Corso di formazione: POSTWAR. Ricomporre etica e politica: i nuovi assetti italiani ed europei.

L’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in provincia di Lucca ETS, in collaborazione con l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, organizza il corso di aggiornamento per docenti di ogni ordine e grado per l’A.S. 2026/2027.
Un percorso di 6 incontri online (12 ore complessive) per approfondire i grandi temi del dopoguerra: dalla nascita del diritto internazionale alle contraddizioni del bipolarismo, dalla «moralità nella Resistenza» al contributo delle forze politiche e delle Madri costituenti.
🗓 PROGRAMMA DEGLI INCONTRI (ore 16.00 – 18.00 su Zoom):
• 21 ottobre: “Mai più Auschwitz”: la nascita del diritto internazionale e la sua crisi odierna – Marcello Flores
• 29 ottobre: “Il mito di Yalta” e la sua fine: la debole risposta dell’Europa alla luce dei recenti conflitti – Fabio De Ninno
• 2 novembre: “La moralità nella Resistenza”: la lotta partigiana come esperienza costituente – Mirco Carrattieri
• 9 novembre: “Il miracolo della Costituente”: partiti e culture politiche – Maurizio Ridolfi
• 17 novembre: “Il nobile compromesso”: i grandi temi del dibattito in Costituente e il ruolo delle elette – Fiorenza Taricone
• 2 dicembre: “Una rivoluzione promessa”: la complessa attuazione dei principi costituzionali – Umberto Gentiloni
📌 INFO E ISCRIZIONI:
• Scadenza iscrizioni: 20 ottobre 2026
• Iscrizione via mail: inviando la ricevuta a isreclucca@gmail.com
• S.O.F.I.A.: Codice corso 107242 (Corso riconosciuto dal MIM)
• Costo: €30 (€20 per i soci ISREC Lucca) — È possibile il pagamento con Carta del Docente.
• Attestato: rilasciato con almeno il 75% di presenze (9 ore).
ℹ️ Per dettagli e coordinate bancarie consultare il volantino o scrivere a: isreclucca@gmail.com | www.isreclucca.it




Corso di Formazione per Docenti dal titolo: 𝐂𝐔𝐋𝐓𝐔𝐑𝐄 𝐄 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐓𝐈𝐂𝐇𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀: 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐮𝐬𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚

Dal 12 novembre prende il via il Corso di Formazione per Docenti dal titolo:
𝐂𝐔𝐋𝐓𝐔𝐑𝐄 𝐄 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐓𝐈𝐂𝐇𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀: 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐮𝐬𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚
Il corso propone una riflessione sulle politiche della memoria e sulle modalità attraverso cui le società contemporanee selezionano, interpretano e trasmettono il passato, interrogando il rapporto, spesso complesso e conflittuale, tra storia, memoria, identità e spazio pubblico. Verranno messi a confronto casi differenti e questioni comuni: la costruzione delle memorie collettive, il rapporto tra storia e testimonianza, la funzione delle commemorazioni e dei luoghi della memoria, i conflitti memoriali e gli usi politici del passato.
𝑃𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑣𝑜𝑙𝑔𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜: novembre 2026-aprile 2027
𝐷𝑢𝑟𝑎𝑡𝑎: 12 ore
𝐶𝑜𝑠𝑡𝑜: 20 euro (pagabili con la carta docente)
Iscrizioni a partire dal 10 novembre sulla piattaforma SOFIA.
PROGRAMMA
Giovedì 12 novembre 2026
𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐆𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐥𝐢 – Perché la memoria non ha salvato il mondo
Giovedì 19 novembre 2026
𝐆𝐮𝐫𝐢 𝐒𝐜𝐡𝐰𝐚𝐫𝐳 – Come funziona la memoria? Riflessioni intorno al 27 gennaio
Mercoledì 2 dicembre 2026
𝐂𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐃𝐢 𝐏𝐚𝐬𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 – Sant’Anna di Stazzema, 12 agosto 1944: memorie di guerra, culture di pace
Mercoledì 9 dicembre 2026
𝐄𝐫𝐢𝐜 𝐆𝐨𝐛𝐞𝐭𝐭𝐢 – Foibe ed esodo tra storia, memoria e uso politico
Giovedì 14 gennaio 2027
𝐋𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 – Costruire un calendario civile
Martedì 6 aprile 2027
𝐏𝐥𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 – Restituzione dei lavori dei docenti
Tutti gli incontri, tranne la plenaria finale che si terrà nell’Aula Magna del Liceo “Giosuè Carducci” di Pisa (via San Zeno 3), si terranno presso la Biblioteca Franco Serantini, via Giosuè Carducci 13, La Fontina (Ghezzano – PI), dalle 17:30 alle 19:30 (la plenaria dalle 17:00 alle 19:00).




SCENARI DEL CONTEMPORANEO

Il progetto “Scenari del Contemporaneo” per l’anno scolastico 2026/27 sarà dedicato agli anni Novanta, un decennio di transizione che segna il passaggio da un mondo bipolare al mondo come lo conosciamo oggi. Un decennio, inoltre, su cui la storiografia sta attivamente lavorando: molte delle lezioni in programma saranno dedicate infatti a ricerche ancora in corso. È questo sguardo sempre più rivolto al presente a motivare il cambiamento del titolo del progetto, che si trasforma da “Scenari del XX Secolo” a “Scenari del Contemporaneo”.

Dal 1999/2000 la Provincia di Pistoia e l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Provincia di Pistoia propongono questo progetto rivolto alle scuole secondarie di secondo grado della provincia, realizzato da alcuni anni con il sostegno della Fondazione Caript.

Un approccio formativo e critico alla storia

Grazie al contributo delle più recenti ricerche storiografiche, questa edizione intende offrire a studenti e docenti strumenti aggiornati e rigorosi per analizzare criticamente le trasformazioni politiche, culturali e sociali avvenute negli anni Novanta, in una prospettiva integrata e multilivello, che tenga insieme le dinamiche nazionali e internazionali.

L’obiettivo è stimolare il pensiero critico e promuovere una consapevolezza storica, attraverso il dialogo con il presente, in grado di attivare percorsi di cittadinanza attiva.

Gli anni Novanta al centro del percorso

Il decennio sarà esplorato attraverso molteplici angolazioni:

  • Il quadro internazionale, segnato dalla fine della Guerra Fredda, dal crollo dei regimi comunisti nell’Europa orientale e dal processo di integrazione europea, fino agli interrogativi sul nuovo assetto mondiale, tra ipotesi di un ordine unipolare e scenari di crescente disordine globale.
  • Il contesto politico ed economico italiano, attraversato dal tramonto dei partiti del secondo dopoguerra e dall’ascesa di Berlusconi, dalla profonda ristrutturazione dell’economia e del mondo del lavoro.
  • La società italiana e le sue trasformazioni sociali e culturali che si riflettono nella musica e nella crescente sensibilità ambientale.
  • Diritti e movimenti, con attenzione all’emergenza AIDS e al fenomeno delle droghe, alla lotta alle mafie e alla difesa dei diritti umani come nuove frontiere dell’impegno civile.
  • La dimensione della memoria, con il legame tra la riflessione storica e le principali ricorrenze del calendario civile — dalla Shoah alla violenza etnica nei Balcani, dalle vittime delle mafie all’evoluzione della memoria del 25 aprile — per favorire una cittadinanza attiva e consapevole.

Struttura del progetto

Il progetto si articola in tre fasi indipendenti e modulari, alle quali i docenti possono aderire in base ai propri interessi e disponibilità:

  • Corso di formazione per docenti, con approfondimenti tematici e strumenti metodologici;
  • Incontri per studenti, legati alle principali ricorrenze civili (Giorno della Memoria, Giorno del Ricordo, Giorno della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, Festa della Liberazione) e al tema dell’anno;
  • Percorso di conoscenza attiva e laboratoriale, che valorizza la partecipazione degli studenti attraverso attività di cooperative learning di analisi delle fonti e riflessione storica.

Obiettivi formativi

  • Promuovere la consapevolezza storica attraverso percorsi tematici e trasversali;
  • Favorire un approccio critico alle fonti e agli eventi del passato;
  • Collegare la memoria storica alla cittadinanza attiva, anche attraverso le ricorrenze civili;
  • Rafforzare il dialogo tra scuola, università e ricerca.

 

E’ possibile visualizzare il programma completo qui.




Call for Papers del numero monografico della rivista «Farestoria. Società e storia pubblica», n. 1 (2027)

Scritture di “gente comune”?

Ricerche, archivi e usi pubblici delle scritture popolari (XIX-XXI secolo)

a cura di Stefano Campagna e Francesco Cutolo

Call for Papers del numero monografico della rivista «Farestoria. Società e storia pubblica», n. 1 (2027)

Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea in provincia di Pistoia

Il ricorso alla scrittura da parte di uomini e donne estranei alle élite sociali e al ceto intellettuale, benché affondi le sue radici nell’età medievale e moderna, conobbe un ampliamento graduale e significativo a partire dal XIX secolo. L’estensione dell’alfabetizzazione e della scolarizzazione, che favorì la diffusione delle pratiche scrittorie anche tra i bambini, i processi di nazionalizzazione delle masse, che integrarono ampi settori della popolazione nello Stato nazionale, e la crescente partecipazione delle classi popolari alla vita pubblica tra Ottocento e Novecento contribuirono ad allargare progressivamente la cerchia degli scriventi. Incise altresì la democratizzazione della posta, che rese la corrispondenza epistolare una pratica accessibile anche ai ceti popolari e a quanti avevano competenze scrittorie minime[1].

Furono però i grandi fenomeni di massa, violenti e traumatici, come le guerre mondiali, le migrazioni, gli internamenti e le catastrofi, a generare condizioni di separazione e destabilizzazione che, a loro volta, spinsero la “gente comune” a ricorrere, spesso per la prima volta, alla scrittura. Da tali contesti scaturì una straordinaria varietà di pratiche scrittorie che dovevano servire a mantenere i legami con i propri cari o le proprie comunità di appartenenza, a testimoniare esperienze vissute, desideri e aspirazioni, a rivolgere suppliche alle autorità o a lasciare una traccia di sé. Parallelamente, la nascita del divismo, l’avvento della società dei consumi, l’affermazione del “culto della performance” e, più recentemente, il diffondersi delle tecnologie digitali hanno ulteriormente rafforzato il legame tra scrittura e costruzione delle identità individuali e collettive.

Tuttavia, la storiografia ha a lungo trascurato queste fonti, fino alla loro riscoperta tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento, nel quadro del crescente interesse per la storia “dal basso” e per le classi subalterne. Tanto in Italia quanto in Europa, «il fiume carsico delle scritture popolari»[2] — per riprendere l’espressione coniata da Antonio Gibelli in riferimento agli egodocumenti prodotti durante il primo conflitto mondiale — è tornato alla luce, rivelandosi un fecondo ambito di ricerca. In Italia, questo filone si è distinto per la diffusione di iniziative di raccolta, conservazione e valorizzazione delle scritture autobiografiche, spesso nate per iniziativa dei cosiddetti “storici scalzi” (come nel caso della scuola di Rovereto e Trento) o comunque caratterizzate dalla sinergia tra mondo accademico, ricercatori indipendenti e comunità locali. Ne è derivata una rete di archivi, istituti, seminari permanenti e riviste che hanno fatto della conservazione, dello studio e della valorizzazione di queste fonti un vasto e articolato campo d’indagine.

Ad accompagnarne lo sviluppo è stato un costante dibattito storiografico, che muove fin dalla difficoltà a denominare l’oggetto di studio. Per identificare la produzione scritta di «soggetti che non usano la scrittura in modo professionale, ma con competenze scrittorie e livelli di scolarizzazione assai eterogenei»[3] sono state impiegate nel tempo definizioni quali “scrittura popolare” e “scrittura di gente comune”, oltre alle espressioni ordinary writing ed écriture ordinaire, impiegate rispettivamente in area anglosassone e francese. Nessuna di queste definizioni, però, sembra poter restituire compiutamente la complessità e il carattere plurale di questi scritti: da questa problematicità scaturisce la forma interrogativa scelta per il titolo del fascicolo.

Ad essere oggetto di discussione sono state, inoltre, le questioni della rappresentatività e dell’attendibilità degli egodocumenti, data la loro natura soggettiva, con diversi studiosi che hanno mosso obiezioni al loro uso nell’indagine storica. Anche per questo, si è sviluppata un’articolata riflessione metodologica e lo studio di queste fonti si è arricchito di prospettive plurali, capaci di coniugare l’originario approccio “dal basso” della storia sociale con l’analisi microstorica, la storia culturale, la storia delle emozioni, la storia dei consumi, i memory studies, l’analisi linguistica e quella della materialità della scrittura e dei suoi supporti. Non è però infrequente l’uso acritico degli egodocumenti, trattati come corredo illustrativo di tesi già dimostrate o come “serbatoio” di citazioni suggestive, ignorandone il contesto di produzione e tenendoli ai margini della problematizzazione. Si tratta di approcci che offrono il fianco a quanti contestano la legittimità storiografica di queste fonti e che finiscono per indebolire tale campo di studi.

Le scritture popolari hanno poi guadagnato crescente presenza pubblica, come provano le numerose edizioni di testimonianze e i vari musei, mostre, documentari, podcast, produzioni teatrali, progetti di Public History dedicati a scritti intimi. Negli ultimi anni, questo filone si trova anche a far fronte alle trasformazioni profonde determinate dalla rivoluzione digitale, che ha modificato le pratiche di scrittura della gente comune (blog, social network, messaggistica, ecc.), ponendo nuovi problemi di raccolta, conservazione e consultazione. In parallelo, si sono sviluppati progetti di digitalizzazione e di impiego dell’intelligenza artificiale nell’analisi di queste fonti. Quest’ultima offre possibilità inedite, ma pone anche interrogativi metodologici ed etici.

All’approfondimento di questi temi, la rivista «Farestoria» dedica un numero monografico e apre una Call for Papers per sollecitare l’invio di contributi per la sezione “saggi” e per quella “rubriche”, con l’auspicio che le singole esperienze di ricerca siano poste in dialogo con il dibattito storiografico e con una riflessione metodologica sugli egodocumenti. Le proposte potranno svilupparsi lungo le seguenti traiettorie di indagine (la lista non deve considerarsi esaustiva):

  • Problemi, metodi e approcci
  • Analisi di tipologie di scritture e contesti di produzione:
    • Scritture di guerra (soldati, prigionieri, civili in guerra)
    • Scritture migranti
    • Scrittura e storia postale
    • Scritture di supplica e petizioni ai potenti
    • Scritture dei lavoratori e sul lavoro
    • Scritture dei girovaghi
    • Scritture e identità/relazioni di genere
    • Scritture educative e “bambine”
    • Scritture carcerarie e della reclusione
    • Scritture e consumi
    • Scritture della celebrity culture
    • Scritture e crisi (epidemie, catastrofi naturali)
    • Scritture esposte (graffiti, iscrizioni, scritte murali, ecc.)
    • Scritture dell’Io nell’era digitale
  • Rapporto tra scritture di gente comune e storia orale
  • Valorizzazione di singole testimonianze o di piccoli fondi documentari
  • Conservazione, valorizzazione ed esperienze di raccolta delle scritture popolari
  • Scritture popolari e Digital Humanities (ad es., progetti di digitalizzazione, portali web dedicati, uso dell’intelligenza artificiale)
  • Usi, circolazione nei media di massa (film, serie tv, videogame, ecc.) e storia pubblica
  • Progetti didattici e di Public History

CANDIDATURE

Le proposte, di massimo 3.000 battute spazi inclusi, e accompagnate da un breve curriculum del soggetto proponente, di massimo 2.000 battute spazi inclusi, dovranno essere inviate all’indirizzo e-mail farestoriaredazione@gmail.com (e per conoscenza ai seguenti indirizzi: francesco.cutolo.pistoia@gmail.com e stefano.campagna2@gmail.com) entro il 10 novembre 2026. I risultati della selezione saranno resi noti indicativamente entro la fine di novembre 2026. La consegna dei testi definitivi dovrà avvenire entro il 30 aprile 2027.

Potranno essere inviate proposte, al massimo una per proponente, da parte di studiose e studiosi, associazioni, gruppi informali, musei, enti e istituti culturali, scuole di ogni ordine e grado. Gli abstract inviati dovranno contenere un titolo provvisorio, una breve sintesi dell’argomento che si intende trattare, gli eventuali interlocutori e/o i soggetti coinvolti. Il proponente deve indicare nell’abstract se intende candidarsi per la sezione “saggi” o per quella “rubriche”, specificando in tal caso per quale tipologia intende concorrere (vedi sotto). I curatori del numero potranno in ogni caso suggerire una collocazione specifica per le proposte pervenute sulla base del loro contenuto.

I SAGGI dovranno rientrare tra le 35.000 e le 50.000 battute, note e spazi inclusi, e saranno sottoposti a referaggio.

Tipologie di RUBRICHE (non sottoposte a referaggio esterno) per le quali è possibile inviare proposte:

— “Casi studio”

Redazione di un testo di massimo 15.000 battute spazi inclusi con note all’americana e bibliografia a corredo incentrato sullo studio di uno o più casi di particolare interesse.

— “Comunicare la storia”

Redazione di un testo di massimo 15.000 battute spazi inclusi con note all’americana e bibliografia a corredo incentrato sugli obiettivi e sugli strumenti di comunicazione e divulgazione nelle attività realizzate.

— “Conversazioni storiografiche”

Realizzazione e trascrizione di un dialogo, sotto forma di intervista, di massimo 50.000 battute spazi inclusi, con un/a storico/a, da indicare nella proposta. Non sono previste note.

— “Forum storiografico”

Realizzazione e trascrizione di un dialogo a più voci, di massimo 70.000 battute spazi inclusi, con storici e storiche, da indicare nella proposta. Non sono previste note.

— “I ferri del mestiere. Fonti per la storia”

Redazione di un testo di massimo 20.000 battute spazi inclusi con note all’americana e bibliografia, nel quale vengono presentati archivi, centri di documentazione, fondi, fonti, gruppi di documenti e biblioteche, ecc., con particolare attenzione a quelli che presentano problematiche di tutela, valorizzazione e conservazione.

— “Public History”

Redazione di un testo di massimo 20.000 battute spazi inclusi con note all’americana e bibliografia a corredo incentrato su progetti di Public History che vedono forme di partecipazione del pubblico, sulla valenza pubblica degli stessi e/o sulla valorizzazione, patrimonializzazione e/o decostruzione di memorie storiche attraverso queste attività.

— “Rassegne”

Redazione di un testo di massimo 40.000 battute spazi inclusi, con note all’americana e bibliografia, dedicato all’analisi di una serie di prodotti (libri, film, serie tv, giochi, dischi e canzoni, podcast, eventi a tema, ecc.) incentrati su un tema. Il testo dovrà articolarsi in una breve parte introduttiva di contestualizzazione, con l’indicazione dei criteri di selezione, seguita dalle schede analitiche dei prodotti prescelti.

— “Storia orale”

Redazione di una ricerca di storia orale di massimo 30.000 battute spazi inclusi con possibilità di inserire note a piè di pagina inerenti ai promotori e alle promotrici e/o ai fruitori e alle fruitrici delle attività e dei progetti realizzati.


[1] D. Vincent, The Rise of Mass Literacy, Cambridge-Malden (Mass.), Polity, 2000 (trad. it: Leggere e scrivere nell’Europa contemporanea, Bologna, il Mulino, 2006).

[2] A. Gibelli, Un fiume carsico tornato. Scritture di guerra di gente comune. Il primo conflitto mondiale dalle testimonianze scritte alla memoria multimediale, in F. Caffarena, N. Murzilli (a cura di), In guerra con le parole, Trento, Fondazione Museo Storico Trentino, 2019, pp. 17-31.

[3] F. Caffarena, L’Archivio Ligure della Scrittura Popolare: origini e sviluppi, in «Revista de historiografía», 37 (2022), pp. 111-126.




*Tempo di scuola 2027*, il piano dell’offerta formativa Isgrec per insegnanti e studenti (a.s. 2026-2027)

 

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LA REPUBBLICA DEI PARTITI. Il nuovo corso di formazione Istoreco Livorno.

LA REPUBBLICA DEI PARTITI
Ideologie, famiglie politiche e pratiche nella democrazia italiana

Al via il prossimo 9 ottobre un corso di formazione per docenti aperto a tutta la cittadinanza a cura di ISTORECO

Quest’anno si sono celebrati gli ottant’anni della Repubblica italiana. Oltre alle iniziative organizzate per il 2 giugno scorso abbiamo pensato di proporre un approfondimento attraverso un corso di formazione per docenti – aperto a tutta la cittadinanza – dedicato alle famiglie politiche, ai partiti e alle figure più rappresentative della prima fase di vita della società italiana, dal dopoguerra ai primi anni Novanta.

Benché la quasi totalità delle strutture che hanno regolato quel capitolo di vita pubblica – e non solo – della nazione sia oggi scomparsa, ci è parso fondamentale cercare di capire che cosa sono state, cosa hanno rappresentato e quali suggestioni possono suggerire per il futuro. Lo faremo attraverso alcuni tra i libri più aggiornati della storiografia nazionale, con l’aiuto dei loro autori, di qualificati docenti universitari, ricercatori e protagonisti di quelle vicende. Lo scopo non è certo quello di rifugiarsi nel passato, ma di comprenderlo al fine di tentare di decifrare – almeno in parte – la società odierna e i dubbi che ci pone quotidianamente.

 

– GLI INCONTRI

9 Ottobre, ore 17.00 / L’idea di Repubblica

Lessico della Repubblica. Dal Risorgimento all’integrazione europea, diretto da Maurizio Ridolfi, il Mulino, 2026

Dicembre / Il cattolicesimo

Alcide De Gasperi. La cultura di un politico cattolico, di Jacopo Cellini, Carocci, 2025

Febbraio / Il socialismo

Malgrado tutto dobbiamo farcela: i socialisti e lo Shock of the Global, di Jacopo Perazzoli, Biblion, 2024

Marzo / Il comunismo

Donne comuniste nell’Italia del Novecento. Partito, società, identità di genere, a cura di Fiammetta Balestracci, Viella, 2025

Aprile / L’ azionismo

Ferruccio Parri. Dalla genesi dell’antifascismo alla guida del governo, di Andrea Ricciardi, Biblion, 2023

 

– SEDE

Edificio dell’Orologio – Sede ISTORECO (Piazza Luigi Orlando, Livorno)

 

– ORARIO

Tutti gli incontri si terranno indicativamente alle ore 17.00. Nel corso dei mesi sarà pubblicata, per ciascun appuntamento, un’apposita locandina con la data, l’orario definitivo e i nomi dei relatori.

 

– ATTESTATO

ISTORECO ETS è parte della Rete degli istituti associati all’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri” (già INSMLI), riconosciuto agenzia di formazione accreditata presso il MIM. Sarà rilasciato ai richiedenti un attestato di partecipazione, che potrà essere richiesto attraverso la piattaforma SOFIA.




“KZ Auschwitz – 432 Marian Kołodziej. Parole disegnate. Memoria della deportazione politica . Auschwitz 1940 – Ebensee 1945.”

MOSTRA PROROGATA fino a DOMENICA 11 OTTOBRE 2026:
“KZ Auschwitz – 432 Marian Kołodziej. Parole disegnate. Memoria della deportazione politica . Auschwitz 1940 – Ebensee 1945.”
Visto il grande apprezzamento siamo lieti di condividere con voi la proroga della mostra, sarà aperta al pubblico fino a domenica 11 Ottobre 2026.
Seguiranno informazioni sulla giornata conclusiva.
ℹ INFO UTILI PER VISITARE LA MOSTRA :
▶️Museo della Deportazione e Resistenza, Via di Cantagallo 250 – PRATO
Sarà possibile visitare la mostra negli orari di apertura del Museo:
da Lunedì al Venerdì: dalle 9.30 alle 12.30
Lunedì e Giovedì: dalle 15.00 alle 18.00
Sabato dalle 16.00 alle 19.00
Domenica: dalle 9.30 alle 12.30 / dalle 16.00 alle 19.00
Non è necessaria la prenotazione
▶️Memoriale delle deportazioni, Viale Donato Giannotti 81-85 – FIRENZE
Sarà possibile visitare la mostra negli orari di apertura del Memoriale:
Venerdì, Sabato, Domenica e Lunedì dalle 10.00 alle 13.00
la domenica metropolitana anche dalle 15.00 alle 18.00
❗️La prenotazione è obbligatoria:
055 2768224
info@musefirenze.it
0574/461655
info@museodelladeportazione.it




Lutto: ci ha lasciato il prof. Renzo Martinelli esimio studioso del PCI

Con immenso dispiacere annunciamo la scomparsa del professor Renzo Martinelli, docente di Storia dei partiti e dei movimenti politici all’Università degli Studi di Firenze e autori di numerose pubblicazioni.
L’ISRT lo ricorda con affetto per il suo ruolo di consigliere, incarico che ha ricoperto, non continuativamente, dal 1991 al 2017, e per la passione e l’impegno con cui lo ha svolto.