Premio Capaccini e cerimonia in onore ai caduti di tutte le guerre a Pieve Santo Stefano

Martedì 1 Novembre a Pieve si terrà l’annuale Premio Egidio Capaccini, destinato agli studenti residenti a Pieve più meritevoli, che hanno superato gli esami di terza media e di maturità, ottenendo rispettivamente il massimo punteggio di 10/10 e di 100/100.
Il premio è appuntamento importantissimo che da oltre oltre 20 anni evidenzia giovani pievani che si distinguono nella scuola e che poi, nel corso degli anni, hanno sempre messo a frutto il loro impegno nella loro vita lavorativa.
L’edizione 2016 vedrà premiati ben 7 ragazzi, di cui 5 per le medie e 2 per la maturità.
Ecco i nomi dei premiati della scuola media con 10/10: Giulia Veri, Sabrina Livi, Bianca Cipriani, Ilaria Bigioli, Filippo Cavalli, quest’ultimo anche con la lode.
Per le superiori con 100/100 invece: le liceali Costanza Magiotti e Sofia Livi, anch’essa con lode.
Come ormai tradizione da qualche anno, l’Amministrazione Comunale ha scelto questa occasione per commemorare i caduti di tutte le guerre, in modo da ricordare alle giovani generazioni il sacrificio di tanti giovani nel corso della storia del Nostro Paese.
Ed allora la manifestazione inizierà alle ore 10 con la sfilata dei rappresentanti delle associazioni combattenti e reduci e delle forze di polizia e dell’Amministrazione Comunale, accompagnate dalla Filarmonica Brazzini e dalla popolazione, che si recheranno presso il Monumento ai caduti per la deposizione di una Corona di Fiori a ricordo dei caduti di tutte le guerre.
Alle ore 11 seguirà una funzione religiosa presso la Chiesa della Collegiata officiata dal Parroco Don Juan Carlos Ardila, mentre alle ore 12,15 nel teatro Comunale si terrà la cerimonia di premiazione, seguita dalla consegna al Comune di Pieve del Labaro della sezione Bersaglieri di Pieve Santo Stefano da parte della Ass. Nazionale Bersaglieri.
Un atto molto sentito da parte di tutti, dovuto alla chiusura della sezione essendo venuti a mancare via via tutti gli iscritti, fino all’ultimo Presidente, il compianto Silvano Fontana.
Quindi una giornata importante per rappresentare un ideale filo conduttore, che unisce le nuove generazioni che guardano al futuro ai giovani che un tempo hanno servito per il bene del Nostro Paese.




Soffici. Statue e fantocci.

Sullo slancio del ritorno dalla guerra, congedato nell’aprile 1919 giusto al compimento dei quarant’anni, Soffici mette mano a un’attività di grande spicco: tutta l’energia impiegata al fronte ora la riversa nel lavoro artistico e letterario tenendo fede all’impegno chiarito nel suo ultimo scritto su Lacerba, «Memento», 22 maggio 1915, che fu il numero conclusivo della rivista, in cui Papini celebrava la vittoria dell’interventismo e Palazzeschi esultava: «Evviva questa guerra!».
Una sorta di riaffermazione dei valori che avevano fino ad allora sorretto l’artista: «Non sarà mai che a guerra finita il nostro spirito, il nostro cuore e la nostra sensibilità abbiano ceduto alla violenza dei fatti».
Nel corso del 1919, presso l’amico editore Vallecchi, dà alle stampe due volumi: Scoperte e massacri. Scritti sull’arte, e Statue e fantocci. Scritti letterari. Vi raccoglie saggi e prose editi soprattutto su La Voce e Lacerba; la configurazione in volume conferisce più spessore e organicità alla sua linea di pensiero, al suo modo spregiudicato e battagliero di trattare materie di estetica e critica d’arte di solito affidate alla sapienza professionale di studiosi accademici; Soffici spezza da par suo quella dominanza, come Papini aveva fatto nel campo specifico della filosofia.
Scoperte e massacri – da cui trae spunto la mostra di Soffici organizzata agli Uffizi – trovò subito riscontro ampio di recensioni, alcune firmate da uomini illustri, Antonio Baldini, Luigi Dami, Benedetto Croce, Ugo Ojetti.
Statue e fantocci ebbe risonanza molto minore; ne scrive Giuseppe De Robertis su Il Progresso (Bologna, 2 dicembre 1919) dando in due parole un indizio ancora valido: «amabile disordine». Lo recensisce Nicola Moscardelli (Il Tempo, Roma, 21 novembre 1919): «è una galleria viva e bella».
A questo libro suddiviso in una «Parte prima. – Statue», in una «Parte seconda. – Fantocci» e in due altri capitoletti, «Varietà» e «Caratteri», si riferisce la mostra documentaria al Museo Soffici in cui sono proposti documenti a stampa, disegni e quadri che si rapportano con l’epoca e il contenuto delle pagine: un quadro di Segantini, un dipinto di Vittore Grubicy, caricature di Palazzeschi e di Apollinaire eseguite da Soffici, un acquarello e libri di Max Jacob, il libro di Moréas del 1902, Les Cantilènes, con copertina a colori di Soffici; altri libri in prima edizione, di Palazzeschi, Apollinaire, e alcuni numeri di riviste come Les Soirées de Paris, fogli del Marzocco, giornale letto da Soffici in quei tempi; le riviste originali La Voce, Lacerba, su cui comparirono gli scritti.
Un insieme che ponendo l’attenzione su un libro meno noto di Soffici sottolinea la ricchezza del contributo critico del nostro autore; nel 1919 aveva rimesso in moto il lavoro letterario in parallelo all’attività di pittore con un’ottica rinnovata sulla realtà, sui valori del paesaggio e della natura, nel ritmo quotidiano che gli suggeriva un linguaggio schietto e immediato.

Mostra a cura di Luigi Cavallo.
Collaborazione di Oretta Nicolini e Luigi Corsetti.
Poggio a Caiano, Museo Soffici e del ‘900 italiano, dal 29 ottobre 2016 al 22 gennaio 2017.
Apertura: dal venerdì alla domenica. Orario 10.00-13.00 / 15.00-18.30
Ingresso euro 3
Visite guidate alle ore 10.30 e alle 17.00 nei seguenti giorni:
5-6 novembre, 19-20 novembre, 3-4 dicembre, 17-18 dicembre, 31 dicembre
Prenotazione obbligatoria: Alice Cooperativa Sociale Onlus
tel. 0574 23673 – email: alice@alicecoop.it
(3 euro a persona, oltre al biglietto d’ingresso)




Guerra, Resistenza, democrazia: il cammino delle donne

Venerdì 28 ottobre alle ore 17.00 ad Empoli, il Comune, la Commissione pari opportunità e l’Istituto Storico della Resistenza in Toscana vi invitano all’incontro:

Guerra, Resistenza, democrazia: il cammino delle donne

Saluti istituzionali

dott. Matteo Mazzoni (Direttore ISRT) Un fiore fra le macerie. Introduzione ai lavori

M. Pacini (Università di Firenze), Votare e dare sostanza al voto. Donne e democrazia nell’Italia repubblicana: il quadro nazionale.

C. Baccetti (Università di Firenze), E fu sera e fu mattina. Le donne empolesi nella liberazione e nella ricostruzione (1943-1946)




Colline in fiamme

Giovedì 27 ottobre alle ore 17.30, in Sala Gigli, Palazzo Panciatichi (via Cavour 4), presentazione del volume di S. Callaioli, Colline in fiamme.

Saluti di Eugenio Giani, Presidente del Consiglio regionale della Toscana

Interventi di

Paolo Bambagioni, consigliere regionale

Massimiliano Pescini, Sindaco del Comune di San Casciano Val di Pesa

Matteo Mazzoni, Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana

Sara Gremoli, Direttore degli Sgabuzzini storici

Sarà presente l’autore.




E anche al mio marito tocca andare. Voci e canti fra la trincea e il focolare.

Nell’ambito del progetto “La pace era il mio traguardo” la Biblioteca Lazzerini di Prato organizza per giovedì 27 ottobre alle ore 21,15 lo spettacolo “E anche a mio marito tocca andare. Voci e canti tra la trincea e il focolare”. Si tratta di un reading teatrale a cura della Fondazione CDSE con musiche e storie della Grande Guerra, con Daniele Poli (voce, chitarra), Ugo Galasso (clarinetto e flauti), Alessia Cecconi (voce narrante). Ingresso libero.
Lo spettacolo, con canti di protesta, testimonianze inedite (lettere, diari, documenti di archivio) e le immagini storiche del CDSE, è un racconto emozionante sulla Grande Guerra vissuta in trincea, ma anche “lontano dal fronte”.
I grandi eventi e le singole vicende dei soldati si intrecciano con le storie delle donne del pratese, che già dal 1915 sostituiscono gli uomini in fabbrica e l’anno dopo, nel luglio 1917, scendono in piazza per inneggiare alla pace.




Commemorazione del bombardamento su Pistoia

Commemorazione del bombardamento su Pistoia.

Intervento del sen. Barontini, Presidente dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea nel pistoiese.




“La Paura”: spettacolo teatrale nell’ambito del Progetto I Conflitti della Memoria

Sabato 22 ottobre alle ore, 21.00 l’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Associazione Catalyst, nell’ambito del Progetto I Conflitti della Memoria, organizza al Teatro Corsini di Barberino di Mugello, propone, a ingresso gratuito per tutti, lo spettacolo “La Paura” della Compagnia Sardegna Teatro, da un racconto di Federico de Roberto, con l’interpretazione di Daniel Dwerryhouse e l’adattamento e regia di Francesco Bonomo.

“La Paura”, ambientato durante il primo conflitto mondiale, racconta la vicenda del plotone al comando del Tenente Alfani dislocato sul Forte del Corbin, prossimo alla “porta dell’Inferno”. La paura di cui ci parla de Roberto nel suo racconto del 1921 è una delle tante paure che tessono la memoria del primo conflitto mondiale.

A cento anni di distanza intendiamo raccontare di come la paura di un nemico invisibile che si trova a volte a soli pochi metri di distanza, la regressione dell’uomo provocata dai brutali turni in trincea, i lunghi periodi di inazione, il rumore assordante e incessante dell’artiglieria, l’odore della morte, le condizioni estreme della guerra d’alta montagna, il calpestare i corpi dei caduti stratificatesi all’interno dei camminamenti, divenne nella Grande Guerra dimensione quotidiana.

sabato 22 ottobre ore 21
Teatro comunale Corsini
Progetto I conflitti della Memoria e TEATRI APERTI giornata nazionale del Teatro
Sardegna Teatro
La paura
di Federico de Roberto
adattamento e regia Francesco Bonomo
con Daniel Dwerryhouse
INIZIATIVA A INGRESSO LIBERO




Il culto dei caduti della grande guerra. Il monumento di Mario Moschi a Poggio a Caiano

Venerdì 21 ottobre, ore 21.15, nella saletta “Niccolò Tribolo” delle Scuderie medicee di Poggio a Caiano avrà luogo la presentazione del libro di Barbara Taverni e Luigi Corsetti: Il culto dei caduti della grande guerra. Il monumento di Mario Moschi a Poggio a Caiano. La pubblicazione, edita dall’Associazione Culturale “Ardengo Soffici” e dal Comune di Poggio a Caiano  (18° numero dei “Quaderni Sofficiani”), si avvale della presentazione del Sindaco Marco Martini e dell’introduzione  dello storico dell’arte Luigi Cavallo.

Barbara Taverni ripercorre nel suo saggio il dibattito storiografico sulla controversa edificazione del mito della vittoria nel primo dopoguerra, il processo di rielaborazione del lutto di massa e di costruzione della memoria collettiva e la consacrazione del culto dei caduti che vide misurarsi non solo la classe politica liberale e poi fascista, ma anche il mondo intellettuale, giornalistico ed artistico nel corso degli anni Venti e Trenta.

Luigi Corsetti ricostruisce, invece, tramite il carteggio fra Ardengo Soffici, Antonio Maraini e Mario Moschi, le tappe che portarono alla costruzione del Monumento ai caduti di Poggio a Caiano: dalla nascita nel 1923 del primo comitato cittadino, che in breve tempo raccolse quasi 40.000 lire nonostante le difficoltà della ripresa economica post-bellica, fino alla committenza del monumento allo scultore di Lastra a Signa, Mario Moschi, per arrivare al giorno dell’inaugurazione, avvenuta il 9 novembre 1930, alla presenza del  Ministro delle Corporazioni Giuseppe Bottai e del Vescovo di Prato e Pistoia, Gabriele Vettori.

Il Monumento si presenta come un grande parallelepipedo rettangolo in marmo bianco di Carrara e reca tre lati scolpiti a bassorilievo raffiguranti le parti salienti della vita del Milite: la Partenza, la Battaglia e la Vittoria. Il tono delle immagini scolpite è solenne e drammatico, ma nel complesso l’armonia e l’eleganza spiccano grazie all’estrema pulizia, dignità e sobrietà dei soggetti.

La pubblicazione, arricchita da un notevole apparato fotografico proveniente principalmente dalle collezioni private di Antonio Belli e Gianfranco Desii, sarà presentata dal Sindaco Marco Martini, dal Prof. Pier Luigi Ballini, dallo storico dell’arte Luigi Cavallo, da Mons. Mauro Tramontano Cappellano militare dei Carabinieri. Moderatori il giornalista Mauro Banchini e l’Assessore alla cultura Giacomo Mari.