Oreste Ristori. Vita avventurosa di un anarchico tra Toscana e Sudamerica

Qual è la ragione, e quale l’attualità, di raccontare la storia di un anarchico che partito dalla Toscana visse in Brasile, Argentina e Uruguay nella prima metà del secolo XX per poi passare, tra carceri e persecuzioni, nella Spagna travolta dalla Guerra civile del 1936 e finire poi fucilato per rappresaglia, insieme ad altri quattro antifascisti, alle Cascine di Firenze nei primi giorni del dicembre 1943?
Vivere una vita libera, ribelle e solidale è un tratto caratteristico, partecipativo e cosmopolita che pare essere la stella polare di questi “vecchi” anarchici. L’azione diretta e indipendente, l’aspirazione a non delegare ad altri la soluzione dei propri problemi, la speranza in un mondo migliore libero e egualitario sono i sentimenti che muovono i “vecchi” libertari come Ristori ma che sono anche la fonte d’ispirazione dei nuovi attivisti di strada del XXI secolo. Niente di più moderno, addirittura ultramoderno: la volontà di essere padroni del proprio destino. Questo libro è un racconto biografico costruito attraverso una rigorosa ricerca negli archivi italiani e brasiliani. In queste pagine si mostra come un uomo di origini povere e quasi senza istruzione, autodidatta, divenne, attraverso la cultura libertaria, uno dei principali protagonisti del movimento a cavallo dei secoli XIX e XX.




“Documenti e studi”, n. 37, 2015

Il numero 37 di “Diocumenti e studi” presenta un saggio di Jonathan Pieri, Guerra ai civili nel Comune di Massarosa; l’intervista Diciassette anni, partigiano, di Feliciano Bechelli a Franco Bravi, allora giovanissimo combattente della Divisione Garibaldi Lunense. Poi, la storia di alcune significative vicende locali: Giuliano Rebechi, Il “caso Raffo”. L’allontanamento violento del direttore commerciale della Cooperativa di Consumo di Pietrasanta ad opera dei fascisti nella primavera 1924; Nicola Del Chiaro, Alle radici della Repubblica, La battaglia del periodico repubblicano lucchese “Il Baluardo” durante il quarto governo De Gasperi (1947 – 1948); Feliciano Bechelli, Lucca, le prime partite di calcio dopo la liberazione: la società civile cittadina desiderosa della normalità di qualche modesto svago, mentre, a poche decine di chilometri da Lucca, la guerra infuria ancora, poi Franco Pocci, Bruna Morandi Petri, che tratta di un’importante figura femminile del cattolicesimo versiliese, attiva tra spiritualità e organizzazione nel secondo dopoguerra. Tra le novità di questo numero, la pubblicazione dell’apparato integrale degli Indici e degli Autori di tutti saggi apparsi su “Documenti e studi” dal primo numero all’attuale. Un utile strumento di lavoro offerto a studiosi e lettori per ricordare i trent’anni di questa  rivista.




Esuli a Lucca

In occasione del giorno del Giorno del Ricordo (il 10 febbraio), l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in provincia di Lucca, su impulso delle presidenze dei Consigli provinciale e comunale, ha realizzato un DVD “Gli esuli istriani, fiumani e dalmati a Lucca” e un libro scritto da Armando Sestani “Esuli a Lucca”.

Il volume è diviso in cinque capitoli: il primo riguarda la guerra e il dopoguerra a Lucca visto dalla parte degli sfollati; il secondo riporta alle vicende sul confine orientale italiano ed è collegato al terzo, in cui si racconta l’esodo degli esuli da Pola a Lucca nel 1947. A seguire, il capitolo più lungo: quello sull’inserimento dei profughi nella loro nuova realtà, gli aspetti identitari, i problemi di vita quotidiana come il lavoro e la casa o l’attività religiosa. Il libro si chiude con un breve capitolo che fa una quantificazione precisa del fenomeno”.

Armando Sestani è figlio di due profughi, Silvio Sestan (il cui cognome viene italianizzato nel 1932 per decreto del prefetto di Pola) ed Elvia Fanucco, nati a Pola e poi, per nove anni e fino al 1956, vissuti in un campo profughi a Taranto prima di approdare a Lucca alla fine degli anni Sessanta. E’ in questa storia familiare, che rende la città di Pola un luogo magico e fantastico, che si fonda la storia narrata dall’autore. Un lavoro meticoloso e documentato, ricco di numeri e di date, per ricostruire la storia degli esuli che, dopo il 1947, arrivarono a Lucca e vissero molto a lungo dentro il Real Collegio facendo i conti con l’esperienza della vita in comune e con le difficoltà dell’inclusione sociale. Un’opera che ben si integra con il DVD e che diventa anche uno strumento per fare giustizia, alle vittime e ai sofferenti, finalmente restituiti a una narrazione pubblica.




Di fronte all’estremo.

Il volume a cura di Gianluca Fulvetti contiene i saggi di Daniela Bernardini, Bruna Bocchini Camaiani, Marcello Brunini, Paolo Buchignani, Maria Del Giudice, Gianluca Maggiore, Gianluca Fulvetti, Italo Galli, Umberto Palagi, Emmanuel Pesi, Silvia Pettiti, Luigi Puccini, Stefano Sodi. I saggi raccolti nel volume raccontano diversi episodi di resistenza civile nella seconda guerra mondiale. Le vicende di don Aldo Mei e Arturo Paoli a Lucca, Monsignor Giovanni Piccioni e don Roberto Angeli a Livorno, la Diocesi e l’arcivescovo di Pisa, e don Pietro Cascioni a Buti ed altri ancora ci ricordano e ci fanno riflettere sulla dimensione culturale e etica della Resistenza italiana nelle sue varie forme. Il volume raccoglie e sviluppa gli interventi svolti durante il convegno del 2012 in occasione del centenario della nascita di Don Aldo Mei a Lucca.




Guerra e Resistenza: vicende partigiane per uno della “Bozzi”, la storia personale di Doriano Monfardini

La storia di Doriano Monfardini, partigiano e combattente per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Appena diciottenne, seguendo i suoi ideali, raggiunse la brigata Bozzi, una delle formazioni più importanti del pistoiese, affrontando la guerra, il freddo e la fame per circa dieci mesi. Partecipò alla liberazione di Toano e alla Repubblica di Montefiorino, poi, una volta liberata Pistoia, si arruolò nuovamente nei Gruppi di Combattimento che affiancarono l’esercito alleato durante la risalita nel nord Italia.

L’idea della pubblicazione, voluta dai figli Daila e Sergio, è scaturita dal ritrovamento di una cassetta contenente un’intervista rilasciata da Doriano negli anni Ottanta. Proprio partendo dalla testimonianza diretta della sua esperienza, e raccogliendo documenti e foto custodite dalla famiglia, il volume aggiunge un tassello alla ricostruzione della storia della Resistenza nel pistoiese. Restituisce, ad oltre settant’anni di distanza, la quotidianità della vita partigiana e il sentimento di forte condivisione che si era instaurato fra i partigiani e la popolazione, recuperando un’ulteriore memoria in grado di restituirci lo spirito originale di quella che fu la lotta di Liberazione.

 




Gli ammutinati delle trincee

La Prima guerra mondiale, spesso definita il tragico atto di nascita del Ventesimo secolo, rimane l’evento storico che ha determinato i traumi, i conflitti, le trasformazioni non solo nella società, ma nella coscienza collettiva e nell’esperienza umana di milioni di persone e, in particolare, dei ceti popolari e delle classi subalterne di ogni paese. Furono infatti queste ultime a pagare maggiormente gli effetti laceranti di quella guerra, voluta dal potere economico, dai governi e dai rispettivi nazionalismi, per affermare un’egemonia imperialista, conquistare territori e incrementare i profitti dell’industria bellica. La Grande guerra rappresenta il naufragio della civiltà moderna, nella quale è coinvolta pienamente l’Italia liberale che già con la spedizione in Libia (1911-12) aveva anticipato eventi, strategie e temi che troveranno un’altra conferma negli anni 1914-18. Non tutti i contadini e gli operai travolti dalla guerra accettarono passivamente di morire – da Tripoli a Caporetto – per interessi e logiche non loro. Prigionieri delle trincee, questi non-sottomessi combatterono una loro guerra dentro la guerra, ammutinandosi agli ordini criminosi dei generali, disertando, dandosi alla macchia, animando rivolte per difendersi da una patria che li mandava al massacro e li voleva assassini di altri sfruttati. Questa ricerca al rovescio vuole dare voce al loro coraggio di restare umani, anche a rischio della fucilazione per disfattismo.

Marco Rossi è da tempo impegnato nella ricerca storica sulle vicende del movimento operaio dopo la Prima guerra mondiale, con particolare attenzione verso l’antifascismo. Con la Biblioteca F. Serantini ha già pubblicato alcune opere come “Avanti siam ribelli. Appunti per una storia del Movimento anarchico nella Resistenza” (Pisa, 1985) e la prima edizione di “Arditi, non gendarmi! Dall’arditismo di guerra agli Arditi del popolo 1917-1922” (Pisa, 1997 seconda ed. 2011). Con altri editori ha pubblicato: “Il conto aperto. L’epurazione e il caso di Codevigo: appunti contro il revisionismo” (Padova, 1997), “I fantasmi di Weimar. Origini e maschere della destra rivoluzionaria” (Milano, 2001) e “Ribelli senza congedo. Rivolte partigiane dopo la Liberazione, 1945-1947” (Milano, 2010). 




“Nuovi Studi Livornesi”, Vol. XX

Il volume XX della rivista “Nuovi Studi Livornesi” raccoglie una parte degli atti del convegno di studi L’intellettuale e il politico: Furio Diaz sindaco di Livorno organizzato il 6 e 7 dicembre 2012 dall’Associazione livornese di storia lettere e arti, la Scuola Normale Superiore e l’Istoreco, ad un anno dalla scomparsa dell’illustre studioso e sindaco di Livorno negli anni dell’immediato dopoguerra.

Il convegno si è articolato in due filoni tematici che sono stati trattati in due sedi distinte: a Livorno, presso la Biblioteca Labronica, è stato preso in considerazione l’impegno politico dell’intellettuale, con particolare attenzione all’attività svolta come sindaco nel difficile periodo che va dal 1944 al 1954; a Pisa, presso la Scuola Normale Superiore, una serie di relazioni ha esplorato i lavori dello studioso di storia, concentrando soprattutto l’attenzione sui suoi principali interessi di ricerca maturati dopo l’abbandono della vita politica.

Nel volume appena edito vedono la luce gli interventi tenuti nella sessione livornese del 7 dicembre. Con l’introduzione di Daniele Menozzi, Scuola Normale Superiore di Pisa, sono ospitati i saggi di Giuseppe Galasso, Accademia dei Lincei, Marcello Verga, Università di Firenze, Antonello Mattone e Piero Sanna, Università di Sassari, Cristina Luschi, Biblioteca Labronica di Livorno, Gian Carlo Falco, Università di Pisa, Gianluca della Maggiore e Chiara Fantozzi, Istoreco e Denise Ulivieri, Università di Pisa.

Nella parte “Studi e testi” il volume raccoglie anche i contributi di Gabriele Sforzi su Giovanni Fattori, di Martina Beccatini sulla villa Rodocanacchi e di Clara Errico e Michele Montanelli sull’architetto navale Roberto Dudley.




Come se fosse ora

Attraverso la memoria dei testimoni, Gabriella Congedo ha realizzato un grande racconto corale che ricostruisce le vicende di una comunità negli anni del secondo conflitto mondiale. All’inizio di ogni capitolo, le sintetiche schede a cura di Matteo Mazzoni consentono di inquadrare la specifica vicenda locale e l’intreccio dei ricordi degli intervistati nel più ampio contesto delle vicende nazionali di quegli anni travagliati.
Dall’ingresso dell’Italia in guerra, il 10 giugno 1940, all’armistizio dell’8 settembre del ’43, dall’occupazione nazista al progressivo “incontro” con la guerra (bombardamenti, requisizioni, rastrellamenti), la narrazione conosce un crescendo drammatico  che culmina con la descrizione del passaggio del fronte fra sfollamenti, combattimenti, vittime civili, incontro con gli Alleati.
Storia di guerra, ma anche di vita quotidiana, il volume restituisce il dramma del conflitto sulla popolazione civile e il vissuto di una comunità di quella società rurale e mezzadrile che di lì a pochi anni sarebbe scomparsa per sempre e un quadro.

Indice del volume:
Maurizio Semplici, Sindaco di Barberino, La memoria, un treno che tutti siamo chiamati a non perdere
Stefano Fusi, Consigliere provinciale, Firenze, Perché la memoria non si disperda “come lacrime nella pioggia”
Simone Neri Serneri, Direttore Istituto Storico della Resistenza in Toscana, Guerra, storie e memorie. Perché raccontare?
I. La vita quotidiana negli anni di guerra
II. L’Armistizio e i bombardamenti in Val d’Elsa
III. I tedeschi
IV. Gli Alleati
V. Vite spezzate
VI. Ricominciare
Appendice Mappe e documenti

Gabriella Congedo giornalista pubblicista, nel 2003 ha fondato la rivista «inChianti » nel 2003, di cui è direttore responsabile. Dal 2004 si occupa di storia locale dedicandosi alla raccolta di testimonianze orali sulla società contadina e sul passaggio del fronte
Matteo Mazzoni dottore di ricerca in Studi storici dell’età moderna e contemporanea, vicepresidente Istituto Gramsci Toscano, collaboratore Istituto Storico della Resistenza in Toscana. Ha pubblicato Livorno all’ombra del fascio (Olschki, 2009, vincitore premio Anci-SISSCO 2010)