LA REPUBBLICA DEI PARTITI. Il nuovo corso di formazione Istoreco Livorno.

LA REPUBBLICA DEI PARTITI
Ideologie, famiglie politiche e pratiche nella democrazia italiana

Al via il prossimo 9 ottobre un corso di formazione per docenti aperto a tutta la cittadinanza a cura di ISTORECO

Quest’anno si sono celebrati gli ottant’anni della Repubblica italiana. Oltre alle iniziative organizzate per il 2 giugno scorso abbiamo pensato di proporre un approfondimento attraverso un corso di formazione per docenti – aperto a tutta la cittadinanza – dedicato alle famiglie politiche, ai partiti e alle figure più rappresentative della prima fase di vita della società italiana, dal dopoguerra ai primi anni Novanta.

Benché la quasi totalità delle strutture che hanno regolato quel capitolo di vita pubblica – e non solo – della nazione sia oggi scomparsa, ci è parso fondamentale cercare di capire che cosa sono state, cosa hanno rappresentato e quali suggestioni possono suggerire per il futuro. Lo faremo attraverso alcuni tra i libri più aggiornati della storiografia nazionale, con l’aiuto dei loro autori, di qualificati docenti universitari, ricercatori e protagonisti di quelle vicende. Lo scopo non è certo quello di rifugiarsi nel passato, ma di comprenderlo al fine di tentare di decifrare – almeno in parte – la società odierna e i dubbi che ci pone quotidianamente.

 

– GLI INCONTRI

9 Ottobre, ore 17.00 / L’idea di Repubblica

Lessico della Repubblica. Dal Risorgimento all’integrazione europea, diretto da Maurizio Ridolfi, il Mulino, 2026

Dicembre / Il cattolicesimo

Alcide De Gasperi. La cultura di un politico cattolico, di Jacopo Cellini, Carocci, 2025

Febbraio / Il socialismo

Malgrado tutto dobbiamo farcela: i socialisti e lo Shock of the Global, di Jacopo Perazzoli, Biblion, 2024

Marzo / Il comunismo

Donne comuniste nell’Italia del Novecento. Partito, società, identità di genere, a cura di Fiammetta Balestracci, Viella, 2025

Aprile / L’ azionismo

Ferruccio Parri. Dalla genesi dell’antifascismo alla guida del governo, di Andrea Ricciardi, Biblion, 2023

 

– SEDE

Edificio dell’Orologio – Sede ISTORECO (Piazza Luigi Orlando, Livorno)

 

– ORARIO

Tutti gli incontri si terranno indicativamente alle ore 17.00. Nel corso dei mesi sarà pubblicata, per ciascun appuntamento, un’apposita locandina con la data, l’orario definitivo e i nomi dei relatori.

 

– ATTESTATO

ISTORECO ETS è parte della Rete degli istituti associati all’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri” (già INSMLI), riconosciuto agenzia di formazione accreditata presso il MIM. Sarà rilasciato ai richiedenti un attestato di partecipazione, che potrà essere richiesto attraverso la piattaforma SOFIA.




Inventariato il fondo ISRPT dell’Istituto storico della Resistenza di Pistoia

L’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Pistoia comunica di aver concluso il lavoro di riordino e di inventariazione del proprio fondo ISRPT di 16 metri lineari – per un totale di 117 faldoni, 6 raccoglitori, 4 album e materiale grande formato – a cura dell’archivista Alessia Artini.

La documentazione è formata da materiale cartaceo, fotografico e audiovisivo. È inerente principalmente all’attività istituzionale e amministrativa dell’Istituto dal 1974 ad oggi, ma sono presenti anche carte provenienti da donazioni. Una parte cospicua è composta dalla serie “Attività” che mostra la dinamicità dell’ente con convegni, didattica sia per gli insegnanti sia nelle scuole e, soprattutto, materiale di ricerca di vario argomento in originale e proveniente in copia da archivi di stato, archivi scolastici, biblioteche e altro.

Questo progetto va a completare i lavori realizzati negli ultimi anni sui fondi “Manifesti” e “Audiovisivo”.
Il fondo “Manifesti” è composto da esemplari di vari soggetti e dimensioni, tra cui materiali di oggettivo interesse storico (quindi utili alla ricerca su fonti primarie alternative). Nel suo insieme gli esemplari spaziano, come datazione, dagli anni Cinquanta al 2020, per un totale di 655. I manifesti sono inventariati, digitalizzati e liberamente consultabili in sede.
Il fondo “Audiovisivo” è formato da 324 unità sonore originali, riguardanti un arco cronologico che spazia dal 1975 al 2018, compreso un corpus di una cinquantina di interviste a partigiani. Allo scopo di preservare questo prezioso ma fragile patrimonio, l’Istituto nel 2020 ha avviato un’opera di inventariazione e digitalizzazione delle fonti orali in suo possesso, iniziando dalle unità audio e audiovisive registrate su supporto analogico (audiocassette, bobine nastro, microcassette, VHS, VHS-C). Il lavoro è stato finanziato grazie alla REDOP e si è concluso nel 2021; ha interessato un totale di 259 audiocassette a rischio deperimento.

A questo link è possibile consultare l’inventario del fondo ISRPT: www.istitutostoricoresistenza.it/wp-content/uploads/2024/01/ISRPT-Inventario.pdf

L’archivio è consultabile liberamente negli orari di apertura (lunedì-martedì-giovedì 15-19) previo appuntamento e compilazione di un modulo di richiesta di accesso.




ISRPT Editore annuncia la pubblicazione del libro “La riserva mancata. Il Padule di Fucecchio fra crisi ambientale e difficile tutela (1970-1989)”

L’ISRPT Editore annuncia la pubblicazione del volume “La riserva mancata. Il Padule di Fucecchio fra crisi ambientale e difficile tutela (1970-1989)” di Emilio Bartolini, Pistoia, ISRPt Editore, 2023, ISBN 978-88-6144-086-9, 220 pp., 15 €.

L’opera ha ottenuto il patrocinio di: Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio; Fondazione Valore Lavoro; Fondazione Montanelli-Bassi. È stata realizzata grazie al contributo di Alia Servizi Ambientali Spa.

Nel 1976 Piero Malvolti, presidente della sezione valdarnese di Italia Nostra, pubblicò il volume “Fine di una Terra”, nel quale raccolse vari contributi sull’interazione secolare fra uomo e natura che aveva plasmato i paesaggi del Padule di Fucecchio e delle colline delle Cerbaie. Contestualmente l’autore denunciava la devastazione prodotta dalle tumultuose trasformazioni che si verificarono nell’Italia del secondo dopoguerra.

In ambito locale era venuto meno l’ordine sociale che per secoli si era retto sullo sfruttamento delle risorse dell’incolto palustre e la Valdinievole, investita da rapidi processi di industrializzazione ed urbanizzazione, era interessata da un grave problema di inquinamento idrico. Su scala globale nel 1971 era stata firmata la convenzione di Ramsar per la salvaguardia delle zone umide, riconosciute come patrimonio naturale di grande valore ecologico.

Il volume ripercorre la storia della lotta per la tutela della più estesa palude interna dell’Italia peninsulare attraverso il materiale archivistico prodotto da esponenti dell’associazionismo ambientalista, una ricca pubblicistica di matrice tecnico-scientifica che ha costituito il retroterra di conoscenza sul quale si è impostato il dibattito sul destino del Padule e la stampa periodica e quotidiana locale, che quel dibattito l’ha ospitato.

A 27 anni dall’istituzione della riserva naturale del Padule di Fucecchio si indagano le ragioni che hanno ritardato la nascita di un’area protetta, annunciata all’inizio degli anni ’70 dalla provincia di Firenze e non realizzata nel 1989 dalla provincia di Pistoia alla fine di un lungo iter e di una faticosa concertazione.

Emilio Bartolini è laureato in Scienze Storiche all’Università degli Studi di Firenze con una tesi di storia ambientale sul Padule di Fucecchio nel XX secolo, lavoro che ha costituito l’ossatura di questo libro. Collabora con l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in provincia di Pistoia nella gestione della biblioteca dell’ente e a progetti inerenti alla didattica e alla divulgazione storica. Ha prestato servizio volontario con organizzazioni impegnate nel campo della conservazione della biodiversità e degli ecosistemi presso la riserva naturale del Padule di Fucecchio e in altre aree di pregio naturalistico della Toscana e dell’Abruzzo. È alla sua prima pubblicazione monografica.

[dal sito dell’Istituto di Pistoia]




Quando scomparve uno stato. Le guerre jugoslave 1991-1999. Nuova edizione di “Scenari del XX secolo”

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨. 𝐋𝐞 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐞 𝐣𝐮𝐠𝐨𝐬𝐥𝐚𝐯𝐞 𝟏𝟗𝟗𝟏-𝟏𝟗𝟗𝟗
Riparte per l’anno scolastico 2023-24 il progetto “𝐒𝐜𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐗𝐗 𝐒𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨” rivolto alle scuole secondarie di secondo grado.

Progetto didattico a cura dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in provincia di Pistoia.

Info e iscrizioni: 0573 374511 | i.barontini@provincia.pistoia.it

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La Costituzione si impara a scuola. Progetto per le scuole della provincia di Pistoia.




Bando per incarico di ricerca sulla storia dell’Istituto pistoiese della Resistenza a 50 anni dalla fondazione.

Si riporta di seguito il bando di selezione per 1 ricercatore/ricercatrice nell’ambito del conferimento di un incarico di ricerca storica: “1974-2024: mezzo secolo di storia dell’istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea in provincia di Pistoia”.

ISRPT – Bando ricerca storica 50° anniversario 1974-2024

Scadenza per la presentazione delle domande 10 novembre 2022 ore 12.00.
le domande possono essere inviate a ispresistenza@tiscali.it




Una piazza per Franco Serantini. Lettera aperta di intellettuali pisani.

Nel contesto del 50° anniversario dell’uccisione di Franco Serantini, che sarà ricordato da un denso calendario di importanti iniziative promosse dalla Fondazione omonina nel mese di maggio p. v., un gruppo di intellettuali pisani rivolge alle Istituzioni cittadine una lettera aperta per chiedere che gli sia intitolata piazza san Silvestro a Pisa come atto di riparazione all’ingiustizia subita.

Lettera aperta_per_Serantini.




Presentato in provincia di Lucca il libro di M. Battini su Franco Serantini

Venerdì 4 Marzo, alle ore 18, presso la Casa del Popolo di Verciano (Lucca), si è tenuta la presentazione del libro di Michele Battini “Andai perché ci si crede”, il testamento dell’anarchico Serantini, appena uscito per Sellerio.

Il titolo evoca la frase che Serantini pronunciò davanti al giudice che lo interroga dopo l’arresto in risposta alla domanda sul perché avesse partecipato alla manifestazione del 5 maggio, che fu poi la causa della sua morte.

L’evento è stato organizzato dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Lucca in collaborazione con la Società Popolare di Mutuo Soccorso “Giuseppe Garibaldi” e Alternativa libertaria.

Ha introdotto la presentazione Armando Sestani, presidente della SPMS ed è poi intervenuto Mario Salvadori che ha rievocato l’ambiente in fermento della federazione anarchica negli anni ’70 fra Pisa e Lucca: “l’esperienza storica dell’anarchismo era stata falciata dal fascismo e prima del ’68 non ci fu una cultura di mezzo dell’anarchismo, prima della rifioritura negli anni ‘70”. Franco Serantini si era formato in questo humus ma era un compagno che spaziava per i suoi interessi, ad esempio aveva dato una mano al “mercatino rosso” al Cep, quartiere in periferia di Pisa, aveva partecipato a quella manifestazione contro il comizio di Niccolai promossa da Lotta Continua, e in questa manifestazione venne massacrato, vittima in primis della polizia, ma anche del giudice che non tenne conto del fatto che davanti aveva un ragazzo che stava morendo, e dei medici e infermieri che ignorarono i gravissimi danni fisici subiti nel pestaggio.

 A presentare il libro è stato Paolo Pezzino, presidente dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, che ha messo in rilievo come questo testo sia frutto non tanto di una esperienza autobiografica (Battini stesso è stato un militante di Lotta Continua) ma soprattutto una accurata ricostruzione del massacro di Serantini e delle vicende successive “la grande congiura dell’omertà”, basata su fonti (anche dell’archivio privato dell’autore) e atti giudiziari.

“Il grosso pregio del libro è quello di contestualizzare la vicenda del giovane anarchico nella storia di Pisa di quegli anni, che era una realtà industriale (il 37% della popolazione lavorava nell’industria), un luogo dove gli studenti, non solo universitari, si erano uniti agli operai, un laboratorio dei gruppi della sinistra alternativa per la creazione di un contropotere non solo verso le istituzioni dello Stato ma anche del patronato e dei sindacati, del partito comunista che sembrava non aver capito i veri bisogni del proletariato”.

“Questa creazione non escludeva il ricorso alla violenza, una violenza che viene teorizzata ma non praticata e che esclude il terrorismo. Una violenza che è anche difensiva nei confronti di quella praticata dallo Stato”. E a tale proposto viene citato l’episodio di fronte al noto locale versiliese “La bussola”, il 31 dicembre 1969, quando ai pomodori lanciati dai manifestanti, che contestavano un’ostentazione di ricchezza percepita come uno schiaffo alle condizioni di vita della grande maggioranza dei cittadini, la polizia rispose con le pallottole. Una di queste ha reso paralizzato a vita Soriano Ceccanti, di appena 16 anni.

L’antifascismo militante dei gruppi della sinistra alternativa riteneva che nelle piazze non ci dovesse essere spazio per i fascisti, per Almirante e il Movimento Sociale. “Camerata basco nero il tuo posto è al cimitero”, “Almirante boia”, “PS = SS” alcuni slogan gridati.

È in questo contesto che avvengono i tragici episodi di Pisa il 5 maggio ’72, in cui i gruppi della sinistra militante vogliono impedire il comizio di Niccolai e in cui trova la morte il ventenne Franco Serantini “agnello sacrificale che viene massacrato con una violenza che non ha giustificazione neppure nel clima di quei tempi”.

L’autore conclude la presentazione approfittando il tema della violenza in una Italia che aveva visto

Piazza Fontana nel dicembre ’69 e tentativo di colpo di stato di Borghese nello stesso mese dell’anno successivo.

L’evento si chiude ascoltando La ballata di Franco Serantini, che Piero Nissim scrisse all’indomani della morte del giovane anarchico.