murateartdistrict.it/) e La Scuola di Editoria (lascuoladieditoria.net/) relativamente alla giuria, all’organizzazione del percorso formativo e all’elargizione dei premi;  l’Associazione culturale Deaphoto. Didattica e Progettazione fotografica (www.deaphoto.it), lo Spazio Alfieri (www.spazioalfieri.it/), la Libreria Florida (www.libreriaflorida.it/) e Libreria Claudiana (www.claudiana.it/pagina/libreria-di-firenze-1.html) relativamente all’elargizione dei premi.

Art. 12 Selezione

La giuria è composta da esperti e da rappresentanti degli enti coinvolti nel progetto, con una collaborazione a titolo gratuito. La giuria dovrà individuare i vincitori assoluti di ogni sezione e i secondi e terzi classificati. Le valutazioni della giuria saranno insindacabili.

Art. 13 Pubblicazione bando e comunicazioni

La segreteria organizzativa è curata da:

Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea

Indirizzo:            via G. Carducci 5/37, 50121 Firenze

Telefono:           +39 3393476715

Sito:                    www.istoresistenzatoscana.it

E-mail:               nextgenerationflorence@gmail.com

Orari:                  lunedì al venerdì dalle ore 9:30 – 13:00

Il bando, le informazioni e le comunicazioni relative al concorso sono resi pubblici nel sito indicato, nella sezione Didattica.

La modulistica, la richiesta di informazioni e le comunicazioni avverranno attraverso l’indirizzo e-mail indicato.

Art. 14 Trattamento dei dati personali

Tutti i dati personali saranno trattati conformemente al Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e alla normativa italiana in materia dei dati personali e saranno utilizzati solo per quanto attiene il concorso e le attività collegate, come enunciate nel presente bando. I dati raccolti non verranno comunicati o diffusi a terzi per finalità diverse da quelle del concorso e dalle iniziative di cui all’art. 5, art.8 e art.10.

Art. 15 Accettazione bando 

La partecipazione al concorso comporta accettazione incondizionata del presente Bando. La non accettazione anche di una sola di queste clausole annulla la partecipazione al concorso.