I luoghi del fascismo in provincia di Lucca



Dalle barricate della Comune di Parigi alle terre della Toscana nord-occidentale, il canto ha rappresentato per le classi subalterne un’arma di resistenza e un potente mezzo di alfabetizzazione politica. Massimiliano Bacchiet ricostruisce una contro-storia che affonda le radici nel territorio pisano, dove la melodia si è fatta strumento della lotta di classe e veicolo di un fecondo internazionalismo. Attraverso le “utopie sonore” dei senza volto, il libro ridà voce a poeti ribelli, operai e alle tante donne lavoratrici – protagoniste di canti e poesie di emancipazione – che hanno sfidato l’autorità traendo forza da un ideale libertario e cosmopolita. Inni di libertà e canti d’amore compongono così il mosaico di una memoria collettiva capace di trasformare la miseria in riscatto: la testimonianza di una comunità dei senza volto in divenire che, in oltre due secoli di lotte, non ha mai smesso di intonare la propria speranza.
Prefazione di Franco Bertolucci.

«Dobbiamo dimostrare che il sesso gentile non è solo ornamento della casa… dobbiamo essere in linea sul fronte della liberazione». Con queste parole, scritte in un volantino clandestino del 1944, le donne di Volterra rivendicavano il proprio ruolo in uno dei momenti più drammatici della storia italiana. Per troppo tempo la Resistenza è stata raccontata come un’epopea esclusivamente maschile e militare; questo volume nasce dall’esigenza di scardinare l’equiparazione diretta tra presa delle armi e partecipazione attiva, restituendo volto e voce alle protagoniste di una “lotta senz’armi”. Attraverso un meticoloso lavoro di ricerca corale curato dalla sezione anpi di Volterra, emergono quasi cento nomi e trentacinque biografie di donne che hanno trasformato il quotidiano in uno spazio di ribellione. Dalle “staffette” che attraversavano i boschi di Berignone alle donne che hanno attuato il maternage e protetto i perseguitati, salvato rastrellati, recuperato le tradizionali pratiche di assistenza come forme dell’agire politico, con piena consapevolezza dei rischi e delle responsabilità collettive. Resistenze al femminile nel volterrano non è solo una raccolta di memorie, ma un atto di riconoscimento..
Introduzione di Teresa Catinella

Dal ricordo d’infanzia della «vita in cresta» di un gruppo di resistenti al quale apparteneva suo padre, alla Parigi degli anni cinquanta, dall’insegnamento in Africa, al Maggio 68, dall’esaltante scoperta dell’America delle controculture, al ritorno a Parigi dove si getta nell’avventura artigianale e politica di una tipografia/casa editrice: un percorso di vita da cui scaturisce tanto un quadro della società contemporanea, quanto una visione poetica del mondo. “Non il ritirarsi in vetta, ma il cammino lungo tutto il corso di un’esperienza, un mandato, una passione condivisa nell’amicizia, fuori dall’influsso dell’oppressione, della stupidità”. Daniel Blanchard poeta e romanziere, ex membro del gruppo “Socialisme ou Barbarie” fondato da Cornelius Castoriadis; estensore, con Guy Debord, dei Préliminaires pour une défnition de l’unité du programme révolutionnaire (1960); è stato il primo a introdurre in Francia, e in Europa, il pensiero dell’ecologista libertario Murray Bookchin.

In appendice: elenco delle antifasciste e degli antifascisti perseguitati sotto il regime fascista, dei deportati in Germania e delle vittime delle stragi-nazifasciste del Comune di Vecchiano / Franco Bertolucci ; prefazione di Massimo Angori e Lorenzo del Zoppo
La generazione che ha vissuto i decenni tra le due guerre mondiali del Novecento nella zona di Vecchiano, e anche in buona parte del piano pisano, nell’evocare la storia del primo squadrismo fascista ha sempre abbinato questo ricordo alle “imprese” e ai delitti del famigerato Alessandro Carosi. Il nome di questo squadrista rimarrà fino alla fine degli anni Settanta ben impresso nella memoria delle popolazioni di questo territorio, poi il suo ricordo sfumerà nel tempo quasi che il grande fiume Lete della mitologia greca, per una questione di dignità umana, volesse con l’oblio cancellare definitivamente questo nome indegno dalla storia del Novecento. La natura della personalità di Carosi e la sua lunga vicenda umana è stato oggetto di studi, nell’ultimo decennio, che ha inserito questo caso nel più complesso e articolato processo di formazione dello squadrismo non più considerato come una parentesi iniziale e un effetto collaterale del percorso ventennale del regime, ma elemento imprescindibile nella essenza e definizione stessa del movimento politico mussoliniano. Il Comune di Vecchiano in collaborazione con la Biblioteca Franco Serantini Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Pisa con questa ricerca vuole offrire agli studiosi e ai cittadini un’occasione di riflessione per comprendere, alla luce di molta documentazione inedita, la genesi del fascismo nel suo territorio e le drammatiche conseguenze di vent’anni di dittatura, per ridare una dignità e un volto alle sue vittime, cioè a coloro che con il loro sacrificio, con la loro resilienza e Resistenza hanno permesso di battere la «peste bruna», la dittatura e la guerra. Un impegno civile per mantenere viva la loro memoria per le future generazioni.

1943: solo un anno, ma cruciale nella Storia d’Italia. Un tempo apparentemente “sospeso”, snodo fra dinamiche diverse nel contesto della guerra totale nazista e fascista. Un Paese in macerie, illuso dalla propaganda del regime, sgomento di fronte ai suoi fallimenti, assiste ed è parte di fatti “straordinari”: dall’invasione alleata all’occupazione nazista, dalla “caduta” di Mussolini all’armistizio, alla Resistenza.
I saggi del volume approfondiscono, con contributi originali, alcuni dei principali punti di vista dei soggetti istituzionali, sociali, culturali che – in Italia e all’estero, negli apparati dello Stato e nella società – vivono in modi diversi quegli eventi, fra paure, progetti, aspettative, interessi e ideali, così da restituire il complesso mosaico di quei 12 mesi.
Indice
Premessa
I. Sguardi dall’estero
Pascal Dominic Oswald, L’atteggiamento dei tedeschi nei confronti dell’Italia davanti all’armistizio nell’estate del 1943
Francesca Cavarocchi, L’antifascismo italiano in Francia di fronte alla crisi del regime
Ester Lo Biundo, Tra bombe, occupazione e melting pot: il 1943 e la sua eredità nei programmi radio della Bbc e di Voa (Voice of America)
Francesco Fusi, Gli italoamericani di fronte alla Campagna d’Italia
II. Lo Stato “sospeso”
Christian Satto, Salvare il Paese, salvare la monarchia: la difficile estate di Vittorio Emanuele III
Nicolò Da Lio, I militari e l’8 settembre
Toni Rovatti, “Ferie romane” e doppie carriere: i magistrati di fronte alla rottura del quadro istituzionale
Gerardo Nicolosi, Il 1943 della diplomazia italiana
Nicola Sbetti, Lo sport italiano nei quarantacinque giorni di Badoglio
III. Italiani “spaesati”
Marco Bertilorenzi, Imprese multinazionali e Seconda guerra mondiale: il rischio politico in due casi toscani
Alessandro Santagata, Il clero nella crisi del 1943: geografie, cronologia e prospettive di ricerca
Isabella Insolvibile, Soldati senza guerra: i prigionieri italiani nella svolta del 1943
Simone Neri Serneri, La storia siamo noi? Foto di gruppo di intellettuali nell’estate del 1943
Indice dei nomi
Gli autori e le autrici

Sulla storia della Resistenza versiliese, il lettore troverà in questo volume una stimolante varietà di strumenti e di proposte. I contributi, opera di autori e autrici di diverse generazioni, presentano infatti: utili sintetici profili che costituiscono un punto fermo nella conoscenza dei fatti locali; aggiornati approfondimenti su temi e questioni settoriali di attuale interesse per gli storici e per l’opinione pubblica (dal ruolo delle donne, all’azione del clero; dal rilievo della memoria, al nodo della giustizia sui crimini di guerra); documenti, testimonianze, cronache che forniscono illuminanti squarci sulle scelte e sulle biografie dei resistenti, nonché sui drammi della popolazione civile durante la guerra e nel dopoguerra; infine, una originale rivisitazione antologica di voci della letteratura (due in particolare: Mario Tobino e Leone Sbrana) di cui è noto il legame con la terra versiliese. Per tutti questi motivi il volume si rivolge a chiunque cerchi un supporto di conoscenza e nuove occasioni per riflettere, a partire dalla storia locale, sulla grande vicenda da cui è sorta la nostra Repubblica democratica; e si raccomanda soprattutto all’attenzione dei giovani studenti e degli insegnanti di storia, come corredo di idee e di materiali per il loro lavoro.
Sommario: Prefazione di Stefano Gallo; La Resistenza in Versilia. Sintesi storica di Giovanni Cipollini; Dalla scuola alla montagna di Stefano Bucciarelli; Missione Rosa di Silvia Q. Angelini; L’aviolancio di Mosceta del febbraio 1944 di Filippo Antonini; Vita partigiana di Stefano Bucciarelli e Giovanni Cipollini; Donne in armi di Teresa Catinella; Clero e Resistenza di Stefano Bucciarelli; La violenza nazista in Versilia, 1943-1945 di Jonathan Pieri; La giustizia sulle stragi: Sant’Anna di Stazzema di Filippo Antonini e Enrico Marzaduri; La Liberazione della Versilia di Giovanni Cipollini; Per ricordare di Giovanni Cipollini; Il dopoguerra sui giornali di Giuliano Rebechi; La letteratura della Resistenza in Versilia. Due voci: Mario Tobino e Leone Sbrana di Stefano Bucciarelli; Le passioni della Resistenza: pagine da «Il Clandestino» di Mario Tobino [a cura di] Stefano Bucciarelli; La memoria letteraria di un IMI (Internato militare italiano) versiliese di Silvia Q. Angelini; Racconti della Resistenza dei/per ragazzi: La banda di capo Batano di Filippo Antonini. Bibliografia e sitografia di lavoro. Indice dei nomi di persona. Indice dei luoghi significativi. Indice delle forze combattenti. Note su Autori e Autrici.

“Public History e nuovi media. Narrazioni, rappresentazioni, rimozioni della proiezione pubblica del passato” a cura di Giulia Bassi.
La sfera pubblica contemporanea è oggi attraversata da una trasformazione radicale: i nuovi media hanno cambiato il modo in cui la storia viene narrata, prodotta, fruita, e condivisa. Podcast, social network, piattaforme digitali, videogiochi, e musei virtuali non sono soltanto canali di diffusione, ma veri e propri dispositivi che plasmano i contenuti, ridefinendo le relazioni tra storici, divulgatori pubblici, comunità, e memoria collettiva.
Il volume intende esplorare proprio questo fondamentale cambiamento, con uno sguardo aperto e plurale. Dalla rappresentazione della seconda guerra mondiale su YouTube alla marittimità reinterpretata in chiave pubblica, dal medievalismo contemporaneo all’uso performativo dei musei, dalle proposte online sulla Shoah alle potenzialità del videogioco come linguaggio storico, i contributi di questo numero offrono una mappa delle tensioni e delle torsioni che segnano la comunicazione odierna della storia nell’ecosistema digitale, e forse la sua natura come disciplina.
Il volume non raccoglie semplicemente un repertorio di casi, ma si propone come un laboratorio di riflessione: che cosa distingue divulgazione, public history, e digital public history? Quali responsabilità epistemiche emergono quando la storia entra in uno spazio pubblico globale polarizzato e dominato dai nuovi potenti algoritmi? Quale ruolo può e deve assumere lo storico di fronte alle semplificazioni, alle nostalgie, e alle post-verità storiografiche?
Attraverso prospettive differenti, il fascicolo mostra allora come la public history – proprio in quanto disciplina ancora aperta, porosa, attraversabile – possa oggi costituire uno strumento critico per abitare la complessità del presente, dare voce a memorie plurali, e offrire alla società un luogo di senso e di confronto.
Introduzione
Giulia Bassi – Curatrice
Public History, nuovi media, pratiche di senso.
Ripensare la narrazione storica nell’ecosistema digitale – p. 7
Saggi
M. Berrettini, Tra bisogno di storia e crisi delle narrazioni novecentesche: la Seconda Guerra Mondiale nei format digitali di YouTube – p. 21
D. Borsani, G. Poggiaroni, Storia navale, marittimità e divulgazione: il caso di Italian Military Archives – p. 39
L. Mocarelli, L. Vergallo, La costruzione della mostra (fisica e digitale) “Progresso inconsapevole”: come dare sostanza alla public history – p. 55
M. Ravveduto, Il passato è il presente già vissuto: la storia nell’era dei social media – p. 73
T. di Carpegna Falconieri, Il canone inverso della storia: alcune considerazioni sull’utilità di rovesciare i punti di vista – p. 91
Rubriche
Public History
S. Caselli, I. Pizzirusso, Videogiocare il passato tra soggettività storiche e memorie precarie: il caso di Martha is Dead – p. 107
E. Palumbo, Capire la guerra: la questione israelo-palestinese su YouTube in Italia – p. 117
Storia orale
A. Agosti, Dal blog al meta-archivio: gli archivi orali online – p. 125
Comunicare la storia
A. De Matteo, A cena con gli esuli. Risorgimento, fuoriuscitismo politico e alimentazione al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana – p. 139
S. Colacicco, La Shoah attraverso i social: il caso del Memoriale della Shoah di Milano – p. 145
Casi studio
M.A. Fusco, Un minuto di Storia, modello di comunicazione storica televisiva – p. 151
G. Giardi, Raccontare la storia di uno Stato in podcast. Storia in Flanella
e il ruolo della divulgazione – p. 157
C.C. Ruocco, Bosco Martese in gioco: indagare la memoria storica attraverso un videogioco – p. 163
Autori e autrici – p. 171