“Resistere per l’arte” il nuovo podcast della Fondazione CDSE

Condividiamo con piacere l’ultimo progetto della Fondazione CDSE, il podcast Resistere per l’arte.
5 storie di arte e Resistenza: dalla Primavera del Botticelli e il Fauno di Michelangelo, alla Piazza dei Miracoli di Pisa,
dalle opere di Piero della Francesca e il tabernacolo di Filippino Lippi a Prato, al Ponte Santa Trinita di Firenze.
Insieme a testimoni e documenti inediti, vi accompagneremo in un viaggio tra opere d’arte in pericolo e salvate,
e tra le storie di chi ha scelto di resistere per proteggerle.
La realizzazione del podcast è stata resa possibile grazie al contributo della Regione Toscana, attraverso l’Avviso 2025/2026 “per la valorizzazione del patrimonio storico, politico e culturale dell’antifascismo e della Resistenza 2025/2026″, per il quale il CDSE si è classificato secondo in tutta la Toscana.

Puoi ascoltare il Podcast gratuitamente qui: www.fondazionecdse.it/wp/resistere-per-larte-nuovo-podcast-della-fondazione-cdse/

Questo il servizio di RAI3-TGR Toscana dedicato al podcast “Resistere per l’arte”:
www.rainews.it/tgr/toscana/video/2026/06/podcast-resistere-per-larte-8d2fa36c-9c92-4e2d-b81c-05afdd558b62.html




Los sieneses en la Guerra Civil Espanola

In corso a Siena nelle Stanze della Memoria questa interessante mostra sui senesi che hanno partecipato alla Guerra civile spagnola.

La mostra, avvalendosi di tre video, presenta i volti e le biografie dei 18 antifascisti senesi che presero parte alla guerra civile spagnola, con informazioni e grafici sulle Brigate Internazionali e sul volontariato toscano.
Rimarrà aperta fino all’8 di aprile.




Edito “Italia 1943. La stagione dell’incertezza” a cura di F. Focardi e M. Mazzoni

Pubblicato in queste settimane il volume curato da Filippo Focardi e Matteo Mazzoni, L’Italia del 1943. La stagione dell’incertezza da Viella nella collana dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri (n. 12).

Il volume origina dal Convegno promosso e realizzato nell’autunno del 2023 dall’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea e dall’Istituto Ferruccio Parri a Firenze presso la sede del Consiglio regionale della Toscana.

Qui la scheda illustrativa: L’Italia del 1943.




Mostra: Carlo Carli, “Umanità Perduta e Abbandonata” al Memoriale delle Deportazioni




Presentato alla Domus Mazziniana il numero speciale della rivista “Modern Italy” dedicato alla Resistenza

Oggi, giovedì 4 settembre alle 17.30, sono riprese nel segno della Resistenza le attività della Domus Mazziniana con la presentazione, in collaborazione con ANPI e Associazione Mazziniana, del numero speciale della rivista Modern Italy – una delle più importanti riviste scientifiche sull’Italia contemporanea pubblicata dalla Cambridge University Press – dedicato alla Resistenza Italiana.
Questa iniziativa si colloca nell’ambito delle attività per ricordare gli 80 anni della Liberazione –che prendono avvio, ricorda il direttore della Domus Mazziniana, Pietro Finelli, in concomitanza con la celebrazione della liberazione di Pisa e continueranno per tutto l’anno a creare un vero e proprio ponte con la nascita della Repubblica, di cui l’anno prossimo ricorrerà l’80° anniversario, e che vedranno momenti di approfondimento scientifico alternarsi a mostre, spettacoli e concerti.
A discutere oggi con uno dei curatori del numero speciale della rivista Modern, il Prof. Gian Luca Fantoni, direttore della rivista ufficiale dell’Association for the Study of Modern Italy, e con due autori del volume -Francesco Fusi e Chiara Nencioni- , c’è Marta Baiardi, storica e collaboratrice dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea. Modera l’incontro Pietro Finelli, Direttore dalle Domus Mazziniana.
Il numero 30 del maggio 2025 di Modern Italy, curato da Gian Luca Fantoni, che insegna Storia contemporanea presso la Nottingham Trent University, e Rosario Forlenza, docente di Relazioni internazionali presso la LUISS, come spiega lo stesso Fantoni, decostruisce l’immagine consolidata della Resistenza e dà conto, in linea con la storiografia più attenta, degli aspetti meno noti di essa, come i gruppi marginali, le esperienze di genere e le prospettive transnazionali.
Questo numero speciale di Modern Italy, infatti, osserva Baiardi “raccoglie sotto il titolo accattivante di La Resistenza italiana: nuovi snodi e nuove prospettive, ben otto contributi e una rassegna di luoghi della Resistenza”. “Una Resistenza plurale che coinvolse decine di migliaia di italiane e di italiani nei venti mesi tra l’8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, e che appare centrale e imprescindibile nella ridefinizione dell’identità politica e culturale del Paese nella transizione dalla monarchia fascista alla democrazia repubblicana”, sottolinea Finelli.
E di fronte alla crisi odierna di questa democrazia e per sottrarsi alla fascinazione sempre più forte del fascismo, secondo Forlenza e Fantoni, serve che gli storici operino un deciso spostamento, focalizzandosi non sul fascismo, ma sulla Resistenza, che infine del fascismo è la creatura, perché da lì nasce, costituendone una sorta di indispensabile contravveleno, come anche il saggio di Andrea Rampini ipotizza.
Come esplicitato nell’Introduzione è l’idea che tutto sommato oggi “il cittadino medio conosca molto sul fascismo -anche grazie a film e documentari- ma molto poco degli uomini e donne che vi si opposero”, osserva Baiardi.
Fantoni sottolinea la volontà, in questo volume, di portare in evidenza storie meno note o considerate marginali della Resistenza, prestando attenzione anche all’elemento di genere, come dimostrano il contributo di Iara Meloni, che propone che alle tre guerre di Pavone (patriottica, civile, di classe) se ne aggiunga una quarta, di genere, non solo per marcare la specificità dell’esperienza femminile nella guerra totale, ma anche per dare respiro e visibilità compiuta alle protagoniste, e il contributo di Rossella Pace, la quale si focalizza sulle donne liberali, che non solo aiutavano gli uomini, ma, al pari delle partigiane socialiste, comuniste, cattoliche e azioniste, svolsero un compito di fondamentale importanza sul fronte dell’organizzazione, del coordinamento e della direzione della resistenza partigiana.
Già a prima vista, come semplici lettori, solo a scorrere i titoli dei saggi che costituiscono il volume, si rileva una certa anomalia, rispetto a molte pubblicazioni che hanno caratterizzato l’ottantesimo della Liberazione. Un’anomalia che Baiardi definisce “centrifuga” sotto almeno due aspetti:
• il tempo: una cronologia non limitata soltanto al biennio 1943-1945 ma che invece privilegia i tempi lunghi della Resistenza, per poter misurarne eredità difformità, silenzi, censure.
• i protagonisti: qui le bande partigiane sono guardate dal punto di vista delle minoranze, l’idea di occuparsi di persone concrete si invera del tutto.
È stato d’altronde esplicito il criterio dei curatori di mettere al centro la marginalità. Oltre alle donne, ci sono i partigiani cattolici nel saggio di Alessandro Santagata, che si impernia sui diversi aspetti dell’autorappresentazione dei cattolici resistenti, messi davanti ai dilemmi etico religiosi che la guerra civile proponeva e imponeva.
La rivista dedica spazio alle minoranze più sorprendenti e inedite: zone inesplorate e affascinanti della guerra partigiana, viste da vicino, che della Resistenza tutta restituiscono plasticamente la qualità irriducibilmente multiforme” osserva Baiardi. Ad esempio, Chiara Nencioni ricostruisce l’impegno di Rom e Sinti nella Resistenza, assai poco noto soprattutto in Italia, dove la popolazione chiamata dispregiativamente “zingara” è tutt’ora soggetta a un fortissimo stigma e non riconosciuta per lo più come parte della compagine del nostro paese.
E ci sono i soldati americani di origine italiana in guerra nel paese dei loro avi nel saggio di Francesco Fusi, che, da una prospettiva inedita, attraverso fonti autodiegetiche scritte o orali prodotte a diverse altezze cronologiche, indaga con perizia i vissuti dei soldati di questo particolar settore dell’esercito americano.
In conclusione, la conoscenza della Resistenza, grazie a questo volume di Modern Italy, si è arricchita di altre resistenze, di un senso di multiformità che ancora oggi stupisce.
Dopo questa carrellata di vite vere – donne, uomini; rom e sinti; soldati americani e paisà; cattolici alle prese con il dramma di dare la morte; altolocate signore liberali che dirigono la lotta armata da ville e salotti, giovani della Pantera degli anni Ottanta – il lettore di Modern Italy può acquisire una conoscenza maggiore, una confidenza salutare con le “periferie” della nostra Resistenza, che ne documentano la miracolosa e vivace varietà, conclude Baiardi.
Il numero della rivista è consultabile gratuitamente al seguente indirizzo: https://www.cambridge.org/core/journals/modern-italy/latest-issue
La collaborazione fra la Domus Mazziniana e l’Association for the Study of Modern Italy continuerà con la Postgraduate Summer School che si terrà a Pisa, proprio nei locali della Domus mazziniana, il 25 e 26 settembre prossimi.

 




I bunker di Cecina nella seconda guerra mondiale. Nuovo percorso storico-turistico.

L’ultima volta che la guerra ha attraversato le nostre strade. Scopri i bunker tedeschi di Cecina Mare e la storia che hanno da raccontare.
Grazie alla collaborazione tra Comune di Cecina, Toscana ’44, il Nucleo Biodiversità dei Carabinieri e la sezione Anpi Cecina, i bunker tedeschi che si trovano nella Pineta della Mazzanta sono stati recuperati e resi accessibili per conoscere da vicino ciò che accadde tra il 1943 e il 1944.
L’Istituto della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Livorno ha contribuito alla stesura della brochure informativa per pubblicizzare un’occasione volta a riscoprire la #memoria storica del nostro territorio.




Summer school 2025: Resistenza, Costituzione, Autonomie

28-30 agosto 2025
Aosta, Università della Valle d’Aosta, Sant Anselmo, strada Cappuccini /2
Resistenza, Costituzione, Autonomie
Summer school 2025 dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri
Pronti/e per la nuova edizione della Summer school dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri?
Quest’anno il corso intende celebrare gli 80 anni dalla Liberazione riflettendo su un trittico di temi molto significativo: Resistenza, Costituzione, Autonomie.
L’appuntamento è ad Aosta, da giovedì 28 a sabato 30 agosto 2025.

Per info e iscrizioni: Summer school 2025: Resistenza, Costituzione, Autonomie – Istituto Nazionale Ferruccio Parri




Liberation from Normandy to Paris: Progetto europeo LRE Active Remembrance Youth Program – Iscrizioni aperte

Per tutte le info: https://www.lre-youth.eu/trip/liberation-from-normandy-to-paris/