I bunker di Cecina nella seconda guerra mondiale. Nuovo percorso storico-turistico.

L’ultima volta che la guerra ha attraversato le nostre strade. Scopri i bunker tedeschi di Cecina Mare e la storia che hanno da raccontare.
Grazie alla collaborazione tra Comune di Cecina, Toscana ’44, il Nucleo Biodiversità dei Carabinieri e la sezione Anpi Cecina, i bunker tedeschi che si trovano nella Pineta della Mazzanta sono stati recuperati e resi accessibili per conoscere da vicino ciò che accadde tra il 1943 e il 1944.
L’Istituto della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Livorno ha contribuito alla stesura della brochure informativa per pubblicizzare un’occasione volta a riscoprire la #memoria storica del nostro territorio.




Uscito il nuovo numero di “Farestoria” rivista dell’Istituto della Resistenza di Pistoia

É uscito il numero 1/2024 di “Farestoria. Società e storia pubblica” dal titolo “Quale passato? Politiche della memoria, usi politici della storia e conflitti memoriali nel tempo presente” a cura di Francesco Cutolo.

Introduzione
Francesco Cutolo – Curatore
Il passato come campo di battaglia – p. 5 

In ricordo di Valerio Strinati – p. 13
V. Strinati, Breve ma veridica storia dell’origine del Giorno del ricordo – p. 14 

Saggi
C. ZucchiUn monumento in movimento: l’affaire transnazionale della Piramide del Puerto dell’Escudo tra politica e social media – p. 31
S. BartoliniL’uccisione di Ugo Schiano. Memoria mobilitante, memoria identitaria e neutralizzazione memoriale – p. 47
C. LaneriIdentità, conflitti e memorie del Settantasette bolognese – p. 65
A. CairaLa spazializzazione del ricordo in Bosnia: eredità di una pace fredda – p. 85 

Rubriche
Forum storiografico
S. Bartolini, G. Contini, V. Chiti, D. Della Porta, Le politiche della memoria davanti alla storia – p. 107
Riflessioni storiografiche
A. Borelli, È ancora utile il Giorno della Memoria? – p. 129 

Casi studio
V. Colaprice, La Puglia nelle foibe: quando la memoria pubblica rinuncia alla ricerca storica – p. 137
J. M. de Lara Vázquez, Il ruolo del Museu d’Història de Catalunya e del Mercado del Born di Barcellona e la reinvenzione della storia catalana – p. 145
D. Gressani, Piazza Fontana e memorie in conflitto nella vicenda del monumento in ricordo di Pinelli – p. 151
M. Linfozzi, Marcinelle: la politica della memoria dell’emigrazione italiana e il dibattito sull’immigrazione straniera in Italia – p. 157
C. Nencioni, Le memorie emarginate dei rom: il loro rapporto/scontro con la società maggioritaria – p. 163
L. Santangelo, “Ghost rider”. Hauntologia e macchina mitologica nell’Agro Pontino – p. 169 

Ricerche in corso
N. Caruana, Costruire una memoria pubblica europea. Il caso del Parlamento europeo – p. 177 

Autori e autrici – p. 185



Summer school 2025: Resistenza, Costituzione, Autonomie

28-30 agosto 2025
Aosta, Università della Valle d’Aosta, Sant Anselmo, strada Cappuccini /2
Resistenza, Costituzione, Autonomie
Summer school 2025 dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri
Pronti/e per la nuova edizione della Summer school dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri?
Quest’anno il corso intende celebrare gli 80 anni dalla Liberazione riflettendo su un trittico di temi molto significativo: Resistenza, Costituzione, Autonomie.
L’appuntamento è ad Aosta, da giovedì 28 a sabato 30 agosto 2025.

Per info e iscrizioni: Summer school 2025: Resistenza, Costituzione, Autonomie – Istituto Nazionale Ferruccio Parri




Corso di formazione gratuito per docenti delle Scuole Secondarie di secondo grado “Memoria, consapevolezza, responsabilità: il ruolo della scuola contro la distorsione”




«Farestoria» prima classificata al Premio nazionale di Public History “Nicola Gallerano”

L’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Pistoia è lieto di annunciare che il numero monografico della propria rivista «Farestoria. Società e storia pubblica», curato da Stefano Bartolini e intitolato Camminare la storia, è risultato vincitore del Premio nazionale di Public History “Nicola Gallerano” 2025.

Vogliamo condividere la nostra felicità e soddisfazione con tutti gli autori e le autrici che hanno partecipato alla pubblicazione, con la comunità culturale pistoiese e con la Fondazione Caript, che non ha mai fatto mancare il suo sostegno alla nostra rivista.

Il concorso, indetto dall’Associazione Italiana di Public History, ha raccolto la candidatura di 31 proposte, tra le quali il comitato scientifico ha selezionato una terna di finalisti che è stata votata dai soci e dalle socie ed all’interno della quale la pubblicazione del nostro Istituto è risultata come la più votata.
Si tratta di un importante riconoscimento scientifico per il lavoro dell’Istituto in questi ultimi anni, sempre più incentrato sui temi della storia pubblica, che premia anche le scelte di indirizzo per il rilancio della rivista attuate a partire dal 2019.

La premiazione avverrà il 5 giugno nella sede universitaria di Modena nell’ambito della Settima Conferenza nazionale di Public History.




Storia ambientale e Public History in età contemporanea: conflitti e convergenze tra accademia e società

In diversi contesti geografici, la storia ambientale come disciplina accademica è nata da sollecitazioni emerse nella società civile – dai movimenti ambientalisti degli anni Sessanta e Settanta alle emergenze locali, nazionali e globali dei decenni a venire. E, a seconda del contesto geografico, le questioni ambientali hanno creato intrecci diversi, ma anche incomprensioni e approcci divergenti, tra accademia, istituzioni e società civile. Infine, il rapporto tra storia ambientale, utilità pubblica e militanza si è evoluto nel tempo attraversando alti e bassi. La stringente attualità delle emergenze climatiche e territoriali e delle ingiustizie ambientali ha rimesso al centro della definizione della disciplina il dialogo tra accademia, società civile e istituzioni.

In Italia la storia ambientale ha avuto sia una genesi peculiare – che ha raccolto l’eredità di tradizioni storiografiche legate alla storia del paesaggio e dell’agricoltura, ma anche lo stimolo di prospettive interdisciplinari che hanno messo in relazione la storia locale con l’ecologia storica – sia uno sviluppo che ha intrecciato il mondo dell’ambientalismo e le suggestioni a esso legate e una pratica della storia riferibile a interventi di figure professionali e tecniche. Da un lato gli storici si sono trovati a rivendicare uno spazio all’interno della pianificazione e della gestione del territorio e delle risorse ambientali portata avanti da organismi tecnici e politici, spesso in concorrenza con altre figure di esperti cui è più comunemente affidata la competenza anche sugli aspetti più propriamente storici di questi interventi. Dall’altro, le esperienze di militanza attiva sono state e continuano ad essere fonte di ispirazione per la ricerca scientifica, che a sua volta assume sempre maggiore importanza laddove si renda necessario sostanziare rivendicazioni di tipo ambientale o promuovere consapevolezza storica delle trasformazioni ambientali. Saperi e conoscenze prodotte da gruppi di ricerca interdisciplinari, movimenti, comitati, associazioni e istituzioni hanno dunque arricchito il dibattito storiografico e hanno portato all’elaborazione di metodologie di ricerca partecipative, sperimentali e potenzialmente applicabili. Ne risulta una forte prossimità fatta di frequenti interrelazioni e potenziali contaminazioni e scambi sui quali riteniamo necessario interrogarsi criticamente.

Questa Call for Papers intende esplorare le possibilità di dialogo tra storia ambientale e Public History e continuare la riflessione sulla presenza e sull’incisività della disciplina nel dibattito pubblico. In che misura la storia ambientale può contribuire tanto all’impostazione di politiche ambientali efficaci, quanto, nel campo dell’educazione e della didattica, alla formazione di una coscienza critica nelle nuove generazioni circa l’importanza di tutelare la ‘’casa comune’’? E quali sono i limiti e le potenzialità a livello scientifico e metodologico di questo approccio? L’indagine di questi aspetti è al centro del secondo fascicolo monografico della rivista «Farestoria» del 2025.

Questa Call for Papers sollecita l’inivio di contributi per la sezione “saggi” e per quella “rubriche” che considerino i seguenti temi in età contemporanea (la lista non deve considerarsi esaustiva):

–           Progetti incentrati su temi di storia ambientale condotti da o in collaborazione con istituti scolastici, associazioni e comunità locali;

–           Storie dal basso di fenomeni di industrializzazione, contaminazione chimica, urbanizzazione, deterioramento di risorse naturali e della salute umana, trasformazione di paesaggi e perdita di biodiversità;

–           Elaborazione e utilizzo di fonti e prodotti visuali, museali e audiovisivi;

–           Progetti di divulgazione di storia ambientale e storia del paesaggio e relative metodologie (ad esempio: geoesplorazione, trekking, passeggiate, percorsi tematici, etc.);

–           Didattica della storia ambientale: statuto della natura nell’insegnamento della storia fra il secolo XIX e il tempo presente; modalità in cui le questioni ambientali sono inserite nell’insegnamento della storia; quanto e come sono presenti e trattate nei manuali scolastici;

–           Ruolo e possibili applicazioni della ricerca storica nel contesto di conflitti e vertenze ambientali aperte; rilevanza sociale e politica del dibattito storico e ruolo dei saperi prodotti dai movimenti nell’elaborazione scientifica;

–           Riflessioni epistemologiche sul posizionamento dello storico; opportunità e limiti della storiografia militante;

–           Storicizzazione del cambiamento climatico;

–           Contributo della storia ambientale alle politiche ambientali e alla gestione e pianificazione territoriale attraverso la metodologia della storia applicata;

–           Storia ambientale e processi di patrimonializzazione;

–           Uso retorico del passato nelle decisioni riguardati la gestione ambientale;

–           Negazionismo climatico e assenza della prospettiva della protezione dell’ambiente nei dibattiti pubblici passati e presenti;

–           Natura, diritti e diritto.

CANDIDATURE

Le proposte, di massimo 3.000 battute spazi inclusi, e accompagnate da un breve curriculum del soggetto proponente, di massimo 2.000 battute spazi inclusi, dovranno essere inviate all’indirizzo e-mail farestoriaredazione@gmail.com entro il 22 giugno 2025. I risultati della selezione saranno resi noti entro fine luglio 2025. La consegna dei testi definitivi dovrà effettuarsi entro il 31 ottobre 2025.

Potranno essere inviate proposte — al massimo una per proponente — da parte di studiose e studiosi, associazioni, gruppi informali, musei, enti e istituti culturali, scuole di ogni ordine e grado. Gli abstract inviati dovranno contenere un titolo provvisorio, una breve sintesi dell’argomento che intendono trattare, gli eventuali interlocutori e/o i soggetti coinvolti. Il proponente deve indicare nell’abstract se intende candidarsi per la sezione ‘’saggi’’ o per quella ‘’rubriche’’, specificando in tal caso per quale tipologia si intende concorrere (vedi sotto). I curatori del numero potranno in ogni caso suggerire una collocazione specifica per le proposte pervenute sulla base del loro contenuto.

saggi dovranno rientrare tra le 35.000 e le 50.000 battute, note e spazi inclusi, e saranno sottoposti a referaggio.

Tipologie di rubriche (non sottoposte a referaggio esterno) per le quali è possibile inviare proposte:

— “Comunicare la storia”

Redazione di un testo di massimo 15.000 battute spazi inclusi con note alla americana e bibliografia a corredo incentrato sugli obiettivi e sugli strumenti di comunicazione e divulgazione nelle attività realizzate.

— “Casi studio”

Redazione di un testo di massimo 15.000 battute spazi inclusi con note alla americana e bibliografia a corredo incentrato sullo studio di uno o più casi di particolare interesse.

— “I ferri del mestiere. Fonti per la storia”

Redazione di un testo di massimo 20.000 battute spazi inclusi con note alla americana e bibliografia dove vengono presentati archivi, centri di documentazione, fondi, fonti, gruppi di documenti e biblioteche, ecc., con particolare attenzione a quelli che presentano problematiche di tutela, valorizzazione e conservazione.

— “Public History”

Redazione di un testo di massimo 20.000 battute spazi inclusi con note alla americana e bibliografia a corredo incentrato su progetti di Public History che vedono forme di partecipazione del pubblico, sulla valenza pubblica degli stessi e/o sulla valorizzazione/patrimonializzazione/decostruzione di memorie storiche attraverso queste attività.

— “Storia orale”

Redazione di una ricerca di storia orale di massimo 30.000 battute spazi inclusi con possibilità di inserire note a piè di pagina con i promotori e le promotrici e/o con i fruitori e le fruitrici delle attività e dei progetti realizzati.

— “Conversazioni storiografiche”

Realizzazione e trascrizione di un dialogo, sotto forma di intervista, di massimo 50.000 battute spazi inclusi, con un/a storico/a, da indicare nella proposta. Non sono previste note di nessun tipo.

— “Forum storiografico” Realizzazione e trascrizione di un dialogo a più voci, di massimo 70.000 battute spazi inclusi, con storici e storiche, da indicare nella proposta. Non sono previste note

 

Per tutte le info CfP-Storia-ambientale-e-Public-History-in-eta-contemporanea-2




Liberation from Normandy to Paris: Progetto europeo LRE Active Remembrance Youth Program – Iscrizioni aperte

Per tutte le info: https://www.lre-youth.eu/trip/liberation-from-normandy-to-paris/




Bando: Premio per tesi di laurea magistrale in Storia intitolato alla memoria degli studenti Ester Roccampo e Edoardo Lombardi

Si pubblica il Bando per n. 1 Premio per Tesi di Laurea magistrale in Storia moderna o in Storia contemporanea intitolato alla memoria degli studenti Ester Roccampo e Edoardo Lombardi.

La scadenza è fissata per le ore 23:56 del giorno 08 Giugno 2025.

Bando e relativa scheda di domanda da compilare per la partecipazione in allegato PDF.