Seconda edizione Premio Simonetta Ortaggi

Per sostenere lo sviluppo di nuove ricerche sui temi della storia del lavoro, la Società Italiana di Storia del Lavoro (SISLav) e l’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella provincia di Livorno (Istoreco Livorno) hanno istituito nel 2016 un premio biennale intitolato alla storica Simonetta Ortaggi, scomparsa nel 1999, studiosa e autrice di alcuni tra i più importanti e sistematici studi italiani di storia del lavoro. La seconda edizione del premio è aperta alle tesi discusse nel corso degli ultimi tre anni (2016-2018).

Il premio consiste nella pubblicazione di una tesi di dottorato inerente temi di storia del lavoro. La tesi sarà pubblicata presso la collana “Lavori in corso” delle edizioni SISLav- NDF, sarà liberamente disponibile in versione elettronica sul sito dell’editore e

acquistabile in quella cartacea.

Il candidato deve essere in possesso del titolo di dottore di ricerca conseguito in qualsiasi università italiana o estera, la tesi può essere redatta (o integrata da una traduzione fedele all’originale) in una delle seguenti lingue: italiano, francese, inglese, portoghese, spagnolo, tedesco. La lingua della pubblicazione finale sarà l’italiano.

Condizione imprescindibile è che la tesi sia inedita. Non vi è alcun vincolo, né di natura cronologica né territoriale, circa l’argomento oggetto della tesi: possono essere presentate ricerche relative a qualsiasi periodo storico, dall’età antica alla contemporanea, e a

qualsiasi area territoriale.

La candidatura deve essere presentata entro il 15 febbraio 2019 compilando il facsimile allegato e spedendolo all’indirizzo e-mail storialavoro@gmail.com, allegando copia elettronica della tesi, un abstract in italiano di massimo 4.000 caratteri, un breve curriculum vitae utile a contestualizzare la ricerca nell’ambito degli interessi del candidato e una lista delle eventuali pubblicazioni.

Per finalizzare la candidatura è necessario inviare una copia cartacea della tesi entro la data del 15 marzo 2019 al seguente indirizzo:

Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella provincia di Livorno

Complesso della Gherardesca, via G. Galilei 40

Livorno – 57122

Farà fede il timbro dell’ufficio postale di partenza. La copia cartacea della tesi non sarà restituita al termine della selezione ma versata presso la biblioteca dell’Istoreco. Entro il 15 settembre 2019 un’apposita Commissione valuterà insindacabilmente la tesi vincitrice del premio. La Commissione sarà formata da cinque membri: tre nominati dal Direttivo SISLav su indicazione del Comitato editoriale della collana “Lavori in corso” delle edizioni SISLav-NDF, e due nominati dall’Istoreco Livorno. La composizione della commissione verrà comunicata sul sito della SISLav (http://storialavoro.it) entro il 1 marzo 2019.

La Commissione comunicherà l’esito a tutti i candidati. A suo insindacabile giudizio, qualora nessuna delle tesi concorrenti risulti adeguata sotto il profilo tematico e/o qualitativo, il premio potrà non essere assegnato. La Commissione si riserva inoltre di attribuire una menzione speciale a favore della pubblicazione di tesi non vincitrici ma

ritenute comunque meritevoli.

Il vincitore è tenuto a inviare all’indirizzo email storialavoro@gmail.com – entro quattro mesi dalla comunicazione dell’esito – una versione rivista della tesi:

– tenendo conto delle indicazioni editoriali e scientifiche della Commissione;

– redatta secondo le norme editoriali della collana “Lavori in corso” delle edizioni SISLav- NDF;

– in lingua italiana, dunque se necessario tradotta a cura e a spese dell’Autore;

Per la revisione della tesi il vincitore potrà avvalersi di due interlocutori indicati dal Comitato editoriale della collana “Lavori in corso” delle edizioni SISLav-NDF.

L’Autore rinuncerà ai diritti sulle vendite e avrà diritto a 20 copie cartacee del volume.




Addio a Alfredo Enrichi, il partigiano Nicche.

La nostra redazione si unisce al cordoglio del Comune e delle comunità di Barberino e Tavarnelle Val di Pesa per la scomparsa del partigiano Nicche, lo scorso 8 gennaio, all’età di 95 anni.

La sobrietà, la semplicità, la tenacia, gli ideali di democrazia e libertà in cui credeva fermamente, sono i tratti umani e morali che noi insieme alla comunità di Barberino Tavarnelle riconosciamo e attribuiamo al partigiano Alfredo Enrichi, detto Nicche. Un piccolo grande eroe della Resistenza che si è reso protagonista negli anni del secondo conflitto mondiale per aver difeso con i principi di profonda umanità e lo spirito libero quel sogno italiano che per il contadino di origine mugellane di adozione sandonatina si realizzava nell’opposizione al nazifascismo e nella cultura democratica di un paese capace di guardare al futuro e garantire il rispetto e la tutela dei diritti umani.




Appello per dare una casa alla Biblioteca Serantini

Nel 2019 la Biblioteca Franco Serantini entrerà nel suo 40° anno di vita. Un anniversario speciale da molti punti di vista, infatti non è comune che una struttura culturale nata dalla società civile, autofinanziata e autogestita riesca a raggiungere una tale età!

La biblioteca ancora oggi non ha una propria casa, al momento continua a essere ospitata dall’Università di Pisa, ed è per questo che l’Associazione amici della Biblioteca F. Serantini promuove per tutto il prossimo anno una SOTTOSCRIZIONE NAZIONALE per dare una sede stabile alla Biblioteca F. Serantini.
Tale operazione, che dovrà realizzarsi entro il 31 dicembre 2019, potrà garantire la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio della Biblioteca ma anche di attivare finalmente il progetto di un “Laboratorio delle culture e delle memorie”, con l’intento di conservare, condividere e raccontare la memoria e la storia sociale e politica dell’età contemporanea ed essere luogo di discussione e progettazione per la cultura libertaria del 21 secolo.

Chiunque voglia partecipare alla SOTTOSCRIZIONE NAZIONALE – che ha l’obiettivo non solo di dare una sede alla biblioteca ma anche di attrezzarla per consentire una fruizione più ampia possibile – può inviare la propria donazione all’Associazione amici della biblioteca utilizzando il seguente IBAN:
IT25 Z 076 0114 0000 0006 8037 266
intestato a: Associazione amici della Biblioteca F. Serantini, via I. Bargagna n. 60 – 56124 Pisa

In allegato il testo completo dell’Appello per la sottoscrizione.




La Toscana è antifascista e antinazista: torniamo dove è nata la nostra Costituzione.

La Regione Toscana ha redatto un libro dal titolo “Partigiani della memoria” che è un invito alla memoria rivolto ai giovani. Esso raccoglie post di Facebook pubblicati nell’anniversario di ciascuna delle stragi nazifasciste avvenute in Toscana fra il ’43 e il ’45. Gli episodi censiti dall’ Atlante delle stragi nazifasciste e fasciste in Italia avvenuti in Toscana sono 822  e hanno causato perlomeno 4457 vittime. Ma è stato scelto di raccontarne, 61 per rappresentare tutto il territorio regionale. Lo scopo è legato a rendere vivo e familiare ciò che per varie ragioni e inquietanti  interrogativi la nostra società e la nostra epoca tendono ad affievolire o a deformare: la memoria del passato. Infatti, se ci guardiamo intorno, se consideriamo il tempo in cui stiamo vivendo, non possiamo non scorgere numerosi segnali minacciosi e preoccupanti.  Assistiamo quasi quotidianamente al riemergere in tutto il mondo di fenomeni che richiamano vicende che speravamo sepolte per sempre, il risorgere di preoccupanti estremismi anche nel cuore dell’Europa dove sono tornate le discriminazioni l’antisemitismo, l’odio razziale. Per questo bisogna portare i giovani a diventare “partigiani della memoria” come dice Vera Vigevani, perché solo la conoscenza storica ci consente di ritrovare il senso delle stragi che investirono le nostre comunità, perché le vittime dei nazifascisti non riguardano solo quei luoghi e quel tempo ma ancora tutti noi, in periodi come quello attuale in cui di nuovo sentiamo inneggiare pubblicamente al ventennio fascista, celebrare il Duce a Predappio, fare il saluto romano nelle piazze, dichiararsi “francamente razzisti” e in cui, per giunta, certi discorsi sono fomentati anche da rappresentanti delle istituzioni che soffiano sul fuoco dell’incertezza, che usano la ricetta già nota di dare la colpa ad un nemico esterno, al diverso, all’Europa, che diventano il male da combattere. Per monitorare i comportamenti e le affermazioni che possono configurare l’apologia di fascismo o la discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi la Regione Toscana ha creato l’osservatorio in collaborazione con ANPI, ARCI, ANED, ISRT. Proprio per raggiungere i giovani, è stato indagato l’universo dei social, particolarmente permeabile al linguaggio dell’odio e delle fake news. Ed è proprio per utilizzare il linguaggio dei giovani, che il libro “partigiani della memoria” raccoglie i post di Facebook, per fare un buon uso di questo nuovo canale di informazione.




Toscana (unica regione in Italia) e Yad Vashem: Un protocollo per la Memoria

Una miglior conoscenza della storia della Shoah in Italia e in Europa con l’obiettivo “di promuovere una cultura basata sul rispetto reciproco che aiuti a prevenire e decostruire ogni forma di discriminazione, antisemitismo, razzismo, pregiudizio e xenofobia, lavorando insieme per difendere i diritti inviolabili delle persone e comunità”: queste le finalità del protocollo. E inoltre un impegno di valorizzazione e diffusione di una cultura di “pace, solidarietà, partecipazione attiva e democratica, giustizia sociale e dialogo, rispetto e tutela delle diversità culturali, sviluppo di capacità di risoluzione dei conflitti”, questi gli obiettivi del protocollo siglato negli scorsi giorni allo Yad Vashem tra il Memoriale della Shoah di Gerusalemme, l’Università degli studi di Firenze e l’Ufficio scolastico Regionale per la Toscana. Presente in sala anche Stefano Ventura, nuovo addetto scientifico dell’ambasciata italiana in Israele.
È stato inoltre creato, per desiderio del MIUR, un ristretto gruppo di ricerca, presieduto dalla professoressa Guetta e comprendente 5 o 6 docenti toscani, che hanno avuto esperienze di formazione presso Yad Vashem. L’obiettivo di tale team è di lavorare sulle linee guida della didattica della Shoah, redatte con decreto del MIUR n.  939 del 2017, chiedendosi che cosa significa studiare la Shoah oggi, in una realtà sconvolta ancora da tanti mali e atroci conflitti, atti di terrorismo pericolose e dolorose migrazioni. “Perché”,  “cosa”,  “come”  insegnare:  sono  questi  gli  interrogativi  che  si  pone il pool di docenti;  sono  queste  le  questioni  più  rilevanti  affrontate  in  ricerche, studi,  e  pubblicazioni. Senza alcuna pretesa di esaustività, il gruppo di ricerca toscano, intende proporre considerazioni e fornire informazioni e suggerimenti operativi per trattare un argomento che si è rivelato centrale per capire nonn solo il nostro passato di 80 anni fa,ma anche l’epoca recente in cui emergono sempre più prepotenti rigurgiti di xenofobia, tendenze anti popolo Romanì, antisemitismo, razzismo in generale. E’ solo dalla educazione che si può iniziare a combatterle.




“Lettere dal fronte”: un’iniziativa dell’ISREC Lucca per riflettere sulla Grande Guerra

Mercoledì 12 dicembre, presso la splendida cornice di Villa Argentina, decorata in un peculiare stile Art nouveau  da Galileo Chini, a Viareggio, si è tenuta la conferenza “Lettere dal fronte”, tenuta dal Professor Luciano Luciani, direttore del Museo Del Risorgimento di Lucca. L’incontro è stato organizzato dall’istituto storico della resistenza è dell’età contemporanea di Lucca, in coda alle attività che si sono tenute nell’ultimo mese e mezzo per celebrare la fine della grande guerra.

Dapprima il relatore ha tratteggiato le caratteristiche che hanno reso peculiare la Prima Guerra mondiale,  come l’uso delle mitragliatrici e del filo spinato (che i tedeschi iniziano da elettrificare già durante il primo conflitto) che separava le trincee, a volte distanti fra di loro solo 13 m. Poi sono stati citati i nuovi strumenti tecnologici, come i gas usati per la prima volta dai tedeschi nel aprile del 1915 sia sotto forma di gas soffocanti che di gas che provocano ulcere non sanabili sulla pelle. Infine arriva il carro armato a tracciare la fine dell’area del filo spinato. In seguito Luciani  afferma che la Prima Guerra mondiale è terminata per esaurimento a causa della implosione dell’esercito austro-ungarico. Poi il professore Luciani è entrato nel vivo della questione, trattando sella memorialistica che si è diffusa negli anni successivi alla guerra che è andata quasi a creare un nuovo genere letterario. Da un lato di essa se ne appropria il fascismo, per mostrare gli “eroi” della grande guerra, in continuità con i futuri eroi fascisti. Il primo libro non apologetico e non collegato al fascismo è quello di Adolfo Omodeo, storico del Risorgimento, arruolatosi come volontario nella prima guerra mondiale 1915, autore della raccolta di testimonianze di guerra, intitolata Momenti della vita di guerra, pubblicata nel 1934. Spesso a scrivere di memorialistica sono ufficiali di complemento, così come Emilio Lussu che nel 1938 pubblica il  romanzo “Un anno sull’altipiano”.

Bisogna aspettare il ’68 affinché venga affrontata la questione della fucilazione e della decimazione dei soldati italiani uccisi dai loro comandanti e generali. Interessante è il saggio scritto da Enzo Forcella e Alberto Monticone dal titolo “Plotone di esecuzione’ pubblicato nel 1972 da Laterza. In esso sono riportati gli oltre 300.000 processi, da cui emergono dati agghiaccianti sulla attività repressiva dei tribunali militari: condanne alla fucilazione per autolesionismo e per fuga dinanzi al nemico; lunghi anni di carcere per ‘propaganda sovversiva’, per ‘disfattismo’, per banali espressioni di insofferenza. Una raccolta, questa, che ha dato l’avvio a nuove strade di ricerca e aperto a una corretta e completa memoria nella cultura civile e di storia sociale.

Infine, Luciani ha segnalato come la maggior parte degli intellettuali europei fosse a favore della guerra, sebbene per motivazioni diverse alcune di carattere irredentistico.

Perfino una persona schiva e pacata come Saba, scrive una poesia bellicista come Congedo.

Solo Trilussa è una voce fuori dal coro con la sua poesia filastrocca scritta e 1914 titolata “La ninna nanna della guerra”.




Passatoprossimo. Online la rivista Istoreco

SONY DSCCome ogni anno Istoreco pubblica, dal 2017 con una veste rinnovata ed arricchita, il riepilogo delle attività dell’anno precedente.

Ma Passatoprossimo, questo il nome che da luglio dello scorso anno è stato scelto per la rivista, non è soltanto un elenco delle attività svolte: ampio spazio è stato dedicato ad approfondimenti sui “grandi temi” del 2018 su cui sono intervenuti alcuni dei massimi esperti del settore. Costituzione, Leggi razziali, fascismi e neofascismi sono solo alcuni dei temi a cui Istoreco si sta dedicando nel corso 2018 grazie, come di consueto, alle numerose iniziative rivolte alle scuole e alla cittadinanza della Provincia di Livorno. Clicca sotto per scaricare Passatoprossimo. Buona lettura!

http://www.istorecolivorno.it/public/upload/editor/files/Passatoprossimo1-2018web.pdf



CONOSCERE LA COSTITUZIONE, VIVERE DA CITTADINI – Si aprono le iscrizioni al nuovo progetto dell’ISRT con le scuole per il 2019

CONOSCERE LA COSTITUZIONE, VIVERE DA CITTADINI

L’ISRT, grazie al contributo della Fondazione Marchi, per un nuovo anno insieme alle-agli studenti, per parlare di Costituzione, per vivere da cittadini.
Sono aperte, a partire da oggi, le iscrizioni da parte delle scuole per aderire al progetto.

– in allegato la schede informativa –

il progetto
Sulla scia delle esperienze condotte nello scorso triennio, l’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Onlus), grazie al contributo della Fondazione Marchi, propone per il 2019 un nuovo progetto didattico per le classi quarte delle scuole superiori, per l’approfondimento dello studio della Costituzione. Il progetto non ha oneri per le classi aderenti.

i destinatari
Classi IV a.a. 2018/2019.
Potranno aderire al progetto 5 scuole superiori dell’area Firenze-Prato-Pistoia con classe singola o con due classi, che seguiranno in modo congiunto i lavori. Le scuole saranno selezionate sulla base della data di presentazione della domanda.
Un posto sarà riservato alla provincia di Pistoia e uno alla provincia di Prato.

gli obiettivi
1. Diffondere nelle nuove generazioni la conoscenza della Costituzione, in particolare dei suoi principi fondamentali, a partire dai valori di uguaglianza, solidarietà, libertà, per analizzarne influenze e resistenze nei comportamenti sociali reali. La scuola è la palestra dove i giovani si
formano alla cittadinanza e alla pratica di una civile convivenza con gli altri; 2. promuovere il protagonismo intellettuale dei giovani, stimolandone lo spirito critico e favorendo una fruizione attiva del progetto, di cui dovranno essere attori e non uditori.

la struttura
1. Modulo didattico di 4 ore rivolto alla classe dedicato all’approfondimento dei principi fondamentali della Costituzione. ogni modulo prevede due lezioni: a) la prima sulle origini della Carta; b) la seconda a scelta fra: Costituzione: diritti e doveri di cittadinanza, Costituzione e religione, Costituzione e lavoro, Costituzione e giustizia, Beni comuni e solidarietà sociale, Il valore della diversità;
2. Ogni classe adotta una tematica e si impegna a realizzare un lavoro compiuto che sarà presentato in iniziative specifiche nelle scuole o in eventi pubblici per la cittadinanza, durante la Settimana della Costituzione, organizzata e promossa dall’ISRT a novembre 2019.
Il lavoro degli insegnanti e degli studenti sarà seguito da tutor.

quando?
Febbraio/marzo: svolgimento dei corsi nelle scuole
Marzo/maggio, settembre/ottobre: lavoro in classe
Novembre: presentazione dei lavori durante la Settimana della Costituzione