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Articolo: notizie e segnalazioni - ToscanaNovecento Articolo: notizie e segnalazioni - ToscanaNovecento

BANDO DI CONCORSO per studenti e studentesse delle classi III delle scuole superiori “Oltre il confine: i luoghi del Ricordo”.

Il progetto “Oltre il confine: i luoghi del Ricordo. Un itinerario di conoscenza storica delle vicende della frontiera alto-adriatica” intende diffondere conoscenza storica e attivazione in ambito di educazione civica relativamente ai temi richiamati dalla legge 92/2004 (“Istituzione del
«Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale”) nelle scuole secondarie di secondo grado della Regione Toscana attraverso un percorso di formazione diretta rivolto a un gruppo di studenti e studentesse a cui si intende affidare la disseminazione nei contesti scolastici e provinciali di riferimento, attraverso iniziative di peer education, nonché movimenti di presentazione pubblica del progetto, realizzati anche attraverso la presenza sui territori provinciali della Rete degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea. A questo fine saranno coinvolti 2 studenti/studentesse per ogni provincia della Regione e a loro si uniranno 2 rappresentanti del Parlamento degli studenti toscano a cui sarà affidato il compito di farsi portavoce del progetto per ampliare il numero complessivo di ragazze e ragazzi sensibilizzati sul tema.
La conoscenza storica è alla base del progetto per un’attivazione didattica elaborata su due annualità, grazie all’attraversamento dei luoghi di memoria e allo scambio culturale tra il gruppo di 22 studenti e studentesse toscani/e e gruppi studenteschi oggi residenti nelle zone del “confine orientale” italiano, inteso come confine odierno e/o come confine del periodo tra le due guerre mondiali (i rapporti con le scuole croate e auspicabilmente slovene per lo scambio culturale saranno costruiti nella fase di avvicinamento al secondo anno di progetto).
Per il 2026 è previsto un percorso incentrato sulla conoscenza dei luoghi legati alle vicende storiche dell’esodo in Italia. Precedute da un primo incontro di formazione online sulla storia del “confine orientale italiano”, aperto a tutte le classi delle scuole coinvolte, le attività del 2026 si avvieranno dalla seconda metà di settembre con un primo incontro dei/delle partecipanti selezionate/i a Firenze, per la visita guidata ai luoghi del Ricordo della città (quartiere Isolotto, Congregazione dei Vanchetoni, Manifattura tabacchi, ecc.). Altre visite guidate saranno previste nell’autunno al Museo storico di Fiume a Roma e nella zona di Arezzo (campo profughi Laterina, campo di internamento di Anghiari, Archivio-museo della Confraternita della Misericordia di Anghiari, Monumento agli slavi di San Sepolcro, Archivio museo della Resistenza di San Sepolcro). Nei mesi di dicembre e gennaio si svolgerà invece il lavoro didattico a distanza per la predisposizione di un diario di viaggio, che i/le partecipanti presenteranno in occasione dell’evento regionale per il Giorno del Ricordo 2027 e in eventi scolastici di condivisione peer to peer. Docenti, studentesse e studenti partecipanti dovranno impegnarsi a realizzare nei propri istituti scolastici dei momenti di restituzione aperti alle classi quinte nel corso dei quali riportare l’esperienza vissuta in questa prima annualità del progetto, le cui ricadute verranno quindi a coinvolge e interessare un’ampia parte della popolazione scolastica di tutta la regione.

La seconda annualità sarà dedicata invece allo scambio fra il gruppo di 22 studenti e studentesse toscani/e (accompagnati/e da 12 docenti delle scuole di appartenenza) e 22 studenti e studentesse di Scuole italiane croate e auspicabilmente slovene sui luoghi di memoria della frontiera alto-adriatica (lo scambio è previsto a febbraio 2027). Da marzo a giugno, le dodici coppie italiane, abbinate a dodici coppie croate/slovene e coadiuvate dai/dalle docenti di riferimento e dal personale di progetto, dialogheranno invece online per predisporre le iniziative per la presentazione e la diffusione peer to peer dei risultati del proprio progetto formativo a livello provinciale, in collaborazione con le scuole e gli Istituti della Resistenza del proprio territorio. Anche in questa seconda annualità quindi, le scuole partecipanti dovranno impegnarsi a realizzare momenti di restituzione complessiva all’interno dei propri Istituti così da coinvolgere un’ampia popolazione scolastica.

Docenti, studentesse e studenti coinvolte e coinvolti nel progetto dovranno anche essere disponibili a eventuali iniziative organizzate dal Parlamento degli studenti della Toscana così come dalle Amministrazioni comunali dei rispettivi territori così da portare alla cittadinanza i riscontri dell’esperienza formativa vissuta nelle diverse annualità del progetto, favorendo un progetto di disseminazione intergenerazionale che promuova la conoscenza della storia del confine orientale nelle scuole e nella società toscana.

Modalità di partecipazione
Il bando di concorso è aperto a coppie di studenti e studentesse delle scuole toscane – delle classi III degli istituti secondari superiori – coadiuvate da un/una docente referente, (le tematiche della proposta sono quelle delineate dalla Legge 92/2004).
La partecipazione alla selezione avviene attraverso la compilazione del modulo online raggiungibile al seguente link https://forms.gle/f5iXHtBLdHXhwPiM7 con l’invio di un’ipotesi di progetto formativo sui temi oggetto delle attività e che possa avere ricaduta sull’intera classe e sull’intero istituto d’appartenenza.

È possibile presentare una sola proposta per gruppo costituito da 2 studenti/esse + 1 docente
– possono essere presentate più proposte dalla stessa scuola (purché i membri dei gruppi siano differenti).
Per eventuali informazioni è possibile scrivere a floriana.pagano@regione.toscana.it e segreteria@isgrec.it (inviare ad entrambi gli indirizzi mail).

Il bando di concorso si chiude alle ore 12.00 del 30 giugno 2026.

Saranno selezionate le dieci migliori proposte (su base provinciale) tra quelle ricevute entro la scadenza del bando. La selezione sarà effettuata da una commissione di esperti/e individuati/e da ISGREC e ISRT e darà accesso alla fase iniziale del progetto che si svolgerà a partire dalla seconda metà di settembre 2026. Il programma delle visite guidate e degli incontri della prima annualità sarà comunicato a inizio anno scolastico, mentre le date del viaggio di formazione del 2027 saranno definite successivamente in collaborazione con la/le scuola/e gemellata/e, così come la durata della permanenza (che potrà variare da un minimo di 4 a un massimo di 6 giorni, in base all’organizzazione logistica).




“Resistere per l’arte” il nuovo podcast della Fondazione CDSE

Condividiamo con piacere l’ultimo progetto della Fondazione CDSE, il podcast Resistere per l’arte.
5 storie di arte e Resistenza: dalla Primavera del Botticelli e il Fauno di Michelangelo, alla Piazza dei Miracoli di Pisa,
dalle opere di Piero della Francesca e il tabernacolo di Filippino Lippi a Prato, al Ponte Santa Trinita di Firenze.
Insieme a testimoni e documenti inediti, vi accompagneremo in un viaggio tra opere d’arte in pericolo e salvate,
e tra le storie di chi ha scelto di resistere per proteggerle.
La realizzazione del podcast è stata resa possibile grazie al contributo della Regione Toscana, attraverso l’Avviso 2025/2026 “per la valorizzazione del patrimonio storico, politico e culturale dell’antifascismo e della Resistenza 2025/2026″, per il quale il CDSE si è classificato secondo in tutta la Toscana.

Puoi ascoltare il Podcast gratuitamente qui: www.fondazionecdse.it/wp/resistere-per-larte-nuovo-podcast-della-fondazione-cdse/

Questo il servizio di RAI3-TGR Toscana dedicato al podcast “Resistere per l’arte”:
www.rainews.it/tgr/toscana/video/2026/06/podcast-resistere-per-larte-8d2fa36c-9c92-4e2d-b81c-05afdd558b62.html




Uscito il nuovo numero de “Il de Martino”

Il numero doppio del 2024 si era appena chiuso quando la perdita improvvisa del nostro compagno di redazione Valerio Strinati ci ha colpito come un fulmine, lasciandoci orfani della sua intelligenza, del suo entusiasmo, della sua amicizia. Per ricordarlo, pubblichiamo in apertura un suo lungo articolo sulle leggi memoriali, un tema che – al confine tra competenze professionali e impegno civile – lo aveva molto appassionato negli ultimi anni.

Per la rubrica Saggi, Brenda Fedi analizza la storia del Concerto sindacale del primo maggio, fornendone una prima lettura quale punto di osservazione dal quale ricostruire una storia culturale della sinistra italiana degli anni Novanta.

L’Ottantesimo anniversario della Liberazione rappresenta un’occasione che «Il de Martino» non poteva eludere. Entrambi i fascicoli del 2025 ospiteranno contributi che offrono nuove prospettive e interrogativi sul significato di questo importante anniversario. In nessun caso sarebbe stato possibile dimenticarsi di questo 25 aprile, ma nella congiuntura storica attuale lo è ancora meno. Il contributo di Stefano Bartolini e Martina Lopa sulle bandiere della pace delle donne lavoratrici degli anni Cinquanta – ospitato nella rubrica Il lavoro si racconta – risuona ugualmente di temi e pratiche che oggi è più che mai necessario conoscere e discutere.

Nella rubrica Interviste, accanto al dialogo familiare di Matteo Grasso con suo nonno, Guido, Alfiero Boschiero ci presenta una lunga intervista a Sergio Pellegrini, prete, contadino e operaio nel Veneto del secondo dopoguerra.

La rubrica Storie, infine, presenta un racconto inedito del fotografo e cineasta Lionetto Fabbri, scoperto e presentato da Mario Spiganti.

È possibile acquistare una copia cartacea della rivista su IBS o scrivendo a iedm@iedm.it.

La rivista è liberamente scaricabile al seguente link: Isrpt editrice – Il de Martino.

 

Sommario

Editoriale

Copertina

Simona Pezzano

Memoria pubblica e legislazione: un corto circuito?

Valerio Strinati 

Raccontare per restare: il museo come spazio di memoria partecipata

Ilaria Cordovani

Per un cinema di cura. Il cinema di Margarethe von Trotta visto dall’Italia

Cristina Jandelli

Socievolezza. Andrea Caffi e i suoi amici (1923-1951)

Piero Brunello

 

a ottant’anni dalla Liberazione

L’ozio, la noia e i giochi partigiani

Marco Cerri

«Il 25 aprile tricolorato». Il ventennale della Liberazione al magnetofono

Chiara Paris

 

Interviste

«Quel che manca è la profezia…». Ascoltando Sergio Pellegrini, contadino, operaio e prete
Alfiero Boschiero

Una storia di vita tra migrazione e costruzione di un’identità familiare. Intervista a Guido Grasso

Matteo Grasso

 

Saggi

 Per una storia culturale del Concerto del primo maggio. Culture del lavoro e linguaggi musicali nell’Italia degli anni Novanta

Brenda Fedi

 

Storie

Una nota su Lionetto Fabbri

Mario Spiganti

 Il Sondaggio. Un racconto ritrovato

Lionetto Fabbri

 

Il lavoro si racconta

«Era come se si volesse occupà l’azienda».

Pacifismo, agentività femminile e lotte del lavoro nelle bandiere della pace delle donne

Stefano Bartolini, Martina Lopa

 

Note e recensioni

 Parole confiscate e memoria riaccesa: dare voce al silenzio delle immagini. Una nota a partire dal film di Raphaël Pillosio, Les mots qu’elles eurent un jour, Francia, 2024 (di Greta Gorzoni)

 Ripartire dagli errori. Una nota a partire dal numero monografico di «Acta Histriae», vol. 31 (2023), n. 3, a cura di Alessandro Casellato e Urška Lampe (di Enrico Ruffino)

Leggere il “Veneto profondo” attraverso le sue rivolte contadine del ’900. Una nota a partire da Livio Vanzetto, Rivolte di paese. Una nuova storia per i contadini del Veneto profondo, Sommacampagna-Verona, Cierre edizioni, 2022 (di Bruno Anastasia)

Stefano Cavazza, Folklore in camicia nera. Studi su fascismo e tradizioni popolari, Pisa, Pacini, 2024; Id., Nazione, nazionalismo e folklore. Italia e Germania dall’Ottocento a oggi, Bologna, il Mulino, 2024 (di Alessandro Casellato)

Voci da piccoli mondi. Le eredità toscane di Nuto Revelli, a cura di Caterina Di Pasquale, Pisa, Pacini, 2023 (di Silvia Calamai)

Ma noi non potevamo aspettare più. Memorie e storia della lotta per la casa a Roma, a cura di Bruno Frusciardi con il contributo di Giulia Zitelli Conti, Firenze, Editpress, 2024 (di Ilaria Bracaglia)

Alessandra Gissi e Paola Stelliferi, L’aborto. Una storia, Roma, Carocci, 2023 (di Elisa Bellè)

Sindacaliste. La storia della Cgil e delle sue protagoniste, a cura di Maria Paola Del Rossi, Debora Migliucci, Ilaria Romeo, Bologna, Bologna University Press, 2022 (di Martina Lopa)

Primo Sacchetti, La scalata dell’Everest in ciabatte. Saga Coffee, una lotta lunga 100 giorni, Roma, Futura editrice, 2022 (di Eloisa Betti)

Sian Lazar, How We Struggle. A Political Anthropology of Labour, London, Pluto Press, 2023 (di Stefano Bartolini)




Memorie solide. Luoghi e oggetti di memoria, e la loro vita. A cura di Luca Bravi, Chiara Martinelli e Stefano Oliviero

Nel corso del XX secolo, seminale si è rivelata la discussione, attivata dal sociologo Maurice Halbwachs, sulla preminenza nelle comunità umane di una memoria collettiva o di una memoria individuale. Sulla contrapposizione, e, più spesso, sul dialogo tra queste due istanze, sono state costruite alcune delle tendenze che negli ultimi decenni hanno segnato i Memory studies.

Tuttavia, il processo di dematerializzazione che, complice anche la pandemia da Covid-19, ha attraversato la cultura e la società odierne ha introdotto, per converso, un’ulteriore, capitale, variante: quella connessa alla valorizzazione dei processi materiali della memoria, nei suoi luoghi e nei suoi oggetti. La stessa connessione dei luoghi e degli oggetti, fondata sulla constatazione della loro materialità, è parzialmente inedita e frutto di contaminazioni interdisciplinari da esplorare. Da una parte, infatti, lo studio dei “luoghi di memoria” ha connotato le pratiche storiografiche – e, in seguito, quelle relative alla storia pubblica – dalla seconda metà degli anni Novanta: si pensi, in primo luogo, alle pionieristiche ricerche del compianto Pierre Nora, ma anche allo studio di Mario Isnenghi del 1997. Dall’altro, la riflessione sugli oggetti si rivela connessa alle discipline storico-educative, e soprattutto alla riflessione articolata da Dominique Julia e di Agustin Benito Ascolano, anche se alcune recenti pubblicazioni (come ad esempio Cultura materiale della Resistenza di Marchetti, o Scarpe rotte eppur bisogna andar) ne hanno evidenziato le implicazioni anche sul fronte storiografico.

Luoghi e oggetti, in quanto tali, si sono profilati quali sostrato ineludibile dei processi di costruzione, ri-significazione, trasformazione delle pratiche memoriali individuali, collettive e pubbliche, che su di essi hanno spesso costituito un processo di pubblica legittimazione. Un esempio di tali pratiche può essere costituito dalla riconfigurazione di luoghi, produzioni artistiche e oggetti provenienti dall’antica Roma; dal riutilizzo di strumenti contadini e artigiani appartenenti all’età antica e al Medioevo; dai metodi e dalla diffusione dell’archeologia contemporanea; o ancora, nell’ambito delle commemorazioni resistenziali, dalla Casa Cervi, dal Monte Sole o dalle Fosse Ardeatine; ulteriore presenza di oggetti caratterizza anche luoghi di riflessione dedicati alla memoria di vicende più recenti, come le guerre dei Balcani o altri conflitti che si sono spinti fino al genocidio (si pensi ad esempio a Srebrenica).

Eppure, luoghi e oggetti possono assistere anche alla rimozione dei processi memoriali a essi legati, se questi ultimi non sono ritenuti funzionali alla costruzione di una memoria collettiva politicamente accettabile. Da questo punto di vista, l’esempio di Arbe resta particolarmente pregnante: campo di concentramento italiano nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ceduto alla Jugoslavia con la fine del conflitto, è adesso, con il nome croato di Rab, una popolare destinazione turistica estiva, oppure, nello stesso contesto e sul territorio italiano, lo scomparso campo di Gonars, tuttora in provincia di Udine, che fu luogo di deportazione di slavi da parte del fascismo, ma il cui memoriale (presso il cimitero di Gonars) è parte soltanto della memoria di Slovenia e Croazia. Di contro, la cristallizzazione di luoghi come Auschwitz al tempo dell’occupazione nazista, produce una consistente pratica legata a viaggi di formazione nei luoghi di sterminio che si muovono parallelamente a un crescente dark tourism che segnala un indotto economico rilevante. Sono elementi di criticità che richiedono il ripensamento critico e un’analisi attenta dei contesti di relazione con i luoghi e le loro storie, per evitare la cristallizzazione simbolica.

All’approfondimento di questi temi, la rivista «Farestoria» dedica un fascicolo monografico e lancia una Call for Paper per strutturare la sezione saggi e quella rubriche. I contributi potranno declinare il tema percorrendo (ma non solo) le seguenti traiettorie di ricerca:

  • I processi di ri-significazione culturale e sociale attraversati dai luoghi e dagli oggetti di memoria;
  • Le pratiche di localizzazione e di oggettivazione nei processi di memoria individuale, collettiva e pubblica;
  • Le trasformazioni, anche nel senso di una loro mercificazione, dei luoghi di memoria;
  • Le modalità con cui luoghi e oggetti di memoria sono rappresentati nei media e in cui, a loro volta, i media sono influenzati dalle vicende dei luoghi e degli oggetti di memoria;
  • Gli effetti dei processi di rimozione memoriale così come risultano percepiti attraverso il prisma dei luoghi e degli oggetti coinvolti;
  • La relazione tra le tradizioni – tradizioni culturali, sociali, economiche -, i luoghi e gli oggetti;
  • La relazione tra quei luoghi di memoria che, nella stessa comunità o negli stessi spazi urbani, rappresentano modalità contrapposte di interpretare la memoria collettiva;
  • L’utilizzo dei luoghi di memoria da parte di attori politici e pubblici nell’ambito dell’uso pubblico della storia;
  • L’utilizzo, nell’ambito delle pratiche di storia orale, dei luoghi e degli oggetti, intesi nella loro funzione rievocativa;
  • Dialoghi e contrasti tra la comunità, il territorio, i luoghi e gli oggetti di memoria, nel senso di come il loro sostrato memoriale si ponga in relazione con la vita della collettività che vi risiede;
  • Le modalità con cui luoghi e oggetti di memoria si interfacciano con il patrimonio culturale, nonché con il paesaggio circostante;
  • La relazione tra processi educativi, luoghi e oggetti di memoria, con il loro utilizzo sia in chiave di veicolo di un determinato messaggio politico, sia, d’altro canto, di possibile volano per la formazione di una coscienza critica;
  • Le pratiche didattiche di utilizzo dei luoghi e degli oggetti di memoria per l’insegnamento della storia e delle altre discipline;
  • Pratiche di musealizzazione dei luoghi e degli oggetti di memoria, e loro influenza su come le comunità vivono e percepiscono questi ultimi.

CANDIDATURE

Le proposte, di massimo 3.000 battute spazi inclusi, e accompagnate da un breve curriculum del soggetto proponente, di massimo 2.000 battute spazi inclusi, dovranno essere inviate all’indirizzo e-mail farestoriaredazione@gmail.com (e per conoscenza ai seguenti indirizzi: stefano.oliviero@unifi.itluc.bravi@unifi.itchiara.martinelli@unifi.it) entro il 3 novembre 2025. I risultati della selezione saranno resi noti entro fine dicembre 2025. La consegna dei testi definitivi dovrà effettuarsi entro il 30 aprile 2026.

Potranno essere inviate proposte — al massimo una per proponente — da parte di studiose e studiosi, associazioni, gruppi informali, musei, enti e istituti culturali, scuole di ogni ordine e grado. Gli abstract inviati dovranno contenere un titolo provvisorio, una breve sintesi dell’argomento che intendono trattare, gli eventuali interlocutori e/o i soggetti coinvolti. Il proponente deve indicare nell’abstract se intende candidarsi per la sezione “saggi’’ o per quella “rubriche’’, specificando in tal caso per quale tipologia si intende concorrere (vedi sotto). I curatori del numero potranno in ogni caso suggerire una collocazione specifica per le proposte pervenute sulla base del loro contenuto.

SAGGI dovranno rientrare tra le 35.000 e le 50.000 battute, note e spazi inclusi, e saranno sottoposti a referaggio.

Tipologie di RUBRICHE (non sottoposte a referaggio esterno) per le quali è possibile inviare proposte:

— “Comunicare la storia”

Redazione di un testo di massimo 15.000 battute spazi inclusi con note alla americana e bibliografia a corredo incentrato sugli obiettivi e sugli strumenti di comunicazione e divulgazione nelle attività realizzate.

— “Casi studio”

Redazione di un testo di massimo 15.000 battute spazi inclusi con note alla americana e bibliografia a corredo incentrato sullo studio di uno o più casi di particolare interesse.

— “I ferri del mestiere. Fonti per la storia”

Redazione di un testo di massimo 20.000 battute spazi inclusi con note alla americana e bibliografia dove vengono presentati archivi, centri di documentazione, fondi, fonti, gruppi di documenti e biblioteche, ecc., con particolare attenzione a quelli che presentano problematiche di tutela, valorizzazione e conservazione.

— “Storia orale”

Redazione di una ricerca di storia orale di massimo 30.000 battute spazi inclusi con possibilità di inserire note a piè di pagina con i promotori e le promotrici e/o con i fruitori e le fruitrici delle attività e dei progetti realizzati.

— “Public History”

Redazione di un testo di massimo 20.000 battute spazi inclusi con note alla americana e bibliografia a corredo incentrato su progetti di Public History che vedono forme di partecipazione del pubblico, sulla valenza pubblica degli stessi e/o sulla valorizzazione/patrimonializzazione/decostruzione di memorie storiche attraverso queste attività.

— “Conversazioni storiografiche”

Realizzazione e trascrizione di un dialogo, sotto forma di intervista, di massimo 50.000 battute spazi inclusi, con un/a storico/a, da indicare nella proposta. Non sono previste note di nessun tipo.

— “Forum storiografico”

Realizzazione e trascrizione di un dialogo a più voci, di massimo 70.000 battute spazi inclusi, con storici e storiche, da indicare nella proposta. Non sono previste note.




Resistenze, femminile plurale – 50 partigiane toscane

 

 

🔸Batazzi Messina

Messina Batazzi

🔸Benetti Osmana

Osmana Benetti

🔸Benveduti Turziani Eleonora (detta Noretta)

Eleonora Benveduti Turziani

🔸Borghigiani Aida

Aida Borghigiani

🔸Cecchi Lina

Lina Cecchi

🔸Cecchi Liliana

Liliana Cecchi

🔸Cerquetti Virginia

Virginia Cerquetti

🔸Cipolli Primetta

Primetta Cipolli

🔸Cremoni Erminia

Erminia Cremoni

🔸Crociani Angiola“Giangia”

Angiola Crociani

🔸Cutini Lea

Lea Cutini

🔸de Jacquier de Rosée Gabrielle-Marie

Gabriella de Rosée

🔸Del Freo Assunta

Assunta Del Freo

🔸Enriques Agnoletti Anna Maria

Anna Maria Enriques Agnoletti

🔸Fantini Alberta

Alberta Fantini

🔸Fiorineschi Fiorenza

Fiorenza Fiorineschi

🔸Fondi Anna

Anna Fonti

🔸Gattavecchi Valchiria

Valchiria Gattavecchi

🔸Gereschi Livia

Livia Gereschi

🔸Giugni Ofelia

Giugni Ofelia

🔸Gori Mariella

Mariella Gori

🔸Guaita Maria Luigia

Maria Luigia Guaita

🔸Lenzini Cristina

Cristina Lenzini

Cristina Lenzini

🔸Lorenzoni Maria Assunta (detta Tina)

Tina Lorenzoni

🔸Machetti Cordara “Lucciola”

Cordara Machetti

🔸Marchetti Nara

Nara Marchetti

🔸Maria Moriconi

Maria Moriconi

🔸Marrocchesi Natalina

Natalina Marrocchesi

🔸Martini Anna

Anna Martini

🔸Martini Tosca

Tosca Martini

🔸Mattei Teresa

Teresa Mattei

🔸Menconi Mercede

Mercede Menconi

🔸Modesti Rossana

Rossana Modesti

🔸Montemaggi Walma

Walma Montemaggi

🔸Pannocchia Ubaldina

Ubaldina Pannocchia

🔸Parenti Norma

Norma Parenti

🔸Parracciani Wanda

Wanda Parracciani

🔸Pelliccia Walkiria

Walkiria Pelliccia

🔸Pillitteri Guelfi Giuseppina (detta Unica)

Giuseppina Pillitteri

🔸Rola Francesca

Francesca Rola

🔸Rossi Modesta

Modesta Rossi

🔸Sandroni Bruna

Bruna Sandroni

🔸Seghettini Laura

Laura Seghettini

🔸Talluri Bruna

Bruna Talluri

🔸Toniolo Teresa

Teresa Toniolo

🔸Tozzi Lina

Lina Tozzi

🔸Valsuani Emilia

Emilia Valsuani

🔸Vannucchi Suor Cecilia

Suor Cecilia Vannucchi

🔸Vassalle Vera

Vera Vassalle




Spazi contesi. Itinerari fra i luoghi del conflitto sociale. Call for Columns del numero monografico della rivista «Farestoria. Società e storia pubblica»

In età contemporanea, tra le articolazioni del conflitto sociale non di rado spicca una certa materialità legata alla contesa sugli spazi. A partire dalla fine del XIX secolo, infatti, l’intreccio tra i macro-processi di industrializzazione, urbanizzazione e partecipazione di massa alla vita politica del Paese, ha favorito l’emergere di interstizi conflittuali proprio a partire dalla gestione di spazi attraversati e vissuti nel quotidiano o depositari dei più disparati portati simbolici.

Nel periodo che da fine Ottocento arriva sino ai giorni nostri, la storia italiana risulta costellata di esempi significativi di conflitti di questa natura: a partire dalle più classiche vicende di occupazioni di fabbrica, manifestazioni di piazza non autorizzate, lotte per il pane, la terra o la casa; passando per rivendicazioni ecologiste o di difesa dei beni comuni.

In queste circostanze, i luoghi del conflitto si presentano al contempo come l’oggetto del contendere e il teatro della contesa stessa. È proprio in virtù di questa specificità che intorno alla gestione, all’occupazione e alla risignificazione degli spazi si sono originate forme inedite di resistenza dal basso animate da una molteplicità di soggetti aggregatisi per specifiche occasioni o organizzati in associazioni, comitati, movimenti e partiti.

In quest’ottica, lo spazio conteso può rappresentare un originale osservatorio capace di restituire la complessità dei fenomeni economici, politici, sociali e culturali che hanno plasmato e continuano modellare la storia contemporanea del Paese. La necessità di dedicarsi alla ricostruzione di una geografia storica della conflittualità sociale risponde, inoltre, agli interrogativi di storiche e storici immersi in un presente in cui il controllo e la gestione degli spazi permane al centro di dissensi e contrasti politici talvolta radicali.

All’approfondimento della dimensione spaziale dei conflitti sociali nell’Italia contemporanea (1861 – oggi), la rivista «Farestoria» dedica un fascicolo monografico e lancia una Call for Columns per strutturare la sezione rubriche. I contributi potranno declinare il tema percorrendo le seguenti traiettorie di ricerca:

  • Processi partecipativi, occupazione a scopo sociale di immobili o spazi abbandonati, rigenerazioni urbane e rurali ed esperienze cooperative.
  • Sviluppo edilizio, politiche della casa e diritto all’abitare.
  • Tensioni centro-periferia nella fruizione degli spazi, con particolare attenzione ai disequilibri territoriali, alle disparità nell’accesso alle risorse, alla gestione dei servizi pubblici, alla distribuzione delle infrastrutture e ai processi di marginalizzazione.
  • Rapporto tra trasformazioni del sistema produttivo e trasformazioni del territorio a partire dall’impatto delle nuove tecnologie e dei riassetti produttivi su ambiente e lavoro, nonché dal conflitto capitale-ambiente.
  • Processi di privatizzazione dalla storica riduzione o soppressione dei tradizionali usi civici fino alla crisi dello stato sociale, monopoli, politiche delle concessioni e lotte per i beni comuni (acqua, salute, istruzione).
  • Impatto socio-ambientale delle politiche energetiche, infrastrutturali e della difesa (nucleare, grandi opere, grandi eventi, basi militari).
  • Conflitti tra dinamiche di sacralizzazione e secolarizzazione, con particolare riferimento al rapporto tra istituzioni laiche (pubbliche e private) e religiose nella concessione e gestione di spazi e servizi (pratiche confessionali, istruzione, assistenza, tempo libero).
  • Pratiche, narrazioni e contronarrazioni dello sfruttamento del paesaggio e dei beni demaniali, con particolare riguardo per la resistenza ai processi di turistificazione o gentrificazione.
  • Lotte contro l’occupazione e lo sfruttamento del territorio ad opera della criminalità organizzata (speculazioni edilizie, agromafie, gestioni delle emergenze).
  • Uso e contesa degli spazi pubblici a fini memoriali e processi di musealizzazione e/o sacralizzazione dei luoghi della memoria.

Le proposte, di massimo 3.000 battute spazi inclusi, e accompagnate da un breve curriculum del soggetto proponente, di massimo 2.000 battute spazi inclusi, dovranno essere inviate all’indirizzo e-mail farestoriaredazione@gmail.com entro il 30 aprile 2025. Potranno essere inviate proposte — al massimo una per proponente — da parte di studiose e studiosi, associazioni, gruppi informali, musei, enti e istituti culturali, scuole di ogni ordine e grado. Gli abstract inviati dovranno contenere un titolo provvisorio, una breve sintesi dell’argomento che intendono trattare, gli eventuali interlocutori e/o i soggetti coinvolti, e la tipologia di rubrica per la quale si intende concorrere.

Le tipologie di rubriche per le quali è possibile inviare proposte sono le seguenti:

— “Comunicare la storia”

Redazione di un testo di massimo 15.000 battute spazi inclusi con note alla americana e bibliografia a corredo incentrato sugli obiettivi e sugli strumenti di comunicazione e divulgazione delle attività realizzate.

— “Casi studio”

Redazione di un testo di massimo 15.000 battute spazi inclusi con note alla americana e bibliografia a corredo incentrato sullo studio di uno o più casi di particolare interesse.

— “I ferri del mestiere. Fonti per la storia”

Redazione di un testo di massimo 20.000 battute spazi inclusi con note alla americana e bibliografia dove vengono presentati archivi, centri di documentazione, fondi, fonti, gruppi di documenti e biblioteche, ecc., con particolare attenzione a quelli che presentano problematiche di tutela, valorizzazione e conservazione.

— “Public History”

Redazione di un testo di massimo 20.000 battute spazi inclusi con note alla americana e bibliografia a corredo incentrato su progetti di Public History che vedono forme di partecipazione del pubblico, sulla valenza pubblica degli stessi e/o sulla valorizzazione/patrimonializzazione/decostruzione di memorie storiche attraverso queste attività.

— “Storia orale”

Presentazione di una ricerca di storia orale di massimo 30.000 battute spazi inclusi con possibilità di inserire note a piè di pagina con i promotori e le promotrici e/o con i fruitori e le fruitrici delle attività e dei progetti realizzati.

— “Conversazioni storiografiche”

Realizzazione e trascrizione di un dialogo, sotto forma di intervista, di massimo 50.000 battute spazi inclusi, con un/a storico/a, da indicare nella proposta. Non sono previste note di nessun tipo.

— “Forum storiografico”

Realizzazione e trascrizione di un dialogo a più voci, di massimo 70.000 battute spazi inclusi, con storici e storiche, da indicare nella proposta. Non sono previste note di nessun tipo.

Cronoprogramma:

– Il termine ultimo per l’invio proposte è il 30 aprile 2025.

– I risultati della selezione saranno resi noti entro inizio giugno 2025 

– La consegna dei testi definitivi dovrà effettuarsi entro il 30 settembre 2025.

 

Il PDF è disponibile alla pagina CFP Farestoria 2025-1.




Il Giorno della Memoria della Regione con le scuole della Toscana

Il 24 gennaio dalle ore 9.30 a Firenze , nella sede del teatro del Maggio Musicale si terrà l’evento organizzato da Regione Toscana con Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea e con il Museo della deportazione e della Resistenza per il Giorno della Memoria 2025.

Qui il programma




La Rete Toscana dei Sistemi Museali Storia e Memoria del 900 in un podcast!

La Rete Toscana dei Sistemi Museali Storia e Memoria del 900 viene presentata in un podcast a cura di Controradio.

Con le interviste a Michele Morabito, Sant’Anna di Stazzema – Parco Nazionale della Pace (Lucca), Carola Baruzzo, Museo audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo (Massa), Enrico Iozzelli, Museo della Deportazione e della Resistenza di Prato, Laura Mattei, @stanzedellamemoria di Siena, Natalia Cangi, Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo).
Musiche di Meme Lucarelli e Stefano Picchi.
Puntata a cura di Rossana Mamberto.

Un progetto del Sistema Museale, Musei Storia e Memoria del Novecento, curato da @controradiofirenzecon il contributo della Regione Toscana.
Ascolta il podcast:

1. La Rete Toscana dei Sistemi Museali Storia e Memoria del 900 – www.controradio.it