“Il coraggio di essere liberi” Presentazione

Sabato 18 aprile alle ore 17.00, all’interno della rassegna “I nostri padri”, promossa dal Comune di Greve in Chianti in collaborazione con la sezione ANPI di Bagno a Ripoli, presentazione del libro di Sabina Dal Verme “Il coraggio di essere liberi” con la partecipazione del direttore dell’ISRT Matteo Mazzoni.




“Donne che scrissero la Costituzione”. Conferenza

In occasione della giornata di tesseramento ANPI 2026 della sezione di Rifredi, mercoledì 15 aprile ore 17.30 presso la SMS di Rifredi, in Via Vittorio Emaneule II n. 303, conferenza di Monica Rook su “Donne che scrissero la Costituzione. Un messaggio per l’oggi”, con l’introduzione della presidente della sezione Carla Rossetti.




Una provincia in armi: la Resistenza pistoiese. Origini, sviluppo e caratteristiche

La Resistenza italiana rappresenta uno degli episodi più significativi e complessi della storia del nostro paese durante la Seconda guerra mondiale. Tra il 1943 e il 1945 il movimento di Resistenza si oppose alla Repubblica Sociale Italiana e all’occupazione tedesca, lasciando un’impronta indelebile sulla società, sulla politica e sulla cultura dell’Italia Repubblicana.

Nel contesto della Resistenza italiana, la provincia di Pistoia, pur di dimensioni relativamente contenute, divenne un punto di riferimento strategico, teatro di scontri, lotte e resistenze che segnarono indelebilmente il destino delle comunità locali.

La Resistenza pistoiese s’inserisce nel quadro di quella toscana: in parte ebbe origini autoctone e in parte fu promossa, coordinata e supportata dai partiti. In tutta la regione furono i partiti comunista e azionista ad avviare un’azione incisiva per lo sviluppo del partigianato, sebbene non mancassero forti spinte autonomiste. La lotta armata fu una scelta di pochi e l’adesione fu varia sia per estrazione sociale, sia per ideologia politica, sia per le motivazioni di tale scelta, che furono complesse. Si intrecciarono frequentazioni amicali o scolastiche, fattori ambientali, appartenenze familiari, retroterra personali. Ai vertici delle formazioni partigiane troviamo uomini che avevano subito arresti, pestaggi, confino o esilio volontario nell’Italia fascista fin dalla metà degli anni ‘20, come Gino Bozzi o Natale Tamburini. Oltre a questi componenti dell’antifascismo storico, una forte novità fu rappresentata dalla presenza a capo delle bande partigiane di giovani nati e cresciuti nel ventennio mussoliniano – come Manrico Ducceschi, Silvano Fedi, Giovanni La Loggia – di cui alcuni già perseguitati dal Regime.

Il Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale (CPLN) ebbe una genesi tormentata. Non registriamo una data ufficiale di fondazione, come per quello Toscano, ma una serie di riunioni clandestine – già dopo la caduta di Mussolini – svolte in città e in campagna, spesso nelle canoniche, dove partecipavano i membri dei principali partiti (Comunista, Azionista, Democristiano, Libertari). Il Comitato si assunse il compito di coordinare le attività partigiane e di difendere la popolazione, anche se non fu sempre possibile per le difficoltà logistiche e strutturali di un progetto su larga scala. Una delle attività più complesse fu proprio quella di tenere i rapporti con la campagna pistoiese, la montagna e tutta la Valdinievole. L’unità di intenti accomunava i partiti antifascisti, ma ognuno cercò di mantenere le proprie specificità. Le problematiche locali si unirono a quelle del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, i cui membri furono in gran parte catturati i primi di novembre. Lo stesso CLN pistoiese, già colpito dallo sfollamento seguito al primo bombardamento aereo alleato, fu scosso da retate e arresti a fine 1943. Fino alla primavera il contributo del CPLN fu limitato e concorse a rendere difficile l’organizzazione dei primi gruppi resistenziali, in balia unicamente delle direttive partitiche e delle iniziative di singoli uomini.

Nella Resistenza pistoiese è possibile, infatti, osservare tre fasi. La prima, iniziata dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, di scarsa presenza e minime azioni militari, di difficoltà organizzative, di forti misure di vigilanza e repressione. I partigiani della prima ora furono pochi, limitatamente supportati dall’esterno e malamente armati. Furono occupati principalmente in attività logistiche, in azioni di saccheggio e di assalto a depositi, nella diffusione di stampa antifascista, nel reclutamento di uomini, nell’aiuto ai prigionieri alleati in fuga, in qualche atto di sabotaggio a mezzi tedeschi o alla segnaletica stradale lungo le vie di comunicazione. In questo periodo nasce anche un’organizzazione partigiana femminile (denominata Gruppo di Difesa).

La seconda fase prese avvio nel febbraio 1944 e si sviluppò nel corso della primavera. È un momento di ricostituzione, di crescita e di rafforzamento militare e politico delle formazioni partigiane, sia in montagna che in pianura, supportato dall’afflusso di giovani. L’arrivo di numerosi uomini è incentivato dalle condizioni ambientali, dall’accettazione da parte delle forze antifasciste della prospettiva della guerra di lunga durata, dall’atteggiamento ostile della popolazione nei confronti dei nazifascisti, dal bando di leva repubblicano per le classi 1923-1924-1925. A rinforzare le fila della Resistenza si aggiunsero anche sovietici, disertori della Wehrmacht ed ebrei. Il numero dei partigiani crebbe esponenzialmente ed emersero nuove figure dirigenziali, mentre la Repubblica Sociale Italiana si indeboliva. In alcuni casi i comandanti partigiani rinvigorirono i gruppi che avevano contribuito a creare nei mesi precedenti, basti esaminare la storia delle Squadre Franche Libertarie o dell’XI Zona. In altri casi, dalla crisi invernale emersero nuovi dirigenti politici e militari che parteciparono sia alla nascita di nuove squadre sia al rinforzo di quelle superstiti.

La terza e ultima fase, avviata nel giugno 1944 e conclusasi con la liberazione di parte del territorio pistoiese, fu favorita sia dall’avanzata alleata in Toscana, sia da altri fattori, come la nascita del Comando generale del Corpo Volontari della Libertà (CVL), la ritirata tedesca verso la Linea Gotica nell’Appennino e lo sfaldamento degli organi locali della Repubblica Sociale Italiana. È il periodo dell’estate di sangue e delle violenze dei tedeschi sulla popolazione civile. In questo contesto occorre inserire il nuovo assetto della lotta armata pistoiese che, dopo mesi di crescita, fu finalmente guidata e coordinata da un forte e organizzato Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale. Il 12 giugno 1944, il CPLN sotto la guida del suo presidente promosse la realizzazione di un unico «Comando» che raggruppasse tutte le formazioni che operavano nella XIIª Zona del CVL. Nel corso dell’estate, si moltiplicarono gli attacchi armati, i sabotaggi, le azioni di guerriglia contro i tedeschi. Non mancarono operazioni di ampio raggio, come l’uccisione del contrammiraglio della marina giapponese Tōyō Mitsunobu e la liberazione dei prigionieri politici e razziali dal carcere delle Ville Sbertoli.

La liberazione dal nazifascismo ricalcò in molte zone lo stesso schema. Può essere applicato in maniera appropriata alla maggior parte della provincia pistoiese e suddiviso in quattro fasi: i tedeschi si ritiravano dall’area e arretravano verso nord; gli angloamericani prendevano contatto con le formazioni partigiane e avanzavano prudentemente; i partigiani assumevano il possesso della città; gli alleati giungevano con le proprie truppe e imponevano il controllo sul territorio. Pistoia e gran parte della provincia vennero liberate dai partigiani nel settembre 1944. Le più recenti ricerche stimano la presenza in provincia di 67 formazioni partigiane e tre comandi (comunista, azionista, CLN Pescia) per un totale di 1381 partigiani combattenti e 937 patrioti.

La guerra per molti partigiani proseguì anche dopo settembre 1944. Da una parte, la provincia di Pistoia non fu liberata interamente prima dell’avanzata finale alleata nell’aprile 1945; dall’altra, oltre cinquecento partigiani risposero all’appello per arruolarsi nei sei Gruppi di Combattimento italiani che affiancarono le truppe alleate e l’esercito italiano del Regno del Sud durante le fasi finali della guerra.

 

 

Matteo Grasso (Pescia, 1990), è impegnato attivamente in vari enti culturali: Istituto storico della Resistenza di Pistoia – di cui è stato Direttore dal 2016 al 2024 -, Istituto Ernesto de Martino, Liberation Route Italia, Associazione Culturale Orizzonti.

I suoi ambiti di ricerca vertono sulla Resistenza, sulle stragi naziste e fasciste, sull’internamento militare. È stato curatore scientifico di mostre e progetti, tra cui quelli internazionali On the run. Helpers and Allied servicemen in the Pistoia area e Guerra aerea a Pistoia. Le fonti orali per lo studio dei bombardamenti alleati svolti in sinergia con l’University of Lincoln (UK).

Autore di numerose monografie, ha coordinato opere collettanee e redatto saggi su rivista. Tra le sue pubblicazioni: Tesori in guerra. L’arte di Pistoia tra salvezza e distruzione (con Alessia Cecconi), Pacini Editore, 2017; Guerra totale in Valdinievole. Monsummano Terme tra occupazione nazista, Resistenza e Liberazione. 1943-1944, ISRPT Editore, 2021; Erano giorni bigi allora. Guerra, Shoah, Resistenza: Lamporecchio 1943-1944, ETS, 2023; Le stragi naziste e fasciste in provincia di Pistoia. Un’analisi storica e storiografica, in Le rappresaglie nazifasciste sulle popolazioni toscane, Edizioni ANFIM, 2024; Una storia incompiuta? Rassegna storiografica sulla Resistenza pistoiese dal dopoguerra ad oggi, in La Resistenza armata nell’Italia centrale, Carocci, 2026.




80° anniversario del primo Consiglio comunale di San Miniato

Il Comune di San Miniato celebra l’80° anniversario del primo Consiglio Comunale nato dalle libere elezioni del dopoguerra 🇮🇹

Sabato 28 marzo 2026
Ore 10:00
Sala del Consiglio, Palazzo Comunale

Un’occasione speciale per ricordare il valore della partecipazione, della democrazia e della rinascita del nostro Paese, a 80 anni da quel 30 marzo 1946 che ha segnato un nuovo inizio.𝘋𝘶𝘳𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘮𝘢𝘵𝘵𝘪𝘯𝘢𝘵𝘢 𝘷𝘦𝘳𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘪𝘯𝘰𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘤𝘦𝘭𝘦𝘣𝘳𝘢𝘵𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘢𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘳𝘪𝘤𝘪 𝘥𝘢𝘭 1946 𝘢𝘥 𝘰𝘨𝘨𝘪, 𝘱𝘳𝘰𝘵𝘢𝘨𝘰𝘯𝘪𝘴𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘮𝘱𝘦𝘨𝘯𝘰 𝘤𝘪𝘷𝘪𝘭𝘦 𝘦 𝘪𝘴𝘵𝘪𝘵𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘵𝘢̀.

Sono invitati a partecipare tutti i consiglieri comunali, di ieri e di oggi.

Dopo i saluti istituzionali del presidente del consiglio comunale Matteo Betti e quelli del sindaco Simone Giglioli, interverrà la professoressa Simonetta Soldani, ordinaria di Storia Contemporanea dell’Università di Firenze.




82° Anniversario Eccidio di Montemaggio

Sarà il Comune di Certaldo ad organizzare quest’anno le celebrazioni ufficiali per l’82° Anniversario dell’Eccidio di Montemaggio, uno degli episodi più tragici e significativi della Resistenza nel territorio senese e valdelsano.
L’iniziativa si svolgerà in collaborazione con i Comuni di Barberino Tavarnelle, Casole d’Elsa, Colle Val d’Elsa, Gambassi Terme, Monteriggioni, Poggibonsi, Radicondoli e San Gimignano, uniti nel rinnovare la memoria di quanto accadde il 28 marzo 1944 presso la Casa Giubileo a Montemaggio, quando diciannove giovani partigiani furono catturati e fucilati dalle truppe nazifasciste.
Programma delle celebrazioni
Venerdì 27 marzo 2026
Alle ore 9:00, presso il Cinema Teatro Multisala Boccaccio, si terrà il Consiglio Comunale in adunanza aperta, convocato in sessione straordinaria alla presenza delle rappresentanze delle scuole e delle Amministrazioni Comunali aderenti al Protocollo.
Nel corso della mattinata prenderanno la parola gli studenti delle scuole sul tema “L’eredità del NO: la responsabilità di scegliere da che parte stare”, seguiti dagli interventi delle associazioni e delle istituzioni del territorio.
L’incontro sarà accompagnato da intermezzi musicali e letture a cura dell’Associazione Polis.
Domenica 29 marzo 2026
– Ore 14:45 – Ritrovo in località “La Porcareccia – Montemaggio”
– Ore 15:00
Omaggio e deposizione delle corone al Monumento ai Caduti, con rappresentanza militare e istituzionale
– Ore 15:30 – Saluti e orazione ufficiale dei rappresentanti delle istituzioni
– Saluti del Sindaco di Certaldo
– Saluti del Sindaco di Monteriggioni
– Intervento di Silvia Folchi, Presidente provinciale ANPI Siena
– Orazione ufficiale di Vannino Chiti
– Ore 16:30
Deposizione delle corone presso Casa Giubileo
A seguire:
– Apertura e visita di Casa Giubileo
– Intervento musicale della Filarmonica V. Bellini di Colle Val d’Elsa
– Merenda per i presenti organizzata da ANPI
Per la giornata del 29 marzo, a partire dalle ore 14:45, sarà attivo un servizio di navetta con partenze ogni 15 minuti da Abbadia Isola verso La Porcareccia e Casa Giubileo.




Commemorazione dell’eccidio di Scalvaia

Sabato 28 marzo a partire dalle ore 10.00

Programma nella locandina:




Los sieneses en la Guerra Civil Espanola

In corso a Siena nelle Stanze della Memoria questa interessante mostra sui senesi che hanno partecipato alla Guerra civile spagnola.

La mostra, avvalendosi di tre video, presenta i volti e le biografie dei 18 antifascisti senesi che presero parte alla guerra civile spagnola, con informazioni e grafici sulle Brigate Internazionali e sul volontariato toscano.
Rimarrà aperta fino all’8 di aprile.




Le molte ferite. Convegno a Livorno sulla violenza di genere

LE MOLTE FERITE. Uno sguardo storico sulla violenza di genere è il titolo del convegno in programma per martedì 24 marzo 2026, ore 15.30, presso la Sala congressi del Palazzo del Portuale (via S. Giovanni 13, Livorno).

L’iniziativa di ISTORECO intende affrontare e comprendere il fenomeno della violenza contro le donne non soltanto nella sua drammatica attualità – segnata dal persistere dei femminicidi e da una cultura della sopraffazione dura a cedere – ma anche nella sua profondità storica e nelle sue implicazioni politiche e istituzionali. La nostra proposta ragionerà sulla tematica con tre studiose universitarie specializzate sull’argomento che lo affronteranno anche in una chiave sovranazionale, oltre ad una operatrice sul campo dell’Associazione Randi.

Catia Sonetti (Direttrice ISTORECO) aprirà i lavori con un’introduzione al tema; seguiranno gli interventi di:

·Eloisa Betti (Università degli studi di Padova), che proporrà una genealogia storica del 25 novembre e dell’attivismo femminile contro la violenza sulle donne, restituendo alle donne il loro ruolo di protagoniste attive, e non solo di vittime;

·Beatrice Pisa (storica, Archivia), che rifletterà sui limiti del solo dissenso di fronte alla violenza maschile;

·Mariagrazia Rossilli (sociologa, già docente di politiche di genere all’Università Roma Tre e all’Università di Parma), che offrirà uno sguardo sovranazionale, ripercorrendo trent’anni di politiche europee di contrasto alla violenza di genere.

La prospettiva storica si intreccerà con la testimonianza diretta di Maria Teresa Vitali, coordinatrice del Centro Antiviolenza di Livorno, che porterà la voce e l’esperienza di chi lavora quotidianamente sul campo a fianco delle donne che subiscono violenza, in rappresentanza dell’associazione Randi, partner attivo di questa iniziativa.

Il convegno è realizzato grazie al contributo della Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali del MIC, e ha ricevuto il patrocinio del Comune di Livorno e della Compagnia Portuale di Livorno.

Ricordiamo ISTORECO ETS, in quanto istituto associato alla Rete dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, è agenzia di formazione accreditata presso il MIM: sarà rilasciato attestato di partecipazione a chi ne faccia richiesta.