Inventariato l’archivio storico dell’ANPI provinciale di Prato
Il 3 settembre 2026 si è svolta a Prato, presso il Salone della Casa delle memorie di guerra per la pace, la presentazione dell’Archivio storico dell’ANPI provinciale, riordinato ed inventariato di recente. Proponiamo il testo dell’intervento pronunciato in quell’occasione da chi si è occupato del riordino e dell’inventariazione dell’Archivio stesso.
- Il ruolo dell’ANPI nella società italiana
Lo scopo del mio intervento è quello di descrivere la struttura dell’Archivio provinciale di Prato, ma, prima di entrare nel merito, desidero ringraziare la presidente Angela Riviello, per la fiducia dimostratami nell’affidarmi l’incarico, il Museo della deportazione, che ha validamente contribuito alla realizzazione del progetto, e Massimo Nocentini, che mi ha aiutato a risolvere alcuni problemi di ordine pratico riguardanti la sistemazione fisica del materiale.
Opportuno mi sembra anche ricordare brevemente il ruolo che l’ANPI ha svolto nella società italiana, un ruolo che può essere compendiato da queste parole: impegno per l’allargamento della democrazia.
Fondazione. Primi anni. Costituita a Roma nell’ottobre del 1944 ed eretta in ente morale con decreto legislativo luogotenenziale dell’aprile 1945, l’ANPI, portata a termine la lotta di liberazione, dedicò gran parte delle sue energie all’assistenza a favore delle famiglie dei partigiani caduti e dei reduci dai campi di concentramento (cioè degli internati militari, a proposito dei quali si è giustamente parlato di “Resistenza senz’armi”).
Antifascismo, Costituzione, Resistenza. Negli anni Cinquanta l’attività dell’Associazione si spostò su un terreno che potremmo definire politico, ispirandosi sempre a tre parole d’ordine fondamentali: antifascismo, Costituzione e Resistenza.
Fu in questo periodo che l’ANPI, dopo aver promosso i Comitati di difesa dei valori della Resistenza, chiese (ed ottenne nel 1958) il riconoscimento del Corpo volontari della libertà come corpo appartenente alle forze armate. Da ricordare anche il suo impegno contro la cosiddetta “legge truffa” (1953), in base alla quale la lista o il gruppo di liste collegate che avesse ottenuto il 50% più uno dei voti validi avrebbe ottenuto il 65% dei seggi alla Camera. Vale la pena di ricordare che la legge non poté essere applicata grazie anche ai voti raccolti da Unità popolare, una piccola formazione politica guidata da un dirigente nazionale dell’ANPI, Ferruccio Parri, che, con Luigi Longo, era stato vicecomandante del CVL.
Nei decenni successivi fra le tante battaglie sostenute dall’Associazione vanno ricordate almeno quelle per la salvaguardia della pace; per l’attuazione di politiche di accoglienza ed integrazione, e non di mero ordine pubblico, per quanto concerne l’immigrazione; per la rivendicazione (in linea con quanto affermato nell’art. 3 della Costituzione) di un lavoro dignitoso per tutti e per la difesa dell’unità d’Italia, messa in discussione dai movimenti leghisti: come si vede, si tratta di battaglie purtroppo ancor oggi attualissime.
Ma in questa sede mi preme soprattutto sottolineare che costante è stato l’impegno dell’ANPI nel contrastare i tentativi di denigrare il movimento partigiano e le pulsioni negazioniste, un impegno, questo, a cui è legata l’attività dell’Associazione nelle scuole per far conoscere ai giovani la Resistenza ed i suoi ideali (per lo stesso motivo l’ANPI ha sottolineato più volte la necessità di uno svecchiamento dei programmi scolastici).
Né si possono dimenticare, in anni a noi più vicini, l’opposizione al progetto di legge volto ad equiparare i soldati saloini ai partigiani e le prese di posizione contro ogni tentativo di stravolgere la carta costituzionale (2006, 2016 e 2026).
Il Congresso di Chianciano (2006). Un anno di grande importanza per l’Associazione è stato il 2006 quando il XIV Congresso nazionale (svoltosi a Chianciano Terme dal 24 al 26 febbraio) decise l’apertura delle iscrizioni agli antifascisti, vale a dire a tutti i cittadini che si riconoscevano nel programma e nelle finalità dell’ANPI. La decisione presa a Chianciano ha favorito l’afflusso dei giovani nelle fila dell’Associazione, che oggi conta più di centomila iscritti, è organizzata in sezioni, comitati provinciali e comitati regionali e presieduta attualmente da Gianfranco Pagliarulo.
- Il riordino dell’Archivio
L’iniziativa del riordino. Delineate così la natura e l’attività dell’Associazione, vengo adesso a parlare del tema di oggi, cioè del riordino dell’Archivio.
In occasione dell’ 80° anniversario della nascita della Repubblica italiana, il Comitato provinciale ANPI di Prato ha deciso di promuovere un’iniziativa che – a differenza delle celebrazioni, comunque doverose – sia destinata a rimanere nel tempo.
Poiché tra le finalità statutarie dell’Associazione figura in primo luogo la difesa della memoria della Resistenza, è del tutto evidente che la salvaguardia dei documenti (intesi in senso ampio come supporti in grado di contenere informazioni: lettere, libri, periodici, manifesti, foto…) che riguardano il periodo resistenziale riveste un’importanza centrale: per questo motivo l’ANPI di Prato ha promosso il riordino del proprio Archivio, un lavoro che ha richiesto alcuni mesi, è stato portato a termine nel maggio del 2026 ed ha messo capo alla redazione di un inventario sommario su carta ad uso interno.
Estremi cronologici. Un primo risultato. L’inventario sommario che oggi presentiamo si riferisce ai documenti facenti parte dell’Archivio storico dell’ANPI di Prato, che va dal 1945 al 2006.
La scelta del 2006 come terminus ad quem è facilmente spiegabile: si tratta, come si è detto, dell’anno del Congresso di Chianciano. Ma perché l’anno di inizio è il 1945? Perché il riordino dell’Archivio – e già questa è una prova provata della sua utilità – ha consentito di stabilire con certezza che a Prato esisteva già in quell’anno una Sezione dell’ANPI: ciò è attestato da due documenti recanti rispettivamente la data del 30 luglio e del 2 agosto 1945. Da tali carte si ricava che la Sezione era già attiva ai primi di giugno: appena due mesi dopo l’erezione dell’Associazione in ente morale. (l’attendibilità di queste documenti ci è stata confermata direttamente da Fiorello Fabbri, che è stato a lungo ai vertici dell’Associazione pratese).
Criteri per il riordino. Le buste da 1 a 12. Una volta separata la parte storica dell’Archivio da quella corrente, si è proceduto al lavoro di scarto ed al riordino del materiale conservato.
A tal fine si è deciso di raggruppare le carte raccogliendole in buste ordinate cronologicamente e, all’interno di ogni busta, in fascicoli.
I fascicoli si riferiscono, di norma, ad uno o più anni. I documenti di cui si compongono sono stati ordinati per data (da gennaio a dicembre e non il contrario perché non suscettibili di aggiornamento). In taluni casi abbiamo indicato per ciascun fascicolo i documenti che ci sono sembrati di maggior interesse. È ovvio che tale scelta, in quanto frutto di una valutazione dell’archivista, ha un carattere del tutto soggettivo e non significa in alcun modo che le altre carte contenute nei fascicoli siano prive di valore documentario.
Detti fascicoli, oltre ad una ricca corrispondenza, assai utile per ricostruire l’attività quotidiana dell’Associazione, contengono carte di altra natura (programmi di manifestazioni, elenchi di vario tipo, ritagli di stampa ecc.). Accanto alla dicitura “corrispondenza in partenza ed in arrivo” si è quindi ritenuto opportuno adottare la categorizzazione generica di “varie” e le buste sono state rubricate come Corrispondenza in partenza ed in arrivo. Varie.
In questa maniera sono state create dodici buste che coprono il periodo 1945-2006. Scorrendole, ci si imbatte con una qualche emozione in firme di personalità di primo piano: il generale Alexander, Walter Audisio, papà Cervi, Ferdinando Targetti, Umberto Terracini ed altri.
Le buste da 13 a 29. Le buste che vanno dalla numero 13 alla numero 29 sono invece dedicate a nuclei tematici “forti”: si tratta, in altre parole, di raccolte strutturate di documenti focalizzate su argomenti specifici.
Anche queste buste sono suddivise in fascicoli all’interno dei quali si è continuato a seguire l’ordine cronologico precedentemente indicato.
In questa sede non possiamo ricordarle tutte. Ci limitiamo quindi a rammentarne alcune: la busta che contiene gli elenchi dei partigiani del Pratese (b. 14), quella sui processi subìti dai partigiani nel dopoguerra (b. 16), quella sulle onorificenze concesse ai partigiani (b. 17), quella sui dati del tesseramento dal 1950 al 2006 (b. 23) e quella sulle iniziative concernenti le stragi nazifasciste (b. 24).
Particolarmente interessanti sono poi le buste dedicate all’attività dell’ANPI di Prato, coi verbali delle riunioni del Comitato di zona e del Comitato provinciale (bb. 20.1; 20.2; 21; 22.1; 22.2 e 23), perché, pur presentando delle lacune, costituiscono una base documentaria cui potrà utilmente attingere chi vorrà un giorno tentare di ricostruire la storia dell’Associazione nel Pratese.
Aggiungo che una busta analoga concerne il Comitato provinciale ANPI di Firenze (b. 26).
L’ultima busta (la numero 29) non riguarda l’ANPI, ma l’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (ANPPIA). Tale associazione (sorta nel 1947-1948), pur esistendo ancora a livello nazionale, non è più attiva a Prato.
Altri documenti: schede personali e manifesti. Ma l’Archivio contiene anche altri documenti: schede personali e manifesti.
Le schede personali, cioè quelle degli aderenti all’ANPI-Zona di Prato, sono state ordinate alfabeticamente e poi collocate in un apposito contenitore (SP1).
In otto buste a parte (da M1 a M8) sono stati infine raccolti i manifesti prodotti dall’ANPI, dal Comune di Prato e da altri soggetti. L’inventario segnala i manifesti che meglio si prestano all’eventuale allestimento di mostre
Conclusione
Com’è noto, l’inventario di un archivio è uno strumento, una guida per la ricerca. Ci auguriamo quindi che questo inventario, rendendo fruibile un complesso di documenti di cui molti ignoravano perfino l’esistenza, possa risultare utile a studenti e studiosi, facilitandoli nel loro lavoro.
E ci auguriamo anche che possa essere presto avviata la seconda fase della valorizzazione delle risorse documentarie dell’ANPI di Prato, che sta a cuore al Comitato provinciale, vale a dire la catalogazione dei volumi della biblioteca e dei periodici dell’emeroteca, un materiale assai spesso di difficile reperibilità.
In questo modo verrebbe reso completamente fruibile il patrimonio documentario dell’Associazione: si raggiungerebbe così un obiettivo importante perché i documenti parlano a chi li sa interrogare e rappresentano, nella loro nuda oggettività, l’arma più potente contro ogni manovra volta ad infangare la Resistenza.
Alessandro Affortunati
FACCIAMO STORIA! Online sul sito ISTORECO Livorno l’offerta formativa 2026/2027

È online il nuovo fascicolo con tutte le proposte didattiche che ISTORECO Livorno rivolge alle scuole del territorio.
Anche quest’anno proponiamo percorsi pensati non solo per conoscere il Novecento, ma per imparare a leggere il presente attraverso le sue radici.
📖 6 moduli tematici
🗂️ Carte che parlano – Alla scoperta degli archivi attraverso i documenti.
⚽ Il regime scende in campo – Sport e fascismo.
📰 Chi scrive le notizie – La stampa livornese durante il Ventennio.
🔍 Le intenzioni e le idee – La sorveglianza politica nelle dittature, tra Italia e DDR.
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Per tre ore la città diventa un’aula: Pietre d’Inciampo, luoghi del Novecento politico livornese, guerra e ricostruzione.
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✨ Tutti i percorsi sono gratuiti, compatibilmente con la disponibilità dell’Istituto. Ogni classe può partecipare a un massimo di due moduli; per i progetti con l’Archivio di Stato sono ammesse al massimo 4 classi.
Siamo disponibili a confrontarci con gli insegnanti per adattare i percorsi alle esigenze delle singole classi e alla programmazione didattica.
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FACCIAMO STORIA! L’offerta formativa ISTORECO per l’anno scolastico 2026/2027 – Istoreco Livorno
Online i nuovi inventari degli archivi CGIL sul portale storialavorotoscana.it
Online i nuovi inventari degli archivi CGIL
Completato l’aggiornamento del database archivistico Archivio lavoro toscana, che porta a 21 i complessi archivistici disponibili per la consultazione online, di cui alcuni completamente o parzialmente digitalizzati. Il database è raggiungibile anche attraverso il portale storialavorotoscana.it
Con questo aggiornamento si conclude anche il lavoro di traduzione in formato elettronico dei precedenti inventari a stampa, realizzato attraverso l’utilizzo del software Archimista, in dotazione alla FVL in versione file server.
Sono inoltre in lavorazione altri 4 complessi archivistici di origine sindacale, che saranno resi disponibili al termine dei lavori.
Gli inventari ad oggi disponibili sono i seguenti:
Archivi Confederterra Toscana
Archivio Associazione G. Biondi – G. Bartolini
Archivio Consiglio di Fabbrica/RSU Nuovo Pignone (Firenze) – Si tratta dell’unico inventario di archivio di una rappresentanza sindacale aziendale ancora attiva e conservato nel luogo di lavoro ad oggi realizzato in Italia
Archivio del Movimento Operaio e Contadino in provincia di Siena (AMOC) – Si tratta dell’archivio della CGIL provinciale di Siena, delle categorie e dei comprensori
Archivio della Associazione nazionale licenziati per rappresaglia politica e sindacale, Comitato provinciale di Firenze
Archivio della Camera del Lavoro di Firenze
Archivio Manifesti Pistoia
Archivio sindacato Nuove Identità di Lavoro (NIdiL) provinciale di Firenze – parzialmente digitalizzato
Confederazione Nazionale dei Lavoratori della Terra Pistoia
Fondo fotografico Camera del lavoro Pistoia- completamente digitalizzato
Fondo Fotografico Camera del Lavoro Prato – completamente digitalizzato
Fondo manifesti Centro di documentazione Archivio CGIL Toscana – primo riversamento completamente digitalizzato
Inventari degli archivi FIDAE-FNLE, Regionale Toscana (1945-1990), Provinciale Firenze (1945-1987), Larderello (1944-1990)
Inventario degli archivi: Fidac (1944-1982), Filda (1944-1982), Fisac (1982-1989)
Inventario dell’archivio del Sindacato dei pittori e scultori di Firenze
Inventario dell’archivio della Camera del lavoro di Pontassieve (1949-1985) e dell’archivio aggregato della Camera del lavoro di Pelago (1945-1982)
Inventario dell’Archivio della Federazione Italiana Dipendenti Aziende Telecomunicazioni 1944 – 1954
Inventario dell’archivio della Fiom provinciale di Firenze
Periodico Federmezzadri Pistoia
Periodico Informazioni Sindacali, Camera del Lavoro Pistoia
Archivio lavoro toscana è un database sviluppato attraverso il software Archimista che contiene gli inventari di fondi archivistici prodotti da una pluralità di soggetti di natura economica, sociale, politica e sindacale.
Il database è promosso dalla Fondazione Valore Lavoro e dal Centro di Documentazione Archivio Storico CGIL Toscana ed è aperto ad ospitare, a titolo gratuito, i materiali e gli elenchi dei fondi in possesso di altre istituzioni pubbliche, culturali, sociali o economiche toscane.
La piattaforma offre anche la possibilità di navigare i fondi già digitalizzati di immagini (fotografie, manifesti) e di documenti scritti.
Il portale è stato realizzato grazie al contributo del Ministero della Cultura, Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali.
BANDO DI CONCORSO per studenti e studentesse delle classi III delle scuole superiori “Oltre il confine: i luoghi del Ricordo”.
Il progetto “Oltre il confine: i luoghi del Ricordo. Un itinerario di conoscenza storica delle vicende della frontiera alto-adriatica” intende diffondere conoscenza storica e attivazione in ambito di educazione civica relativamente ai temi richiamati dalla legge 92/2004 (“Istituzione del
«Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale”) nelle scuole secondarie di secondo grado della Regione Toscana attraverso un percorso di formazione diretta rivolto a un gruppo di studenti e studentesse a cui si intende affidare la disseminazione nei contesti scolastici e provinciali di riferimento, attraverso iniziative di peer education, nonché movimenti di presentazione pubblica del progetto, realizzati anche attraverso la presenza sui territori provinciali della Rete degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea. A questo fine saranno coinvolti 2 studenti/studentesse per ogni provincia della Regione e a loro si uniranno 2 rappresentanti del Parlamento degli studenti toscano a cui sarà affidato il compito di farsi portavoce del progetto per ampliare il numero complessivo di ragazze e ragazzi sensibilizzati sul tema.
La conoscenza storica è alla base del progetto per un’attivazione didattica elaborata su due annualità, grazie all’attraversamento dei luoghi di memoria e allo scambio culturale tra il gruppo di 22 studenti e studentesse toscani/e e gruppi studenteschi oggi residenti nelle zone del “confine orientale” italiano, inteso come confine odierno e/o come confine del periodo tra le due guerre mondiali (i rapporti con le scuole croate e auspicabilmente slovene per lo scambio culturale saranno costruiti nella fase di avvicinamento al secondo anno di progetto).
Per il 2026 è previsto un percorso incentrato sulla conoscenza dei luoghi legati alle vicende storiche dell’esodo in Italia. Precedute da un primo incontro di formazione online sulla storia del “confine orientale italiano”, aperto a tutte le classi delle scuole coinvolte, le attività del 2026 si avvieranno dalla seconda metà di settembre con un primo incontro dei/delle partecipanti selezionate/i a Firenze, per la visita guidata ai luoghi del Ricordo della città (quartiere Isolotto, Congregazione dei Vanchetoni, Manifattura tabacchi, ecc.). Altre visite guidate saranno previste nell’autunno al Museo storico di Fiume a Roma e nella zona di Arezzo (campo profughi Laterina, campo di internamento di Anghiari, Archivio-museo della Confraternita della Misericordia di Anghiari, Monumento agli slavi di San Sepolcro, Archivio museo della Resistenza di San Sepolcro). Nei mesi di dicembre e gennaio si svolgerà invece il lavoro didattico a distanza per la predisposizione di un diario di viaggio, che i/le partecipanti presenteranno in occasione dell’evento regionale per il Giorno del Ricordo 2027 e in eventi scolastici di condivisione peer to peer. Docenti, studentesse e studenti partecipanti dovranno impegnarsi a realizzare nei propri istituti scolastici dei momenti di restituzione aperti alle classi quinte nel corso dei quali riportare l’esperienza vissuta in questa prima annualità del progetto, le cui ricadute verranno quindi a coinvolge e interessare un’ampia parte della popolazione scolastica di tutta la regione.
La seconda annualità sarà dedicata invece allo scambio fra il gruppo di 22 studenti e studentesse toscani/e (accompagnati/e da 12 docenti delle scuole di appartenenza) e 22 studenti e studentesse di Scuole italiane croate e auspicabilmente slovene sui luoghi di memoria della frontiera alto-adriatica (lo scambio è previsto a febbraio 2027). Da marzo a giugno, le dodici coppie italiane, abbinate a dodici coppie croate/slovene e coadiuvate dai/dalle docenti di riferimento e dal personale di progetto, dialogheranno invece online per predisporre le iniziative per la presentazione e la diffusione peer to peer dei risultati del proprio progetto formativo a livello provinciale, in collaborazione con le scuole e gli Istituti della Resistenza del proprio territorio. Anche in questa seconda annualità quindi, le scuole partecipanti dovranno impegnarsi a realizzare momenti di restituzione complessiva all’interno dei propri Istituti così da coinvolgere un’ampia popolazione scolastica.
Docenti, studentesse e studenti coinvolte e coinvolti nel progetto dovranno anche essere disponibili a eventuali iniziative organizzate dal Parlamento degli studenti della Toscana così come dalle Amministrazioni comunali dei rispettivi territori così da portare alla cittadinanza i riscontri dell’esperienza formativa vissuta nelle diverse annualità del progetto, favorendo un progetto di disseminazione intergenerazionale che promuova la conoscenza della storia del confine orientale nelle scuole e nella società toscana.
Modalità di partecipazione
Il bando di concorso è aperto a coppie di studenti e studentesse delle scuole toscane – delle classi III degli istituti secondari superiori – coadiuvate da un/una docente referente, (le tematiche della proposta sono quelle delineate dalla Legge 92/2004).
La partecipazione alla selezione avviene attraverso la compilazione del modulo online raggiungibile al seguente link https://forms.gle/f5iXHtBLdHXhwPiM7 con l’invio di un’ipotesi di progetto formativo sui temi oggetto delle attività e che possa avere ricaduta sull’intera classe e sull’intero istituto d’appartenenza.
È possibile presentare una sola proposta per gruppo costituito da 2 studenti/esse + 1 docente
– possono essere presentate più proposte dalla stessa scuola (purché i membri dei gruppi siano differenti).
Per eventuali informazioni è possibile scrivere a floriana.pagano@regione.toscana.it e segreteria@isgrec.it (inviare ad entrambi gli indirizzi mail).
Il bando di concorso si chiude alle ore 12.00 del 30 giugno 2026.
Saranno selezionate le dieci migliori proposte (su base provinciale) tra quelle ricevute entro la scadenza del bando. La selezione sarà effettuata da una commissione di esperti/e individuati/e da ISGREC e ISRT e darà accesso alla fase iniziale del progetto che si svolgerà a partire dalla seconda metà di settembre 2026. Il programma delle visite guidate e degli incontri della prima annualità sarà comunicato a inizio anno scolastico, mentre le date del viaggio di formazione del 2027 saranno definite successivamente in collaborazione con la/le scuola/e gemellata/e, così come la durata della permanenza (che potrà variare da un minimo di 4 a un massimo di 6 giorni, in base all’organizzazione logistica).
Bando per Premio per tesi di dottorato in Storia contemporanea “Ivano Tognarini” VI edizione
L’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea, d’intesa con la famiglia Tognarini, promuove la sesta edizione del premio per tesi di dottorato in Storia contemporanea al fine di onorare la memoria, l’opera scientifica e l’impegno civile del prof. Ivano Tognarini, Presidente dell’Istituto dal 2000 alla sua scomparsa nel marzo 2014. Docente di storia moderna all’Università degli studi di Siena, Ivano Tognarini si occupò anche intensamente di storia del Novecento, con particolare attenzione ai temi dell’antifascismo, della guerra mondiale, delle stragi nazifasciste e della Resistenza. Attento alle esigenze della società civile, egli dedicò sempre grande cura nell’attività di ricerca e divulgazione delle conoscenze storiche, rivolgendo una specifica attenzione ai giovani, e svolse un’attenta opera di conservazione e promozione delle memorie dei territori e delle città della Toscana. Con questa iniziativa, nel ricordarne la figura, si intende quindi riconoscere il valore della ricerca storica quale lievito di crescita culturale della nostra società e in particolare di una cittadinanza attiva e consapevole.
Il premio è reso possibile grazie al sostegno e ai contributi di Cgil Toscana, CISL Toscana, Cooperativa Cuore Liburnia Sociale e della famiglia Tognarini.
Possono concorrere al premio i dottori di ricerca italiani e stranieri in Storia contemporanea che abbiano discusso la propria tesi negli anni solari 2024 (da luglio a dicembre), 2025, 2026 (entro la scadenza del presente bando) nell’ambito della storia italiana ed europea del fascismo e dell’antifascismo, della seconda guerra mondiale, della Resistenza e della storia dell’Italia repubblicana. Un’attenzione specifica, ma non vincolante, sarà rivolta alle ricerche inerenti il contesto della Toscana.
I partecipanti dovranno presentare apposita domanda su carta libera, solo in formato elettronico, indirizzandola all’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea (isrt@istoresistenzatoscana.it), unitamente ad un breve curriculum vitae e a una copia digitale della tesi di dottorato, entro il 3 luglio 2026. Le tesi possono essere redatte in italiano, inglese, francese e spagnolo.
Il premio, pari alla somma di Euro 3.500,00 sarà assegnato, entro il 21 dicembre 2026, con giudizio motivato e insindacabile, eventualmente anche ex aequo, di una commissione giudicatrice composta da qualificati docenti universitari di storia contemporanea e nominata dall’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea. Il/la vincitore/trice si impegna a partecipare ad una successiva iniziativa di promozione del proprio lavoro e del premio stesso da tenersi nella primavera del 2027 a Firenze.
La commissione giudicatrice è composta da: Roberto Bianchi (Università di Firenze), Valeria Galimi (Università di Firenze), Simone Neri Serneri (già Università di Firenze), Catia Papa (Università della Tuscia), Manoela Patti (università di Palermo) e Niccolò Tognarini in rappresentanza della famiglia.
Firenze, 15 marzo 2026
È online il nuovo portale di ISTORECO Livorno!
Uscito il nuovo numero de “Il de Martino”

Il numero doppio del 2024 si era appena chiuso quando la perdita improvvisa del nostro compagno di redazione Valerio Strinati ci ha colpito come un fulmine, lasciandoci orfani della sua intelligenza, del suo entusiasmo, della sua amicizia. Per ricordarlo, pubblichiamo in apertura un suo lungo articolo sulle leggi memoriali, un tema che – al confine tra competenze professionali e impegno civile – lo aveva molto appassionato negli ultimi anni.
Per la rubrica Saggi, Brenda Fedi analizza la storia del Concerto sindacale del primo maggio, fornendone una prima lettura quale punto di osservazione dal quale ricostruire una storia culturale della sinistra italiana degli anni Novanta.
L’Ottantesimo anniversario della Liberazione rappresenta un’occasione che «Il de Martino» non poteva eludere. Entrambi i fascicoli del 2025 ospiteranno contributi che offrono nuove prospettive e interrogativi sul significato di questo importante anniversario. In nessun caso sarebbe stato possibile dimenticarsi di questo 25 aprile, ma nella congiuntura storica attuale lo è ancora meno. Il contributo di Stefano Bartolini e Martina Lopa sulle bandiere della pace delle donne lavoratrici degli anni Cinquanta – ospitato nella rubrica Il lavoro si racconta – risuona ugualmente di temi e pratiche che oggi è più che mai necessario conoscere e discutere.
Nella rubrica Interviste, accanto al dialogo familiare di Matteo Grasso con suo nonno, Guido, Alfiero Boschiero ci presenta una lunga intervista a Sergio Pellegrini, prete, contadino e operaio nel Veneto del secondo dopoguerra.
La rubrica Storie, infine, presenta un racconto inedito del fotografo e cineasta Lionetto Fabbri, scoperto e presentato da Mario Spiganti.
È possibile acquistare una copia cartacea della rivista su IBS o scrivendo a iedm@iedm.it.
La rivista è liberamente scaricabile al seguente link: Isrpt editrice – Il de Martino.
Sommario
Editoriale
Copertina
Simona Pezzano
Memoria pubblica e legislazione: un corto circuito?
Valerio Strinati
Raccontare per restare: il museo come spazio di memoria partecipata
Ilaria Cordovani
Per un cinema di cura. Il cinema di Margarethe von Trotta visto dall’Italia
Cristina Jandelli
Socievolezza. Andrea Caffi e i suoi amici (1923-1951)
Piero Brunello
a ottant’anni dalla Liberazione
L’ozio, la noia e i giochi partigiani
Marco Cerri
«Il 25 aprile tricolorato». Il ventennale della Liberazione al magnetofono
Chiara Paris
Interviste
«Quel che manca è la profezia…». Ascoltando Sergio Pellegrini, contadino, operaio e prete
Alfiero Boschiero
Una storia di vita tra migrazione e costruzione di un’identità familiare. Intervista a Guido Grasso
Matteo Grasso
Saggi
Per una storia culturale del Concerto del primo maggio. Culture del lavoro e linguaggi musicali nell’Italia degli anni Novanta
Brenda Fedi
Storie
Una nota su Lionetto Fabbri
Mario Spiganti
Il Sondaggio. Un racconto ritrovato
Lionetto Fabbri
Il lavoro si racconta
«Era come se si volesse occupà l’azienda».
Pacifismo, agentività femminile e lotte del lavoro nelle bandiere della pace delle donne
Stefano Bartolini, Martina Lopa
Note e recensioni
Parole confiscate e memoria riaccesa: dare voce al silenzio delle immagini. Una nota a partire dal film di Raphaël Pillosio, Les mots qu’elles eurent un jour, Francia, 2024 (di Greta Gorzoni)
Ripartire dagli errori. Una nota a partire dal numero monografico di «Acta Histriae», vol. 31 (2023), n. 3, a cura di Alessandro Casellato e Urška Lampe (di Enrico Ruffino)
Leggere il “Veneto profondo” attraverso le sue rivolte contadine del ’900. Una nota a partire da Livio Vanzetto, Rivolte di paese. Una nuova storia per i contadini del Veneto profondo, Sommacampagna-Verona, Cierre edizioni, 2022 (di Bruno Anastasia)
Stefano Cavazza, Folklore in camicia nera. Studi su fascismo e tradizioni popolari, Pisa, Pacini, 2024; Id., Nazione, nazionalismo e folklore. Italia e Germania dall’Ottocento a oggi, Bologna, il Mulino, 2024 (di Alessandro Casellato)
Voci da piccoli mondi. Le eredità toscane di Nuto Revelli, a cura di Caterina Di Pasquale, Pisa, Pacini, 2023 (di Silvia Calamai)
Ma noi non potevamo aspettare più. Memorie e storia della lotta per la casa a Roma, a cura di Bruno Frusciardi con il contributo di Giulia Zitelli Conti, Firenze, Editpress, 2024 (di Ilaria Bracaglia)
Alessandra Gissi e Paola Stelliferi, L’aborto. Una storia, Roma, Carocci, 2023 (di Elisa Bellè)
Sindacaliste. La storia della Cgil e delle sue protagoniste, a cura di Maria Paola Del Rossi, Debora Migliucci, Ilaria Romeo, Bologna, Bologna University Press, 2022 (di Martina Lopa)
Primo Sacchetti, La scalata dell’Everest in ciabatte. Saga Coffee, una lotta lunga 100 giorni, Roma, Futura editrice, 2022 (di Eloisa Betti)
Sian Lazar, How We Struggle. A Political Anthropology of Labour, London, Pluto Press, 2023 (di Stefano Bartolini)
