#Storiadicarta all’Isgrec per la Giornata internazionale degli archivi

9 giugno, ore 17.00




Festa dell’Isgrec 2026

5 giugno, una giornata dedicata a chi è già socio, a chi vuole associarsi all’Isgrec, a chi vuole conoscere le attività che da oltre trent’anni l’Istituto porta avanti

Il 5 giugno nel giardino dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea si terranno una serie di iniziative dedicate a chi è già socio, a chi vuole associarsi e a chi semplicemente vuole conoscere le molteplici attività che da oltre trent’anni l’Isgrec porta avanti.

Si inizia alle 17.30 con la presentazione del volume 1944: l’anno prima della fine della guerra, a cura di Gianluca Fulvetti, Francesco Fusi, Isabella Insolvibile, Matteo Pretelli (Pisa University Press 2026). Il volume è la sintesi di un percorso partecipativo avviato e promosso dall’Università di Pisa e vuole offrire uno strumento di riflessione originale, col quale cogliere attraverso la prospettiva dell’anno 1944 tanto le complesse esperienze di guerra che le premesse dei futuri assetti socio-politici dell’Italia repubblicana. Il 1944, infatti, è stato cruciale per le sorti del Secondo conflitto mondiale; per il contesto italiano, in particolare, si trattò di un anno decisivo, caratterizzato da grandi aspettative per la fine della guerra, ma anche da dolorose disillusioni per chi fu costretto a fare più a lungo i conti con la presenza degli occupanti tedeschi e fascisti. La Direttrice dell’Isgrec, Ilaria Cansella, ne discute con uno dei curatori, Francesco Fusi, e con gli autori di 3 saggi pubblicati nel volume, Nicoletta Arena, Federico Creatini e Stefano Campagna. L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti.

A seguire, a partire dalle ore 20, sarà possibile consumare una ricca apericena. In questo caso l’iniziativa è aperta a tutti ma prevede un piccolo contributo (10 euro per i soci e 12 per i non soci) e la prenotazione obbligatoria via mail entro il 4 giugno (segreteria@isgrec.it).

Alle 21 si terrà poi il reading teatrale “1944: Grossetoliberata” di AnimaScenica.

Il 1944 è stato un anno drammatico e decisivo anche per la Maremma: guerra, deportazioni, bombardamenti, stragi nazifasciste e, infine, la Liberazione. Irene Paoletti ed Emanuele Bocci ne ripercorrono alcune tappe attraverso parole, musica e videoproiezioni.

Per info e prenotazioni per la cena: www.isgrec.itsegreteria@isgrec.it




2 giugno 1946. Chicchi e le altre | Mostra “diffusa” dal 2 giugno a Grosseto

Nella primavera del 1946 le italiane hanno votato nella prima tornata di consultazioni amministrative, ma sono state le elezioni del 2 giugno del 1946 ad imprimersi nella memoria collettiva come un evento storico: quasi 13 milioni di cittadine si misero in fila ai seggi per eleggere i componenti dell’Assemblea costituente e scegliere tra Monarchia e Repubblica. Nelle liste per le elezioni del 2 giugno 1946 le donne rappresentavano poco meno del 7% delle candidature; 21 furono elette su un totale di 556 deputati, appena il 3,7% dei componenti dell’Assemblea. Ma chi erano queste donne? Quali esperienze avevano alle spalle? Cosa rappresentavano e cosa realizzarono?

Sono le domande a cui cerca di dare risposta la “mostra diffusa” dal titolo “2 giugno 1946. Chicchi e le altre”, realizzata dall’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea per celebrare l’ottantesimo anniversario di quell’evento epocale. Una mostra diffusa è un evento culturale che non si concentra in un unico spazio, ma disloca i materiali espositivi su più luoghi, trasformando il tessuto urbano in una galleria. 21 locandine, una per ogni Madre Costituente, riprodotte in più copie, saranno collocate a partire dal 2 giugno in botteghe, piazze, giardini, palazzi istituzionali, locali commerciali… L’intento è quello di raggiungere il maggior numero possibile di persone, permettendo di fruire di materiali culturali anche in spazi che non sono “espositivi” in senso proprio. Ogni locandina conterrà una foto, una breve biografia, una citazione e rimanderà con un QR code ad approfondimenti; sarà disponibile nel sito dell’Isgrec (www.isgrec.it) una mappa digitale con l’indicazione della presenza delle locandine sul territorio, in modo tale che chi è interessato possa vederle tutte o solamente alcune.

L’idea è quella di uscire far uscire la celebrazione delle 21 Madri costituenti dai luoghi chiusi e ufficiali, per farle diventare parte della quotidianità occupando metaforicamente lo spazio urbano, a partire dalla “Chicchi” del titolo — nome di battaglia di Teresa Mattei, la più giovane delle Costituenti —, per restituire a tutte la centralità del percorso per l’elaborazione di quella Costituzione che da quasi 80 anni garantisce eguaglianza, diritti, dignità sociale a tutti e in particolare alle donne.

La mostra è curata da Barbara Solari e Ilaria Cansella, la grafica è dello studio IF di Simona Espositi.




”𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚 𝐝𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚”. 𝐀𝐫𝐭𝐞, 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧 𝐌𝐚𝐫𝐞𝐦𝐦𝐚 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐂𝐢𝐧𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐚

𝐶𝑜𝑛𝑣𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑡𝑢𝑑𝑖

✨”𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚 𝐝𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚”. 𝐀𝐫𝐭𝐞, 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧 𝐌𝐚𝐫𝐞𝐦𝐦𝐚 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐂𝐢𝐧𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐚✨

📍Sala Pegaso del Palazzo della Provincia di Grosseto

⌚𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨, ore 15-19.30 – 𝟐𝟗 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨, ore 9-13

Programma convegno




22 maggio: presentazione di “L’Italia e il lodo Moro” di Giacomo Pacini

Venerdì 22 maggio, alle ore 17.30, nel giardino dell’Isgrec alla Cittadella dello studente (incrocio tra via Lazzeri e via Bellucci), si terrà il secondo appuntamento del ciclo “Parlare al presente”, 3 incontri per riflettere sul passato, ma anche sull’attualità. Sarà presentato il volume di Giacomo PaciniL’Italia e il lodo Moro. Diplomazia segreta negli anni della guerra fredda” (Einaudi, 2026), uno studio finalmente organico su una questione molto scottante per l’Italia della seconda metà del Novecento.

L’autore discuterà con il giornalista Flavio Fusi.

Per Pacini, ricercatore e saggista, e membro del consiglio direttivo dell’Isgrec, si tratta del terzo volume nella collana Einaudi storia, dopo “Le altre Gladio. La lotta segreta anticomunista in Italia. 1943-1991” (2014) e “La spia intoccabile. Federico Umberto D’Amato e l’Ufficio Affari Riservati” (2021).

In questo volume Pacini analizza un patto mai scritto e mai “tradito”, il cosiddetto «Lodo Moro»: un accordo informale con le fazioni palestinesi, che consentiva ai miliziani di muoversi liberamente in Italia e, anche se arrestati con armi o esplosivi, ne favoriva il rapido rilascio. In cambio, le formazioni coinvolte si impegnavano a non colpire obiettivi italiani, mentre il nostro governo si faceva carico di promuovere il riconoscimento diplomatico dell’Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina) come unico legittimo rappresentante del popolo palestinese. Architetti discreti e silenziosi del patto furono Aldo Moro e Stefano Giovannone, capo del Centro Sid (Servizio informazioni difesa) nella capitale libanese e figura chiave della diplomazia segreta italiana in Medio Oriente. Fu quest’ultimo a inviare il 17 dicembre 1972 dall’ambasciata italiana a Beirut un appunto che sarebbe rimasto occultato per decenni negli archivi dei servizi segreti italiani e che costituisce oggi il primo documento accessibile che attesti l’esistenza di un dialogo sotterraneo tra lo Stato italiano e alcune formazioni armate riconducibili all’Olp. Poche righe, asciutte e burocratiche, che segnavano l’inizio di una strategia che avrebbe tenuto lontana l’Italia dai grandi attacchi del terrorismo internazionale, un equilibrio fragile, sotterraneo, gestito fra ambasciate, servizi segreti, emissari libici e pressioni americane. Ma cosa c’era davvero dietro quel patto? Chi ne era a conoscenza? Chi lo sosteneva? Chi lo temeva? Chi cercò di ostacolarlo? Qual è stato il prezzo da pagare per l’immunità dagli attentati terroristici e per la stabilità dello Stato? Attraverso centinaia di documenti desecretati e testimonianze inedite, Giacomo Pacini ricostruisce con rigore storico un complicato intreccio di potere e ambiguità, di diplomazie parallele e compromessi pericolosi. Una storia che ancora oggi parla al presente, obbligandoci a confrontarci con le zone d’ombra della nostra Repubblica.

La presentazione è organizzata in collaborazione la Libreria Mondadori di Corso Carducci.




Un ciclo di presentazioni per “Parlare al presente” (II edizione)

Sta per partire la seconda edizione del ciclo di presentazioni dell’Isgrec “Parlare al presente”: 3 incontri nel giardino dell’Isgrec alla Cittadella dello studente (incrocio tra via Lazzeri e via Bellucci) per riflettere sul passato, ma anche sull’attualità.

L’11 maggio, alle ore 17.30, Daniele Menozzi (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Don Enzo Capitani (Direttore Caritas diocesana) discuteranno con l’autrice, Maria Paiano, del volume “I cattolici, la guerra e la pace in età contemporanea” di (Morcelliana, 2025). Papa Francesco ha parlato di «terza guerra mondiale a pezzi» per riferirsi alla situazione internazionale: un’espressione con cui richiamava l’esigenza di affrontare il problema con nuove categorie rispetto alla tradizionale dottrina della “guerra giusta”. La questione va oltre la teologia morale cattolica perché riguarda una delle matrici culturali del diritto di guerra e del diritto umanitario internazionale. Il volume ricostruisce il modo in cui la cultura cattolica ha dialogato con il mondo contemporaneo per affrontare il nodo della legittimazione etica della violenza bellica. Quattro sono gli argomenti trattati, ricostruendone gli sviluppi negli ultimi due secoli: le elaborazioni della dottrina della guerra giusta; la legittimazione del ricorso alle armi dello Stato nazionale; il papato e le nuove forme dei conflitti; il rapporto dei cattolici con il pacifismo.

In collaborazione con la Libreria Mondadori di Corso Carducci, il secondo appuntamento si terrà il 22 maggio, alle ore 17.30. L’autore Giacomo Pacini discuterà con il giornalista Flavio Fusi del volume “L’Italia e il lodo Moro. Diplomazia segreta negli anni della guerra fredda” (Einaudi, 2026). Il 17 dicembre 1972, da un ufficio dell’ambasciata italiana a Beirut, parti un appunto che sarebbe rimasto occultato per decenni negli archivi dei servizi segreti italiani. Lo firmava il colonnello Stefano Giovannone, capo del Centro Sid (Servizio informazioni difesa) nella capitale libanese e figura chiave della diplomazia segreta che l’Italia aveva attivato in una delle aree più instabili del mondo. Poche righe, che segnavano l’inizio di una strategia che avrebbe riscritto le regole del rapporto tra l’Italia e il terrorismo internazionale. Questo appunto è il primo documento accessibile che attesti l’esistenza di un dialogo sotterraneo tra lo Stato italiano e alcune formazioni armate riconducibili all’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Un’intesa informale, destinata a evolversi e ampliarsi nel tempo e che sarebbe passata alla storia con il nome di «lodo Moro». L’accordo consentiva ai miliziani di muoversi liberamente in Italia e, anche se arrestati con armi o esplosivi, ne favoriva il rapido rilascio. In cambio, le formazioni coinvolte si impegnavano a non colpire obiettivi italiani, mentre il nostro Paese si faceva carico di promuovere il riconoscimento diplomatico dell’Olp come unico legittimo rappresentante del popolo palestinese.

Il terzo e ultimo appuntamento si terrà il 16 giugno, alle ore 17.30, con la presentazione del volume “La marcia sulla Minerva. Il domino politico della «più fascista» delle riforme 1922-1924” di Piergiovanni Genovesi (Rubbettino, 2025.) Ne discute con l’autore: Stefano Campagna (Isgrec, UniPr). La definizione della riforma scolastica di Giovanni Gentile quale «marcia sulla Minerva» – dal nome, Minerva, con cui ci si riferiva al Ministero della Pubblica istruzione – introduce direttamente il tema conduttore di questo volume: la centralità politica che l’operato del ministro fascista Gentile ebbe nella delicata fase di avvio del regime. Al centro del volume, dunque, non vi è un’analisi dettagliata della riforma, né la vita del filosofo, né tanto meno la sua morte, né il suo pensiero filosofico. Al centro del volume vi è il domino politico che prese vita attorno all’attuazione della riforma e che, tra ambiguità e fraintendimenti, opportunismi e camuffamenti, nel corso di due anni offrì a Mussolini inediti spazi di manovra, aprendo varchi nella tenuta degli schieramenti socialista, cattolico e liberale, gettando ponti per un’attiva collaborazione con la Santa Sede e permettendo, prima di tutto, il rafforzamento della propria leadership all’interno dello stesso partito fascista.

Info: Isgrec, segreteria@isgrec.it, www.isgrec.it

 




“I cattolici, la guerra e la pace in età contemporanea” di Maria Paiano. Presentazione

11 maggio, ore 17.30, Giardino dell’Isgrec

Primo appuntamento del ciclo “Parlare al presente”

Presentazione del volume

“I cattolici, la guerra e la pace in età contemporanea” di Maria Paiano

Seconda edizione del ciclo di presentazioni dell’Isgrec “Parlare al presente”: 3 incontri nel giardino dell’Isgrec alla Cittadella dello studente (incrocio tra via Lazzeri e via Bellucci) per riflettere sul passato, ma anche sull’attualità.

Il primo appuntamento è previsto per l’11 maggio, alle ore 17.30; Daniele Menozzi (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Don Enzo Capitani (Direttore Caritas diocesana) discuteranno con l’autrice, Maria Paiano, del volume “I cattolici, la guerra e la pace in età contemporanea” di (Morcelliana, 2025). Papa Francesco ha parlato di «terza guerra mondiale a pezzi» per riferirsi alla situazione internazionale: un’espressione con cui richiamava l’esigenza di affrontare il problema con nuove categorie rispetto alla tradizionale dottrina della “guerra giusta”. La questione va oltre la teologia morale cattolica perché riguarda una delle matrici culturali del diritto di guerra e del diritto umanitario internazionale. Il volume ricostruisce il modo in cui la cultura cattolica ha dialogato con il mondo contemporaneo per affrontare il nodo della legittimazione etica della violenza bellica. Quattro sono gli argomenti trattati, ricostruendone gli sviluppi negli ultimi due secoli: le elaborazioni della dottrina della guerra giusta; la legittimazione del ricorso alle armi dello Stato nazionale; il papato e le nuove forme dei conflitti; il rapporto dei cattolici con il pacifismo.

 

Per approfondire >> https://www.isgrec.it/un-ciclo-di-presentazioni-per-parlare-al-presente-ii-edizione/




22 marzo 1944, strage di Maiano Lavacchio. Racconti, canti e controcanti

Il 22 marzo 1944 a Maiano Lavacchio furono fucilati dai fascisti 11 giovani che avevano rifiutato di arruolarsi nel costituendo esercito della Repubblica sociale italiana. La strage fu il tentativo delle autorità fasciste locali di riaffermare il pieno controllo del territorio e reprimere ogni forma di dissenso, mediante il ricorso al terrore preventivo. Per questa strage non c’è una “memoria divisa”: sono chiari sia lo svolgimento, sia la responsabilità unicamente fascista.

L’uccisione di 11 inermi ha lasciato una cicatrice profondissima nella memoria collettiva grossetana, che ha trovato le forme molteplici di una narrazione fatta di canti popolari, teatro, letteratura, scultura, pittura, musica. Proprio per questo alla Casa della Memoria al Futuro il racconto della strage in programma per il 9 maggio non avverrà soltanto attraverso la storia, contestualizzata per l’occasione nel complesso percorso dell’antifascismo maremmano, ma anche attraverso testimonianze e canti dedicati ai Martiri d’Istia. Questo patrimonio culturale di narrazione popolare riemergerà nel pomeriggio, insieme a riflessioni e testimonianze sui Martiri d’Istia a cura di Corrado Barontini e all’intervento storico di Ilaria Cansella (Isgrec), grazie alla collaborazione con il Coro degli etruschi e alla partecipazione di Dino Simone e Lisetta Luchini.

L’iniziativa proseguirà alle 19.30 con un’apericena offerta dalla Sezione Soci di Coop Etruria per aspettare insieme alle 21 l’inizio dello spettacolo musicale de Il Coro degli Etruschi, con la partecipazione di Dino Simone e Lisetta Luchini. Dal ricco repertorio del “canto di protesta” sarà presentata una selezione di brani che intrecciano memorie locali, Resistenza e lotte operaie.

L’appuntamento è quindi il 9 maggio, a partire dalle ore 18, nella Casa della Memoria al futuro di Maiano Lavacchio con l’incontro dal titolo “22 marzo 1944, strage di Maiano Lavacchio. Racconti, canti e controcanti”, organizzato dall’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea e Il Coro degli Etruschi, in collaborazione con il Comune di Magliano in Toscana e la Sezione soci Unicoop Etruria di Grosseto.