2 giugno 1946. Chicchi e le altre | Mostra “diffusa” dal 2 giugno a Grosseto

Nella primavera del 1946 le italiane hanno votato nella prima tornata di consultazioni amministrative, ma sono state le elezioni del 2 giugno del 1946 ad imprimersi nella memoria collettiva come un evento storico: quasi 13 milioni di cittadine si misero in fila ai seggi per eleggere i componenti dell’Assemblea costituente e scegliere tra Monarchia e Repubblica. Nelle liste per le elezioni del 2 giugno 1946 le donne rappresentavano poco meno del 7% delle candidature; 21 furono elette su un totale di 556 deputati, appena il 3,7% dei componenti dell’Assemblea. Ma chi erano queste donne? Quali esperienze avevano alle spalle? Cosa rappresentavano e cosa realizzarono?

Sono le domande a cui cerca di dare risposta la “mostra diffusa” dal titolo “2 giugno 1946. Chicchi e le altre”, realizzata dall’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea per celebrare l’ottantesimo anniversario di quell’evento epocale. Una mostra diffusa è un evento culturale che non si concentra in un unico spazio, ma disloca i materiali espositivi su più luoghi, trasformando il tessuto urbano in una galleria. 21 locandine, una per ogni Madre Costituente, riprodotte in più copie, saranno collocate a partire dal 2 giugno in botteghe, piazze, giardini, palazzi istituzionali, locali commerciali… L’intento è quello di raggiungere il maggior numero possibile di persone, permettendo di fruire di materiali culturali anche in spazi che non sono “espositivi” in senso proprio. Ogni locandina conterrà una foto, una breve biografia, una citazione e rimanderà con un QR code ad approfondimenti; sarà disponibile nel sito dell’Isgrec (www.isgrec.it) una mappa digitale con l’indicazione della presenza delle locandine sul territorio, in modo tale che chi è interessato possa vederle tutte o solamente alcune.

L’idea è quella di uscire far uscire la celebrazione delle 21 Madri costituenti dai luoghi chiusi e ufficiali, per farle diventare parte della quotidianità occupando metaforicamente lo spazio urbano, a partire dalla “Chicchi” del titolo — nome di battaglia di Teresa Mattei, la più giovane delle Costituenti —, per restituire a tutte la centralità del percorso per l’elaborazione di quella Costituzione che da quasi 80 anni garantisce eguaglianza, diritti, dignità sociale a tutti e in particolare alle donne.

La mostra è curata da Barbara Solari e Ilaria Cansella, la grafica è dello studio IF di Simona Espositi.