Un ciclo di presentazioni per “Parlare al presente” (II edizione)
Sta per partire la seconda edizione del ciclo di presentazioni dell’Isgrec “Parlare al presente”: 3 incontri nel giardino dell’Isgrec alla Cittadella dello studente (incrocio tra via Lazzeri e via Bellucci) per riflettere sul passato, ma anche sull’attualità.
L’11 maggio, alle ore 17.30, Daniele Menozzi (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Don Enzo Capitani (Direttore Caritas diocesana) discuteranno con l’autrice, Maria Paiano, del volume “I cattolici, la guerra e la pace in età contemporanea” di (Morcelliana, 2025). Papa Francesco ha parlato di «terza guerra mondiale a pezzi» per riferirsi alla situazione internazionale: un’espressione con cui richiamava l’esigenza di affrontare il problema con nuove categorie rispetto alla tradizionale dottrina della “guerra giusta”. La questione va oltre la teologia morale cattolica perché riguarda una delle matrici culturali del diritto di guerra e del diritto umanitario internazionale. Il volume ricostruisce il modo in cui la cultura cattolica ha dialogato con il mondo contemporaneo per affrontare il nodo della legittimazione etica della violenza bellica. Quattro sono gli argomenti trattati, ricostruendone gli sviluppi negli ultimi due secoli: le elaborazioni della dottrina della guerra giusta; la legittimazione del ricorso alle armi dello Stato nazionale; il papato e le nuove forme dei conflitti; il rapporto dei cattolici con il pacifismo.
In collaborazione con la Libreria Mondadori di Corso Carducci, il secondo appuntamento si terrà il 22 maggio, alle ore 17.30. L’autore Giacomo Pacini discuterà con il giornalista Flavio Fusi del volume “L’Italia e il lodo Moro. Diplomazia segreta negli anni della guerra fredda” (Einaudi, 2026). Il 17 dicembre 1972, da un ufficio dell’ambasciata italiana a Beirut, parti un appunto che sarebbe rimasto occultato per decenni negli archivi dei servizi segreti italiani. Lo firmava il colonnello Stefano Giovannone, capo del Centro Sid (Servizio informazioni difesa) nella capitale libanese e figura chiave della diplomazia segreta che l’Italia aveva attivato in una delle aree più instabili del mondo. Poche righe, che segnavano l’inizio di una strategia che avrebbe riscritto le regole del rapporto tra l’Italia e il terrorismo internazionale. Questo appunto è il primo documento accessibile che attesti l’esistenza di un dialogo sotterraneo tra lo Stato italiano e alcune formazioni armate riconducibili all’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Un’intesa informale, destinata a evolversi e ampliarsi nel tempo e che sarebbe passata alla storia con il nome di «lodo Moro». L’accordo consentiva ai miliziani di muoversi liberamente in Italia e, anche se arrestati con armi o esplosivi, ne favoriva il rapido rilascio. In cambio, le formazioni coinvolte si impegnavano a non colpire obiettivi italiani, mentre il nostro Paese si faceva carico di promuovere il riconoscimento diplomatico dell’Olp come unico legittimo rappresentante del popolo palestinese.
Il terzo e ultimo appuntamento si terrà il 16 giugno, alle ore 17.30, con la presentazione del volume “La marcia sulla Minerva. Il domino politico della «più fascista» delle riforme 1922-1924” di Piergiovanni Genovesi (Rubbettino, 2025.) Ne discute con l’autore: Stefano Campagna (Isgrec, UniPr). La definizione della riforma scolastica di Giovanni Gentile quale «marcia sulla Minerva» – dal nome, Minerva, con cui ci si riferiva al Ministero della Pubblica istruzione – introduce direttamente il tema conduttore di questo volume: la centralità politica che l’operato del ministro fascista Gentile ebbe nella delicata fase di avvio del regime. Al centro del volume, dunque, non vi è un’analisi dettagliata della riforma, né la vita del filosofo, né tanto meno la sua morte, né il suo pensiero filosofico. Al centro del volume vi è il domino politico che prese vita attorno all’attuazione della riforma e che, tra ambiguità e fraintendimenti, opportunismi e camuffamenti, nel corso di due anni offrì a Mussolini inediti spazi di manovra, aprendo varchi nella tenuta degli schieramenti socialista, cattolico e liberale, gettando ponti per un’attiva collaborazione con la Santa Sede e permettendo, prima di tutto, il rafforzamento della propria leadership all’interno dello stesso partito fascista.
Info: Isgrec, segreteria@isgrec.it, www.isgrec.it
22 marzo 1944, strage di Maiano Lavacchio. Racconti, canti e controcanti
Il 22 marzo 1944 a Maiano Lavacchio furono fucilati dai fascisti 11 giovani che avevano rifiutato di arruolarsi nel costituendo esercito della Repubblica sociale italiana. La strage fu il tentativo delle autorità fasciste locali di riaffermare il pieno controllo del territorio e reprimere ogni forma di dissenso, mediante il ricorso al terrore preventivo. Per questa strage non c’è una “memoria divisa”: sono chiari sia lo svolgimento, sia la responsabilità unicamente fascista.
L’uccisione di 11 inermi ha lasciato una cicatrice profondissima nella memoria collettiva grossetana, che ha trovato le forme molteplici di una narrazione fatta di canti popolari, teatro, letteratura, scultura, pittura, musica. Proprio per questo alla Casa della Memoria al Futuro il racconto della strage in programma per il 9 maggio non avverrà soltanto attraverso la storia, contestualizzata per l’occasione nel complesso percorso dell’antifascismo maremmano, ma anche attraverso testimonianze e canti dedicati ai Martiri d’Istia. Questo patrimonio culturale di narrazione popolare riemergerà nel pomeriggio, insieme a riflessioni e testimonianze sui Martiri d’Istia a cura di Corrado Barontini e all’intervento storico di Ilaria Cansella (Isgrec), grazie alla collaborazione con il Coro degli etruschi e alla partecipazione di Dino Simone e Lisetta Luchini.
L’iniziativa proseguirà alle 19.30 con un’apericena offerta dalla Sezione Soci di Coop Etruria per aspettare insieme alle 21 l’inizio dello spettacolo musicale de Il Coro degli Etruschi, con la partecipazione di Dino Simone e Lisetta Luchini. Dal ricco repertorio del “canto di protesta” sarà presentata una selezione di brani che intrecciano memorie locali, Resistenza e lotte operaie.
L’appuntamento è quindi il 9 maggio, a partire dalle ore 18, nella Casa della Memoria al futuro di Maiano Lavacchio con l’incontro dal titolo “22 marzo 1944, strage di Maiano Lavacchio. Racconti, canti e controcanti”, organizzato dall’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea e Il Coro degli Etruschi, in collaborazione con il Comune di Magliano in Toscana e la Sezione soci Unicoop Etruria di Grosseto.
Mostra: “Per non dimenticare, contro l’oblio”
Mostra: “Per non dimenticare, contro l’oblio”
Il Comune di Camaiore invita la cittadinanza all’inaugurazione di una mostra profondamente significativa dedicata alla memoria della Strage di Sant’Anna di Stazzema.
L’esposizione raccoglie le opere grafiche realizzate dagli studenti del Berufskolleg Ost Der Stadt Essen, un ponte artistico tra nuove generazioni e storia per onorare il ricordo e riflettere sul valore della pace.
Il Programma
Inaugurazione: Martedì 21 aprile, ore 17.00
Durata: Fino a lunedì 27 aprile
Orari di apertura: Dalle 16.30 alle 19.00
Dove
Lido di Camaiore, Galleria Europa.
Un’iniziativa in collaborazione con:
Comune di Stazzema
A.N.P.I.
ISREC Lucca
Berufskolleg Ost
“La memoria è l’unico vaccino contro l’indifferenza.”
Per informazioni: segreteria@comune.camaiore.lu.it






