Presentazione del libro: “I luoghi del fascismo in provincia di Lucca”

Martedì 9 giugno 2026, ore 17:00

Sala Parenti, Villa Argentina – Viareggio.

Il libro: Sempre in collaborazione con la Provincia di Lucca, ci sposteremo a Viareggio per presentare il libro “I luoghi del fascismo in provincia di Lucca. Patrimoni difficili, memorie contese, identità locali” (Maria Pacini Fazzi Editore, 2026), scritto da Camilla Zucchi, dottoressa di ricerca in Digital Public History e membro del direttivo di ISREC Lucca. Lo studio elegge il territorio lucchese a laboratorio ideale per interrogare le tracce più scomode e materiali della dittatura nel discorso pubblico, contestualizzandole per trasformare il passato da eredità opaca in un’occasione di consapevolezza civile e responsabilità democratica.

Interventi: Jonathan Pieri, Direttore di ISREC Lucca, dialogherà con l’autrice Camilla Zucchi.

Informazioni utili: L’ingresso è libero fino al raggiungimento della capienza massima della sala. Per contatti e informazioni: Tel. 0584 1647600 – info@villaargentinaviareggio.it.

Vi invitiamo a partecipare numerosi a questi importanti momenti di confronto, essenziali per la crescita della coscienza storica e civile della nostra comunità.




Festa dell’Isgrec 2026

5 giugno, una giornata dedicata a chi è già socio, a chi vuole associarsi all’Isgrec, a chi vuole conoscere le attività che da oltre trent’anni l’Istituto porta avanti

Il 5 giugno nel giardino dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea si terranno una serie di iniziative dedicate a chi è già socio, a chi vuole associarsi e a chi semplicemente vuole conoscere le molteplici attività che da oltre trent’anni l’Isgrec porta avanti.

Si inizia alle 17.30 con la presentazione del volume 1944: l’anno prima della fine della guerra, a cura di Gianluca Fulvetti, Francesco Fusi, Isabella Insolvibile, Matteo Pretelli (Pisa University Press 2026). Il volume è la sintesi di un percorso partecipativo avviato e promosso dall’Università di Pisa e vuole offrire uno strumento di riflessione originale, col quale cogliere attraverso la prospettiva dell’anno 1944 tanto le complesse esperienze di guerra che le premesse dei futuri assetti socio-politici dell’Italia repubblicana. Il 1944, infatti, è stato cruciale per le sorti del Secondo conflitto mondiale; per il contesto italiano, in particolare, si trattò di un anno decisivo, caratterizzato da grandi aspettative per la fine della guerra, ma anche da dolorose disillusioni per chi fu costretto a fare più a lungo i conti con la presenza degli occupanti tedeschi e fascisti. La Direttrice dell’Isgrec, Ilaria Cansella, ne discute con uno dei curatori, Francesco Fusi, e con gli autori di 3 saggi pubblicati nel volume, Nicoletta Arena, Federico Creatini e Stefano Campagna. L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti.

A seguire, a partire dalle ore 20, sarà possibile consumare una ricca apericena. In questo caso l’iniziativa è aperta a tutti ma prevede un piccolo contributo (10 euro per i soci e 12 per i non soci) e la prenotazione obbligatoria via mail entro il 4 giugno (segreteria@isgrec.it).

Alle 21 si terrà poi il reading teatrale “1944: Grossetoliberata” di AnimaScenica.

Il 1944 è stato un anno drammatico e decisivo anche per la Maremma: guerra, deportazioni, bombardamenti, stragi nazifasciste e, infine, la Liberazione. Irene Paoletti ed Emanuele Bocci ne ripercorrono alcune tappe attraverso parole, musica e videoproiezioni.

Per info e prenotazioni per la cena: www.isgrec.itsegreteria@isgrec.it




Presentazione del libro “Fosco Frizzi (1901-1951). Una memoria”




2 giugno 1946. Chicchi e le altre | Mostra “diffusa” dal 2 giugno a Grosseto

Nella primavera del 1946 le italiane hanno votato nella prima tornata di consultazioni amministrative, ma sono state le elezioni del 2 giugno del 1946 ad imprimersi nella memoria collettiva come un evento storico: quasi 13 milioni di cittadine si misero in fila ai seggi per eleggere i componenti dell’Assemblea costituente e scegliere tra Monarchia e Repubblica. Nelle liste per le elezioni del 2 giugno 1946 le donne rappresentavano poco meno del 7% delle candidature; 21 furono elette su un totale di 556 deputati, appena il 3,7% dei componenti dell’Assemblea. Ma chi erano queste donne? Quali esperienze avevano alle spalle? Cosa rappresentavano e cosa realizzarono?

Sono le domande a cui cerca di dare risposta la “mostra diffusa” dal titolo “2 giugno 1946. Chicchi e le altre”, realizzata dall’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea per celebrare l’ottantesimo anniversario di quell’evento epocale. Una mostra diffusa è un evento culturale che non si concentra in un unico spazio, ma disloca i materiali espositivi su più luoghi, trasformando il tessuto urbano in una galleria. 21 locandine, una per ogni Madre Costituente, riprodotte in più copie, saranno collocate a partire dal 2 giugno in botteghe, piazze, giardini, palazzi istituzionali, locali commerciali… L’intento è quello di raggiungere il maggior numero possibile di persone, permettendo di fruire di materiali culturali anche in spazi che non sono “espositivi” in senso proprio. Ogni locandina conterrà una foto, una breve biografia, una citazione e rimanderà con un QR code ad approfondimenti; sarà disponibile nel sito dell’Isgrec (www.isgrec.it) una mappa digitale con l’indicazione della presenza delle locandine sul territorio, in modo tale che chi è interessato possa vederle tutte o solamente alcune.

L’idea è quella di uscire far uscire la celebrazione delle 21 Madri costituenti dai luoghi chiusi e ufficiali, per farle diventare parte della quotidianità occupando metaforicamente lo spazio urbano, a partire dalla “Chicchi” del titolo — nome di battaglia di Teresa Mattei, la più giovane delle Costituenti —, per restituire a tutte la centralità del percorso per l’elaborazione di quella Costituzione che da quasi 80 anni garantisce eguaglianza, diritti, dignità sociale a tutti e in particolare alle donne.

La mostra è curata da Barbara Solari e Ilaria Cansella, la grafica è dello studio IF di Simona Espositi.




Proiezione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi a Livorno




Presentazione del volume “Lorenzo Milani. Abbasso tutte le guerre”




”𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚 𝐝𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚”. 𝐀𝐫𝐭𝐞, 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧 𝐌𝐚𝐫𝐞𝐦𝐦𝐚 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐂𝐢𝐧𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐚

𝐶𝑜𝑛𝑣𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑡𝑢𝑑𝑖

✨”𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚 𝐝𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚”. 𝐀𝐫𝐭𝐞, 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧 𝐌𝐚𝐫𝐞𝐦𝐦𝐚 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐂𝐢𝐧𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐚✨

📍Sala Pegaso del Palazzo della Provincia di Grosseto

⌚𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨, ore 15-19.30 – 𝟐𝟗 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨, ore 9-13

Programma convegno




22 maggio: presentazione di “L’Italia e il lodo Moro” di Giacomo Pacini

Venerdì 22 maggio, alle ore 17.30, nel giardino dell’Isgrec alla Cittadella dello studente (incrocio tra via Lazzeri e via Bellucci), si terrà il secondo appuntamento del ciclo “Parlare al presente”, 3 incontri per riflettere sul passato, ma anche sull’attualità. Sarà presentato il volume di Giacomo PaciniL’Italia e il lodo Moro. Diplomazia segreta negli anni della guerra fredda” (Einaudi, 2026), uno studio finalmente organico su una questione molto scottante per l’Italia della seconda metà del Novecento.

L’autore discuterà con il giornalista Flavio Fusi.

Per Pacini, ricercatore e saggista, e membro del consiglio direttivo dell’Isgrec, si tratta del terzo volume nella collana Einaudi storia, dopo “Le altre Gladio. La lotta segreta anticomunista in Italia. 1943-1991” (2014) e “La spia intoccabile. Federico Umberto D’Amato e l’Ufficio Affari Riservati” (2021).

In questo volume Pacini analizza un patto mai scritto e mai “tradito”, il cosiddetto «Lodo Moro»: un accordo informale con le fazioni palestinesi, che consentiva ai miliziani di muoversi liberamente in Italia e, anche se arrestati con armi o esplosivi, ne favoriva il rapido rilascio. In cambio, le formazioni coinvolte si impegnavano a non colpire obiettivi italiani, mentre il nostro governo si faceva carico di promuovere il riconoscimento diplomatico dell’Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina) come unico legittimo rappresentante del popolo palestinese. Architetti discreti e silenziosi del patto furono Aldo Moro e Stefano Giovannone, capo del Centro Sid (Servizio informazioni difesa) nella capitale libanese e figura chiave della diplomazia segreta italiana in Medio Oriente. Fu quest’ultimo a inviare il 17 dicembre 1972 dall’ambasciata italiana a Beirut un appunto che sarebbe rimasto occultato per decenni negli archivi dei servizi segreti italiani e che costituisce oggi il primo documento accessibile che attesti l’esistenza di un dialogo sotterraneo tra lo Stato italiano e alcune formazioni armate riconducibili all’Olp. Poche righe, asciutte e burocratiche, che segnavano l’inizio di una strategia che avrebbe tenuto lontana l’Italia dai grandi attacchi del terrorismo internazionale, un equilibrio fragile, sotterraneo, gestito fra ambasciate, servizi segreti, emissari libici e pressioni americane. Ma cosa c’era davvero dietro quel patto? Chi ne era a conoscenza? Chi lo sosteneva? Chi lo temeva? Chi cercò di ostacolarlo? Qual è stato il prezzo da pagare per l’immunità dagli attentati terroristici e per la stabilità dello Stato? Attraverso centinaia di documenti desecretati e testimonianze inedite, Giacomo Pacini ricostruisce con rigore storico un complicato intreccio di potere e ambiguità, di diplomazie parallele e compromessi pericolosi. Una storia che ancora oggi parla al presente, obbligandoci a confrontarci con le zone d’ombra della nostra Repubblica.

La presentazione è organizzata in collaborazione la Libreria Mondadori di Corso Carducci.