L’Istituto della Resistenza apuana apre i propri profili social.

L’Istituto della Resistenza apuana vi dà il benvenuto nella sua pagina Facebook
L’istituto è stato costituito nel 1983 a Pontremoli, su iniziativa di un gruppo di partigiani, antifascisti e storici in rappresentanza del territorio di Massa-Carrara. Da allora tuteliamo e diffondiamo tramite archivio, progetti ed eventi, la Memoria della Resistenza, dalle origini del movimento di Liberazione alla rinascita democratica. Un’azione non solo nostalgica ma generativa tramite la promozione della conoscenza e dello studio del movimento, nel contesto di una più approfondita analisi della storia dell’Italia contemporanea.
I modi e gli strumenti sono tanti, inseriti nelle dinamiche e questioni della società di ora. Oltre alle commemorazioni e manifestazioni di rito, organizziamo e promuoviamo, in collaborazione con enti, biblioteche, centri studi, associazioni e comunità: ricerche, pubblicazioni ed eventi, iniziative divulgative e scientifiche, progetti creativi e di didattica. Ora come allora vogliamo raggiungere il massimo numero di persone possibili, perché siano riconosciuti e letti con consapevolezza storia, presente, origini, cultura, identità.
In questo senso va anche l’idea di aprirsi ai social: di offrire uno spazio aggiuntivo per la diffusione e valorizzazione del patrimonio e dei temi che oggi come ieri danno corpo al termine Resistenza.
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Brenda Fedi è stata nominata Vicepresidente dell’Istituto storico della Resistenza di Pistoia.




Un ricordo di Adriana Dadà

Ieri, 29 gennaio 2026, dopo una breve malattia, ci ha lasciati Adriana Dadà. Compagna impegnata fin dagli studi universitari, ha declinato la sua attività politica e sindacale attraverso un approccio materialista, di classe e libertario. Originaria della Lunigiana, ha dedicato anni alla ricerca storica presso l’Università di Firenze, distinguendosi per i suoi studi sull’emigrazione femminile e sui movimenti politici.

Nella prima fase della sua attività, Adriana si è concentrata sulla storia dei partiti e dei movimenti, con un interesse specifico per l’anarchismo italiano tra il XIX e il XX secolo e la sua diffusione nelle comunità italo-statunitensi. Tra i suoi lavori più significativi di questo periodo si ricordano: L’anarchismo in Italia fra movimento e partito: storia e documenti dell’anarchismo italiano (Milano, Teti, 1984) e la curatela di Gli anarchici nella Resistenza apuana di Gino Cerrito (Lucca, M. Pacini Fazzi, 1984) e Antifascismo anarchico: 1919-1945: a quelli che rimasero di Nino Malara (Roma, Sapere 2000, 1995).
Dagli anni Novanta, il suo focus si è spostato verso la storia delle migrazioni, in particolare i flussi in entrata e uscita dalla Toscana. Il suo lavoro è stato pionieristico nel far emergere l’invisibilità delle donne nei processi migratori, adottando una prospettiva di genere che ha restituito voce a figure storicamente rimosse.

La sua ricerca, definita spesso come uno “scavo stratigrafico”, si è avvalsa di un uso incrociato di fonti: documenti d’archivio, epistolari familiari e, soprattutto, fonti orali. Grazie a queste ultime, Adriana ha ricostruito le storie di:
– Balie da latte e migranti stagionali, considerate archetipi delle odierne collaboratrici domestiche;
– Barsane, le venditrici ambulanti della Lunigiana;
– Gruppi familiari emigrati verso la California.
Queste indagini hanno dato vita a una “memoria corale” che esplora le trasformazioni dell’identità femminile e l’impatto delle migrazioni sulle società di partenza.

Oltre alla produzione accademica, Adriana ha tradotto le sue ricerche in strumenti multimediali, mostre e videodocumentari. Il suo video Le Barsane ha vinto, nel 2009, il premio per la videoricerca indetto dall’Associazione di Storia Orale.

È stata inoltre consulente per la Regione Toscana e ha collaborato attivamente con scuole ed enti locali per promuovere percorsi didattici sui temi della multiculturalità, della pace e dell’antirazzismo. Negli ultimi anni, in occasione del cinquantenario del 1968, si è dedicata alla ricostruzione della storia del movimento studentesco fiorentino, curando pubblicazioni sull’immaginario visivo della protesta.

Bibliografia dedicata ai fenomeni migratori
a) volumi
Gente di Toscana. Nostre storie nel mondo (consulenza scientifica e parti del volume), Firenze, Consulta Regionale dei Toscani all’Estero, 2000, p. 192.
Il lavoro di balia. Memoria e storia dell’emigrazione femminile da Ponte Buggianese nel ‘900, Pacini, Pisa, 1999, p. 126.
Storia e storie della Val di Bisenzio e della Corsica. Travagliu annantu à u terrenu etnograficu corsu – toscanu, a cura di Adriana Dadà, Prato, 2000, p. 64.
Percorsi di ricerca, di storia, di vita. Dieci anni del Premio Franca Pieroni Bortolotti, a cura di Adriana Dadà, Firenze, 2000, p. 109.
Balie da latte. Istituzioni assistenziali e privati in Toscana tra XVII e XX secolo, Firenze, 2002, p. 160.
Donne e uomini migranti: ieri e oggi, Prato, Provincia di Prato, 2002 ( con DVD allegato), p. 16.
DADA’, A. – ALUIGI NANNINI, N., Verso altri mondi: donne e uomini migranti, Pisa, Pacini, 2004, p. 144.
Donne e uomini migranti. Il valore sociale della memoria, Prato, Provincia di Prato, 2006, p. 48 (con DVD allegato)
La Merica. Bagnone, Toscana – California. Donne e uomini che vanno e che restano, Firenze, 2006, p. 94.
Le Barsane. Venditrici ambulanti dalla Toscana al Nord Italia, Firenze, 2008, p. 96.

b) saggi
Emigrazione e storiografia. Primi risultati di una ricerca sulla Toscana, “Italia Contemporanea”, 1993, 192, p. 487 –502.
Introduzione ai saggi sull’emigrazione, “Documenti e studi”, a cura di Adriana Dadà, 1993, 14/15.
Dalla Lunigiana alla ‘Barsana’. Il processo di trasformazione da lavoratori agricoli stagionali in venditori ambulanti specializzati, “Bollettino di Demografia Storica”, 1993, 19, p. 111- 133.
Lavoratori dell’Appennino toscano in Corsica nel secolo XIX, “Altre Italie”, 1995, n.12, pp. 6-38 (numero monografico dedicato a “Gli italiani nel Mediterraneo”).
Partire per un figlio altrui: i racconti delle balie del Novecento, in Altrove. Viaggi di donne dall’antichità al Novecento, a cura di Dinora Corsi, Roma, 1999, p. 111 – 134.
Regioni ed aree migratorie. La Toscana e il Pistoiese, “Quaderni dell’emigrazione toscana”, n. 2, a cura di Adriana Dadà, Firenze, 2001, p. 3-10.
Strade e mestieri degli emigranti dell’Appennino toscano, in La montagna mediterranea: una fabbrica d’uomini?. Mobilità e migrazioni in una prospettiva comparata (sec. XV- XX), Torino, Gribaudo, 2000, p.153-64.
Rileggere oggi Franca Pieroni Bortolotti, in Divorare l’infinito, a cura di K. Franceschi, Firenze, Morgana, 2001, p.6-13.
Territorio e memoria: tra generi e generazioni, “La Nuova Città”, giugno 2003, pp. 22-28.
Il lavoro di balia in Valdinievole, in Il lavoro delle donne. Attività femminili in Valdinievole tra Ottocento e Novecento, Buggiano (Pistoia), 2004, pp. 83 – 126.
Donne e uomini migranti, in Viaggio nell’interpretazione della città, Prato, 2004, pp. 52 – 9.
La memoria delle donne migranti di ieri e oggi, relazione al convegno su “Le fonti orali”, Roma, maggio 2003, ora in Memorie di “classe”, Roma, 2005.
Donne e uomini migranti. Percorsi di ricerca e di azione sociale, Massa, 2006.
Migrazioni interne / migrazioni estere. Bagnone, Lunigiana 1840-1940, relazione al convegno di studi della SIDES: Le grandi transizioni tra ‘800 e ‘900. Popolazione, società, economia. Pavia, 28-30 sett. 2006, Udine, 2008.
Migrazioni di donne “invisibili”: serve e balie fra Ottocento e Novecento, in Donne in viaggio, viaggi di donne, a cura di Rita Mazzei, Firenze, Le Lettere, 2009.
Balie, serve, tessitrici, in Storia d’Italia. Annale: Migrazioni, Torino, Einaudi, 2009

b) Mostre, Cd-rom, video, DVD
Gente di Toscana. Nostre storie nel mondo, consulenza scientifica per la mostra di 45 pannelli e Cdrom, (con catalogo a stampa e Cd rom) Firenze, Consulta Regionale dei Toscani all’Estero, 2000.
Balie da latte. Istituzioni assistenziali e privati in Toscana tra XVII e XX secolo, mostra di 43 pannelli, Regione Toscana – Comune di Ponte Buggianese, Istituto degli Innocenti di Firenze, Firenze, 2001-2002 (con catalogo a stampa e video di 10 minuti).
Donne e uomini migranti: ieri e oggi, video di 35 minuti, Prato, Provincia di Prato, 2002 (con allegato opuscolo di 16 pagine).
La Merica. Bagnone, Toscana – California. Donne e uomini che vanno e che restano, mostra di 7 pannelli, Firenze, Consiglio Regionale della Toscana – Comune di Bagnone, Firenze, 2004.
Donne, uomini e bambini in guerra, video di 37 minuti, Comune di Bagnone – Firenze, Consiglio Regionale, 2004.
Donne di Lunigiana nel Novecento, parte I, video di 45 minuti, Regione Toscana – Comune di Bagnone-Portofranco – Provincia di Massa, 2006.
Bagnone-Losanna-Casablanca. Da Bruno a Omar, video di 90 minuti 8 e versione ridotta di 35 minuti) realizzato con riprese a Bagnone, Losanna e Casablanca, Regione Toscana, Comune di Bagnone, 2007.
Donne e uomini migranti: il valore sociale della memoria, DVD (allegato al volume), Prato, Provincia di Prato, 2007.
Donne di Lunigiana nel Novecento, parte II, video di 65 minuti, Regione Toscana – Comune di Bagnone, – Provincia di Massa, 2007.




La stagione della memoria – Ciclo di eventi a cura dell’Isrpt

Le giornate memoriali e le politiche della memoria caratterizzano da ormai 25 anni l’approccio pubblico a una storia che viene chiamata in causa per suffragare, con le sue lezioni, l’imperativo etico e politico del “Mai più”. In particolare il periodo da gennaio a febbraio, con la vicinanza di due date tra loro così diverse ma unite dallo stesso sottofondo di condanna della violenza, come il giorno della memoria e il giorno del ricordo, si è andato caratterizzando come una vera e propria “stagione della memoria”, in cui questa richiesta rivolta al passato di fare da magistra vitae e da monito al presente pervade la sfera pubblica ed il mondo della scuola.

Tuttavia nel corso del tempo è apparso evidente, come già diceva Marc Bloch, che la storia non ci insegna nulla e ci può solo offrire strumenti per decifrare il presente, a condizione di saperla interrogare, mentre il “mai più” è diventato sempre più spesso un “ma ancora una volta”. Le stesse giornate memoriali si sono svuotate e spettacolarizzate e sono divenute date sottoposte a usi politici manipolatori e a torsioni nazionaliste per essere scagliate contro gli avversari e fungere da strumenti di repressione, in antitesi con l’imperativo etico che aveva fatto da sfondo alle politiche della memoria. A farne le spese la storia in quanto tale, con i suoi strumenti critici di conoscenza delle società umane.

La “stagione della memoria” promossa dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Pistoia intende allora muoversi fuori dalla retorica e sul filo delle contraddizioni e dei corto circuiti, restituendo il passato e il presente a sé stessi a alla loro incessante dialettica, lasciando aperta la cassetta degli attrezzi utili per decifrare il nostro tempo e quello che ci ha preceduti, con tutte le sue difficoltà.

L’evento di apertura sarà il 27 gennaio alle 17:00 alla biblioteca Forteguerriana, all’interno del programma di Pistoia capitale del libro 2026, con la presentazione del libro di Paolo Treves, Quello che ci ha fatto Mussolini, riedizione della pubblicazione Einaudi del 1945, a cui interverranno il figlio Claudio Treves, Matteo Mazzoni Direttore Istituto storico toscano della resistenza e dell’età contemporanea e Stefano Bartolini Bemporad Direttore Istituto storico della Resistenza di Pistoia.

Il 30 sarà la volta di un seminario di approfondimento dal titolo Definire l’antisemitismo. Ricerca, cultura, e politica e disegni di legge, presso la Sala soci Coop di Pistoia alle 17:00, con i Saluti di Ilic Aiardi di Scuole per la Palestina e gli interventi di Stefano Bartolini Bemporad, Francesca Biancani dell’università di Bologna, Daniel Calò di Tikkun diaspora ebraica decoloniale e Adalgiso Amendola dell’università di Salerno.

Il 5 febbraio verrà presentato sempre alla biblioteca Forteguerriana alle 17:00 il numero di Farestoria Quale Passato? Politiche della memoria, usi politici della storia e conflitti memoriali nel tempo presente, con i saluti della Fondazione Caript e gli interventi di Francesco Cutolo, Direttore di Farestoria Caterina Di Pasquale dell’università di Pisa e Filippo Focardi dell’università di Padova.

Il 14 febbraio il ciclo si sposterà alla Casa del popolo di Bottegone, dove alle 16:00 sarà presentata l’opera teatrale di Charlotte Delbo, Chi porterà queste parole, con gli interventi di Cristina Galasso, curatrice del libro e Federica Quirici, traduttrice. Verranno svolte delle letture a cura di Nara Biagiotti, Simonetta Filippi e Rina Giuffrida. L’iniziativa è stata curata dal gruppo di studio sulla storia delle donne dell’Istituto della Resistenza “Paura non abbiamo”.

Il ciclo si concluderà alla biblioteca San Giorgio il 20 febbraio alle 17:00 con la presentazione del libro di Andrea Di Michele della Libera università di Bolzano, Terra italiana. Possedere il suolo per assicurare i confini 1915-1954, in dialogo con Emilio Bartolini dell’Istituto storico della Resistenza di Pistoia. Anche questo evento fa parte del programma di Pistoia capitale del libro 2026.

Tutte le attività del ciclo La stagione della memoria sono realizzate grazie al contributo della Direzione generale biblioteche e istituti culturali del Ministero della cultura e con il patrocinio del Cudir del Comune di Pistoia. Si ringrazia per la collaborazione ad alcuni degli eventi la Fondazione Valore Lavoro, 




ISTORECO Livorno – Un anno di transizione e rinnovamento

Benvenuti in questo nuovo anno
Nel corso di questa annata, l’ISTORECO di Livorno si prepara ad affrontare una fase importante di transizione e rinnovamento, che segnerà un nuovo capitolo nella vita dell’Istituto.
Tra gli obiettivi principali:
🏛️ il trasferimento della sede presso l’Edificio dell’Orologio del Cantiere Orlando, a Porta a Mare;
🔄 il ricambio degli organi e l’avvio di una nuova direzione;
👥 l’ingresso di nuovi ricercatori, studiose e studiosi, e nuovi membri dell’Istituto;
📚 il rafforzamento delle attività di ricerca, divulgazione e collaborazione con il territorio.
Si tratta di un percorso in divenire, che accompagnerà l’ISTORECO nel corso dei prossimi mesi.
👉 Seguiranno aggiornamenti, informazioni e dettagli sulle novità e sulle iniziative in programma.
Continuate a seguirci per restare aggiornati.

Istoreco Livorno




Seriacopi confermato presidente dall’Assemblea dei soci ISTORECO Livorno

Si è svolta oggi, 11 dicembre 2025, l’assemblea di ISTORECO Livorno, un momento importante di confronto e di riorganizzazione interna. Dopo l’approvazione del nuovo Direttivo – composto da 17 rappresentanti tra enti locali, associazioni antifasciste e realtà del territorio – l’assemblea ha confermato Claudio Massimo Seriacopi come Presidente e nominato Lilia Benini Vicepresidente.

L’incontro si è svolto all’indomani dell’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: un forte richiamo al valore della memoria, della democrazia e al ruolo degli organismi sovranazionali in un contesto internazionale sempre più complesso.

Tra le novità più significative:
– l’ingresso di ANED – Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi nazisti e Arci Livorno nel Direttivo,
– l’ammissione di nuovi soci, tra cui giovani ricercatori e figure attive nella vita culturale e civile del territorio,
– la nomina di un nuovo Comitato Scientifico (composto da: Catia Sonetti, Enrico Mannari, Mario Tredici, Angelo Gaudio, Federico Creatini, Ilaria Pavan, Maurizio Bettini, Daniele Menozzi e Marco Manfredi) ampliato per rafforzare la ricerca e la programmazione culturale delle nostre attività.

Buone notizie anche sul fronte delle sedi:
– prosegue l’allestimento della biblioteca in via Galilei;
– a inizio 2026 è prevista l’assegnazione definitiva della nuova sede presso la Torre dell’Orologio a Porta a Mare. In tale occasione, come ha annunciato il Presidente Seriacopi, ci saranno ulteriori novità sull’organigramma di ISTORECO con il passaggio alla direzione scientifica tra Catia Sonetti e Giovanni Brunetti.

L’Istituto ringrazia tutte le realtà presenti – dai Comuni alle associazioni, dalla Cgil Livorno, a So.crem Livorno, a Anpi Provinciale Livorno, Anppia Federazione Livorno e ai singoli soci – per la partecipazione e per il contributo al lavoro condiviso sul calendario civile, sulla didattica della memoria e sulla ricerca storica.




Edito “Italia 1943. La stagione dell’incertezza” a cura di F. Focardi e M. Mazzoni

Pubblicato in queste settimane il volume curato da Filippo Focardi e Matteo Mazzoni, L’Italia del 1943. La stagione dell’incertezza da Viella nella collana dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri (n. 12).

Il volume origina dal Convegno promosso e realizzato nell’autunno del 2023 dall’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea e dall’Istituto Ferruccio Parri a Firenze presso la sede del Consiglio regionale della Toscana.

Qui la scheda illustrativa: L’Italia del 1943.




È online il nuovo portale di ISTORECO Livorno!

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Che tu sia uno studente curioso, un insegnante appassionato o semplicemente un cittadino con voglia di sapere, qui trovi:
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