La Resistenza armata nell’Italia centrale

La guerra partigiana avvenuta tra Roma e la linea Gotica è stata una Resistenza “minore”? Quali furono le caratteristiche dell’azione svolta dalle bande partigiane nell’area che comprende il Lazio settentrionale, l’Abruzzo, l’Umbria, le Marche e la Toscana? Il volume esplora il tema attraverso una serie di ricerche inedite di studiosi e studiose che pongono nuove domande su quella fase decisiva della storia italiana. La vicinanza a Roma e al fronte, il paesaggio collinare e la forte presenza mezzadrile, le subculture urbane e contadine diffuse, l’importanza logistica e strategica della zona per la penetrazione nella Pianura Padana sono tutti elementi di fondo peculiari di questi territori su cui i diversi saggi costruiscono le proprie analisi, a partire dai distinti contesti locali e da tagli specifici. I tre grandi assi tematici attorno ai quali si concentrano i vari contributi sono: le particolarità del territorio e dei protagonisti della Resistenza locale, il ruolo degli Alleati e dell’esercito, le modalità di rappresentazione delle vicende partigiane. A più di ottanta anni dalla fine della lotta di Liberazione, è necessario restituire un’immagine storica il più possibile precisa e dettagliata di una delle pagine fondamentali della vita del nostro paese.

Pubblicazione a cura della rete toscana degli Istituti della Resistenza e dell’età contemporanea.

 




L’altra Resistenza. Partigiani pistoiesi in Jugoslavia

L’opera è frutto di una borsa di ricerca finanziata dall’ISRPT. È introdotta da Giovanni Contini Bonacossi (ISRPT), ha ottenuto il patrocinio di Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Comitato Nazionale e Savez udruženja boraca NOR-a i antifašista Crne Gore, è stata realizzata grazie al contributo della Direzione Generale Biblioteche e Istituti culturali del Ministero della Cultura.

Abbandonati all’estero dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943, decine di migliaia di militari italiani hanno scelto la Resistenza, trovando accoglienza e appoggio nelle bande partigiane locali contro cui avevano combattuto fino a pochi giorni prima. Tra loro, più di duecento pistoiesi in Jugoslavia. Questo libro ne ri­costruisce per la prima volta la storia, incrociando tutte le fonti a disposizione, dagli archivi ai diari, alle memorie dei protago­nisti. Nomi e numeri, ma anche testimonianze di prima mano che restituiscono tutta l’umanità e la tragicità dell’altra Resistenza combattuta da quei pistoiesi, non inferiore per dati e valore a quella vissuta in patria. Una storia rimasta ai margini della me­moria pubblica, a cui finalmente queste pagine rendono merito.

L’autore Eric Gobetti è uno storico freelance, studioso di Fascismo, Secon­da guerra mondiale, Resistenza e storia della Jugoslavia nel No­vecento. Esperto in divulgazione storica, viaggi e politiche della memoria, è autore di diverse monografie, due documentari, un romanzo, una favola, articoli scientifici e divulgativi. Tra i suoi libri più recenti E allora le foibe? (2021), I carnefici del Duce (2023), entrambi editi da Laterza, e la “non guida” Confini (2025). Sul tema di questo libro ha realizzato un documentario (Partizani), un programma televisivo e il libro La Resistenza dimenticata. Par­tigiani italiani in Montenegro (Salerno Editrice, 2018).




I luoghi del fascismo in provincia di Lucca

Camilla Zucchi, I luoghi del Fascismo edito da Maria Pacini Fazzi.
Camilla Zucchi, dottoressa di ricerca in Digital Public History e componente del Consiglio Direttivo dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in provincia di Lucca, ha analizzato il territorio lucchese  facendone un osservatorio unico per analizzare le tracce materiali e le memorie del Ventennio.
Il libro ci aiuta a interrogare i segni meno scontati della nostra storia, rendendoli finalmente comprensibili. Come si legge nella prefazione di Jonathan Pieri, è solo attraverso questa consapevolezza che il passato smette di essere un’eredità opaca per diventare responsabilità condivisa.



Canti dei senza volto

Dalle barricate della Comune di Parigi alle terre della Toscana nord-occidentale, il canto ha rappresentato per le classi subalterne un’arma di resistenza e un potente mezzo di alfabetizzazione politica. Massimiliano Bacchiet ricostruisce una contro-storia che affonda le radici nel territorio pisano, dove la melodia si è fatta strumento della lotta di classe e veicolo di un fecondo internazionalismo. Attraverso le “utopie sonore” dei senza volto, il libro ridà voce a poeti ribelli, operai e alle tante donne lavoratrici – protagoniste di canti e poesie di emancipazione – che hanno sfidato l’autorità traendo forza da un ideale libertario e cosmopolita. Inni di libertà e canti d’amore compongono così il mosaico di una memoria collettiva capace di trasformare la miseria in riscatto: la testimonianza di una comunità dei senza volto in divenire che, in oltre due secoli di lotte, non ha mai smesso di intonare la propria speranza.

Prefazione di Franco Bertolucci.




Resistenze al femminile nel volterrano (1943-1944)

«Dobbiamo dimostrare che il sesso gentile non è solo ornamento della casa… dobbiamo essere in linea sul fronte della liberazione». Con queste parole, scritte in un volantino clandestino del 1944, le donne di Volterra rivendicavano il proprio ruolo in uno dei momenti più drammatici della storia italiana. Per troppo tempo la Resistenza è stata raccontata come un’epopea esclusivamente maschile e militare; questo volume nasce dall’esigenza di scardinare l’equiparazione diretta tra presa delle armi e partecipazione attiva, restituendo volto e voce alle protagoniste di una “lotta senz’armi”. Attraverso un meticoloso lavoro di ricerca corale curato dalla sezione anpi di Volterra, emergono quasi cento nomi e trentacinque biografie di donne che hanno trasformato il quotidiano in uno spazio di ribellione. Dalle “staffette” che attraversavano i boschi di Berignone alle donne che hanno attuato il maternage e protetto i perseguitati, salvato rastrellati, recuperato le tradizionali pratiche di assistenza come forme dell’agire politico, con piena consapevolezza dei rischi e delle responsabilità collettive. Resistenze al femminile nel volterrano non è solo una raccolta di memorie, ma un atto di riconoscimento..

Introduzione di Teresa Catinella




Una vita in cresta

Dal ricordo d’infanzia della «vita in cresta» di un gruppo di resistenti al quale apparteneva suo padre, alla Parigi degli anni cinquanta, dall’insegnamento in Africa, al Maggio 68, dall’esaltante scoperta dell’America delle controculture, al ritorno a Parigi dove si getta nell’avventura artigianale e politica di una tipografia/casa editrice: un percorso di vita da cui scaturisce tanto un quadro della società contemporanea, quanto una visione poetica del mondo. “Non il ritirarsi in vetta, ma il cammino lungo tutto il corso di un’esperienza, un mandato, una passione condivisa nell’amicizia, fuori dall’influsso dell’oppressione, della stupidità”. Daniel Blanchard poeta e romanziere, ex membro del gruppo “Socialisme ou Barbarie” fondato da Cornelius Castoriadis; estensore, con Guy Debord, dei Préliminaires pour une défnition de l’unité du programme révolutionnaire (1960); è stato il primo a introdurre in Francia, e in Europa, il pensiero dell’ecologista libertario Murray Bookchin.

 




Al mondo paura non ha, per lui giustizia non c’è

In appendice: elenco delle antifasciste e degli antifascisti perseguitati sotto il regime fascista, dei deportati in Germania e delle vittime delle stragi-nazifasciste del Comune di Vecchiano / Franco Bertolucci ; prefazione di Massimo Angori e Lorenzo del Zoppo

La generazione che ha vissuto i decenni tra le due guerre mondiali del Novecento nella zona di Vecchiano, e anche in buona parte del piano pisano, nell’evocare la storia del primo squadrismo fascista ha sempre abbinato questo ricordo alle “imprese” e ai delitti del famigerato Alessandro Carosi. Il nome di questo squadrista rimarrà fino alla fine degli anni Settanta ben impresso nella memoria delle popolazioni di questo territorio, poi il suo ricordo sfumerà nel tempo quasi che il grande fiume Lete della mitologia greca, per una questione di dignità umana, volesse con l’oblio cancellare definitivamente questo nome indegno dalla storia del Novecento. La natura della personalità di Carosi e la sua lunga vicenda umana è stato oggetto di studi, nell’ultimo decennio, che ha inserito questo caso nel più complesso e articolato processo di formazione dello squadrismo non più considerato come una parentesi iniziale e un effetto collaterale del percorso ventennale del regime, ma elemento imprescindibile nella essenza e definizione stessa del movimento politico mussoliniano. Il Comune di Vecchiano in collaborazione con la Biblioteca Franco Serantini Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Pisa con questa ricerca vuole offrire agli studiosi e ai cittadini un’occasione di riflessione per comprendere, alla luce di molta documentazione inedita, la genesi del fascismo nel suo territorio e le drammatiche conseguenze di vent’anni di dittatura, per ridare una dignità e un volto alle sue vittime, cioè a coloro che con il loro sacrificio, con la loro resilienza e Resistenza hanno permesso di battere la «peste bruna», la dittatura e la guerra. Un impegno civile per mantenere viva la loro memoria per le future generazioni.




L’Italia del 1943.

1943: solo un anno, ma cruciale nella Storia d’Italia. Un tempo apparentemente “sospeso”, snodo fra dinamiche diverse nel contesto della guerra totale nazista e fascista. Un Paese in macerie, illuso dalla propaganda del regime, sgomento di fronte ai suoi fallimenti, assiste ed è parte di fatti “straordinari”: dall’invasione alleata all’occupazione nazista, dalla “caduta” di Mussolini all’armistizio, alla Resistenza.

I saggi del volume approfondiscono, con contributi originali, alcuni dei principali punti di vista dei soggetti istituzionali, sociali, culturali che – in Italia e all’estero, negli apparati dello Stato e nella società – vivono in modi diversi quegli eventi, fra paure, progetti, aspettative, interessi e ideali, così da restituire il complesso mosaico di quei 12 mesi.

Indice

Premessa

I. Sguardi dall’estero
Pascal Dominic Oswald, L’atteggiamento dei tedeschi nei confronti dell’Italia davanti all’armistizio nell’estate del 1943
Francesca Cavarocchi, L’antifascismo italiano in Francia di fronte alla crisi del regime
Ester Lo Biundo, Tra bombe, occupazione e melting pot: il 1943 e la sua eredità nei programmi radio della Bbc e di Voa (Voice of America)
Francesco Fusi, Gli italoamericani di fronte alla Campagna d’Italia
II. Lo Stato “sospeso”
Christian Satto, Salvare il Paese, salvare la monarchia: la difficile estate di Vittorio Emanuele III
Nicolò Da Lio, I militari e l’8 settembre
Toni Rovatti, “Ferie romane” e doppie carriere: i magistrati di fronte alla rottura del quadro istituzionale
Gerardo Nicolosi, Il 1943 della diplomazia italiana
Nicola Sbetti, Lo sport italiano nei quarantacinque giorni di Badoglio
III. Italiani “spaesati”
Marco Bertilorenzi, Imprese multinazionali e Seconda guerra mondiale: il rischio politico in due casi toscani
Alessandro Santagata, Il clero nella crisi del 1943: geografie, cronologia e prospettive di ricerca
Isabella Insolvibile, Soldati senza guerra: i prigionieri italiani nella svolta del 1943
Simone Neri Serneri, La storia siamo noi? Foto di gruppo di intellettuali nell’estate del 1943

Indice dei nomi
Gli autori e le autrici