82° anniversario Liberazione di Follonica – Giò Batta Santini da perseguitato dal fascismo a Sindaco di Follonica




82° anniversario della strage di Ponte del Ricci

In occasione dell’82° anniversario della strage di Ponte del Ricci, il Comune di Roccastrada, la Sezione ANPI Roccastrada, l’Arci di Montemassi e l’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea hanno organizzato una giornata dedicata alla commemorazione e al ricordo della strage dei 4 partigiani della Brigata Gramsci.

Il 17 giugno 2026 alle ore 17.30 si terrà la commemorazione istituzionale con la deposizione della corona al monumento in località Ponte del Ricci. Terrà l’intervento commemorativo il Sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola.

Alle ore 18, a Montemassi, nel Parco di Piazza della Madonna, dopo i saluti di Fabiano Stortini (Presidente Arci Montemassi) e Giulio Balocchi (Presidente Sezione ANPI Roccastrada), si terrà un dialogo tra la Direttrice dell’Isgrec, Ilaria Cansella, e Cinzia Pieraccini, autrice del volume “Una strage da riscoprire. 17 giugno 1944, Ponte del Ricci”, recentemente ristampato dal Comune di Roccastrada.

 




16 giugno, III appuntamento per “Parlare al presente”: il volume di Piergiovanni Genovesi

Il terzo e ultimo appuntamento del ciclo “Parlare al presente” si terrà il 16 giugno, alle ore 17.30, con la presentazione del volume “La marcia sulla Minerva. Il domino politico della «più fascista» delle riforme 1922-1924” di Piergiovanni Genovesi (Rubbettino, 2025.) Ne discute con l’autore: Stefano Campagna (Isgrec, UniPr). La definizione della riforma scolastica di Giovanni Gentile quale «marcia sulla Minerva» – dal nome, Minerva, con cui ci si riferiva al Ministero della Pubblica istruzione – introduce direttamente il tema conduttore di questo volume: la centralità politica che l’operato del ministro fascista Gentile ebbe nella delicata fase di avvio del regime. Al centro del volume, dunque, non vi è un’analisi dettagliata della riforma, né la vita del filosofo, né tanto meno la sua morte, né il suo pensiero filosofico. Al centro del volume vi è il domino politico che prese vita attorno all’attuazione della riforma e che, tra ambiguità e fraintendimenti, opportunismi e camuffamenti, nel corso di due anni offrì a Mussolini inediti spazi di manovra, aprendo varchi nella tenuta degli schieramenti socialista, cattolico e liberale, gettando ponti per un’attiva collaborazione con la Santa Sede e permettendo, prima di tutto, il rafforzamento della propria leadership all’interno dello stesso partito fascista.

Info: Isgrec, segreteria@isgrec.it, www.isgrec.it




Iniziative Isgrec per l’anniversario della Liberazione di Grosseto

Ricorre il 15 giugno l’𝟖𝟐° 𝐚𝐧𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐆𝐫𝐨𝐬𝐬𝐞𝐭𝐨 dal nazifascismo, un’occasione per ricordare gli uomini e le donne della Resistenza e ciò che quei momenti hanno rappresentato nella costruzione della nostra storia Repubblicana

Lo facciamo quest’anno con un’iniziativa in collaborazione con la Provincia di Grosseto per riflettere sul contesto più ampio dell’Italia centrale, grazie alla presentazione in 𝘚𝑎𝘭𝑎 𝑃𝘦𝑔𝘢𝑠𝘰 (ore 18) del volume della Rete toscana degli Istituti della Resistenza di recente pubblicazione 𝑳𝒂 𝑹𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒂𝒓𝒎𝒂𝒕𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍’𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂 𝒄𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂𝒍𝒆. 𝑻𝒆𝒓𝒓𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊, 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒂𝒈𝒐𝒏𝒊𝒔𝒕𝒊, 𝒓𝒂𝒑𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆𝒏𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊a cura di 𝕊𝕥𝕖𝕗𝕒𝕟𝕠 𝔾𝕒𝕝𝕝𝕠 , 𝕀𝕝𝕒𝕣𝕚𝕒 ℂ𝕒𝕟𝕤𝕖𝕝𝕝𝕒 e 𝕃𝕒𝕦𝕣𝕒 𝕄𝕒𝕥𝕥𝕖𝕚. Insieme a due dei curatori 𝕊𝕥𝕖𝕗𝕒𝕟𝕠 ℂ𝕒𝕞𝕡𝕒𝕘𝕟𝕒 dialogherà anche per mettere a fuoco le peculiarità della Resistenza Toscana e maremmana.

Per fare il punto sul contesto locale, invece, è allestita per tutta la settimana (dal 15 al 20 giugno, con orario 9-13/15-18) presso la sede di Isgrec la mostra 𝙋𝒆𝙧𝒄𝙝𝒆́ 𝒕𝙪 𝙛𝒐𝙨𝒔𝙞 𝙡𝒊𝙗𝒆𝙧𝒐. 𝘼𝒏𝙩𝒊𝙛𝒂𝙨𝒄𝙞𝒔𝙢𝒐, 𝙜𝒖𝙚𝒓𝙧𝒂 𝒆 𝑹𝙚𝒔𝙞𝒔𝙩𝒆𝙣𝒛𝙚 𝙞𝒏 𝑴𝙖𝒓𝙚𝒎𝙢𝒂, che racconta la storia della Liberazione del territorio provinciale alla fine di giugno 1944.




In memoria dell’eccidio di Niccioleta




#Storiadicarta all’Isgrec per la Giornata internazionale degli archivi

9 giugno, ore 17.00




Festa dell’Isgrec 2026

5 giugno, una giornata dedicata a chi è già socio, a chi vuole associarsi all’Isgrec, a chi vuole conoscere le attività che da oltre trent’anni l’Istituto porta avanti

Il 5 giugno nel giardino dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea si terranno una serie di iniziative dedicate a chi è già socio, a chi vuole associarsi e a chi semplicemente vuole conoscere le molteplici attività che da oltre trent’anni l’Isgrec porta avanti.

Si inizia alle 17.30 con la presentazione del volume “1944: l’anno prima della fine della guerra”, a cura di Gianluca Fulvetti, Francesco Fusi, Isabella Insolvibile, Matteo Pretelli (Pisa University Press 2026). Il volume è la sintesi di un percorso partecipativo avviato e promosso dall’Università di Pisa e vuole offrire uno strumento di riflessione originale, col quale cogliere attraverso la prospettiva dell’anno 1944 tanto le complesse esperienze di guerra che le premesse dei futuri assetti socio-politici dell’Italia repubblicana. Il 1944, infatti, è stato cruciale per le sorti del Secondo conflitto mondiale; per il contesto italiano, in particolare, si trattò di un anno decisivo, caratterizzato da grandi aspettative per la fine della guerra, ma anche da dolorose disillusioni per chi fu costretto a fare più a lungo i conti con la presenza degli occupanti tedeschi e fascisti. La Direttrice dell’Isgrec, Ilaria Cansella, ne discute con uno dei curatori, Francesco Fusi, e con gli autori di 3 saggi pubblicati nel volume, Nicoletta Arena, Federico Creatini e Stefano Campagna. L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti.

A seguire, a partire dalle ore 20, sarà possibile consumare una ricca apericena. In questo caso l’iniziativa è aperta a tutti ma prevede un piccolo contributo (10 euro per i soci e 12 per i non soci) e la prenotazione obbligatoria via mail entro il 4 giugno (segreteria@isgrec.it).

Alle 21 si terrà poi il reading teatrale “1944: Grossetoliberata” di AnimaScenica.

Il 1944 è stato un anno drammatico e decisivo anche per la Maremma: guerra, deportazioni, bombardamenti, stragi nazifasciste e, infine, la Liberazione. Irene Paoletti ed Emanuele Bocci ne ripercorrono alcune tappe attraverso parole, musica e videoproiezioni.

Per info e prenotazioni per la cena: www.isgrec.it – segreteria@isgrec.it




2 giugno 1946. Chicchi e le altre | Mostra “diffusa” dal 2 giugno a Grosseto

Nella primavera del 1946 le italiane hanno votato nella prima tornata di consultazioni amministrative, ma sono state le elezioni del 2 giugno del 1946 ad imprimersi nella memoria collettiva come un evento storico: quasi 13 milioni di cittadine si misero in fila ai seggi per eleggere i componenti dell’Assemblea costituente e scegliere tra Monarchia e Repubblica. Nelle liste per le elezioni del 2 giugno 1946 le donne rappresentavano poco meno del 7% delle candidature; 21 furono elette su un totale di 556 deputati, appena il 3,7% dei componenti dell’Assemblea. Ma chi erano queste donne? Quali esperienze avevano alle spalle? Cosa rappresentavano e cosa realizzarono?

Sono le domande a cui cerca di dare risposta la “mostra diffusa” dal titolo “2 giugno 1946. Chicchi e le altre”, realizzata dall’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea per celebrare l’ottantesimo anniversario di quell’evento epocale. Una mostra diffusa è un evento culturale che non si concentra in un unico spazio, ma disloca i materiali espositivi su più luoghi, trasformando il tessuto urbano in una galleria. 21 locandine, una per ogni Madre Costituente, riprodotte in più copie, saranno collocate a partire dal 2 giugno in botteghe, piazze, giardini, palazzi istituzionali, locali commerciali… L’intento è quello di raggiungere il maggior numero possibile di persone, permettendo di fruire di materiali culturali anche in spazi che non sono “espositivi” in senso proprio. Ogni locandina conterrà una foto, una breve biografia, una citazione e rimanderà con un QR code ad approfondimenti; sarà disponibile nel sito dell’Isgrec (www.isgrec.it) una mappa digitale con l’indicazione della presenza delle locandine sul territorio, in modo tale che chi è interessato possa vederle tutte o solamente alcune.

L’idea è quella di uscire far uscire la celebrazione delle 21 Madri costituenti dai luoghi chiusi e ufficiali, per farle diventare parte della quotidianità occupando metaforicamente lo spazio urbano, a partire dalla “Chicchi” del titolo — nome di battaglia di Teresa Mattei, la più giovane delle Costituenti —, per restituire a tutte la centralità del percorso per l’elaborazione di quella Costituzione che da quasi 80 anni garantisce eguaglianza, diritti, dignità sociale a tutti e in particolare alle donne.

La mostra è curata da Barbara Solari e Ilaria Cansella, la grafica è dello studio IF di Simona Espositi.