9 aprile, ore 15 | Biblioteca di Massa M.ma: “Presenze femminili: associazionismo e lavoro delle donne di Ribolla e Bagnoli”

Sabato 9 aprile | ore 15 | Biblioteca Comunale G. Badii di Massa M.ma

Primo incontro del ciclo “Maremma Novecento

Presenze femminili: associazionismo e lavoro delle donne di Ribolla e Bagnoli

con la Prof.ssa Renata Pepicelli (Università di Pisa) e la ricercatrice Barbara Solari (Isgrec).

 

La miniera e la fabbrica sono luoghi di lavoro la cui narrazione è stata quasi esclusivamente declinata al maschile dalla storiografia. Se guardiamo alla miniera di Ribolla e all’Italsider di Bagnoli da una prospettiva di genere, appare chiaro come le donne siano state presenze attive nell’associazionismo in miniera e nel lavoro in fabbrica.

A seguire, una visita guidata al Museo della Miniera di Massa Marittima, nel corso della quale sarà posto l’accento sul lavoro delle donne nelle miniere nelle Colline Metallifere nella prima metà del Novecento.

Il ciclo di eventi “Maremma Novecento”, incentrato sul periodo resistenziale e il lavoro nelle miniere nel territorio delle Colline Metallifere, con un particolare focus sulla storia di genere, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Massa Marittima e i suoi Musei e la Cooperativa Sociale Zoe, con l’intento di mettere in contatto il mondo della ricerca con i soggetti preposti alla valorizzazione del territorio e l’associazionismo locale, per stimolare e rigenerare il dibattito.

Prenotazione obbligatoria per gli eventi: 0566906525 – accoglienzamuseimassa@gmail.com




Presentazione numero 1/2021 “Farestoria”

Presentazione del nuovo numero di “Farestoria Società e storia pubblica” n. 1, gennaio-giugno 2021 – “I movimenti di Genova, venti anni dopo” a cura di Stefano Bartolini

Ore 17:00 – Pistoia, Sala Soci Coop, Viale Adua

Saluti, Fondazione CARIPT

Interventi di:
Andrea Borelli, Università della Calabria
Stefano Bartolini, Istituto storico della Resistenza di Pistoia




TIPO – Turismo Industriale Prato “Fabbriche raccontano storie”

TIPO – Turismo Industriale Prato “Fabbriche raccontano storie”, promosso da
Comune di Prato, Museo del tessuto, Fondazione CDSE, Comune di Vaiano, Vernio, Cantagallo, Montemurlo

Sabato 26 marzo 2022
ore 20.30 – visita in azienda Lanificio Nuovo Ri-vera (via B. Fattori 8, La Briglia)
ore 21.15 – spettacolo di Fabio Celenza con i suoi esilaranti doppiaggi cura di Fonderia Cultart

Domenica 27 marzo 2022 ore 10 -13 SOLD OUT
Ritrovo presso piazza Mazzini a La Briglia (Vaiano)
Itinerario industriale a cura di Fondazione CDSE: Archeologia industriale e comunità operaie in Val Bisenzio.
Alle origini della grande industria tessile: il Mumat di Vernio, l’ex lanificio Romei di Rocca e il villaggio fabbrica Forti de la Briglia




Ciclo di incontri online: Vite,carte, memorie. Archivi di donne in Toscana

Archivi di donne in Toscana




La fede armata. Cattolici e violenza politica nel Novecento

Martedì 22 marzo 2022 ore 18.00, su piattaforma ZOOM, l’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea vi invita alla presentazione del volume di Lucia Ceci

La fede armata. Cattolici e violenza politica nel Novecento 

Il Mulino, 2022

Enrico Acciai, Consigliere ISRT – Università di Roma “Tor Vergata”

e

Matteo Caponi, Università di Genova

ne discutono con l’Autrice, Lucia Ceci, Università di Roma “Tor Vergata”

Coordina Matteo Mazzoni, direttore ISRT

Per partecipare, iscriversi scrivendo a isrt@istoresistenzatoscana.it entro il 21 marzo




Presentazione del numero dei Quaderni del Circolo Rosselli dedicato a Riccardo Lombardi

Lunedì 21 marzo, alle ore 16.30
In presenza presso la Fondazione Circolo Rosselli, Via degli Alfani 101r

“Sulla storia del socialismo italiano”
Presentazione di:

Un socialismo possibile. Riccardo Lombardi a 120 anni dalla nascita. “Quaderni del Circolo Rosselli” n.4/2021 a cura di Bruno Becchi.

Presenta Samuele Bertinelli
Giuseppe Di Vagno martire socialista di Fulvio Colucci, edizioni Radici Future. Interviene l’autore
Sinistra per l’alternativa. Storia di una corrente del Psi, di Andrea Ricciardi. Biblion editore Milano. Interviene Michele Achilli
Presiede Ariane Landuyt
Conclude Valdo Spini




Levi e Ragghianti. Un’amicizia fra pittura, politica e letteratura

La nuova mostra ideata e organizzata in occasione del quarantennale della Fondazione Centro Studi Ragghianti, che cade nell’autunno del 2021, intende approfondire un tema finora poco considerato dalla storiografia e dagli studi accademici: quello dell’amicizia fra Carlo Ludovico Ragghianti (Lucca, 1910 – Firenze, 1987) e il pittore, scrittore e uomo politico Carlo Levi (Torino, 1902 – Roma, 1975). Realizzata in collaborazione con la Fondazione Carlo Levi di Roma, per la cura di Paolo Bolpagni, Daniela Fonti e Antonella Lavorgna, l’esposizione sarà aperta dal 17 dicembre 2021 fino al 20 marzo 2022.

Un aspetto interessante e nuovo presentato dalla mostra è quello del comune interesse dei due per il cinema: Levi lavora come sceneggiatore e scenografo per alcuni film e dagli anni Cinquanta in poi, a Roma, diventa un ritrattista ambìto da molti personaggi del mondo del cinema, da Silvana Mangano ad Anna Magnani, da Franco Citti allo stesso Pasolini: tutti questi ritratti sono presenti in mostra, insieme con quelli di Ragghianti e di loro comuni amici, come Eugenio Montale e Carlo Emilio Gadda.

Nell’archivio della Fondazione Ragghianti, così come in quello della Fondazione Carlo Levi di Roma, si conservano documenti che riguardano in special modo la sfera storico-artistica e critica, che fu al centro di questa amicizia. A Lucca si trovano un consistente nucleo di lettere che partono dal 1943 e si protraggono fino al 1971, e testi dattiloscritti di Ragghianti su Levi; nell’archivio romano sono conservati autografi della monografia di Ragghianti, corredati da annotazioni per la stesura del volume destinate da Levi al suo curatore, nonché fotografie inedite. Molti di questi materiali sono esposti nella prima e nell’ultima sala.

Oltre ai documenti, la mostra presenta numerosi disegni e un nucleo di circa ottanta dipinti di Carlo Levi, atto a ricostruire non soltanto la struttura della monografia del 1948 e delle mostre del 1967 e del 1977 curate da Ragghianti, ma anche la cerchia di intellettuali e amici cui i due appartenevano – Eugenio Montale, Giovanni Colacicchi, Paola Olivetti, Aldo Garosci e altri –, con l’aggiunta dei ritratti di personaggi dei quali entrambi avevano stima, come Italo Calvino e Frank Lloyd Wright.

Orari e biglietti:
dal martedì alla domenica, ore 10-13, 14:30-18:30. Chiuso il 25 dicembre.
biglietto intero 5 euro, ridotto 3 euro.

Biglietto ridotto (3 euro) per:
– dipendenti di Banco BPM e relative famiglie;
– possessori del biglietto cumulativo del Complesso Museale e Archeologico della Cattedrale di Lucca;
– soci COOP;
– gruppi superiori alle 15 unità;
– minori di 18 anni;
– scolaresche (della primaria e delle secondarie);
– studenti di università, accademie d’arte e conservatori provvisti di tesserino;
– insegnanti.

Biglietto gratuito per:
– bambini fino ai 6 anni;
– diversamente abili (e accompagnatore);
– un accompagnatore per ogni gruppo;
– studenti delle università toscane provvisti di libretto;
– soci ICOM;
– militari e forze dell’ordine con tesserino;
– giornalisti e guide turistiche con tesserino.

Per accedere alla mostra occorre presentare il green pass.




“Italo Balbo tra mito e realtà” – 18 marzo, ore 18 (ON LINE)

Venerdì 18 marzo, ore 18

Italo Balbo, tra mito e realtà

La recente approvazione da parte del Comune di Orbetello della mozione per intitolare il Parco dell’ex Idroscalo a Italo Balbo ha dato vita a una schematizzazione nel dibattito pubblico, con discutibili distinguo tra il “Balbo aviatore” e il “Balbo gerarca”. Di fronte a questa banalizzazione, l’Isgrec propone di ritornare a riflettere da una prospettiva storica su ruoli e responsabilità di Balbo all’interno della nascita e dello sviluppo dello Stato fascista, restituendo alla sua figura quella complessità appiattita da chi lo vorrebbe solo eroe dell’Aviazione. L’essere organizzatore e guida dello squadrismo nel ferrarese, il cui tratto caratterizzante fu l’estrema violenza; la partecipazione come quadrumviro alla marcia su Roma accanto a Mussolini; le responsabilità nell’omicidio di Don Minzoni, “pietra d’inciampo all’interno di qualsiasi percorso di normalizzazione della memoria di Balbo” (A. Baravelli, 2021); la compromissione con il progetto coloniale fascista in Africa: tutti questi aspetti ne fanno una delle figure centrali del Ventennio e permettono di approfondire i meccanismi di funzionamento del regime.

Tema centrale è oggi quello di decostruire il mito e l’immagine pubblica di Balbo, consolidatesi nel corso del tempo intorno a singoli aspetti della sua vita e della sua carriera, come ad esempio quello delle trasvolate, che nascono come vero e proprio strumento di propaganda del regime, ma anche intorno alla sua morte e alla leggenda che fosse stata voluta da Mussolini per cancellarne la popolarità. Tutti aspetti che via via hanno concorso a favorirne un’interpretazione depoliticizzata, slegata dalla compromissione col fascismo, rendendo possibili iniziative come quella del Comune di Orbetello.

Ne discutono venerdì 18 marzo alle ore 18 nel corso di un incontro on line dal titolo “Italo Balbo, tra mito e realtà” (ON LINE nel sito www.isgrec.it e nella pagina facebook dell’Isgrec) Paul Corner dell’Università di Siena e Andrea Baravelli dell’Università di Ferrara, curatore del recente volume “Il fascismo in persona. Italo Balbo, la storia e il mito”.  Coordina Ilaria Cansella, Direttrice Isgrec.